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Ricerca, Bellotti (San Matteo): "Qui più discipline, un obiettivo comune"

(Adnkronos) - "Una caratteristica distintiva del San Matteo è quella di aver voluto unire discipline diverse attorno alla missione della ricerca. Penso che il segreto del successo e della competitività della nostra realtà nel panorama nazionale sia proprio questo: coniugare competenze molto differenti tra loro. Nel corso della mia carriera, ho lavorato in importanti ospedali di ricerca negli Stati Uniti e soprattutto nel Regno Unito. Questa esperienza mi ha permesso di confrontare da vicino realtà scientifiche considerate tra le migliori al mondo e di constatare direttamente lo straordinario valore dei ricercatori del San Matteo e delle ricerche che qui vengono sviluppate". Lo ha detto il direttore scientifico della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Vittorio Bellotti, in occasione del lancio della campagna per il 5xmille a sostegno della ricerca. 

Nell'istituto "lavorano più di cento giovani ricercatori, sono figure forse poco visibili al pubblico, ma fondamentali per la ricerca - sottolinea Bellotti - Non sono tutti medici, alcuni sono specialisti in discipline come la fisica, la matematica, l'ingegneria e la chimica. Solo grazie all'integrazione del loro lavoro con quello del personale sanitario, medici e infermieri, possiamo affrontare sfide complesse. Conosco questi ricercatori - afferma il direttore scientifico - li frequento e vedo ogni giorno la loro passione e la loro soddisfazione anche di fronte a un piccolo progresso, ma ne vivo anche le frustrazioni, un aspetto che va ricordato. Donare il 5xmille al San Matteo significa aiutare questi giovani ricercatori, non lasciarli soli davanti alle difficoltà, costruendo una vera alleanza tra i cittadini e queste figure così importanti".  

"Sempre di più ci troviamo di fronte a patologie complesse: malattie per le quali la diagnosi è molto difficile, le terapie non sono completamente efficaci o, in certi casi, non abbiamo ancora cure disponibili - prosegue Bellotti - L'approccio interdisciplinare del San Matteo permette di affrontare queste tematiche difficili. Così, accanto a un'eccellenza in ematologia, ne troviamo ad esempio una in ostetricia, fondamentale per affrontare una malattia rara ematologica in corso di gravidanza. Direi che è proprio la sinergia tra le tante discipline eccellenti a fare del San Matteo una realtà davvero unica nel panorama nazionale e territoriale". 

Il direttore scientifico del Policlinico San Matteo di Pavia si sofferma poi sull'importanza di riunire ricerca e cura in un unico istituto: "La medicina ha ancora molti limiti. Esistono situazioni nelle quali non abbiamo tutte le risposte ed è per questo che bisogna svolgere un'attività di ricerca di frontiera, al limite delle conoscenze - osserva - Questo approccio ha un impatto ovvio sulla possibilità di sviluppare nuove cure più efficaci, ma incide anche sulla sostenibilità, consentendo di evitare trattamenti non appropriati". 

"Un altro tema centrale - aggiunge Bellotti - è quello di rendere le cure accessibili al maggior numero di persone, un ambito in cui il San Matteo svolge un'attività molto importante. La ricerca, infatti, non si focalizza solo sulla patologia, ma riguarda anche il miglioramento dell'organizzazione e della presa in carico del paziente, considerato non solo per il suo problema medico, ma anche per il suo vissuto rispetto alla malattia. Per questo motivo offriamo un supporto psicologico dedicato alle patologie più complicate e difficili. Al San Matteo il paziente è al centro, insieme ai suoi diritti: il modo migliore per garantire la sua individualità e identità è la necessità di lavorare per la sua cura", conclude. 

18 giu 2026

Portogallo, Leao litiga con giornalista: "Non sono molle..."

