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L’Italia trema con i terremoti di oggi a Pisa e Cosenza: c'entra il caldo? La risposta dell'Ingv

(Adnkronos) - Dopo il sisma di magnitudo 4.7 registrato venerdì scorso nella zona dei Campi Flegrei (Napoli), l’Italia oggi è tornata a tremare. In mattinata, alle 10:15, l’Ingv ha segnalato un terremoto di magnitudo 4.3 nel Pisano; poi, nel pomeriggio, poco dopo le 15, un altro c’è stato a Celico, tra Cosenza e Rende, di magnitudo 3.5. Paura tra la popolazione, sia in Toscana che in Calabria. Si tratta, tuttavia, di eventi non collegati tra di loro.  

Lo ha spiegato all’Adnkronos Carlo Meletti, sismologo della sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). “A Pisa abbiamo avuto uno sciame sismico con una decina di repliche, tutte di minore entità rispetto all’evento principale ad eccezione di una scossa di più di 3 gradi di magnitudo registrata intorno alle 13. Potrebbero essercene altre nelle prossime ore, ma la situazione è sotto controllo. Si tratta di terremoti legati a faglie che si muovono lungo la costa tirrenica toscana, che anche in passato hanno prodotto terremoti di magnitudo superiore a 4, come nel 1984 e nel 2003”, ha detto l’esperto, che ha precisato che non c’è alcun collegamento col terremoto di Cosenza: “E’ un altro mondo, qui c’è una sismicità storica ancora più importante, ma i due epicentri sono geograficamente troppo distanti”.  

Nessun collegamento neppure con l’ondata di caldo, che in questi giorni sta facendo segnare temperature record su tutta Italia. Sul web abbondano le ricerche sull'eventuale collegamento tra fenomeni: "Non c’è legame con i terremoti di oggi. Questi eventi si sviluppano a chilometri di profondità, che nulla hanno a che vedere con quello che avviene in superficie”.  

4 ago 2026

Aereo atterra e pilota vede un 'oggetto volante': "Era un Ufo"

(Adnkronos) - Un ufo... a Gatwick. Un pilota di un aereo di linea ha riferito di aver visto quello che assomigliava a tutti gli effetti a un "disco volante" proprio mentre si preparava ad atterrare all'aeroporto di Londra. Un mistero che è stato 'confermato' da un altro pilota, che ha riportato come quello che sembrava un drone si sia avvicinato al suo aereo, tanto da essere riuscito a vedere le eliche. 

L'incidente è avvenuto lo scorso aprile a Londra e da lì sono partite una serie di indagini: "Il pilota dell'A319 riferisce che, durante la discesa e una virata a sinistra, ha visto un drone, presumibilmente a forma di disco o 'disco volante', volare molto vicino in direzione opposta, alla stessa quota, passando accanto alla sua ala destra", si legge, secondo quanto riportato dal Sun, nel rapporto, "a circa 30-90 metri dall'ala del loro aereo. L'oggetto sembrava un disco con segni più scuri sul bordo, probabilmente un drone, ma non ne siamo certi". 

"Era molto vicino all'aereo, ma non è stata necessaria alcuna manovra evasiva poiché erano già in virata", la ricostruzione nel rapporto, secondo cui l'oggetto volante avrebbe sensibilmente ridotto la sicurezza del velivolo. Gli investigatori dell'Uk Airprox Board, per far luce sulla vicenda, hanno tirato in ballo un secondo 'incidente', verificatosi sempre a Londra: "Il pilota dell'A321 riferisce che, durante una virata a sinistra per l'avvicinamento all'aeroporto di Heathrow, è stato visto un drone sorvolare il lato sinistro dell'aereo a una distanza tale da poter distinguere dettagli come il colore, la forma e le singole eliche in rotazione". 

La scorsa settimana invece lo stesso Board che ha condotto le indagini ha rivelato come due piloti avessero riportato di un possibile Ufo in volo sul Mare del Nord, vicino a Norfolk, lo scorso febbraio. Un membro dell'equipaggio della petroliera Voyager ha visto l'oggetto non identificato volare a circa 30-40 metri di distanza a velocità sostenuta. E lo stesso ha confermato un pilota del caccia Typhoon, che avrebbe visto il presunto Ufo mentre si recava a fare rifornimento. 

