Primi giorni di Mostra veneziana, prime delusioni. E’ un classico: si leggono i titoli in programma, si contano i registi che ci interessano, si leggiucchiano le trame (non troppo, i festival sono ormai gli unici luoghi, in epoca internettiana, dove capita di vedere un film senza aver curiosato prima tra decine di recensioni, non vale la pena di guastarsi il piacere). Si parte convinti che sarà un anno magnifico, che dimenticheremo il buco del nuovo Palazzo del Cinema (tutta colpa di Francesco Rutelli, ha fatto sapere Giancarlo Galan in un’intervista al Corriere della Sera edizione locale), che le code per entrare in sala saranno dimenticate appena cala il buio.