Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale un marziano cretino atterra negli Stati Uniti e penetra nottetempo, quando non c’è nessuno, in un laboratorio dove si trova uno dei primi grandi calcolatori digitali. “Che macchina primitiva!”, esclama tra sé e sé il marziano cretino. “Cosa mai potrà fare?”, si chiede. Una trentina di anni dopo atterra di nuovo per curiosare e scopre che ora sono spuntati dei calcolatori molto più veloci e meno ingombranti. “Un’evoluzione interessante”, commenta prendendo appunti su un avanzatissimo taccuino elettronico e riparte sul suo disco volante.