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Giovannini: "Il fair play è ciò che dà il vero valore a un campione"

(Adnkronos) - "Il fair play è una base fondamentale per un atleta. Oltre ai risultati sportivi, è quello che completa e dà il valore intrinseco di un campione nello sport". Con queste parole Andrea Giovannini, pattinatore di velocità su ghiaccio e protagonista della stagione culminata con l'oro nell'inseguimento a squadre ai Campionati Europei di Tomaszów Mazowiecki e alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ha commentato il riconoscimento ricevuto alla 30/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, dove è stato insignito del premio "Fair Play e spirito di squadra". 

Visibilmente emozionato, Giovannini ha sottolineato il significato della cerimonia: "È sicuramente molto emozionante per me essere qui oggi in mezzo a così tanti campioni dello sport, è un onore essere insegnito del prestigioso Premio Internazionale Fair Play Menarini". 

Il pattinatore ha poi ricordato quello che considera il più significativo episodio di fair play della sua carriera, risalente agli inizi del suo percorso agonistico. "Prima di una mass start a un mio avversario si era rotto un laccio della scarpa poco prima della partenza. Era in difficoltà perché non riusciva a trovare un laccio di riserva. Mi ricordo che gli prestai il mio laccio e riuscì così a competere in quella gara". Un gesto semplice ma significativo che, secondo Giovannini, rappresenta l'essenza dello sport: "Il vero valore di un atleta viene definito anche da come si comporta in campo, non solo dai risultati che riesce a ottenere". 

Nel corso dell'incontro con i giornalisti, il campione azzurro ha espresso anche un parere favorevole sulla decisione del Comitato Olimpico Internazionale di introdurre un contributo economico di 10.000 dollari per gli atleti qualificati ai Giochi Olimpici. "Secondo me è un'iniziativa molto utile per gli sport 'minori' come il mio, il pattinaggio di velocità, che non hanno tantissima visibilità e, di conseguenza, nemmeno grandi entrate economiche", ha spiegato. "Ci sono tanti atleti che fanno più fatica a sostenere i costi dell'attività agonistica e una misura come questa potrà essere molto utile in futuro". 

Le parole di Giovannini confermano come il successo sportivo possa andare di "pari passo con i valori di correttezza, solidarietà e rispetto degli avversari, principi che il Premio Fair Play Menarini continua a promuovere e valorizzare attraverso le testimonianze dei grandi protagonisti dello sport". 

2 lug 2026

Trump più ricco con le criptovalute, ma molti suoi fan sono in rosso: l'analisi del Wall Street Journal

(Adnkronos) - Se Donald Trump ha guadagnato in un anno la cifra astronomica di 1,4 miliardi con le criptovalute e le monete digitali, molti suoi fan che hanno acquistato token e memecoin del brand del presidente hanno perso una fortuna. E' quanto scrive oggi il Wall Street Journal che riporta che i due terzi degli investitori del memecoin di Trump sono in rosso, secondo Nasen, società specializzata in dati sulle cripto, che ha monitorato oltre 1,4 milioni portafogli che hanno acquistato la valuta digitale dal suo lancio nel gennaio 2025.  

Sostenitori politici del tycoon, insieme a convinti sostenitori delle cripto, hanno investito migliaia di dollari, ma alcuni anche milioni, facendo quindi incassare a Trump una fortuna con l'emissione delle nuove criptovalute. Ma chi ha acquistato i token di World Liberty e i memecopin a prezzi elevati ha poi subito le conseguenze del crollo del loro valore, nell'ambito di una più ampia crisi del mercato delle criptovalute.  

L'analisi di Nansen di oltre 26mila portafogli mostrano che l'85% degli acquirenti del token $Wlfi di World Liberty nel mercato secondario sono in perdita. Insomma, uno scenario diverso da quello tratteggiato ieri dal presidente che, rispondendo alle domande dei giornalisti sugli enormi guadagni ottenuti con le cripto, ha detto che "tutti stanno avendo profitti, perché il mercato sta salendo, io sto avendo profitti perché ho un sacco di soldi e un sacco di contante".  

Pochi giorni prima del suo secondo insediamento, Trump ha lanciato il suo memecoin $Trump che ha raggiunto una capitalizzazione di mercato massima di quasi 15 miliardi di dollari prima di crollare del 97%, agli attuali 400 milioni di dollari di oggi, ricorda Wsj. 

