Logo Il Foglio

"Re Carlo è morto", la radio sbaglia annuncio e lo speaker scappa: storia di un disastro

(Adnkronos) -  

"Re Carlo è morto". Una radio ha diffuso la fake news relativa alla mort di Re Carlo III e non si è corretta per quasi mezz'ora. A distanza di 3 mesi dalla clamorosa gaffe di un'emittente del Regno Unito, l'inchiesta dell'authority per le telecomunicazioni (Ofcom) fa chiarezza sull'errore 'reale'. Bisogna riavvolgere il nastro fino al 19 maggio- Radio Caroline, emittente dell'Essex, durante il Barry Marsh Show ha trasmesso 3 messaggi registrati per annunciare la morte di Re Carlo III: "Abbiamo sospeso la nostra normale programmazione fino a ulteriori annunci come segno di rispetto dopo la morte di Sua Maestà Re Carlo III". l'annuncio è stato seguito dall'inno nazionale e da circa 16 minuti di silenzio. Dopo quasi mezz'ora, la correzione con l'intervento di uno speaker: "Mi è appena stato comunicato che poco fa abbiamo trasmesso per errore alcune informazioni. Non le ho sentite personalmente, ma sono errate, si tratta di un problema tecnico e ovviamente ci scusiamo". Secondo la ricostruzione dell'Ofcom, sembra che lo speaker - dopo essersi reso conto dell'errore - abbia interrotto la riproduzione dei file incriminati e, in preda al panico, abbia lasciato gli studi dell'emittente.  

Ofcom ha reso noto di aver ricevuto due reclami in merito alla trasmissione e di aver riscontrato violazioni della norma 5.1, che impone che le notizie siano riportate in modo accurato e imparziale, e della norma 5.2: gli errori nella diffusione di notizie devono essere evidenziati e corretti in diretta in maniera tempestiva. "Abbiamo ritenuto che si trattasse di un errore molto significativo su una questione di particolare importanza pubblica. Radio Caroline non ha trasmesso scuse e chiarimenti fino a circa 30 minuti dopo la prima messa in onda degli annunci errati", il verdetto dell'authority.  

Com'è possibile che si verifichi un errore simile? "Il titolare della licenza stava monitorando la trasmissione al momento dell'incidente, un tecnico era già a conoscenza del problema ma ci è voluto del tempo per capire cosa fosse successo e ripristinare il programma previsto. La situazione è stata aggravata dal fatto che il presentatore stesse trasmettendo il programma in streaming da remoto". Insomma, un disastro. Tutto chiaro? No, manca un dettaglio.  

Agli atti, anche un'ulteriore spiegazione dell'emittente. I file contenenti relativi a necrologi pre-registrati erano accompagnati da "una serie di istruzioni rigorose per presentatori e dirigenti". Ordini chiari, insomma, da attuare solo in circostanze ben precise. Un membro dello staff, però, si è incuriosito e ha cliccato, scoperchiando il vaso di Pandora. Radio Caroline ha affermato di "prendere la questione molto seriamente" e di aver agito "il prima possibile". L'emittente ha aggiunto che il membro dello staff che ha riprodotto i file è stato oggetto di una reprimenda e "si è scusato". Per evitare altri incidenti analoghi, i file sono stati eliminati desktop del computer dello studio. 

 

 

10 ago 2026

Attentato a Ranucci, in ordinanza foto giornalista con Lavitola e suo factotum: "Conosceva Gomes dal 2022"

(Adnkronos) - C’è una foto che ritrae Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares agli atti dell’inchiesta della procura di Roma e riportata nell’ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per l’imprenditore e per il suo factotum. Il 17 ottobre 2024, il giornalista e conduttore di Report rispondendo a un messaggio di Lavitola spiegava di trovarsi in difficoltà su tutto ma che sarebbe andato avanti (In difficoltà su tutto. Ma vado avanti). E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: gli chiedeva di prestargli Gomes (Mi dovresti prestare Gomez), suscitando l'ilarità di Lavitola. “Da tale affermazione - viene riportato nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - è facile dedurre che Ranucci conoscesse Gomes, il suo ruolo di factotum al servizio di Lavitola e la sua attività di guardaspalle che avrebbe voluto utilizzare contro coloro che lo stavano mettendo in difficoltà”.  

