Oggi Grover Norquist arriva a Roma, per parlare a una platea di giovani italiani che non sopportano l’oppressione del nostro fisco, e forse non si rende conto del paradosso. Il paladino anti tasse degli Stati Uniti, antesignano dei Tea Party e fondatore nel 1985 – per volontà di Ronald Reagan – del gruppo di pressione “Americans for Tax reform”, festeggerà qui da noi il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza americana. Proprio qui, nel paese europeo dove la pressione fiscale è tra le più alte in rapporto al pil. Ne è consapevole? “L’Italia e l’Europa, effettivamente, sulle tasse sono messe peggio dei miei Stati Uniti”, replicava ieri al Foglio un serissimo Norquist, protagonista a Londra della lecture annuale dell’Institute for economic affairs in memoria di Friedrich von Hayek.