18 giu 2026

'Notte prima degli esami' festeggia 20 anni a Londra, Vaporidis: "Sarà tuffo nella nostalgia"

(Adnkronos) - A Londra si celebrano i vent'anni dall'uscita al cinema di 'Notte prima degli esami' con una speciale maratona in programma al Regent Street Cinema, la più antica sala inglese inaugurata nel 1896 con il debutto in Uk dei fratelli Lumière. Nel pomeriggio del 27 giugno verrà proiettata la prima delle due pellicole cult dirette da Fausto Brizzi, e alle 19.30 il sequel 'Notte prima degli esami, oggi', uscito l'anno successivo. Quella della capitale inglese non è una scelta casuale, dato che qui vive stabilmente uno degli attori principali, nonché protagonista dei Q&A che faranno seguito alle due proiezioni: Nicolas Vaporidis. "Esportiamo un po' di cultura pop italiana degli anni Ottanta. Sarà un tuffo nella nostalgia, che manca tanto a noi italiani che l'abbiamo vissuta in prima persona, utile anche al pubblico internazionale che interverrà, il quale avrà così modo di conoscere ancora più da vicino quanto l'Italia, proprio in quel periodo, abbia dato a livello mondiale in termini di moda, musica e costume", racconta ad Adnkronos Vaporidis - nel film il maturando Luca Molinari - oggi 44 anni, sposato da due anni con la compagna italo-inglese Ali Rinaldo e da poco diventato papà del piccolo Leonardo.  

La maratona si tiene mentre oltre mezzo milione di studenti è alle prese con gli esami di maturità. "Se potessi viaggiare nel tempo e dare un consiglio a quel giovane Luca, così come a tutti i suoi colleghi di oggi, gli direi di ascoltare più se stesso e fidarsi di più del suo istinto, cercando di avere meno paura di quello che pensano gli altri di lui. Con il senno di poi, tutto quello che ho scelto con l'istinto, con la pancia, ha funzionato, mentre le decisioni dettate dalla testa o dalla mera convenienza si sono rivelate fallimentari e dolorose. Sbaglia, ma scegli tu", è il monito che Vaporidis regalerebbe al se stesso del passato, perché la consapevolezza di aver scelto in prima persona "ti fa digerire meglio il fatto di aver fallito poi nel risultato".  

Per l'attore romano, vedere proiettato a Londra il film che non ha segnato il suo debutto sul grande schermo, ma che lo ha lanciato come giovane star sulla scena italiana, rappresenta un traguardo emotivo fortissimo. Unisce due aspetti della sua vita che sono tuttora importantissimi. "L'uno con il cinema, un percorso di vita intenso e meraviglioso. L'altro con Londra, il mio secondo grande amore, dove vivo e ho messo radici con la mia nuova famiglia. Li ho definiti un po' come mamma e papà, e vederli insieme anche se solo per un giorno, mi fa davvero sorridere e stare bene". Proprio nella capitale inglese, Vaporidis da alcuni anni ha dato vita a un altro progetto professionale legato alla ristorazione. Si tratta di un locale, 'Taverna Trastevere', gestito in tandem con il socio Alessandro Grappelli, che offre cucina tipicamente romanesca. Quella stessa romanità, tra accenti, ambientazioni ed emozioni, che fa da cornice a 'Notte prima degli esami', diventato parte del successo stesso della pellicola.  

Tra gli attori principali della pellicola, anche Giorgio Faletti, il temibile professor Martinelli, scomparso nel 2014 all'età di 63 anni, del quale Vaporidis ha ancora dei ricordi molto forti. "Le sue improvvisazioni sul set sono state la parte più difficile per me, allora un giovane e sicuramente ancora poco esperto attore. Tra cui una delle frasi in assoluto più iconiche della pellicola, non prevista dal copione, è stata 'Non è importante quello che trovi alla fine della corsa ma quello che provi mentre corri', diventata un cult negli anni a seguire l'uscita al cinema. Proprio quelle improvvisazioni mi hanno insegnato molto. Mi hanno fatto capire quanto siano la forza dei grandi, quale lui era, come attore, comico, scrittore e musicista, ovvero la rara capacità di prendere molto sul serio quello che si fa e molto poco sul serio se stessi, regalando alla vita una preziosa leggerezza". L’evento di Londra è organizzato da 'Nervosa Pictures' in collaborazione con Complitaly Tv con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra. (di Alessandro Allocca) 

18 giu 2026

Farmaceutica: 80 anni di Bms in Italia, 42 molecole in sviluppo e 120 studi clinici in corso

