Fino a che punto è “occidentale” la Germania? La domanda, secondo un numero crescente di analisti, tedeschi e non, è tornata d’attualità. Merito, innanzitutto, della crisi ucraina e di un partito filo russo che riaffiora in parti significative dell’establishment e dell’opinione pubblica tedesca, non solo per ragioni economiche: “Pensavate che i tedeschi fossero per antonomasia i campioni del diritto internazionale e di un ordine mondiale fondato sul diritto? Allora dovrete ricredervi”. Questo invito a scavare dietro le posizioni ufficiali di Berlino – simpatetica con i manifestanti che a fine febbraio spinsero alla fuga il presidente ucraino Yanukovich e contraria all’invasione della Crimea da parte di Mosca – è arrivato due giorni fa da Clemens Wergin, editorialista della Welt, sotto forma di editoriale per l’International New York Times. Leggi anche Giuli Così, molto prima di Molotov e Ribbentrop, Mosca e Berlino vagheggiavano la loro Europa rosso-bruna