Nell’inverno del 1988 i cantieri Lenin di Danzica erano quanto di più grandioso si potesse chiedere all’internazionale operaia. C’erano ventimila uomini al lavoro senza riposo per costruire la flotta dell’Unione sovietica, navi d’assalto per la Bulgaria e sottomarini per la Germania orientale, c’erano gru, carrelli, ciminiere e luci accese per tutta la notte, ogni notte dell’anno: sarebbe stata una scena perfetta persino per un video dei Pink Floyd. Ma quelli erano anche tempi difficili in Polonia, la crisi aveva spinto il governo ad annunciare la chiusura dei cantieri e Solidarnosc sfidava l’esercito di fronte ai cancelli e nelle strade di Nova Huta, il quartiere in cui viveva la maggior parte degli operai. Peduzzi Iron lady, sexy lady - Mancuso Maggie e la laundrette