Non è la prima volta che la voce di Orson Welles arriva a noi con ritardo esagerato. Nel 1968 Peter Bogdanovich gli fece una serie di interviste, le prime a Beverly Hills, poi in Messico e in Europa. Aveva intenzione di ricavarne un libro, come François Truffaut con Alfred Hitchcock. I nastri vennero trascritti e dimenticati in uno scatolone. L’intervistato cercava soldi per film che quasi mai riusciva a chiudere, campava facendo l’attore e incassava anticipi promettendo agli editori autobiografie. L’intervistatore ebbe il suo periodo d’oro, all’inizio degli anni 70, con “L’ultimo spettacolo”, “Ma papà ti manda sola?” e “Paper Moon”. Seguiti da tre disastri e dalla tragedia di Dorothy Stratten, ex playmate e sua amante, uccisa dal marito geloso dopo le riprese di “E tutti risero”.