Tutti sanno che in famiglia quello infaticabile quando si tratta di cambiare il mondo non è lui, Barack, ma lei, Michelle. Non c’è bisogno di aver letto il racconto a tinte morbide del lavaggio dei panni sporchi della Casa Bianca fatto da Jodi Kantor e pubblicato con un titolo da telefilm anni Ottanta, “The Obamas”, per sapere chi è il decisionista della coppia. Michelle fa il clima, detta legge, taglia teste di consiglieri mentre serve verdure di stagione alla tavola del docile marito; il libro offriva un’oleografia della first lady a tal punto dettagliata che per non rimpicciolire la figura dell’altro inquilino della Casa Bianca le è toccato andare in televisione a spiegare che non è la “angry black woman” che esce dal ritratto, ma una silenziosa spalla sulla quale il commander in chief può appoggiarsi in qualsiasi momento.