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Florida, cresce l'allarme per il batterio mangiacarne: c'è una seconda vittima

(Adnkronos) - Seconda vittima in Florida per il batterio mangiacarne, il Vibrio vulnificus. Come riporta People il dipartimento della Salute della Florida ha reso noto che un residente della contea di Marion in Florida è morto per un'infezione, provocata dal raro e pericoloso batterio. Quest'ultima vittima aveva tra i 60 e i 64 anni, secondo Florida Today. 

 

"Il Vibrio vive naturalmente nelle acque costiere" informa il Centers for Disease Control and Prevention, spiegando che la maggior parte delle persone contrae l'infezione, dopo aver mangiato molluschi crudi o poco cotti, in particolare le ostriche. Ma possono causare infezioni anche se un bagnante ha una ferita aperta, un tatuaggio o un piercing recente.  

Il primo decesso era stato segnalato a giugno nella contea di Palm Beach nel sud‑ovest della Florida, come riportato in precedenza da People. Secondo l'ultimo aggiornamento di Florida Today, la vittima aveva tra i 10 e i 14 anni. Secondo il dipartimento della Salute dello Stato, almeno 14 persone si sono ammalate quest'anno a causa del Vibrio Vulnificus. 

 

Il batterio può entrare nel flusso sanguigno e provocare una forma grave e potenzialmente letale, con sintomi come "febbre, brividi, pressione sanguigna bassa e lesioni cutanee con vesciche", ha ricordato il Dipartimento della Salute della Florida. L'ingestione di Vibrio Vulnificus può, inoltre, spiegano, "causare vomito, diarrea e dolori addominali". 

Le autorità sanitarie spiegano che le persone in buona salute che contraggono Vibrio vulnificus sviluppano di solito una "malattia lieve", ma l'infezione può essere pericolosa per chi ha un sistema immunitario indebolito, in particolare per chi soffre di malattie croniche del fegato. 

Per evitare l'infezione, il dipartimento consiglia di non consumare ostriche crude o altri molluschi crudi e di cuocere accuratamente molluschi come ostriche, vongole e cozze prima di mangiarli.  

7 ago 2026

Guccini, domani i funerali: la sua Pavana lo saluta nel silenzio. Il sindaco: "Massimo rispetto per sue volontà"

(Adnkronos) - Non ci saranno bandiere a mezz'asta, né manifesti funebri, né cerimonie pubbliche. Domani, sabato 8 agosto, Pàvana, la piccola frazione dell'Appennino tosco-emiliano, dove Francesco Guccini ha vissuto ed è morto all'età di 86 anni, accompagnerà il cantautore nel suo ultimo viaggio con la stessa discrezione che ha sempre caratterizzato la comunità. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata, come richiesto dalla famiglia, e il Comune di Sambuca Pistoiese ha deciso di attenersi rigorosamente a questa volontà: pertanto niente lutto cittadino. Una scelta che, a prima vista, potrebbe sorprendere, soprattutto considerando il legame profondissimo tra Guccini e il territorio che lo ha ispirato per tutta la vita. Ma, spiega all'Adnkronos il sindaco Marco Breschi, è proprio il rispetto di quella volontà a rappresentare il tributo più sincero. "Come amministrazione comunale abbiamo aderito pienamente all'indicazione della famiglia, che vuole la massima riservatezza. Per questo non abbiamo diffuso comunicati né organizzato iniziative pubbliche", afferma il primo cittadino nell'intervista concessa all'Adnkronos. 

 

Anche la decisione di non proclamare il lutto cittadino nasce da questa impostazione. "Forse può sembrare strano che non si faccia il lutto cittadino - osserva Breschi – ma non è certo per scarsa attenzione nei confronti di Francesco Guccini. Anzi, è esattamente il contrario: è la massima attenzione verso il desiderio della famiglia, che voleva vivere questo momento in modo personale e riservato". Il lutto cittadino sarà invece proclamato a Modena, dove Guccini era nato nel 1940, e a Bologna, la città adottiva, dove era arrivato a 21 anni. La sobria cerimonia funebre si terrà nell'abitazione del cantautore alla presenza dei familiari e delle persone più vicine all'artista.  

