“Jasoos israili!”. Una spia israeliana! L’urlo peggiore che può capitare di sentire al Cairo si alza in una stradina di Imbaba, un’area malmessa della capitale che da sola contiene sei milioni di abitanti, come se tutti gli abitanti della Libia fossero stipati in condomini senza orizzonte sulla riva ovest del Nilo. “L’israeliano, l’israeliano!”. Cosa ci farebbe una spia vera del Mossad proprio qui, invece che nei dintorni di una base per gli esperimenti nucleari in Iran o sotto i balconi degli hotel di Dubai dove s’incontrano i faccendieri del medio oriente, non c’è neppure il tempo di chiederlo.