Una fine del mondo lamentosaRileggere “Imperio” di De Roberto per capire cosa c'è dietro la polemica sulla salma di Vittorio Emanuele terzodiMatteo Marchesini31 DIC 17
Il fascismo, forma che si dà a un vuotoIl comunicato degli skinhead a Como, col suo tono da polveroso editoriale, suona tanto più sinistro in quanto sembra scollato dalla violenza che minacciadiMatteo Marchesini17 DIC 17
Szabó, animale letterario fantasticoLa scrittrice, cresciuta col latino come lessico famigliare, ha tentato una riscrittura dell’Eneide, dove allude ai regimi che si sono succeduti nella sua UngheriadiMatteo Marchesini5 NOV 17
Aria da Scientology attorno a certi autoriPerché i lettori di certi scrittori sono diventati fan con un pregiudizio positivo davanti a qualunque opera che appaia “intelligente”, ossia che ostenti il lavorio ingegneristico dell’intelligenza come contenuto primodiMatteo Marchesini22 OTT 17
Lo Strega e gli scrittori traditoriMan mano che la letteratura perde rilevanza sociale cresce il suo misero bisogno di essere riconosciuta subito come tale. Non si salvano neppure i finalisti del premio letterariodiMatteo Marchesini6 LUG 17
Il populismo narrativo nell'Italia degli scrittori "impegnati"Siamo davanti al tradimento del preteso impegno civile, l’accettazione di un “ruolo” corporativo e di una visibilità a cui non corrisponde nessuna reale “funzione”diMatteo Marchesini19 MAR 17
Il torbido OrianiIntellettuale stravagante, narratore di razza. In “Vortice” o “Gelosia” scandaloso fino al kitsch. Uno scrittore di un secolo fa da riscoprirediMatteo Marchesini16 GEN 17
Classiche stroncatureSfatare luoghi comuni, classici alla mano: Savinio per rottamare la passione per Celati, Orwell per i putiniani de noantri, Arendt per i nostalgici del partito-ideologicodiMatteo Marchesini25 NOV 16
Ariosto, mezzo millennio dopo, è oscuramente fraterno alla nostra èraA mezzo millennio dalla prima edizione dell’“Orlando furioso” (1516), ci si potrebbe divertire a cogliere qualche affinità tra il nostro presente e il contesto storico riflesso fantasticamente nel poema.diMatteo Marchesini11 OTT 16
L’europeo inerteIl Vecchio continente de “Il signor Norris se ne va” è d’altri tempi. Quelli futuri. Adelphi ristampa il romanzo del trentenne scrittore inglese Isherwood che esprime sentimenti che oggi appartengono a tutti. Il senso di spensierata fatuità non rende meno tremenda la descrizione della vittoria nazista, e viceversa.diMatteo Marchesini15 AGO 16