Bernard Tapie non è un santo. Al di là di ogni ragionevole dubbio, non lo si può nemmeno definire un innocente. Ma la persecuzione giudiziaria di cui è vittima, da quando François Hollande ha fatto il suo ingresso all’Eliseo, appare come una resa dei conti finale tra i grandi protagonisti del lungo regno di François Mitterrand in Francia. Mercoledì 10 luglio, cinque anni dopo che un tribunale arbitrale aveva ordinato allo stato francese di restituirgli più di 400 milioni di euro, due giudici di Parigi hanno ordinato il sequestro dell’intero patrimonio di Tapie.