Trump, che nel 2021 descriveva i bitcoin come "una truffa" che minacciava la solidità del dollaro americano, ora però ha adottato politche tese a rendere l'America "la capitale cripto del mondo", varando misure per alleggerire regole e controlli sul serrore. Tutto mentre la famiglia Trump si è lanciata in ogni settore del mondo delle cripto, provocando, anche prima delle comunicazione dei guadagni stellari, critiche e preoccupazioni per eventuali conflitti di interessi. 

2 lug 2026

Wimbledon, il programma di oggi: da Berrettini a Cobolli, i match di giornata e dove vederli

(Adnkronos) - Quarta giornata di match a Wimbledon 2026. Oggi, giovedì 2 luglio, tornano in campo 5 azzurri: Berrettini sul campo centrale come secondo match contro il francese Fils, Cobolli contro l'australiano Duckworth, terzo incontro sul campo numero 3, Sonego primo match sul campo 14 contro il canadese Diallo, Paolini quarto match sul campo numero 2 contro la svizzera Golubic e Grant alle 12 contro la ceca Bouzkova sul campo 14.  

 

Ecco tutti i match di oggi a Wimbledon:  

CENTRE COURT 

Ore 14.30 Pliskova-Swiatek 

a seguire Berretini-Fils 

a seguire McNally-Rybakina 

COURT 1 

Ore 14.00 Swan-Keys 

a seguire Royer-Zverev 

a seguire Mensik-Dimitrov 

COURT 2 

Ore 12 Fritz-Kypson 

a seguire Anisimova-Kenin 

a seguire Tiafoe-Choinski 

a seguire Paolini-Golunic 

COURT 3 

Ore 12 De Minaur-Mannarino 

a seguire Eala-Joint 

a seguire Cobolli-Duckwort 

a seguire Osorio-Noskova 

COURT 12 

Ore 12 Shnaider-Samsonova 

a seguire Fearnley-Munar 

a seguire Cirstea-Birrell 

a seguire Jacquet-Bublik  

COURT 18 

Ore 12 Fery-Virtanen 

a seguire Blinkova-Kostyuk 

a seguire Lehecka-Molcan 

COURT 14 

Ore 12 Sonego-Diallo 

a seguire Khacahov-Hanfmann 

a seguire Mertens-Timofeeva 

COURT 15 

Ore 12 Snigur-Jeanjean 

a seguire Bergs-Faria  

a seguire Rakhimova-Sakkari 

COURT 16  

Ore 12 Grant-Bouzkova 

a seguire Bolkvadze-Krueger 

a seguire Halys-Giron 

COURT 17  

Ore 12 Navarro-Selkhmeteva 

a seguire Svajda-Majchrzak.  

 

Tutte le partite di Wimbledon 2026 saranno trasmesse in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. 

 

2 lug 2026

Milano, in corteo con bandiera Hezbollah: indagata per istigazione a terrorismo

(Adnkronos) - E' indagata per istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale e apologia di associazione terroristica la donna che sfilò al corteo del 25 aprile avvolta in una bandiera di Hezbollah. La 34enne, indagata insieme ad altre quattro persone, è stata perquisita questa mattina nella sua casa di Milano dai carabinieri del Ros e verrà interrogata in giornata. Le viene contestata anche l'aggravante di aver utilizzato sistemi telematici per l'istigazione, dal momento che pubblicò su Instagram sue fotografie, sempre con la bandiera di Hezbollah, durante un'altra manifestazione. 

Dall'attività di monitoraggio - si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alessandro Gobbis - è emerso "il profilo social di una donna che, almeno in tre diversi episodi, si è dimostrata fervente sostenitrice non solo dell'attuale dirigenza statale iraniana, ma anche dell'organizzazione Hezbollah", si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alessandro Gobbis, in cui viene ricordato che l'Eso, il braccio operativo dell'associazione paramilitare libanese, è stato riconosciuto come organizzazione terroristica dall'Unione europea dopo l'attentato all'aeroporto di Burgas, in Bulgaria, del luglio 2012. 