“Effettivamente, Ranucci conosce Gomes almeno dal gennaio del 2022 e ciò lo si deduce da un messaggio che il 25 gennaio 2025 Lavitola inviava al conduttore con cui trasmetteva la fotografia di loro tre abbracciati che si scattavano verosimilmente un selfie - scrive il gip - La fotografia era stata trasmessa, a sua volta, a Lavitola da Gomes accompagnata dalla seguente frase: "Questa foto mi è uscita stamattina con la scritta il meglio di gennaio 2022". Ritornando al 17 ottobre 2024, Ranucci inviava a Lavitola una serie di fotografie scattate durante la presentazione del suo libro a Foggia “e commentava soddisfatto che a tale evento avevano partecipato 600 persone e che altre 300 erano state mandate via (verosimilmente per la ridotta capienza dei locali). L'ex direttore dell'Avanti! rispondeva che questi incontri gli sembravano dei test di campagna elettorale, come quelli che si fanno negli Usa (Questi mesi mi sembrano tanto un test di campagna elettorale come si fanno negli Stati Uniti) ricevendo la risposta divertita del giornalista con delle emoticon”. 

10 ago 2026

Europei atletica: Fabbri-Weir oro e argento nel peso, Dosso a caccia di una medaglia nei 100 - Diretta

10 ago 2026

Palio di Siena, il programma delle prove regolamentate

(Adnkronos) - Si svolgeranno in Piazza del Campo domani, martedì 11 agosto, e mercoledì 12 agosto, a partire dalle ore 6, le prove regolamentate dei cavalli in vista del Palio di Siena del 16 agosto. 

Sono settantasette i cavalli ammessi alle prove regolamentate e otto i cavalli ammessi direttamente alla Tratta di giovedì 13 agosto. Queste le decisioni della Commissione veterinaria del Palio dopo la tre giorni di visite effettuata presso la clinica del Ceppo a Monteresi in vista del Palio del 16 agosto. 

Dedicato alla Madonna dell’Assunta e intitolato ai cinquecento anni dalla battaglia di Camollia, il Drappellone del Palio di Siena del 16 agosto 2026, realizzato dall'artista Teodora Axente, è stato presentato nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico in piazza del Campo. Dopo lo squillo delle chiarine di Palazzo e l’introduzione della sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, la presentazione dell’opera che andrà ad arricchire il museo della Contrada vincitrice della Carriera del 16 agosto. 

Nel Drappellone di Teodora Axente domina la figura della Vergine, posta al vertice della composizione a protezione della Rosa d'Oro, il prezioso dono che Papa Pio II offrì alla città di Siena. Costruita secondo un impianto piramidale che richiama la grande tradizione della pittura senese, la Madonna si distingue per la dolcezza del volto e la forza espressiva dello sguardo, in un dialogo ideale con i capolavori di Simone Martini. Il grande manto azzurro si apre a protezione della città e dei suoi cittadini, mentre ai suoi piedi due cherubini, le cui figure si fondono con quelle dei pesci secondo il linguaggio metamorfico tipico dell'artista, sorreggono gli stemmi di Siena. Il pesce, antico simbolo cristiano, diventa così anche metafora della comunità senese, che nel Palio trova il momento più alto della propria identità collettiva. L'opera è attraversata da un intenso gioco di luci e ombre, ispirato alla lezione caravaggesca, che fa emergere le figure dal buio conferendo alla scena una forte dimensione teatrale. Sullo sfondo si addensano nubi tempestose che evocano la battaglia di Camollia del 1526, tema storico cui è intitolato il Palio, mentre la luce irradiata dalla Vergine trasforma il cielo in un simbolo di speranza e rinascita. Al centro della composizione si staglia il profilo monumentale di Siena, con il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia e il Duomo riuniti in un'unica silhouette. La luce della Madonna illumina anche Piazza del Campo, dove le diciassette Contrade sono raffigurate come figure solenni, ciascuna accompagnata dal proprio stemma storico. La loro disposizione richiama i bassorilievi della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia e, più in generale, la struttura dei grandi polittici senesi del Trecento e del Quattrocento, nei quali ogni figura contribuisce all'armonia dell'insieme. Attraverso una pittura ricca di richiami simbolici, preziosi dettagli e raffinati riferimenti alla tradizione artistica locale, Teodora Axente offre un omaggio a Siena, alla sua storia e al patrimonio spirituale e culturale che il Palio continua a custodire e rinnovare. 