 

4 ago 2026

Ceuta, Ue: "Crisi risolta, superato il test sul confine esterno"

(Adnkronos) - La crisi migratoria di Ceuta era "un test" per la "resilienza europea" e per la solidità del confine esterno dell'Ue. E, secondo il commissario alle Migrazioni Magnus Brunner, l'Ue questo test "l'ha passato". Dopo cinque giorni di liti tra gli Stati membri, la presidenza di turno irlandese è riuscita, convocando una riunione dei ministri dell'Interno in videoconferenza su richiesta dei leader, a tamponare una crisi d'agosto che ha esposto davanti a tutti le profonde divisioni che percorrono l'Ue, specie su un tema politicamente ipersensibile come le migrazioni.  

Le immagini delle decine di migliaia di giovani marocchini che hanno attraversato a nuoto la frontiera con la città spagnola sulla costa nordafricana hanno mandato l'intera Ue in cortocircuito, inclusa la Commissione. La presidente Ursula von der Leyen, in occasione di precedenti crisi migratorie non dissimili, si era recata a portare solidarietà ai governi europei vittime di attacchi ibridi, in cui le migrazioni erano usate come un'arma.  

Nel marzo 2020, mentre la Lombardia chiudeva a causa del Covid, von der Leyen, davanti ai migranti inviati sugli autobus dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan, era al confine greco-turco per dire che la Grecia era l''aspida', lo scudo dell'Europa, a fianco del premier Kyriakos Mitsotakis (Ppe). Il 17 settembre 2023, con Giorgia Meloni (Ecr), era in visita a Lampedusa, nel cuore di una grave crisi migratoria. Il 31 agosto 2025 era al confine tra Polonia e Bielorussia, al fianco del premier Donald Tusk (Ppe). 

Questa volta, davanti all'afflusso di decine di migliaia di cittadini marocchini, e non solo, secondo molteplici testimonianze incoraggiati ad andare a Ceuta dalle autorità di Rabat, si è limitata a twittare che le immagini erano "inaccettabili", senza alcun accenno di solidarietà con la Spagna del socialista Pedro Sanchez. 

E' noto che nel Ppe il Partido Popular conta parecchio. E si sa che i Popolari spagnoli non hanno ancora digerito la sconfitta politica che ha loro inflitto Pedro Sanchez alle ultime elezioni politiche, grazie anche alla deludente prestazione di Vox. Questa combinazione di fattori determina frequenti tracimazioni della politica interna spagnola, ad alto tasso di conflittualità, a livello dell'Unione.  

Per l'ex Alto Rappresentante Josep Borrell, a Ceuta "è morta" la solidarietà europea, dato che la Spagna ha subito un "attacco ibrido" e i Paesi partner, anziché aiutarla, l'hanno criticata. I ministri dell'Interno, riuniti oggi in videoconferenza, hanno espresso "forte solidarietà" alla Spagna, hanno fatto le "condoglianze" per le decine di persone morte nel tentativo di raggiungere Ceuta e hanno riconosciuto che la comunicazione dell'Ue, specialmente in tempo di crisi, dovrebbe essere più "coerente".  

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che i controlli alle frontiere introdotti dall'Italia non sono una misura "contro la Spagna", alla quale ha espresso "solidarietà", per poi ricordare che nel 2023 l'Italia dovette caricarsi sulle "spalle" la crisi di Lampedusa, mentre gli altri Paesi si preoccupavano solo di evitare i "movimenti secondari". I controlli di frontiera, ha ricordato dal canto suo il commissario Brunner, devono essere "temporanei" e motivati: la Commissione condurrà una "valutazione", ha detto, esprimendo comprensione per la decisione presa dalle autorità italiane, "perché la gente era preoccupata". 

Tuttavia, ha aggiunto, "ora la situazione è cambiata", perché è chiaro ormai che il confine esterno dell'area Schengen non è stato violato neanche da un singolo migrante di quelli entrati a Ceuta, dato che per volare o navigare dall'exclave alla Spagna occorre passare il confine, come se si arrivasse dal Senegal.  