 

Per consentire ai tanti fan di rendere omaggio a Guccini, sarà poi organizzata una cerimonia commemorativa pubblica nel mese di settembre a Bologna. Dopo il momento intimo nella casa di Guccini, la salma sarà trasferita nel tempio crematorio bolognese e le ceneri saranno in seguito tumulate nel cimitero comunale di Pàvana, così come da espresso desiderio del defunto. 

 

Per Pavana e per tutto il territorio di Sambuca Pistoiese, Guccini non è stato soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. È stato il narratore di un Appennino lontano dai riflettori, quello che il sindaco definisce "l'Appennino non famoso", fatto di piccoli paesi, torrenti, boschi e memorie. Un territorio che l'artista ha trasformato in letteratura e canzoni, restituendogli dignità culturale e una dimensione universale. "Ognuno di noi sambucani conosce bene il suo volto, il suo modo di parlare, di cantare e soprattutto la limpidezza delle sue parole", racconta Breschi. "Quella limpidezza mi ricorda l'acqua del Limentra, il torrente che lui ha sempre amato e descritto nei suoi racconti". 

Per il sindaco di Sambuca Pistoiese non servono grandi celebrazioni per ricordare Guccini: "Il suo legame con questo territorio non ha bisogno di essere spiegato. Basta leggere una sua pagina, ascoltare una sua canzone o una sua intervista. Lui ha dato tantissimo al Pavano e a questo Appennino meno conosciuto. E tutti noi gli dobbiamo molto. Ci ha lasciato qualcosa che resterà per sempre". 

In paese il dolore si manifesta senza clamore. Nessuna folla, nessuna iniziativa spontanea organizzata. Solo un sentimento diffuso di vicinanza e rispetto. "Tra la gente della montagna c'è soprattutto commozione e riservatezza", spiega ancora Breschi. "Se una famiglia chiede di vivere questo momento in pace, qui c'è il massimo rispetto. Tutti, in un modo o nell'altro, hanno conosciuto Francesco, più o meno da vicino. Essendo una figura così importante, ognuno se lo sente un po' vicino ed è vicino anche alla sua famiglia". 

La scelta della riservatezza è stata condivisa fino in fondo. Non sono stati affissi nemmeno manifesti funebri. "La famiglia ha voluto così e noi rispettiamo pienamente questa decisione", racconta il sindaco. "Credo che abbia dato anche un messaggio importante: questo è un momento privato, quello pubblico lo vivremo tutti insieme più avanti". Per lo stesso motivo Breschi non sarà presente all'abitazione di Guccini prima del funerale: "È un fatto privato e io lo rispetto. Se in futuro verrà organizzato qualcosa per ricordarlo, sarà soltanto d'accordo con la famiglia e solo quando saranno loro a ritenerlo opportuno". Per la giornata di domani il Comune non ha predisposto particolari misure organizzative. "Proprio perché è un funerale strettamente privato", conclude il sindaco, "le persone di qui hanno capito. Chi gli era più vicino è rimasto in silenzio. Credo che questo sia il modo giusto di rapportarsi. Ognuno di noi sa quanto gli deve". Poi l'ultima riflessione, che va oltre la figura dell'artista e restituisce quella dell'uomo: "L'Appennino deve tanto a Francesco Guccini. Ma soprattutto oggi salutiamo un uomo libero, che è sempre vissuto a testa alta. Per me è questa la cosa più importante da ricordare". (di Paolo Martini) 

7 ago 2026

Dolomiti Superski, via ai rimborsi degli skipass: ecco chi può richiederli

(Adnkronos) - Buone notizie per migliaia di sciatori. Dolomiti Superski apre ai rimborsi per gli skipass acquistati nelle stagioni sciistiche 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025. Dal 15 ottobre i clienti che ne avranno diritto potranno scegliere tra un rimborso diretto del 20% della spesa sostenuta oppure un voucher sconto del 30% da utilizzare per futuri acquisti. La misura è prevista dopo la chiusura dell'istruttoria dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha accolto gli impegni assunti dal Federconsorzio Dolomiti Superski e dai dodici Consorzi di valle aderenti. 

Secondo quanto comunicato da Dolomiti Superski, gli utenti che hanno acquistato skipass giornalieri o plurigiornalieri nelle tre stagioni interessate potranno presentare domanda attraverso un portale online dedicato, che sarà attivato nelle prossime settimane. 