10 ago 2026

Furlani: "La mia stagione finisce qui, sto vivendo un periodo di mancanza di fiducia"

10 ago 2026

Salvini contestato al concerto per De Andrè, la replica e l'attacco della nipote Alice: "Mio nonno gli avrebbe chiesto che cosa ci faceva lì"

(Adnkronos) - Botta e risposta social tra Matteo Salvini e Alice De Andrè, nipote di Fabrizio De Andrè, dopo la contestazione al leader al leader della Lega durante il concerto-omaggio al cantautore all'Agnata, in Sardegna. L'evento, con la partecipazione di Diodato e Dori Ghezzi, ha scatenato un acceso dibattito dopo che una ragazza ha contestato la presenza del leader della Lega in prima fila.  

Matteo Salvini ha condiviso sui social il video di quanto accaduto e ha scritto: "Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema. Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così, si chiama democrazia. Ma nessuno - e ripeto nessuno - può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori". 

Dal palco, come mostrato nel video, è intervenuta la moglie di De Andrè: "Non sono d'accordo con voi Io la penso diversamente, sono una sempre stata di sinistra però è giusto creare un dialogo, altimenti non saremmo più in un paese democratico dove possiamo votare".  

 

 

Sui social Salvini ha poi spiegato: "Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l’onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla sua memoria. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno. Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione". 

"Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee “giuste”? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi. Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre. Perché in democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella. Lunga vita al libero suonatore Jones a cui piaceva lasciarsi ascoltare. Da tutti". 

 

Diversa la replica di Alice De Andrè, figlia di Cristiano e nipote del grande Faber che sui social ha condiviso un video selfie: "Mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che cazzo ci faceva lì".  

Nello sfogo affidato ai social, Alice De André, attrice e presentatrice, ha condiviso una lunga riflessione. "La riflessione del giorno, oggi, nasce da una cosa che trovo quasi comica", esordisce Alice De André. "Ieri, a l'Agnata in Sardegna, a casa di mio nonno, come ogni anno si è tenuto il concerto in suo onore del festival jazz, con la piccola differenza che quest'anno in prima fila c'era Matteo Salvini. Questa frase potrebbe già tranquillamente finire qui, perché io non so che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica, forse la, la, la... perché sui testi, evidentemente, abbiamo avuto qualche problema di comprensione. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo". 

 

 

"Ma il capolavoro arriva dopo", prosegue. "Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica per la ragazza, non per Salvini in prima fila a un concerto di De André". A questo punto, aggiunge, "mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale: quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva davvero. Perché sì, che quello poi diventa maleducato, divisivo, fuori luogo". La nipote di Faber sottolinea la coerenza del gesto della contestatrice: "Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che sia riuscita durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi, se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere, non indignarsi per essere stato contestato, non farsi proteggere dal silenzio educato di un pubblico venuto a celebrare uno che di silenzio educato se ne faceva molto poco". 

"Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto", dice. "Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava, quello che contestava e, soprattutto, prendetevi il fatto che mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che cazzo ci faceva lì?". Alice conclude la sua riflessione con la citazione dal brano del nonno del 1990 'La domenica delle salme': "Il ministro dei temporali, in un tripudio di tromboni, auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni". 

10 ago 2026

Sinner 'al lavoro' dopo l'infortunio: agli Us Open per battere (anche) la scaramanzia

10 ago 2026

Maltempo, allerta meteo gialla per temporali martedì 11 agosto: la mappa delle 5 regioni a rischio

(Adnkronos) - Non solo caldo estremo ma anche maltempo. L'Italia continua a essere alle prese con altissime temperature e temporali e anche per domani, martedì 11 agosto, la Protezione civile ha diramato un avviso di allerta meteo gialla per rischio idraulico, idrogeologico e per temporali per settori di sei regioni, concentrate al Centro Sud.  

Secondo l'ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, la Protezione civile ha diramato per domani, martedì 11 agosto, allerta meteo gialla per rischio ideaulico sui seguenti settori della Calabria: Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale. 

Per quanto riguarda il rischio temporali, sotto osservazione della protezione civile per domani sono: l'Abruzzo (Marsica, Bacino Alto del Sangro, Bacino dell'Aterno), la Calabria (Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale), il Lazio (Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Aniene, Appennino di Rieti), la Sicilia (Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico) e l'Umbria (Medio Tevere, Chiascio - Topino, Alto Tevere, Trasimeno - Nestore, Nera - Corno, Chiani - Paglia).  