La 34enne sui social, dove aveva 3.390 follower, avrebbe pubblicato 46 post. Nella biografia del suo profilo, il motto: "Se non c'è giustizia per gli oppressi, che non ci sia pace per gli oppressori". E poi le bandiere di Palestina, LIbero, Iran e Siria. 

2 lug 2026

Idrosadenite suppurativa, le iniziative di Ucb per migliorare diagnosi e cura

(Adnkronos) - Dolore cronico, lesioni ricorrenti, limitazioni nelle attività quotidiane, difficoltà nelle relazioni sociali e affettive, disagio psicologico. È il peso, spesso invisibile, dell'idrosadenite suppurativa (Hs), una patologia infiammatoria cronica della pelle che colpisce prevalentemente le aree ascellari, inguinali e anogenitali e che si manifestano con noduli, ascessi, tragitti fistolosi e lesioni avanzate che possono evolvere in cicatrici retraenti e invalidanti. Tali lesioni si associano a dolore e prurito anche di notevole intensità. Nonostante il forte impatto sulla qualità di vita, l'Hs continua a essere una malattia poco conosciuta e spesso sottodiagnosticata. In molti casi il percorso verso una diagnosi corretta può richiedere anni, con conseguenze importanti sull'evoluzione della malattia e sulle opportunità di trattamento. 

A breve distanza dalla Giornata mondiale dell'idrosadenite suppurativa, celebrata all'inizio di giugno, Ucb rinnova il proprio impegno a favore delle persone che convivono con questa patologia - informa una nota - sostenendo iniziative che guardano non solo all'innovazione terapeutica, ma anche alla necessità di migliorare i percorsi assistenziali e accrescere la consapevolezza sull'impatto che la malattia ha sulla vita quotidiana. “Siamo un'azienda biofarmaceutica globale che ricerca, sviluppa e rende disponibili innovazioni terapeutiche, ma oggi questo non basta - afferma Ivan Di Schiena, Access, Sustainability & Public Affairs Head di Ucb Italia - Per esprimere pienamente il proprio valore, l'innovazione deve essere accompagnata da modelli organizzativi efficaci e da percorsi di presa in carico adeguati. Per questo il nostro impegno va oltre lo sviluppo di nuove terapie e si estende a tutti gli aspetti che possono contribuire a migliorare concretamente la vita delle persone”. 

In questa direzione si inserisce il sostegno di Ucb al Position Paper ‘Per una governance efficace delle patologie orfane di percorso. Dal caso dell'idrosadenite suppurativa a un modello di presa in carico per le malattie border’, presentato nelle scorse settimane all'Open Meeting Grandi Ospedali di Milano. Il documento - si legge nella nota - nasce dal confronto tra clinici, farmacisti ospedalieri, infermieri, rappresentanti delle direzioni strategiche, associazioni di pazienti ed esperti di organizzazione sanitaria con l'obiettivo di individuare possibili soluzioni alle criticità che ancora caratterizzano il percorso delle persone con Hs. L'idrosadenite suppurativa rappresenta infatti un esempio paradigmatico di quelle che gli autori definiscono ‘patologie border’,che non rientrano tra quelle rare ma che, allo stesso tempo, non dispongono ancora di percorsi assistenziali consolidati e omogenei sul territorio. Tra le principali criticità emergono il ritardo diagnostico, le difficoltà di accesso ai centri specialistici, la frammentazione della presa in carico e la scarsa integrazione tra le diverse professionalità coinvolte nella gestione del paziente. 

 

“L'idrosadenite suppurativa è una malattia che può avere un impatto drammatico sulla qualità di vita delle persone. Non parliamo soltanto delle forme più gravi: anche quadri clinici apparentemente limitati possono condizionare profondamente la vita sociale, lavorativa e affettiva dei pazienti”, spiega Angelo Valerio Marzano, professore di Dermatologia e direttore della Struttura complessa di Dermatologia del Policlinico di Milano. “Per anni il ritardo diagnostico medio è stato stimato tra i 7 e i 10 anni e ancora oggi molti pazienti arrivano ai centri specialistici quando la malattia è già evoluta. Per questo il Position Paper insiste sulla necessità di migliorare la conoscenza della malattia non solo tra i dermatologi, ma anche tra tutti i professionisti che possono intercettare questi pazienti nelle prime fasi del percorso”.  