(Adnkronos) - Sono 42 le molecole di Bristol Myers Squibb in sperimentazione in Italia e spaziano dall’oncologia all’ematologia, dalle malattie cardiovascolari fino all’immunologia e alle neuroscienze. Negli ultimi 5 anni, l’azienda ha investito oltre 90 milioni di euro nella ricerca clinica nel nostro Paese, e oggi è impegnata con più di 120 studi in oltre 700 centri ospedalieri e il coinvolgimento di più di 2200 pazienti. Questi numeri testimoniano la partnership consolidata di Bristol Myers Squibb con l’Italia. È una storia di successo e di continua innovazione a favore dei pazienti, iniziata esattamente 80 anni fa. Il ruolo centrale del nostro Paese nella strategia globale dell’azienda è evidenziato in una conferenza stampa oggi a Roma, al Centro Studi Americani, con gli interventi di Marta Costanzo Youth (Deputy Chief of Mission US Embassy) e Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e il videomessaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci.  

"Da 80 anni la nostra ricerca si concentra dove c’è più bisogno, in aree terapeutiche che hanno segnato passaggi decisivi nell’evoluzione della medicina. Dalla disponibilità degli antibiotici alle terapie in virologia, dalle soluzioni per le patologie cardiovascolari e neurodegenerative fino alle più recenti innovazioni in immuno-oncologia, abbiamo ridefinito il paradigma di trattamento di molte malattie gravi - spiega Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia -. Nel corso dei decenni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il contributo di Bristol Myers Squibb in Italia non si misura solo nell’innovazione terapeutica resa disponibile, ma anche nel nostro ruolo di partner industriale del Paese. Nel triennio 2023–2025 l’azienda, come media annua, ha infatti contribuito a generare in Italia 369 milioni di euro di Pil, secondo l’impact assessment report redatto da PwC. La nostra responsabilità è continuare a costruire, insieme alla comunità scientifica e alle Istituzioni, un percorso fatto di ricerca, innovazione e progresso". 

"A livello globale, il punto di forza della pipeline di Bristol Myers Squibb risiede nella sua ampiezza e profondità, sostenute da piattaforme innovative e da un impegno costante nelle aree terapeutiche a più elevato bisogno medico insoddisfatto - afferma Cristian Massacesi, Executive Vice President, Chief Medical Officer and Head of Development, Bristol Myers Squibb -. L’Italia riveste un ruolo strategico per la ricerca e lo sviluppo clinico di Bristol Myers Squibb. Siamo orgogliosi della solidità dell’ecosistema clinico e accademico italiano e del contributo che i ricercatori e i centri italiani apportano ai nostri programmi globali di sviluppo clinico”. “Guardando al futuro - continua Cristian Massacesi - la nostra ambizione è continuare a elevare gli standard di cura per i pazienti in tutto il mondo affetti da alcune delle patologie più difficili da curare". 

 

In oncologia, Bristol Myers Squibb - informa una nota - "ha introdotto terapie che hanno segnato tappe fondamentali nella storia del trattamento dei tumori, molte delle quali sono ancora oggi ampiamente utilizzate. Tra queste, un farmaco appartenente alla classe dei taxani, sviluppato in collaborazione con il National Cancer Institute statunitense. Successivamente, l’azienda ha contribuito alla rivoluzione dell’immunoterapia, con l’introduzione nella pratica clinica dei checkpoint inhibitors, che ha trasformato la prognosi del melanoma metastatico: se dieci anni fa la sopravvivenza a cinque anni era inferiore al 10%, oggi supera il 50%". 

"I taxani hanno rivoluzionato le cure contro il cancro e costituiscono ancora oggi capisaldi della chemioterapia – afferma Carmine Pinto, direttore Oncologia medica Ausl-Irccs di Reggio Emilia -. Nel 2025, in Italia, sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore e, negli ultimi 10 anni, vi è stata una riduzione del 9% dei decessi oncologici. L’innovazione, insieme alla prevenzione e all’adesione agli screening, ha contribuito a questo risultato. Oltre al melanoma, l’immunoterapia ha modificato l’algoritmo terapeutico di numerose neoplasie solide. In alcuni casi, i risultati ottenuti nei pazienti affetti da malattia avanzata rappresentano il razionale per l’utilizzo anche negli stadi più precoci, aumentando così le possibilità di guarigione. Le sfide della ricerca passano attraverso la comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia e la definizione della corretta sequenza di terapie".  

