Se guardate bene, tra i clienti seduti al caffè della vecchia Gare Montparnasse – dove Martin Scorsese ambienta l’incantevole “Hugo Cabret”, 11 nomination agli Oscar – c’è un signore con la paglietta e gli occhiali tondi che somiglia come una goccia d’acqua a James Joyce. Sta vicino alla fioraia e al signore grasso che corteggia l’anziana signorina con il cagnolino (gelosissimo, smetterà di ringhiare soltanto quando l’uomo, con colpo di genio seduttivo, lo distrae facendogli conoscere una cagnetta).