La lettera dei 22 capi di Stato e di governo di sabato scorso, che criticava le politiche spagnole, non portava la firma né del presidente francese Emmanuel Macron (Renew), né di quello portoghese Luis Montenegro (Ppe). Francia e Portogallo sono gli unici due Paesi che hanno un confine terrestre con la Spagna e dunque sono, in teoria, quelli maggiormente esposti ad eventuali movimenti secondari dei migranti arrivati a Ceuta, molti dei quali sono tornati indietro. 

Brunner ha anche escluso che ci sia un "legame diretto" tra le regolarizzazioni di migranti disposte dalla Spagna e la crisi migratoria di Ceuta. Questa misura era già stata oggetto di critiche durante il Consiglio Europeo di giugno, critiche alle quali il premier Pedro Sanchez aveva risposto facendo notare che si tratta di una competenza esclusivamente nazionale e che l'economia spagnola ha bisogno di personale.  

Il commissario Brunner, pur riconoscendo che si tratta di una competenza nazionale e che la maggior parte dei regolarizzati sono latinoamericani, quindi vicini agli spagnoli per cultura e per lingua, ha fatto chiaramente capire che la misura alla Commissione non è affatto piaciuta: "Non è un bel segnale, proprio no", ha detto.  

Il problema, ha fatto capire Brunner, è che le immagini di Ceuta, con la loro potenza, hanno oscurato i progressi fatti finora dall'Ue nel porre sotto controllo l'immigrazione irregolare. "L'immigrazione clandestina - ha rivendicato - è diminuita del 55% negli ultimi due anni e di quasi il 40% dall'inizio dell'anno. Ciò ha comportato che poco più di 49mila persone hanno attraversato illegalmente i confini esterni dell'Unione Europea".  

Si tratta, ha spiegato Brunner, all'incirca dello "stesso numero di persone arrivate nelle sole isole greche in una singola settimana di ottobre 2015". Questo calo degli arrivi comporta anche, ha notato, "una diminuzione delle richieste di asilo in tutta l'Unione Europea". In Germania, ad esempio, "i numeri sono diminuiti di oltre un terzo anche quest'anno. La Svezia, ad esempio, ha registrato 8.400 domande l'anno scorso. Si tratta del dato più basso degli ultimi 40 anni. La Danimarca ne ha registrate 1.800 entro la fine di novembre. Anche lì si tratta di un minimo storico".  

Per Brunner, "sotto ogni punto di vista, l'Europa non ha avuto un controllo così elevato sull'immigrazione clandestina da decenni. Ma, ovviamente, gli eventi di Ceuta, e questo è piuttosto chiaro, dimostrano che le immagini drammatiche hanno più peso delle migliori statistiche".  

Il commissario ha poi definito "legittimi", per il diritto Ue, gli hub per i rimpatri ubicati in Paesi terzi sicuri che "cinque o sei Paesi" vorrebbero creare, anche come deterrente contro le partenze, dei quali ha parlato esplicitamente il ministro Piantedosi invitando a superare "vecchi tabù". Ha però invitato a guardare anche alla possibilità, ora prevista dal diritto Ue, di espletare le procedure di asilo in Paesi terzi sicuri. Per Brunner, comunque, la crisi di Ceuta è ora "risolta". 

Non lo è quella latente tra i Socialisti europei. La seconda famiglia politica dell'Ue conta tre capi di Stato e di governo in carica: lo spagnolo Pedro Sanchez, la danese Mette Frederiksen e il maltese Robert Abela. Gli ultimi due hanno firmato la lettera dei 22 capi di Stato e di governo di sabato, che criticava le politiche spagnole del loro compagno Sanchez. Si vedrà al rientro dalle vacanze se questa frattura avrà prodotto degli effetti visibili nel gruppo S&D e nel Pes.  

Da parte dell'Ue, poi, nessuno si è pubblicamente esposto contro il Marocco, il Paese che detiene il rubinetto delle migrazioni verso la Penisola Iberica e, ancora di più, come si è visto, verso le enclave di Ceuta e Melilla. "L'integrità dell'area Schengen è stata preservata - ha detto Brunner - e questo è il risultato di una stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione negli ultimi giorni. Voglio ringraziare la Spagna e l'amministrazione di Ceuta per aver ristabilito l'ordine e per aver lavorato a stretto contatto con il Marocco, per garantire un rapido ritorno alla normalità".  