La priorità “è abbattere il ritardo diagnostico e garantire un accesso rapido ai centri di riferimento - chiarisce l’esperto - così da assicurare ai pazienti una diagnosi precoce, una gestione appropriata della malattia e la possibilità di beneficiare tempestivamente delle più recenti opzioni terapeutiche: intervenire precocemente significa evitare che la malattia evolva verso forme più gravi e invalidanti. Parallelamente – continua Marzano - dobbiamo lavorare per costruire una rete di centri di riferimento sempre più capillare, in grado di garantire ai pazienti percorsi chiari, e una presa in carico appropriata sull'intero territorio. L'obiettivo è arrivare a una presa in carico sempre più strutturata: i casi più complessi devono trovare risposta nei centri di riferimento, mentre quelli meno complessi, dopo una prima valutazione specialistica, potrebbero essere gestiti anche a livello territoriale”. 

Il documento propone modelli organizzativi innovativi, percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e una rete di strutture multidisciplinari dedicate, capaci di garantire una presa in carico più tempestiva, appropriata e centrata sulla persona. Un approccio che, secondo gli autori, potrebbe rappresentare un modello replicabile anche per altre patologie croniche e complesse caratterizzate da criticità analoghe. Per gli autori, il miglioramento dell'assistenza non può limitarsi all'introduzione di nuovi strumenti o nuove terapie, ma richiede un cambiamento più profondo nel modo di concepire e organizzare la cura. 

 

“Questo Position Paper rappresenta prima di tutto un avanzamento culturale - sottolinea Paolo Petralia, direttore generale dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - Migliorare la risposta ai bisogni dei pazienti non significa soltanto introdurre nuove terapie o perfezionare l'organizzazione dei servizi, ma costruire una visione condivisa, che coinvolga tutti gli attori del sistema: professionisti sanitari, pazienti, caregiver, manager e decisori. È da questo confronto che possono nascere percorsi di cura realmente efficaci. Un approccio che trova applicazione concreta anche nella definizione di Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali costruiti con il contributo non solo dei clinici, ma anche dei caregiver e delle associazioni di pazienti, e che pone sempre più al centro l'umanizzazione delle cure e la qualità percepita dalle persone assistite e dalle loro famiglie. La sfida - prosegue Petralia - è superare la logica della semplice multidisciplinarietà per arrivare a una vera integrazione delle competenze. Quando le diverse professionalità lavorano in modo coordinato non si limitano a sommare i propri contributi, ma costruiscono insieme un percorso assistenziale più coerente e vicino ai bisogni della persona. L'esperienza maturata sull'idrosadenite suppurativa può diventare un riferimento anche per altre patologie complesse che, pur non essendo rare, soffrono ancora di percorsi di presa in carico frammentati e disomogenei sul territorio”. 

Accanto al sostegno del Position Paper, Ucb - riferisce la nota - ha recentemente promosso la nuova campagna di disease awareness ‘Mostra chi sei’, un progetto nato con l'obiettivo di favorire una maggiore conoscenza dell'idrosadenite suppurativa e contribuire a ridurre il senso di isolamento che spesso accompagna chi convive con la malattia. Cuore dell'iniziativa è il sito mostrachisei.it, una piattaforma digitale che offre informazioni sulla patologia, contenuti educativi, testimonianze e strumenti di supporto pensati per accompagnare pazienti e caregiver in un percorso di maggiore consapevolezza e partecipazione. 

La campagna parte da una considerazione semplice: dietro la diagnosi di Hs ci sono persone che troppo spesso si sentono incomprese, poco ascoltate e costrette a convivere con uno stigma che continua a circondare la malattia. Per questo ‘Mostra chi sei’ sceglie di mettere al centro le esperienze individuali, dando spazio alle storie e alle voci di chi affronta ogni giorno le conseguenze dell'idrosadenite suppurativa. L'obiettivo non è soltanto informare, ma anche favorire l'empowerment dei pazienti, incoraggiandoli a conoscere meglio la patologia, a confrontarsi con gli specialisti e a svolgere un ruolo sempre più attivo nella gestione del proprio percorso di cura. 

