Pianificare, l’aveva pianificata. E con largo anticipo: già all’inizio di settembre Giulio Tremonti aveva chiesto allo staff di predisporre la trasferta a Washington (con prenotazioni “chiuse” su voli di linea) per atterrarvi con largo anticipo rispetto all’apertura della sessione autunnale del Fondo monetario internazionale. Quindi il giorno del voto parlamentare su Marco Milanese, sul cui esito il ministro non manifestava ottimismo. Una fuga? Non è giusto definirla tale, forse: magari l’acuirsi, rispetto alla dura trincea italiana, di un’attrazione verso i consessi internazionali.