Dal volo sopra la porta di Brandeburgo agli inferi dei bunker della capitale tedesca. Da “Il cielo sopra Berlino” a “Il crepuscolo”, due film che costituiscono due pietre miliari – previsione facile, anche se il secondo il pubblico ancora non l’ha visto – nella carriera di Bruno Ganz, 63enne attore svizzero di nascita ma fin da giovane tedesco per amore di cultura. Un tempo angelo tormentato dallo struggimento per gli umani, e ora trasformatosi in Führer, durante i suoi ultimi sei giorni di vita.