2 lug 2026

Harry torna nel Regno Unito con la famiglia, il desiderio di Kate e la richiesta a William

(Adnkronos) - William incontrerà Harry? La principessa Kate sta cercando di convincere il marito, a incontrare il fratello, Harry, durante la sua prossima visita nel Regno Unito. Una fonte vicina alla famiglia reale ha rivelato a Us Weekly che al momento non è previsto che il principe di Galles incontri il duca di Sussex, ma la situazione potrebbe cambiare.  

"Al momento, William non ha in programma di essere presente, ma le cose potrebbero cambiare - ha aggiunto la fonte - Kate sta cercando di convincere William a incontrare Harry, Meghan e i bambini. Anche lei è interessata a vederli. L'opportunità di vedere Archie e Lilibet non si era mai presentate prima, quindi, quando hanno saputo della loro visita, è stata una sorpresa. Stanno cercando di far sì che questo incontro si concretizzi perché le occasioni sono molto limitate. Lei spera che William sia presente, ma rispetterà la sua decisione". 

Il rapporto tra i due fratelli si è incrinato negli ultimi anni, dopo che Harry ha criticato pubblicamente la famiglia reale in diverse occasioni, ma il suo viaggio nel Regno Unito, per il conto alla rovescia di un anno agli Invictus Games del 2027, durante il quale alloggerà in una residenza reale, è visto da alcuni come un segno di riavvicinamento. La notizia che il Duca e la Duchessa di Sussex, avrebbero portato con sé i figli è trapelata a fine giugno. Secondo la fonte, William incontrerà Harry solo "quando sarà pronto". "Questo non rientra nei piani di William, ma in quelli di Harry", afferma. "Inoltre, non si aspettavano che Harry venisse nel Regno Unito con Meghan e i bambini, quindi è stato titubante. Se non è ancora pronto, una riunione non avverrà". 

Da parte sua, Re Carlo spera di poter organizzare un incontro con Harry e Meghan durante il loro viaggio nel Regno Unito. "Il re è consapevole delle difficoltà nel ricostruire il rapporto e sa che ci vorrà del tempo", ha aggiunto la fonte. "La regina Camilla ha sostenuto con entusiasmo gli sforzi per migliorare la relazione. C'è sicuramente entusiasmo e anche Carlo è ottimista al riguardo. Spera che sia il primo passo verso la riparazione del rapporto tra Harry e William. Queste opportunità di vedere Archie e Lilibet non si erano mai presentate prima, quindi, quando hanno scoperto che sarebbero venuti, è stato uno shock. Stanno cercando di far funzionare le cose perché le occasioni sono davvero rare". 

2 lug 2026

Rifiuti, Piunti (Conou): "2025 anno difficile ma modello italiano funziona"

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno ottimo ma difficilissimo, tra i più difficili della mia presidenza perché, come avviene negli altri settori di riciclo, quando il prezzo delle materie prime vergini va giù, tutti i margini di filiera rimangono complessi: quindi la nostra sfida è stata anche quella di resistere a questa silenziosa tempesta, perché tutti parlavano di Hormuz ma nessuno di questa discesa progressiva che si è realizzata fino a febbraio 2026, quando la quotazione delle basi lubrificanti ha raggiunto il minimo di 600 euro la tonnellata". Così Riccardo Piunti, presidente nazionale del Conou, il Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati, commenta l’indagine Ipsos presentata da Legambiente, secondo la quale l'85% degli italian considera un vantaggio la filiera della raccolta e rigenerazione degli oli usati. 

"Noi abbiamo affrontato la situazione con tutta una serie di strumenti insiti nel nostro modello e che altri all’estero non hanno - spiega Piunti - Abbiamo dovuto forzare sul contributo ambientale, perché ovviamente il sistema non aveva risorse che venivano dall'esterno per la bassa quotazione delle basi rigenerate ma, nonostante tutto, la filiera è rimasta compatta e coesa: qui nessuno ha mai messo in discussione il funzionamento del modello. Altrove non è così. Per stare vicini, la Francia, per tanto tempo ha favorito gli impianti di rigenerazione, ma anche a bassa qualità, senza imporre standard. Anzi sono venuti a chiedere quali standard utilizziamo noi in Italia, e hanno una filiera di rigenerazione che non funziona bene perché non produce un prodotto adeguato".  