La monarchia nordafricana ha uno Stato che funziona e ha già dimostrato in passato di poter controllare a suo piacimento i flussi migratori verso le enclave spagnole. Rabat ha rapporti consolidati con l'Ue ed è un Paese molto importante, come hanno lasciato intravedere alcuni elementi emersi dall'inchiesta belga sul cosiddetto Qatargate. Non pochi a Bruxelles pensano che, se non fosse stato per i Mondiali di calcio in Qatar che richiamava l'attenzione dei media internazionali, quell'inchiesta avrebbe avuto un nome diverso.  

4 ago 2026

'Fascisti 2.0', scontro alla Camera tra M5S e Futuro Nazionale

(Adnkronos) - "Fascisti 2.0". È scontro alla Camera tra Movimento 5 Stelle e Futuro nazionale durante l'esame degli ordini del giorno collegati al disegno di legge contenente misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo, in particolare del documento presentato dalla deputata pentastellata Susanna Cherchi a sostegno delle imprese operanti nel settore della canapa industriale. 

"Quel Duce lì, il caro Benito del busto che c'è nell'ufficio del presidente La Russa, nel 1935 -attacca il deputato Cinquestelle Antonino Iaria- aveva implementato le coltivazioni di canapa per aumentare l'autarchia del nostro Paese, perché aveva delle sanzioni, per avere materia prima, questa è storia. Quindi io dico, se vi vedesse, se vi vedesse il duce adesso che bloccate la canapa, cosa direbbe? Ragazzi, non è perchè qualcuno che si fuma le canne voi bloccate una filiera industriale che riesce a recuperare ettari di terreno. Questo è il tema di oggi, cari fascisti 2.0". Un'espressione ripetuta più volte che porta il vicepresidente della Camera e presidente di turno dell'Assemblea, Sergio Costa, anch'egli esponente M5S, a richiamare il collega, chiedendogli se si riferisca a qualcuno in particolare. 

"Mi riferisco al generale e in generale", replica Iaria. "Anche io sono un generale", ribatte Costa. "Quando una collega di Fratelli d'Italia dice 80 volte Giuseppi prendendolo in giro -riprende Iaria riferendosi agli attacchi rivolti a Giuseppe Conte- non viene interrotta, io faccio un discorso politico, perché per me il fascismo esiste e va combattuto e lei mi ferma perchè ho detto fascismo? Se loro si sono arrabbiati, forse perché si sentono toccati?" "L'importante -insiste Costa- è che non si riferisce a nessuno in Aula". 

 

Passa qualche minuto e prende la parola Rossano Sasso, di Futuro Nazionale: "Noi possiamo essere accusati di essere una componente identitaria, sovranista, di destra vera, l'unica qua dentro", dice il parlamentare della formazione di Roberto Vannacci. "Però, presidente, non è consentito a nessuno di dire quello che ha detto il collega Iaria. O lei interviene ogni volta che Iaria dà spettacolo e segni di degrado in quest'Aula altrimenti così non va bene, presidente. Detto questo, è evidente che il tema sia caro al Movimento 5 Stelle, però presidente, per suo tramite, io dico: ma il livello del dibattito di quest'Aula ogni qual volta interviene un esponente del Movimento 5 Stelle, può essere sempre simbolo di degrado? È ora di finirla". 

Sempre da Futuro nazionale sceglie la strada del sarcasmo Gianangelo Bof: "L'onorevole Iaria, sostenendo il suo emendamento sulla filiera della canapa, si riferisce al periodo fascista, perché riconosce che in quel periodo le istanze del Movimento 5 Stelle erano portate avanti proprio dal duce nel ventennio. Complimenti onorevole Iaria, il fatto che lei abbia scoperto la storia, finalmente, ci fa sommo piacere e il fatto che a sinistra si riconosca veramente la storia del nostro Paese ci fa piacere". 

