Nella notte di due giorni fa il presidente dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, ha lavorato con i leader delle proteste che da mesi vanno avanti nelle strade per dichiarare una tregua. Sperava che potesse portare a negoziati, ma è finita ancora prima di cominciare. Durante la mattinata di ieri gli scontri sono ripartiti, i manifestanti di piazza dell’Indipendenza hanno catturato 67 poliziotti (fonte ministero dell’Interno), la polizia ha sparato con l’autorizzazione del ministero dell’Interno – “ci sono dei poliziotti sequestrati, l’uso delle armi da fuoco ora è permesso” – (ma erano già state usate anche a gennaio), il giorno del tentativo più profondo di riconciliazione è diventato il capitolo di guerra civile in Europa più grave dai tempi dei Balcani. Carretta L’Ue s’accorda sulle sanzioni, a Kiev il team franco-tedesco-polacco ottiene le elezioni anticipate