Nel primo giorno di lutto per la morte, nella notte italiana tra martedì e mercoledì, del presidente venezuelano, il cinquantottenne Hugo Chávez, si è parlato molto di avvelenamenti, speculazioni, verità e smentite. Il vicepresidente Nicolás Maduro, che è anche il delfino designato, pur se esistono dubbi costituzionali sulla sua nomina, ha sempre sostenuto che Chávez si stava prendendo il suo tempo per rimettersi, ma già da martedì mattina fonti ufficiali parlavano di un grave peggioramento – contestualmente all’accusa ai “nemici storici” di aver avvelenato il leader “come Arafat”.