4 ago 2026

Ucciso per aver aiutato una sconosciuta, gip conferma il carcere per l'uomo che lo ha investito

(Adnkronos) - Resta in carcere Mirko Bertellini, il 44enne fermato per l’omicidio di Federico Venco, investito mortalmente a Somma Lombardo, in provincia di Varese. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Anna Giorgetti, la quale ha convalidato l'arresto e confermato il carcere. L'uomo, difeso dall'avvocata Federica Luoni, non ha risposto all'interrogatorio ma si è limitato a brevi dichiarazioni spontanee.  

La vittima, 36enne, figlio dell'ex sindaco di Samarate, si era fermata per aiutare una donna che aveva smarrito la strada per il cimitero della Maddalena, dove aveva un appuntamento. Arrivati a destinazione, però, l'ex compagno della 39enne, vedendola insieme a Venco, ha ipotizzato una relazione tra i due, quindi avrebbe accelerato tamponando la moto guidata dal 36enne, sbalzandolo dalla sella e provocandone la morte sul colpo. 

Su quello che all'inizio sembrava un incidente stradale indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Busto Arsizio, che stanno cercando di chiarire le reali intenzioni dell'uomo per quell'appuntamento con l'ex compagna. Si attendono gli esami accertamenti tossicologici e alcolemici sull'indagato e gli esami autoptici disposti sulla vittima.  

"All’improvviso, sentii il rumore di un motore che si accendeva con violenza. Poi una sgommata. Un rumore che non dimenticherò mai. Mi voltai appena il tempo di vedere una macchina uscire a tutta velocità. La riconobbi subito. Era l’auto di Mirko. In quel momento pensai che volesse investire me. Mi preparai a morire. Invece mi superò e puntò dritto verso Federico". E' un passaggio del lungo racconto, in un'intervista esclusiva a 'Lettera 14' del giornalista Salvo Sottile, della donna che Federico Venco ha aiutato per poi essere investito e ucciso. 

La donna racconta quei drammatici momenti: "Assistevo a tutto senza poter fare nulla. Urlavo dentro il casco. Gridavo di fermarsi. Ma nessuno poteva sentirmi. Solo dopo ho capito cosa era successo nella testa di Mirko. Lui era convinto che io non sarei mai andata da sola all’appuntamento. Pensava che mi fossi fatta accompagnare dal mio nuovo compagno. Era sicuro che quell’uomo davanti a me fosse il mio amante. Probabilmente era nascosto poco distante, ci stava aspettando. Quando ci ha visti arrivare insieme ha creduto di aver avuto la conferma della sua ossessione. In quel momento Federico era già stato condannato a morte senza nemmeno sapere perché. Lui non sapeva nulla di me. Non conosceva Mirko. Non sapeva nemmeno il mio cognome. Era soltanto un ragazzo che si era fermato ad aiutare una sconosciuta". 

La donna si è detta in quel momento convinta che "dopo Federico sarebbe toccato a me" ma "a salvarmi fu una coincidenza. O forse il destino. Ancora oggi non so come chiamarlo" ossia l'arrivo di una macchina con delle persone che si sono fermate. La donna si rivolge alla famiglia di Venco con la quale vorrebbe parlare: "Forse oggi mi odiano. Forse pensano che sia colpa mia. Io non posso pretendere il loro perdono. Posso soltanto chiedere di ascoltarmi. Vorrei dire ai suoi genitori che Federico, fino all’ultimo istante della sua vita, ha fatto una cosa bellissima: si è fermato ad aiutare una persona che non conosceva. È morto per un gesto di altruismo. Vorrei che sapessero che non dimenticherò mai i suoi occhi, gli unici che riuscivo a vedere sotto quel casco. Erano occhi buoni. Sono l’ultima immagine che conserverò di lui per tutta la vita". 

