Raqqa è la prima capitale regionale a cadere in Siria. Quando lunedì è passata sotto il controllo dei ribelli, i suoi abitanti per prima cosa hanno legato un cappio a un bulldozer e alla statua del padre del presidente, Hafez al Assad, nella piazza centrale, e l’hanno tirata giù con la coreografia rabbiosa degli oppressi che si liberano: colpi di kalashnikov mentre cascava, lanci di scarpe, pisciate sulla faccia sbreccata, foto ricordo.