C’è ampio consenso sulla priorità della crescita attuata con mezzi realistici (efficienza, ordine) e non idealistici (burocratismo, tasse). Venerdì scorso lo si è visto nella convergenza, o nella non troppa divergenza, tra il governo, la Confindustria, l’opposizione e i sindacati. Bene. Ma ora c’è una nuova questione: per fare più crescita saranno sufficienti azioni ordinarie oppure ci vorranno iniziative straordinarie?