Infine, allerta meteo gialla per rischio idrogeologico è stata dichiarata sempre per domani, martedì 11 agosto, per Abruzzo (Marsica, Bacino Alto del Sangro, Bacino dell'Aterno), Calabria (Versante Jionico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale) e Sicilia (Sud-Orientale, versante Stretto di Sicilia, Nord-Orientale, versante ionico, Bacino del Fiume Simeto, Sud-Orientale, versante ionico).  

Secondo le previsioni meteo di domani, martedì 11 agosto, l'afa non allenta la presa sull'Italia. Lo conferma anche il bollettino del Ministero della Salute sulle ondate di calore. In totale ci saranno 19 città bollino rosso, e cioè Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Viterbo e Bolzano. Si contano anche 6 bollini arancioni ad Ancona, Brescia, Milano, Trieste, Venezia e Verona e due bollini gialli a Cagliari e Torino. Tuttavia, si deve prestare attenzione ai rovesci pomeridiani, soprattutto lungo i rilievi del Nord e la dorsale appenninica, dove il calore accumulato favorirà la crescita di nubi temporalesche anche piuttosto minacciose, come spiegano gli esperti de IlMeteo.it.  

10 ago 2026

Attentato a Ranucci, gip: "Lavitola lo ideò per accrescere la popolarità del conduttore e spingere il progetto politico"

(Adnkronos) - L'attentato dell'ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci è stato commissionato “da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” dell’indagato “in ambito politico”. E' quanto emerge dalle carte dell'ordinanza del gip di Roma Iole Moricca. “Se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato - si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - è indubbio che nella ideazione dell'indagato Lavitola, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista Ranucci per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista”. 

 

Più volte Valter Lavitola “ha commentato la vicenda dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d'accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento, come si evince dalle risultanze acquisite, per ritenere che il giornalista fosse d'accordo con Lavitola". “Anzi le risultanze acquisite, inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell'indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest'ultimo, dall'altro, in ragione del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell'incriminazione dell'amico. D'altra parte, è certo, perché emerso in plurime intercettazioni che Lavitola abbia continuato a manipolare la persona offesa e ad alimentare in lui il convincimento che la tesi seguita dagli inquirenti sia assolutamente inverosimile, essendo convinto che finché avrà il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata” aggiunge il gip. 

 

“L'esame dei contenuti, presenti sul telefono dell'indagato, ha consentito di dimostrare, come immediatamente dopo l'esecuzione dell'azione delittuosa, se, da un lato, Lavitola aveva iniziato a dare concretezza al proprio progetto, dall'altro, in modo coerente, sin da subito, aveva condiviso sia con la persona offesa, che con persone del suo entourage” come un giornalista di Report, si legge nell'ordinanza, “i propri convincimenti in merito a come fosse in serio pericolo l'incolumita del giornalista e le sue congetture sui responsabili dell'azione delittuosa, compiendo chiaramente un vero e proprio depistaggio”.  

“Invero” uno dei giornalisti del programma “sentito a sommarie informazioni il 10 luglio scorso riferiva che, dopo aver appreso del coinvolgimento di Lavitola aveva iniziato a sospettare che la ‘pista israeliana’ più volte caldeggiata dall'indagato, fosse stato un vero e proprio tentativo di depistaggio: ‘L'avvicinamento a marzo di Lavitola, in cui mi prospettava la pista dei servizi segreti italiani e israeliani, ad oggi, lo valuto anche come un possibile depistaggio’. Ed effettivamente - scrive il gip - anche in relazione a questo aspetto, l'analisi del contenuto del telefono in uso Lavitola ha permesso di accertare come lo stesso già nei primi giorni dopo l'esecuzione dell'atto intimidatorio, aveva iniziato a manifestare a Ranucci il proprio convincimento in merito a un possibile coinvolgimento di servizi segreti stranieri nel grave atto intimidatorio subito’”. 

 

“La spregiudicatezza e la capacità criminale mostrata dimostra chiaramente come unica misura cautelare idonea a prevenire il rischio di azioni recidivanti sia quella della custodia cautelare in carcere” scrive il gip Iole Moricca nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lavitola e per il suo factotum Gomes Clesio Tavares, attualmente in Africa. Per Lavitola “vi è il concreto ed attuale pericolo che si dia alla fuga, atteso che le indagini hanno appurato che lo stesso ha interessi economici in Camerun dove potrebbe rifugiarsi evitando provvedimenti cautelari nei suoi confronti - si legge nell’ordinanza disposta in seguito all’inchiesta della procura di Roma con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo - ha rapporti relazionali caratterizzati da estrema confidenza con una donna da lui appellata ‘meu amor’ con cui dialoga in lingua portoghese. Inoltre, è stato acclarato che immediatamente dopo il sopralluogo eseguito il 10 ottobre scorso è partito per l'Argentina”.  