In ematologia - riferisce la nota - Bristol Myers Squibb "ha contribuito in modo determinante alla definizione degli standard di cura, a partire dal mieloma multiplo, ambito in cui un farmaco immunomodulante ha rappresentato per anni il cardine del trattamento. La ricerca dell’azienda ha portato alla prima terapia cellulare Car-T approvata in Italia nel mieloma multiplo e ad un’altra Car-T, disponibile per i pazienti con linfoma a grandi cellule B, la forma più frequente di linfoma non Hodgkin". "Le neoplasie ematologiche spesso hanno rappresentato l’apripista di trattamenti innovativi, come le target therapies, che poi sono stati utilizzati anche nei tumori solidi – spiega Armando Santoro, direttore Cancer Center Irccs Humanitas Research Hospital (Rozzano) -. L’innovazione terapeutica nel mieloma multiplo negli ultimi 25 anni è stata rappresentata dall’introduzione di farmaci con azione diretta verso le plasmacellule e verso il 'microambiente midollare', primi tra tutti gli immunomodulatori. Le Car-T, linfociti del paziente modificati geneticamente, sono il risultato dello straordinario lavoro svolto in laboratorio e nella pratica clinica e costituiscono la frontiera più avanzata dell’immunoterapia. Le terapie Car-T sono approcci 'chemio-free', che non prevedono l’impiego della chemioterapia in associazione, offrendo così potenziali vantaggi significativi per i pazienti. La ricerca è orientata verso lo sviluppo di trattamenti sempre più tollerabili, con l’obiettivo di preservare al meglio la qualità di vita dei pazienti". 

 

Nelle malattie cardiovascolari - dettaglia la nota - Bristol Myers Squibb ha introdotto il primo ACE-inibitore, che ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento dell’ipertensione arteriosa e ha lanciato un antiaggregante che, per decenni, è rimasto lo standard globale nella prevenzione degli eventi tromboembolici. Successivamente un anticoagulante orale di nuova generazione ha contribuito a ridefinire la prevenzione degli eventi cardiovascolari. A novembre 2025, un altro importante traguardo raggiunto, con l’approvazione della prima terapia che agisce sui meccanismi all’origine della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. 

"In Italia, oltre 350mila persone sono colpite da cardiomiopatia, di cui più di 100mila presentano forme ipertrofiche - sottolinea Gianfranco Sinagra, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic) -. La forma ipertrofica, causata da ispessimento del muscolo cardiaco, presenta una forte componente genetica. Si stima, infatti, che circa il 50% dei pazienti abbia una conclamata predisposizione ereditaria. Il nostro Paese vanta una cultura decennale nella cura delle cardiopatie genetiche e i centri di riferimento per questa patologia sono diffusi su tutto il territorio. I ricercatori italiani, inoltre, hanno offerto un contributo decisivo allo sviluppo di questa terapia innovativa in grado di offrire risposte concrete ai bisogni dei pazienti, perché può migliorare la loro qualità di vita, riducendo l’entità dei sintomi ed il ricorso all’intervento chirurgico in più dell’80% dei casi e condizionando favorevolmente l’espressività biologica di malattia". 

In neurologia, la ricerca di Bristol Myers Squibb ha sviluppato una terapia orale innovativa per la cura della sclerosi multipla, disponibile in Italia dal 2021. Ogni anno, nel nostro Paese, si stimano circa 3.600 nuove diagnosi, con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti. "La sclerosi multipla è una delle patologie neurologiche croniche più diffuse nelle persone giovani adulte – afferma Eleonora Cocco, direttrice Sc Centro Regionale Sclerosi multipla, Asl Cagliari/Università di Cagliari –. I sintomi più frequenti riguardano, tra gli altri, la vista, la sensibilità, le capacità motorie e il controllo sfinterico. I deficit cognitivi sono presenti in una percentuale significativa di persone fin dagli stadi precoci e sono correlati all’atrofia cerebrale che si instaura nel tempo. È fondamentale, quindi, disporre di terapie in grado di modificare il decorso della malattia fin dalle fasi iniziali, prevenendo la progressione della disabilità fisica e cognitiva. Preservare la riserva cerebrale fin da subito è il presupposto essenziale per garantire l'efficacia di un approccio integrato, mirato a proteggere la qualità di vita e l’autonomia delle persone". 