"Le direttive europee indicano come priorità la rigenerazione ma, da vent'anni, siamo gli unici a rispettare questa prescrizione insieme agli altri Paesi del sud Europa come Grecia, Spagna e Portogallo - aggiunge - Siamo la prova che non è vero che gli italiani non sappiano lavorare in cooperazione, dentro il nostro sistema ci sono idee, un modello organizzativo, un modo di funzionare e una capacità che sono straordinarie". 

2 lug 2026

Premio Fair Play Menarini, Paganelli: "Da trent'anni celebriamo i valori delle vere vittorie"

(Adnkronos) - "Il Premio Internazionale Fair Play Menarini giunge al suo trentesimo anniversario: un lungo percorso durante il quale tanti campioni hanno raccontato le loro storie e, attraverso di esse, abbiamo potuto celebrare i valori che stanno dietro alle vere vittorie: l'etica, la lealtà, il rispetto dell'avversario e delle regole". Lo ha detto Filippo Paganelli, membro del Board della Fondazione Fair Play Menarini, parlando con i giornalisti a Firenze in occasione del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini. Questa sera si terrà la cerimonia di premiazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. 

"Quest'anno festeggiamo il 30esimo anniversario in grande stile, perché abbiamo davvero un panel di grandissimi campioni - ha sottolineato Paganelli -: oltre ottanta medaglie tra Olimpiadi e Mondiali, fuoriclasse del salto in alto come Armando Duplantis, del calcio come Diego Milito e Gianfranco Zola, Gregorio Paltrinieri per il nuoto, Bebe Vio, simbolo di resilienza oltre che di sport, e Achille Polonara, simbolo di forza e resilienza della pallacanestro italiana. Davvero tantissimi esempi che rendono grande questa celebrazione e ci accompagneranno nel nostro cammino futuro". 

Paganelli ha ricordato che quelle premiate "sono tutte storie bellissime. Forse quella che mi ha colpito di più è proprio quella di Bebe Vio, perché ha affrontato un percorso che nessuno si aspetterebbe. Ha dimostrato una straordinaria forza di volontà e una grande capacità di reagire a ciò che le è accaduto. Lo ha fatto attraverso lo sport, vincendo tutto quello che poteva vincere, e oggi continua con la stessa dedizione aiutando le persone che, come lei, hanno incontrato difficoltà ad avvicinarsi allo sport a causa della disabilità". 

 

Filippo Paganelli ha evidenziato che è "motivo di grandissimo orgoglio sapere che alle spalle della nostra Fondazione c'è un'azienda come Menarini, che fa della volontà di trasmettere valori uno dei propri punti di forza. E senza Menarini non esisterebbe la Fondazione Fair Play Menarini. Menarini crede profondamente in questi valori. I campioni sono esempi, perché oggi le giovani generazioni imparano soprattutto da ciò che vedono, sui social e in televisione. Senza esempi positivi sarebbe difficile trasmettere determinati insegnamenti. Celebrando chi sa vincere con umiltà ma anche perdere con dignità, facciamo capire che vincere è importante, ma lo è ancora di più il modo in cui si vince. Questo vale nello sport, ma anche nella vita, nel lavoro e nella quotidianità". 

In una società che sembra sempre più segnata da odio e contrapposizione, è "importantissimo un messaggio come quello del fair play, anche oltre l'ambito sportivo - ha concluso Paganelli - Lo sport amplifica questi valori perché rappresenta una passione condivisa da tutti. Ma sono principi che ritroviamo nella vita di ogni giorno. Se ci fossero più fair play, più lealtà e più correttezza, probabilmente avremmo una cronaca meno drammatica di quella a cui assistiamo oggi".  

2 lug 2026

Venezuela, ambasciatrice Uzzo: "Ci servono nostri soldi per ricostruzione. Grazie governo italiano per aiuti"

(Adnkronos) - "Nonostante l’emergenza le sanzioni rimangono in piedi anche se sono state un po’ allentate: da qualche giorno stanno permettendo operazioni e transazioni che devono riguardare la tragedia che stiamo vivendo. Questo però non tocca i nostri beni congelati in giro per il mondo". Lo ha dichiarato Maria Elena Uzzo, ambasciatrice del Venezuela in Italia, in un'intervista concessa all'Adnkronos, dopo il terribile terremoto che ha sconvolto il Paese. 