Tutte circostanze che dimostrano come abbia la disponibilità di “innumerevoli contatti in altri continenti. Inoltre, la circostanza che solo dopo l'esecuzione della misura cautelare nei confronti degli esecutori materiali, avvenuta il 30 giugno, Lavitola decidesse improvvisamente di partire per l'Africa acquistando un biglietto per il 4 luglio e che tale viaggio sia stato evitato esclusivamente perché gli veniva notificato il decreto di perquisizione, dimostra evidentemente come, una volta appresa la notizia dell'arresto degli esecutori materiali, temendo che gli inquirenti potessero avere già acquisito elementi a suo carico, la sua volontà, già in quella fase, fosse quella di sottrarsi ad una eventuale cattura”, scrive ancora il gip. Inoltre “come evidenziato dal pubblico ministero e come emerso dalle risultanze in atti, la circostanza che sia comparso davanti all'autorità inquirente a seguito della sua convocazione per rendere interrogatorio, ma si sia avvalso della facoltà di non rispondere e abbia reso dichiarazioni spontanee di fatto irrilevanti o comunque contraddette dalle risultanze acquisite, non consentono di ritenere che il comportamento sin qui adottato sia connotato da una seria volontà collaborativa. Né si può sostenere che la sua permanenza in Italia, anche dopo la perquisizione, sia sintomatica del fatto che tale esigenza non sia più attuale - evidenzia il gip - Invero, come si evince dalle intercettazioni, dopo l'esecuzione dell'atto a sorpresa, Lavitola si era convinto che sarebbe stato arrestato immediatamente dopo la sua convocazione per rendere interrogatorio, è del tutto verosimile che, una volta che tale evento non si sia verificato, in capo all'indagato sia maturata la convinzione, come dallo stesso esternato nel corso delle intercettazioni, che per gli inquirenti, gli elementi acquisiti nei suoi confronti non avessero una forza probatoria tale da sostenere una richiesta di misura cautelare”. 

 

“E tra 2 anni fai il Presidente". Così Valter Lavitola scriveva al giornalista Sigfrido Ranucci in una chat risalente al 2024 e riportata nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip, dopo le indagini della procura di Roma e dei carabinieri del Nucleo Investigativo, ha disposto il carcere per l’imprenditore come mandante dell’attentato dell’ottobre scorso davanti all’abitazione del conduttore di Report. Al centro della conversazione la preoccupazione del giornalista di essere estromesso dalla conduzione del programma. Lavitola fa riferimento alle elezioni aggiungendo che nel caso in cui Ranucci venisse mandato via “farebbe bingo”. 

“E' di tutta evidenza che il sostegno costante offerto dall'indagato alla persona offesa - scrive il gip in un passaggio dell’ordinanza - non possa non essere correlato all'obiettivo che pare ben presente nei progetti di Lavitola sin dal 2024, allorquando aveva iniziato a proporre a Ranucci il tema della sua candidatura alle prossime elezioni politiche, ritenendolo l'uomo che poteva rappresentare la novità, capace di sparigliare le carte, e battere gli altri candidati. Lavitola - sottolinea il gip - nel tempo coltiva la sua intuizione e continua a riproporla costantemente al giornalista Ranucci che se, da un lato, non pare mai condividere formalmente il progetto dell'indagato, col tempo, si comprende, dal tenore dei messaggi e dal suo comportamento, che assuma un atteggiamento di apertura o quantomeno di curiosità rispetto al progetto, che via via diviene sempre più concreto. E in effetti Lavitola, proprio successivamente all'esecuzione dell'atto intimidatorio, inizia a tradurre quell'intuizione in fatti concreti, tanto da arrivare a commissionare un sondaggio, investendo in tale progetto tempo e denaro”. 

Intercettato dopo le perquisizioni dello scorso luglio, Lavitola spiegava che il progetto avrebbe sicuramente portato il giornalista “a essere eletto Presidente del Consiglio e che lui stesso avrebbe potuto raccogliere il 30% dei voti senza nessun partito politico”. "Fratello questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Io da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla", dice Lavitola a un interlocutore. 

10 ago 2026

Elementi totali: 20
Vai a