L’austerità è stata molto più di una teoria economica. Ha rappresentato la strategia usata per affrontare la crisi europea negli ultimi due anni e solo ultimamente è stata messa in seria discussione dagli stessi organismi sovranazionali che l’avevano promossa. Non solo il Fondo monetario internazionale ma anche i governi che hanno assunto il consolidamento fiscale e la riduzione del debito pubblico come un assioma stanno cambiando posizione. Il governo tecnico di Mario Monti ne è stato l’esecutore per l’Italia, così come concordato con l’Unione europea e con l’economia dominante dell’Eurozona, quella tedesca. L’obiettivo di “mantenere i conti in ordine” è stato raggiunto almeno in parte: sebbene sia difficile centrare il pareggio di bilancio (reale) per quest’anno, le previsioni macroeconomiche dicono che il deficit non supererà il 3 per cento in rapporto al pil.