L'obiettivo ora è quello di ricostruire il Paese colpito dalla tragedia: "Se i circa 4 miliardi di dollari in riserve auree venezuelane bloccati presso la Banca d’Inghilterra possono essere utili? In questo momento tutto è utile, qualunque euro o dollaro è utile per poter ricostruire il Paese, soprattutto per dare dignità a ogni venezuelano che è rimasto colpito da questa tragedia. Penso che piano piano si devono rendere conto che abbiamo bisogno dei nostri soldi per far riprendere il nostro Paese”, ha aggiunto.  

In merito all’ipotesi dell’arrivo di capitali stranieri - in particolare statunitensi - nella ricostruzione del Paese, Uzzo ha aggunto: “Più che un rischio è un apporto che possono dare gli altri Paesi nella ricostruzione del Venezuela. Anche l'Italia si sta proponendo di aiutare nella ricostruzione del Paese, così come tante aziende petrolifere, per esempio l’Eni. Per noi è molto importante in questo momento avere l'appoggio di tutti i Paesi per poter ricostruire il Venezuela”.  

"Vorrei ringraziare moltissimo il governo italiano e la popolazione italiana. C’è stata una solidarietà incredibile fin dal primo momento. Il governo italiano ha inviato immediatamente aiuti e soccorsi: Protezione civile, vigili del fuoco e personale sanitario. Sono già partiti due aerei e spero che tra oggi e domani giovedì e venerdì ne possa partire un altro. Se nel dopoguerra il Venezuela è stato d’aiuto e ha accolto i tanti italiani che sono emigrati lì e hanno potuto costruire una nuova vita, in questo momento l’Italia sta ricambiando il favore. Ringrazio di cuore il popolo italiano per l’aiuto che sta offrenbdo”. Quanto al numero degli italiani dispersi, l'Ambasciatrice ha chiarito: ”Fino a ieri i cittadini italiani deceduti erano undici. In Venezuela ci sono circa 160mila persone con cittadinanza italiana e molti vivono nella zona est di Caracas dove si sono verificati crolli in molti palazzi. Purtroppo è possibile che nei prossimi giorni il numero delle vittime aumenterà”. 

L’ambasciatrice infine ha sottolineato come "molti edifici costruiti dagli italiani a partire dagli anni ’60 nell’area di Caracas sono ancora in piedi. Questo vuol dire che hanno fatto un lavoro eccellente. Dopo il terremoto del 1967 in Venezuela abbiamo approvato una legge antisismica e tutte le costruzioni italiane sono state realizzate a norma. Molte palazzine non sono crollate e si sono salvate proprio per questo motivo”.  

“I venezuelani che vivono in Italia sono molto preoccupati, stiamo cercando di tenerli sempre aggiornati. Sono inoltre molto solidali e si stanno organizzando per inviare beni di prima necessità. Ci scrivono tanti medici ed infermieri italo-venezuelani che vorrebbero partire per il Venezuela per dare il loro contributo nell’assistenza medica. Stiamo cercando di organizzare un volo nei prossimi giorni. Nella tragedia stiamo assistendo a una dimostrazione molto bella di solidarietà, anche i venezuelani che vivono in patria hanno aiutato senza tregua i soccorsi, giorno e notte senza dormire continuando a salvare vite”.  

A distanza di una settimana dal terremoto che ha devastato il Venezuela, Uzzo ha descritto un quadro drammatico: “Al momento i decessi sono 1.943, ci sono più di 10.000 feriti e circa 16.000 sfollati in tutto il Venezuela. Abbiamo già allestito dei centri di accoglienza per gli sfollati, ce ne sono 14 per esempio nella zona di La Guaira, vicino l'aeroporto internazionale Simón Bolívar, che è stata l’area più colpita. Vicino Caracas ci sono altri 56 centri di accoglienza per tutte queste famiglie. Il nostro governo e le forze dell’ordine fin dal primo momento sono al lavoro per salvare vite, sono state salvate 2.400 persone al momento. Nel frattempo sono arrivati anche i soccorsi dei tanti Paesi amici. Parliamo di quasi 51 Paesi che hanno mandato esperti di Pronto soccorso e della protezione civile”. 

