No concertazione, no party. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella sua relazione di ieri per il congresso di Rimini, non ha mai citato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ma al governo si è rivolta eccome, e con toni più duri che mai. Non si è infatti limitata a criticare questa o quella misura, piuttosto ha accusato l’esecutivo di fare sua “una logica di autosufficienza della politica che sta determinando una torsione democratica verso la governabilità a scapito della partecipazione”. Renzi, come il premier Monti prima di lui, avrebbe dimostrato “insofferenza per la concertazione” con le parti sociali, negando loro “il ruolo di partecipazione e di sostanziamento della democrazia”. Guarda la puntata di Radio Elefante Susanna Camusso e la vecchia litania sulla democrazia in pericolo