C’è il terrore della generazione Cuperlo di sbiadire come i padri in dagherrotipo, dopo essersi aggiornata a Twitter. Ci sono le sopravvivenze e i destini personali, o forse l’inizio di un sobrio addio, dei kingmaker. Vedi D’Alema: “Ho impegni internazionali, lunedì sarò a Teheran”; oppure Bersani: “Matteo non usi la clava”, da perseguire con il pragmatismo che si raccomanda nei naufragi. E poi le gare di agilità e scaltrezza dei postdemocristiani al governo, Enrico Letta e Dario Franceschini, loro sì ancora in campo sotto l’ombrello, sempre più ampio e sempre meno dissimulato, del Quirinale.