4 ago 2026

Europei fondo, Taddeucci oro nella 10 km donne, Caponi bronzo

4 ago 2026

Ucraina, Zelensky: "Safari con droni russi contro i civili, il mondo deve vederlo"

(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky punta il dito contro i "safari" con droni russi contro i civili a Kherson: "Oggi, molti sono rimasti scioccati dall'ennesimo video dei 'safari' con droni che i russi stanno conducendo contro i civili a Kherson", scrive il presidente ucraino su X, dove posta un video di "un drone russo" che "ha deliberatamente preso di mira" un fruttivendolo "e si è fatto esplodere proprio accanto a lui". "I russi - scrive - hanno persino ammesso il crimine, senza mostrare alcun rimorso e vantandosi apertamente di tormentare la gente. L'uomo è rimasto ferito nell'esplosione. Ogni singolo giorno, i cittadini di Kherson si trovano ad affrontare questi safari russi", denuncia.  

Nel filmato, si vede un uomo che cerca riparo dietro un veicolo, 'inseguito' da un drone che fa detonare la sua carica vicino a lui. L'uomo, che vendeva verdura in un mercato di strada nella città meridionale, "ha riportato ferite ma è sopravvissuto", ha dichiarato su Telegram Yaroslav Shanko, capo dell'amministrazione militare di Kherson, citato da Afp. "Avevo appena sistemato gli ombrelloni e iniziato a portare fuori le casse... Anche mia moglie era lì. Abbiamo sentito un ronzio", ha raccontato la vittima, un uomo di 52 anni identificato come Yuriy, in un video pubblicato dalle autorità locali. Ha riportato traumi da esplosione, ferite da schegge e commozione cerebrale, ma non è in pericolo di vita, ha scritto su Telegram il governatore di Kherson, Oleksandr Prokudin, si legge su Afp. 

 

"Il mondo deve vederlo. Deve vedere ogni singola prova che la Russia è impazzita e che i suoi soldati provano piacere nell'uccidere e maltrattare i civili", scrive Zelensky su X. ."Senza pressioni sulla Russia, lo smantellamento della sua capacità di aggressione e reali garanzie di sicurezza, è semplicemente impossibile immaginare che il mondo possa coesistere con questo male. Dobbiamo rimanere risoluti nella difesa della vita. Dobbiamo agire e sostenere la vita in modo da costringere la Russia a pensare seriamente alla pace, anziché ad ampliare il raggio d'azione dei suoi droni". 

4 ago 2026

Ed Sheeran nei guai per l'auto d'epoca, multa per la Aston Martin senza assicurazione

(Adnkronos) - Il cantautore britannico Ed Sheeran è stato condannato al pagamento di una multa per non aver assicurato la sua Aston Martin, un'auto d'epoca del 1966, mentre il veicolo era sottoposto a un intervento di restauro e conversione all'alimentazione elettrica. Secondo quanto emerso davanti al Tribunale di Bradford, come riporta la Bbc, la Driver and Vehicle Licensing Agency ha accertato nel dicembre 2025 che l'auto risultava priva della copertura assicurativa obbligatoria durante i lavori, iniziati nel 2021. 

Sheeran ha ammesso la violazione, dichiarandosi colpevole di aver mantenuto un veicolo non conforme agli obblighi assicurativi. Il giudice gli ha inflitto una multa di 666 sterline, oltre a 100 sterline di spese processuali e un contributo di 266 sterline destinato al fondo per le vittime. In una lettera inviata al tribunale, il 35enne cantante ha spiegato di essere convinto che la polizza assicurativa dell'officina incaricata del restauro fosse sufficiente a coprire il veicolo. Ha inoltre precisato che l'Aston Martin è rimasta per tutto il periodo nella disponibilità dell'officina, con sede nella contea di Durham, senza mai circolare su strade pubbliche. 

"Non ho mai avuto il possesso fisico né il controllo pratico del veicolo", ha scritto Sheeran, aggiungendo che l'auto è inutilizzabile dal 2021 e si trova tuttora in fase di restauro e conversione in veicolo elettrico. Per questo motivo, ha sostenuto, non vi sarebbe mai stato alcun rischio per gli altri utenti della strada derivante dalla mancanza di assicurazione. L'artista ha inoltre affermato di non aver ricevuto la proposta iniziale della Driver and Vehicle Licensing Agency di chiudere il procedimento con il pagamento di una sanzione amministrativa, sottolineando che avrebbe provveduto immediatamente al versamento qualora ne fosse stato informato. Ha definito l'accaduto un "autentico equivoco amministrativo" e ha ricordato che il veicolo è stato successivamente dichiarato fuori circolazione attraverso una notifica Sorn, presentata il 1° febbraio. Il procedimento è stato esaminato con il sistema britannico della Single Justice Procedure, previsto per reati minori, che consente l'assegnazione dei casi a qualsiasi tribunale competente del Paese. Nella stessa settimana, secondo i dati ufficiali, altre 1.451 persone tra Inghilterra e Galles sono state condannate per non aver assicurato i propri veicoli. 

