Personalmente non ho mai considerato “Il Gattopardo” un romanzo epocale, ma è chiaro che la sua popolarità in Italia è dovuta al fatto che la propensione nazionale a cambiar tutto perché non cambi nulla si ripresenta con ripetitività estenuante. L’ultimo caso è quello della riforma universitaria. Sono stato uno dei non molti che hanno creduto nel proposito di introdurre con la riforma il principio del merito, smantellando il prepotere delle baronie, e che firmarono un appello per difenderla. Oggi non lo firmerei neppure sotto tortura, vista l’incredibile porcheria che, passo dopo passo, si è riusciti a confezionare, tradendo in toto i propositi iniziali