 

La ricerca di Bristol Myers Squibb - riferisce la nota - "è focalizzata anche nello sviluppo di una molecola in grado di controllare i sintomi e stabilizzare il declino cognitivo nell’Alzheimer e schizofrenia, aree terapeutiche in cui persiste un elevato bisogno clinico insoddisfatto". "Sono orgogliosa di quanto abbiamo costruito in questi 80 anni - conclude Regina Vasiliou –. Questo anniversario non rappresenta un traguardo ma una tappa del nostro percorso, per continuare a generare valore nel lungo periodo. Stiamo vivendo una fase di straordinaria accelerazione scientifica. In questo contesto, il settore farmaceutico rappresenta una leva strategica fondamentale per rafforzare la competitività e il futuro del nostro Paese. Investire in salute significa prima di tutto ampliare le opportunità di cura per i pazienti e generare un beneficio concreto per la comunità, ma anche contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia”. 

18 giu 2026

Edilizia, Di Francesco (Velux): "Luce e ventilazione naturale elementi di un unico sistema progettuale"

(Adnkronos) - "Negli ultimi anni l'efficienza energetica è stata posta al centro delle politiche edilizie. L'idea attuale è invece quella di promuovere un approccio integrato che vada oltre questo singolo aspetto. Sicurezza, efficienza energetica, adattabilità climatica e salubrità, intesa come luce e ventilazione naturale, comfort termico e acustico, devono essere considerate come elementi di un unico sistema progettuale". Sono le parole di Lorenzo Di Francesco, public affairs manager di Velux Italia, durante la conferenza 'Oltre l'efficienza. Qualità degli ambienti interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', che si è tenuta nella Sala Caduti di Nassirya al Senato della Repubblica. 

Un’occasione per presentare lo studio preliminare sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) realizzato dalla Sima proprio in collaborazione con Velux Italia. "Un edificio salubre è un edificio efficiente - riprende Di Francesco - ma non è sempre vero il contrario: un immobile di nuova costruzione o riqualificato può avere ottime prestazioni energetiche senza garantire automaticamente il benessere per le persone e la qualità degli ambienti interni. Riteniamo fondamentale che anche le normative e i processi autorizzativi e burocratici migliorino, ponendo la qualità degli ambienti interni come una leva per il mercato immobiliare e per lo sviluppo economico. Un edificio salubre è, a tutti gli effetti, un immobile che ha una maggiore capacità di generare valore nel tempo", conclude. 

18 giu 2026

Edilizia, Berardo (Velux): "Riqualificare puntando a qualità ambienti"

(Adnkronos) - "Lavorare insieme per definire un futuro sostenibile delle abitazioni, sia in termini di qualità della vita e degli ambienti - attraverso la ventilazione e la luce naturale - sia in termini di efficienza energetica e di valorizzazione degli immobili stessi. Oggi la maggior parte delle costruzioni in Italia risale dagli anni '60 in poi e ha bisogno di essere rivista". A dirlo è stata Raffaella Berardo, vice-president del Gruppo Velux, partecipando all'incontro 'Oltre l’efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', nella sala Caduti di Nassiriya del Senato. Un incontro che si è fatto promotore di un confronto istituzionale, scientifico e industriale sul futuro della riqualificazione edilizia in Italia, ponendo al centro il tema della qualità degli ambienti interni e della salubrità degli edifici. 

"Come Velux siamo molto orgogliosi di far parte di questo evento al Senato - sottolinea Berardo - perché si parla di una tematica importante: come i vari interlocutori che intervengono sugli ambienti possano e debbano lavorare insieme. Non si tratta soltanto di lavorare sull'efficienza energetica, ma di migliorare la qualità degli ambienti per le persone che ci vivono, partendo dal patrimonio edilizio esistente". Per la vice-president del Gruppo Velux "è importante mettere insieme interlocutori chiave come l'industria, i professionisti del mondo della progettazione, come gli architetti, e ovviamente le istituzioni. In quanto Velux - conclude - sentiamo di avere un ruolo rilevante in termini di innovazione e sostenibilità". 