4 ago 2026

"Quasi 200mila sterline di carburante rubato al giorno", la 'risposta' degli inglesi al caro benzina

(Adnkronos) - Quasi 200.000 sterline, circa 235.000 euro, di carburante rubato ogni singolo giorno dalle stazioni di servizio del Regno Unito. È la fotografia scattata dall'ultimo report di Forecourt Eye, società britannica specializzata nella prevenzione dei reati presso gli impianti di rifornimento. Da quando l'escalation militare in Medio Oriente e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno sconvolto i mercati energetici a partire dal 28 febbraio scorso, le rapine e le fughe alla pompa di benzina oltremanica hanno subito un’impennata senza precedenti. I dati raccolti evidenziano un fenomeno in drastica crescita: nei primi cinque mesi di conflitto, quelli compresi tra marzo e luglio, i casi di rifornimento non pagato sono balzati del 20%. In valori assoluti significa che la quantità di carburante sottratto quotidianamente è passata da 87.000 a oltre 108.900 litri. Poiché nel frattempo i listini sono schizzati alle stelle, il valore economico complessivo del carburante rubato è aumentato del 48%, raggiungendo la cifra record stimata di 194.000 sterline al giorno suddivise sulle circa 8.359 stazioni del Paese. A spingere questa scia di furti non sono soltanto le bande criminali organizzate. 

L'elemento più sorprendente riguarda i guidatori senza precedenti: tra gli automobilisti "incensurati" si è registrato un incremento del 23% nei furti e del 26% nel volume sottratto. Le modalità prevalenti restano due: la classica fuga a tutta velocità subito dopo il pieno e la finta impossibilità di pagamento, in cui il cliente riempie il serbatoio e poi dichiara alla cassa di non avere con sé contanti né carte. Ascoltata da Adnkronos, Michelle Henchoz, direttrice generale di Forecourt Eye, non ha nascosto una certa sorpresa nel redigere il report: “Immaginavamo che l’aumento del costo del carburante dovuto al conflitto in Medio Oriente avrebbe influenzato notevolmente la vita delle persone in negativo. Ma mai avremmo immaginato una risposta, anche se solo da una piccola parte di essi, di questo genere, tanto da spingerli a commettere degli illeciti così importanti”. Ad oggi il costo della benzina nel Regno Unito oscilla tra 1,56 e 1,61 sterline per litro, ossia 1,82 e 1,88 euro; il diesel tra 1,74 e 1,81 sterline per litro, circa 2,03 e 2,11 euro. Facendo dei paragoni con l’Italia, dove l'impatto sul prezzo finale è storicamente legato alle accise e all'Iva, che da sole arrivano a coprire oltre il 55% del costo al litro, nel Regno Unito la struttura del prezzo risponde a dinamiche simili. Oltre alla "fuel duty", che può essere considerata una sorta di accise britannica dal valore fisso, pari a 52,95 pence al litro, e alla Vat, ossia l’Iva, al 20%, a pesare sul mercato inglese è la forte dipendenza dalle oscillazioni del cambio tra sterlina e dollaro unitamente ai margini di raffinazione e alla gestione commerciale delle singole catene di distribuzione. 

"Quando la quotazione del greggio sale e la sterlina perde terreno, il rincaro ai distributori inglesi è immediato e violento, trasformando il semplice gesto di fare rifornimento in un fattore di forte tensione sociale. Questo è quanto stiamo osservando ormai su base quotidiana in ogni angolo del Paese - aggiunge Michelle Henchoz -. Per tale motivo che stiamo supportando i proprietari dei distributori di carburante nel cercare di arginare le infrazioni che stanno diventando sempre più organizzate e sofisticate. Per diminuire le perdite, diversi distributori stanno iniziando ad adottare piattaforme di segnalazione rapida e reti di riconoscimento facciale in grado di allertare il personale all'arrivo di veicoli o soggetti già segnalati”.  

