L’idea di pensionarsi non gli era mai passata per la testa. Son cose che fanno gli scrittori come Philip Roth o Alice Munro: dopo aver tanto faticato a girare le frasi di un romanzo o a costruire racconti perfetti, decidono che l’arte è troppo lunga e la vita troppo breve per morire con la penna in mano. Elmore Leonard a scrivere si divertiva, stava lavorando al suo romanzo numero quarantasei. Pubblicò i suoi primi racconti su riviste pulp – quelle vere, non quelle che oggi si fingono tali per farsi meglio notare dai critici. Nel 1967 abbandonò il lavoro da pubblicitario – lo stesso che faceva Salman Rushdie ai tempi di “Mad Men” – per darsi prima ai western e poi alle storie criminali, quando i cavalli e cowboy cominciavano a perdere lettori.