La solita Italia: fa un gran primo tempo, lascia agli avversari briciole, palla a terra entra in area una decine di volte, spreca malamente tre-quattro occasioni, conquista un vantaggio più che meritato. Poi di colpo si stringe “a coorte”. Cominciano i guai e arriva l’angoscia. Come se scattasse nella mente dei calciatori il mantra, l’ossessione ripetuta dai commentatori di professione da giorni, per ogni giorno, attenti a questa Croazia, scuola slava, talentuosa, imprevedibile, nel Dopoguerra non l’abbiamo mai sconfitta. Leggi Metamorfosi dei commenti in soli 90 minuti di Jack O'Malley