Ogni richiesta sarà verificata dal Federconsorzio, che invita gli utenti a conservare la documentazione utile a dimostrare l'acquisto dello skipass. Le modalità operative e le tempistiche saranno rese note attraverso i canali ufficiali prima dell'apertura delle domande. 

L'Antitrust ha stabilito un pacchetto di misure compensative del valore complessivo di 30 milioni di euro: 

- rimborso diretto pari al 20% della spesa sostenuta; 

- voucher sconto del 30% da utilizzare per futuri acquisti di skipass. 

Saranno gli stessi consumatori a scegliere quale delle due opzioni preferire. 

Alle misure economiche si aggiunge l'impegno di mantenere, per le prossime cinque stagioni invernali, promozioni e agevolazioni sul Super Skipass Dolomiti Superski per un valore stimato di circa 20 milioni di euro. 

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni l'istruttoria avviata nel luglio 2025 nei confronti del Federconsorzio Dolomiti Superski e dei dodici Consorzi aderenti. 

L'indagine riguardava alcune disposizioni dello Statuto che, secondo l'Autorità, avrebbero potuto limitare la concorrenza. In particolare, l'attenzione si è concentrata su due aspetti: 

- il coordinamento nella definizione dei prezzi degli skipass vallivi; 

- i limiti imposti ai Consorzi di valle nella vendita degli skipass attraverso soggetti terzi. 

Per superare le contestazioni, il Federconsorzio e i Consorzi aderenti hanno assunto una serie di impegni, tra cui modifiche statutarie per eliminare qualsiasi forma di coordinamento delle politiche di prezzo e distribuzione degli skipass vallivi, oltre all'introduzione delle misure di ristoro economico a favore degli sciatori. 

Il Federconsorzio sottolinea di aver collaborato con un team di esperti durante tutto il procedimento e accoglie con favore la decisione dell'Autorità, che ha ritenuto adeguati gli impegni presentati. 

Secondo Dolomiti Superski, l'operazione rappresenta un importante sforzo organizzativo finalizzato a riconoscere la fiducia dei clienti, garantendo al tempo stesso il mantenimento degli standard di qualità del comprensorio. I dettagli su modalità di accesso ai rimborsi e agli sconti saranno comunicati prima dell'apertura del portale prevista per il 15 ottobre. 

7 ago 2026

Carburante annacquato, irregolare un distributore su cinque. Pd: "Governo intervenga". Lega: "Bene controlli Gdf"

(Adnkronos) - La Guardia di Finanza ha sequestrato 10 tonnellate di carburante irregolare e comminato 20mila euro di multe, dopo l'inchiesta giornalistica dell'Adnkronos. Riscontrate irregolarità in un distributore su cinque. 

"Siamo di fronte a un fatto molto grave" dice Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd del Senato. "Gli italiani non meritano non solo il danno dei rincari di benzina e diesel, ma ora anche la beffa dei carburanti annacquati e che danneggiano le automobili, come il servizio giornalistico aveva rilevato. Chiediamo al governo di occuparsi a tempo pieno di carburanti per controllarne non soltanto i prezzi, ma anche la qualità. Quella dei carburanti sta diventando una vera e propria emergenza, specie alla vigilia degli esodi per le vacanze che saranno sempre più brevi, purtroppo, per molte famiglie italiane”.  

"Desidero congratularmi con la Guardia di Finanza della Capitale per il lavoro che sta svolgendo sul territorio, contrastando l’illegalità e punendo chi non rispetta le regole" dichiara il segretario della Lega nel Lazio Davide Bordoni. "Significativa anche l’inchiesta condotta dall’agenzia Adnkronos, modello di buona informazione, che ha saputo mettere in luce aspetti preoccupanti con impianti e operatori del settore che evidentemente speculano, mentre dal Governo sono arrivati ben 2 miliardi per calmierare i prezzi e abbassare il costo della benzina per i nostri cittadini. Questo è il giornalismo positivo che sosteniamo per la tutela di tutti i cittadini consumatori". 

