C’è questa novità. Mentre noi guardiamo Controcampo, Sandro Piccinini opera con i gesti e diventa Santoro. Ma in modo curioso, non ce ne accorgiamo: forse le forme televisive si equivalgono. L’invisibile fatto ha luogo al centro dell’arena, quando Piccinini pone le domande agli ospiti. Mentre ascolta le risposte, la sua buccia psichica trasmigra nell’involucro tele-gestuale dell’anchorman di Annozero. E’ un trance sottile, senza convulsioni e bava. Probabilmente, si tratta di una sconosciuta forma di sonnambulismo televisivo. Un Jekyll-Hide in serie A: ‘Il dottor Piccinini e Mr Santoro’. Il conduttore domanda all’allenatore della tal squadra se nel filmato Ibra mandi a quel paese Mancini in italiano o svedese. Piccinini ascolta la risposta e già si trasforma. Ha i fogli in una mano, socchiude gli occhi, scruta intenso l’interlocutore. Poi, con una mano si tocca lieve il mento. E’ fatta, è Santoro. Stilema meditativo dell’eretico di Rai 2. Analitico. Sornione come il gatto con il topo. Sorride e già sa tutto dell’altro. Piccinini, replica moderata di un radical.