Questa sera il presidente egiziano, Mohammed Morsi, prova a rispondere con un discorso alla nazione trasmesso in tv alla crisi di legittimità che lo sta colpendo. Dopo un anno di governo senza alcun progresso, una rivolta sanguinosa a gennaio a Port Said, un accordo per un prestito da 4,8 miliardi di dollari con il Fondo monetario internazionale ancora in sospeso pur dopo trattative interminabili, e dopo rigurgiti di repressione gravi, come quello contro le ong straniere, o sterili come quelli contro il comico Bassem Youssef e la pornografia, l’opposizione contro il presidente sta diventando robusta ogni oltre aspettativa.