In quei salotti dell’alta società lombarda dove si è discusso per mesi su quale potesse essere l’assetto politico più congeniale al paese, qualcosa si è rotto. Come molti altri osservatori, banchieri e manager non avevano capito che il consenso popolare verso il movimento di Beppe Grillo stava aumentando. Oggi restano dunque lo choc per l’ascesa dell’ex comico e un affascinato stupore per la performance inattesa di Silvio Berlusconi. Ma il risultato concreto è una sconfitta su tutta la linea, perché il mondo della finanza e dell’economia aveva puntato su una possibile alleanza tra Partito democratico, che ha avuto un consenso inferiore alle aspettative, e Lista civica di Mario Monti, che ha ottenuto un risultato considerato deludente, il 10 per cento. Leggi Draghi minimizza il caos italiano e prepara il taglio dei tassi di Ugo Bertone - Leggi Per l’America, l’Ue è vittima più dell’austerità che dei governi instabili di Mattia Ferraresi - Leggi Viva la rupture del voto, ma entro settembre “ricomporsi”. Intervista a Giavazzi di Marco Valerio Lo Prete