 

"I dati emersi a Roma sono allarmanti: irregolarità in un impianto su cinque e oltre dieci tonnellate di carburante sequestrate in appena due giorni" scrive sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli. "Alcuni cittadini hanno persino applaudito i finanzieri impegnati nelle verifiche: un gesto che dimostra quanto il problema sia sentito, soprattutto in un periodo di rincari e di partenze per le vacanze. Ringraziamo quindi la Guardia di Finanza per il lavoro svolto e anche i giornalisti dell’Adnkronos che hanno dato la notizia". "Per il governo va sempre tutto bene: la produzione industriale vola, i carburanti non rincarano e i controlli sono capillari. Poi i cittadini vanno a fare benzina, pagano prezzi altissimi con accise che questo esecutivo ha aumentato, e rischiano persino di ritrovarsi nel serbatoio carburante modificato". "Adesso il Governo si dia una svegliata e renda questi controlli capillari e sistematici in tutta Italia, verificando la qualità del prodotto, le quantità erogate e la trasparenza dei prezzi". 

 

 

"Benzina e diesel hanno già raggiunto cifre insostenibili, ora scopriamo che c’è anche chi specula sulla qualità del carburante per guadagnare di più a spese degli automobilisti che finiscono per pagare due volte, alla pompa e dal meccanico" dichiara la senatrice di Italia Viva - Casa Riformista Silvia Fregolent, vicepresidente della Commissione Attività Produttive, che sottolinea: "Da quanto riscontrato dalla Guardia di Finanza, che ringraziamo per essere intervenuta tempestivamente dopo l’inchiesta dell’Adnkronos, sono numeri impressionanti, che non possono essere liquidati come episodi isolati. Adesso il governo non sì limiti a prendere atto dei numeri: rafforzi i controlli e intervenga contro chi lucra sui carburanti. Gli automobilisti pagano già abbastanza alla pompa, non possono pagare anche il conto delle truffe". 

 

"Visti i numeri sui carburanti annacquati riscontrati dalla Guardia di Finanza tra Roma e provincia a seguito della denuncia dell'inchiesta dell'Adnkronos, chiediamo a questo punto che vengano effettuati controlli a tappeto nei distributori di tutta Italia" sottolinea l'Unione Nazionale Consumatori. 

"Con l'occasione - aggiungono i consumatori - chiediamo di controllare anche la corrispondenza effettiva dell'erogazione del litro alla pompa. Nonostante sia stata alzata la soglia di tolleranza infatti - denuncia l'Unc - spesso e volentieri risultano approssimazioni per difetto e mai per eccesso". 

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Terrorismo, arrestato 16enne nel Comasco: ancora un minorenne nel mirino

(Adnkronos) - Diverse chat con contenuti di matrice jihadista, neonazista e antisemita e immagini di propaganda. L'arresto dell'italiano 16enne di origine straniera, residente nel Comasco, ripropone il fenomeno della radicalizzazione giovanile e dell'aumento dei minorenni, coinvolti nelle operazioni anti-terrorismo. Un tema su cui ha puntato l'attenzione anche l'ultima Relazione annuale dell'Intelligence sottolineando che "dalle indagini condotte sul territorio nazionale nei confronti degli ambienti accelerazionisti, ma anche di quelli contigui all'estremismo di matrice jihadista, emerge una chiara tendenza all'abbassamento dell'età dei soggetti coinvolti" e "la quota dei minorenni è in costante crescita".  

 

Le cronache dimostrano che gli arresti di giovanissimi sono sempre più frequenti. Il 17 luglio scorso una ragazza di 17 anni, italiana residente in provincia di Pavia, è stata arrestata dalla polizia per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo gli investigatori la ragazza avrebbe condiviso materiale propagandistico ed espresso, in più occasioni, la volontà di compiere il martirio "in nome di Allah". Il 17 giugno 2026 la polizia ha arrestato un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo: durante una perquisizione sono stati trovati fogli A4 con disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista e pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Tra il materiale trovato anche un video integrale dell’attentato terroristico a Christchurch nel 2019 con messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare. 

Il 25 maggio scorso la polizia di Reggio Emilia e Bologna ha fermato un 22enne italiano, di origini marocchine, con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Il ragazzo, già monitorato dal 2024 quando era stato arrestato in Germania, si era dichiarato più volte un sostenitore dello Stato Islamico. La polizia di Firenze invece, il 20 maggio scorso, ha arrestato un tunisino di 15 anni con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: attraverso piattaforme di messaggistica social interagiva con profili riconducibili all’estremismo islamista radicale e, alcuni messaggi, si sarebbe dichiarato pronto ad agire e mostrandosi interessato alla ricerca di armi.  

 

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