L’esultanza diffusa tra media e politica in merito alle proposte comuni di Confindustria e sindacati “per l’occupazione e la crescita”, presentate due giorni fa alla festa del Pd di Genova, è stata sopita ieri dai numeri tutt’altro che lusinghieri sulla crescita italiana. Secondo l’Interim economic assessment dell’Ocse, infatti, la nostra sarà l’unica tra le maggiori economie del pianeta a chiudere il 2013 in recessione. Il pil italiano scenderà dell’1,8 per cento (dopo il meno 2,4 fatto segnare nel 2012), mentre gli Stati Uniti cresceranno dell’1,7 (dopo il 2,8 del 2012), il Regno Unito dell’1,5 per cento (dopo il più 0,2 del 2012), la Germania dello 0,7 (più 0,9 nel 2012). Prado Il mostro togato europeo che rischia di soffocare le imprese italiane