L’ambasciatrice ha ribadito il prezioso lavoro dei soccorritori: “In questo momento abbiamo bisogno di tantissima solidarietà. Perché i soccorritori sono ancora al lavoro per salvare vite. Proprio questa notte siamo riusciti a salvare un bambino di due anni. Questo vuol dire che non possiamo smettere di salvare vite, è la cosa più importante”. (di Fabrizio Rostelli) 

2 lug 2026

Salute: lenti Icl, l’alternativa al laser per la correzione di tutti i difetti visivi

(Adnkronos) - “Il paziente viene sottoposto a numerosi esami, che consentono di valutare ogni singolo parametro del suo occhio, compreso il film lacrimale, il diametro e la cinetica pupillare e le caratteristiche della cornea. In questo modo, possiamo capire se si tratti di una cornea regolare e operabile, oppure no. Se si tratta di una miopia lieve, qualora gli altri parametri corneali lo consentano, la scelta tendenzialmente ricade sull’intervento laser. In presenza di miopie più elevate, invece, laddove il trattamento laser diventi più invasivo e soprattutto in presenza di forme di dislacrimia, cornea irregolare o ectasia corneale (alterazione della cornea ndr.), la scelta va a vantaggio dell'applicazione dell'impianto delle lenti Icl”. 

 

 

Lo spiega Guido Prigione, oculista di Verona specializzato in chirurgia refrattiva, illustrando il percorso decisionale tra laser e Icl, basato, appunto, su una serie di esami specifici che analizzano cornea, pupilla e altri parametri anatomici. Le lenti intraoculari Icl, che rappresentano ad oggi una delle principali alternative alla chirurgia laser per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia anche moderati, in particolare quando la struttura della cornea non consente l’utilizzo del laser.  

 

 

Prigione, poi, sottolinea come l’approccio moderno alla chirurgia oculare richieda una valutazione globale dell’occhio: “Lavorando su tutte le strutture oculari, dalla retina al glaucoma fino alla cataratta e alla chirurgia refrattiva, è possibile avere una visione d’insieme che consente scelte terapeutiche più sicure e mirate - spiega - La valutazione della retina, in particolare nei pazienti miopi, permette, inoltre, di individuare eventuali anomalie periferiche da trattare preventivamente”. 

 

 

Un elemento rilevante delle lenti intraoculari è la preservazione delle strutture naturali dell’occhio, in particolare della cornea e del cristallino. In passato, spiega l’oculista, soprattutto nei casi di miopia elevata: “si ricorreva talvolta alla rimozione del cristallino trasparente, perché non vi erano valide alternative al laser. Una procedura, però, che aumentava il rischio del distacco della retina”. Grazie alle lenti Icl ora “vi è la possibilità di mantenere tutto com’è, aggiungendo semplicemente una piccola lente all'interno dell'occhio - continua Prigione - Ciò rende noi chirurghi più sicuri e per i nostri pazienti rappresenta il vantaggio più grande che possiamo offrire”. 

 

 

“L’approccio additivo delle lenti Icl consente di evitare la rimozione del cristallino e di mantenere intatta l’anatomia oculare. Questo rappresenta un vantaggio in termini di sicurezza e conservazione della funzione visiva”, afferma Prigione, che prosegue sottolineando un ulteriore elemento distintivo, la reversibilità della procedura: “Le lenti Icl possono essere rimosse o sostituite in caso di necessità, consentendo un ritorno alla condizione pre-operatoria. Questo non è possibile con il laser, che comporta la rimozione permanente di tessuto corneale dall’occhio”. 

 

 

Sul piano dei risultati visivi, il medico riferisce un elevato grado di soddisfazione dei pazienti. “Molti riferiscono un miglioramento immediato della qualità visiva già dal giorno successivo all’intervento. La posizione della lente, molto vicina al punto nodale dell’occhio (parte centrale del bulbo oculare) può determinare anche una significativa variazione della percezione delle immagini, che viene generalmente descritta come un incremento della nitidezza”. 

 

 

In conclusione, alla domanda su quale tecnica sceglierebbe per un familiare con miopia moderata o elevata, Prigione indica le lenti ICL come opzione preferenziale: “La sicurezza e la qualità del risultato percepito dai pazienti rendono questa tecnologia una scelta altamente affidabile, pur ricordando che in medicina non esistono certezze assolute”. 

2 lug 2026

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