New York. Al grido di “fuori i politici, largo ai tecnici” il governo Monti ha finito per dare spazio ai cencellismi anche nelle nomine apparentemente meno sensibili, quelle dei civil servant senza tessera e colore. L’esempio perfetto dello scambio politico sotto mentite spoglie è la nomina dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata alla Farnesina. Che il ministro degli Esteri da pochi giorni in carica sia vicino a Gianfranco Fini è un fatto noto almeno da quando, nel 2003, l’allora ambasciatore italiano in Israele organizzò uno degli atti fondativi della svolta finiana, il viaggio a Gerusalemme in cui Fini parlò del fascismo come parte del “male assoluto”.