Mark Mazzetti è un cronista del New York Times, si occupa di sicurezza nazionale, terrorismo e servizi segreti. Ha studiato dai gesuiti, ha un master in Storia a Oxford, è diventato una firma conosciuta durante gli anni del presidente George W. Bush con una serie di scoop sui misfatti compiuti dalla Cia (gli valsero una nomination al premio Pulitzer nel 2008, lo prese l’anno dopo). Mazzetti era “la buca delle lettere” degli insoddisfatti dell’agenzia di intelligence di Langley. Riceveva e pubblicava, dopo un gran lavoro giornalistico di verifiche e di contesto. Quando da dentro la sede dei servizi segreti volevano combattere la linea politica dettata dal governo, ecco arrivare l’articolo sul New York Times servito da Mazzetti grazie a “fonti che vogliono rimanere anonime”.