Sempre nel Regno Unito, il caro carburante sta anche creando delle realtà opposte. Questa mattina Il colosso energetico britannico Bp ha pubblicato i risultati del secondo trimestre dell'anno in corso registrando un utile di 5,73 miliardi di dollari, quasi il doppio di quanto registrato nel primo trimestre, 3,2 miliardi, trainato proprio dall'impennata delle quotazioni petrolifere e delle materie prime energetiche seguita alle tensioni in Medio Oriente. (di Alessandro Allocca) 

4 ago 2026

Ceuta, Spagna attacca l'Italia: "Sospensione di Schengen eccessiva e non necessaria"

(Adnkronos) - La Spagna critica l'Italia in merito alla decisione di sospendere temporaneamente l'accordo di Schengen con la Spagna e reintrodurre i controlli negli aeroporti in risposta alla crisi di Ceuta. Per il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska è stata una scelta "priva di necessità e proporzionalità". "Lo spazio Schengen non è stato in alcun modo compromesso" ha aggiunto Marlaska, dopo il Consiglio Affari Interni informale di questa mattina videoconferenza. "È stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale all'interno di Schengen e che nessuna persona può lasciare Ceuta senza un controllo effettivo" aggiunge. Il ministro ha, quindi, precisato che da parte italiana non gli è stato comunicato che i controlli saranno sospesi, ma ha espresso l'auspicio che ciò avvenga "al più presto".  

 

L'ex Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ritiene che la "solidarietà" dell'Unione Europea sia "morta" con la recente crisi migratoria di Ceuta, lamentando la mancanza di considerazione mostrata nei confronti della Spagna, vittima di un "attacco ibrido". "Mi frustra profondamente vedere come la solidarietà europea sia morta a Ceuta, perché alcuni Paesi hanno anteposto i propri interessi elettorali nazionali all'esercizio della solidarietà europea", ha dichiarato Borrell in un'intervista a Cadena Ser, riportata da EuropaPress, valutando la risposta di alcuni Stati membri alla crisi migratoria nella città autonoma. 

A questo proposito, l'ex ministro degli Esteri spagnolo ha sottolineato che vedere Paesi come l'Italia, che, a suo dire, ha "innescato la miccia", chiedere l'"espulsione" della Spagna dall'area Schengen è molto "frustrante". Allo stesso tempo, ha lamentato che la "demagogia populista" venga anteposta allo Stato di diritto e che la "solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione Europea venga sostituita dalla critica al governo". 

Inoltre, ha criticato la Danimarca per la sua mancanza di solidarietà, sostenendo che "la Spagna ha sempre fornito assistenza in materia di migrazione e nella difesa del proprio territorio", riferendosi al conflitto con gli Stati Uniti sulla sovranità della Groenlandia, in cui il governo di Pedro Sánchez è stato tra coloro che si sono "contrapposti" al presidente statunitense Donald Trump. 

Al contrario, l'ex Alto rappresentante dell'Ue ha difeso la posizione dei governi di Francia, Portogallo e Irlanda, che hanno sostenuto il governo spagnolo nella gestione della crisi migratoria di Ceuta. In questo contesto, l'ex ministro ha criticato i Paesi europei più ostili nei confronti della Spagna per la loro mancanza di "solidarietà" con "un Paese che ha subito un attacco ibrido". 

"Non è il primo attacco ibrido a cui assisto, che sfrutta la disperazione delle persone promettendo loro un passaggio sicuro", ha dichiarato Borrell, riferendosi al massiccio afflusso di migranti lungo la costa di Ceuta a luglio. Ha inoltre ribadito che la situazione non può essere risolta senza la collaborazione del Marocco, un Paese le cui relazioni dovranno essere ulteriormente analizzate. "Ora, la cosa importante è occuparsi di coloro che si trovano a Ceuta", ha concluso. 

 

4 ago 2026

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