L’avranno presa male soprattutto a Foggy Bottom, nel quartier generale del dipartimento di stato americano, dove pensano che gli affari con Putin siano storie di spionaggio e satrapi orientali. Questa volta, nella dacia del presidente russo s’è visto un tipo pacato come Mario Monti, uno che pare piuttosto lontano dai romanzi sul Grande Gioco. Il premier italiano ha chiuso lunedì una visita di due giorni in Russia, la prima da quando è capo di governo: a Mosca ha salutato il patriarca della chiesa ortodossa e il primo ministro, Dmitri Medvedev, poi è volato a Soci per un incontro nella residenza Bocharov Rucej, la villa di Putin sulle coste del mar Nero.