Ogni paese fa storia a sé, ma una tendenza comune nel panorama politico europeo oggi c’è: nella più profonda crisi economica che il continente attraversa da decenni, i partiti della sinistra socialdemocratica non riescono ad aggiudicarsi il “dividendo” di consensi che sarebbe lecito attendersi. Il voto tedesco di domenica, con l’Spd fermo al 25,7 per cento e mai così distante dai cristiano-democratici di Angela Merkel (41,5), ne è l’ennesima conferma. Poi ci sono le grandi coalizioni (8 su 17 paesi dell’Eurozona, molte a guida liberale) e l’avanzata conservatrice perfino nei paesi scandinavi. Boggero Merkel e la manutenzione dell’Europa - Affaticati Merkel nei libri di storia