Ci sono eventi culturali che, per il loro significato simbolico, sigillano il senso di un’epoca. L’inaugurazione, in pompa magna, del museo ebraico di Mosca, il più grande d’Europa, è uno di questi. Dice infatti al mondo, che magari si era un po’ distratto, quanto sia cambiata la condizione degli ebrei nella nuova Russia, in una nazione dove tradizionalmente l’antisemitismo ha sempre trovato un assai fertile terreno.