18 giu 2026

Assica festeggia 80 anni: "Traguardo importante"

(Adnkronos) - Ottant'anni di storia industriale, economica e associativa che si intrecciano con la crescita del Paese e con l'affermazione internazionale della salumeria italiana. Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), in occasione della Assemblea annuale che si è tenuta oggi a Roma nell’ambito del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose european quality”, ha festeggiato l'ottantesimo anniversario dalla propria fondazione avvenuta il 25 gennaio 1946 a Milano. “Ottant'anni rappresentano un traguardo importante per la nostra Associazione e per tutte le imprese che hanno contribuito a costruire la storia della salumeria italiana” ha dichiarato Lorenzo Beretta, Presidente di Assica. “In questi decenni il settore ha attraversato profondi cambiamenti economici, sociali e normativi, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento e di innovazione senza mai perdere il legame con la propria tradizione e con i territori.” 

Nata in un'Italia che usciva dalla guerra e si preparava alla ricostruzione economica, l'Associazione ha accompagnato tutte le principali tappe di sviluppo del settore, contribuendo alla sua crescita industriale, all'apertura dei mercati internazionali e alla costruzione di un sistema produttivo che oggi rappresenta una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy agroalimentare. Negli anni cinquanta, Assica ha sostenuto la ripresa delle esportazioni dopo la guerra e il consolidamento delle prime relazioni commerciali internazionali. Nel 1951 nasce l’house organ associativo, “IDC- L’Industria delle Carni e dei Salumi, che rappresenta ancora oggi la voce del settore. Nei successivi decenni ha accompagnato il comparto nel percorso di integrazione europea, contribuendo alla definizione delle regole comunitarie e rafforzando la presenza italiana nelle sedi di confronto internazionale.  

Con la nascita del Mercato Comune Europeo e l'introduzione dei sistemi di tutela delle produzioni DOP e IGP, l'Associazione ha svolto un ruolo fondamentale nel promuovere e difendere il valore delle produzioni italiane, sostenendo la competitività delle imprese e la valorizzazione delle tradizioni produttive che rendono unica la salumeria italiana. Negli ultimi decenni, infine, l’Associazione ha accompagnato il comparto nell'affrontare le nuove sfide legate a a sicurezza alimentare, sostenibilità, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e comunicazione verso i consumatori, senza dimenticare il support oalle aziende nella ricerca di nuovi mercati e opportunità di sviluppo. Oggi il settore dei salumi rappresenta una realtà che vale quasi 10 miliardi di euro di fatturato e oltre 2,5 miliardi di euro di esportazioni, con una presenza consolidata sui mercati internazionali e un ruolo fondamentale per l'economia agroalimentare nazionale. 

 

Particolare attenzione viene riservata anche alle nuove generazioni imprenditoriali che stanno progressivamente assumendo ruoli di responsabilità all'interno delle aziende del settore. In questo contesto riveste un ruolo da protagonista il Gruppo Giovani di Assica, oggi sempre più coinvolto nei progetti e nelle iniziative dell'Associazione. “La forza del nostro settore risiede nella capacità di trasmettere competenze, cultura imprenditoriale e valori da una generazione all'altra”, ha proseguito il Presidente. “Per questo riteniamo fondamentale accompagnare il percorso di crescita delle nuove generazioni che rappresentano una risorsa essenziale per il futuro delle nostre imprese e dell'intero comparto.” Un futuro che presenta sfide importanti, dalla competitività alla sostenibilità, dall'innovazione agli scenari internazionali. “Sono sfide che riguardano l'intero sistema produttivo e che richiederanno un impegno comune da parte delle Imprese e delle Istituzioni. Le affrontiamo con realismo, ma anche con fiducia, perché la storia di questi ottant'anni dimostra che la salumeria italiana ha sempre saputo evolversi, innovare e guardare avanti senza perdere la propria identità.” 

Assica, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, è l’organizzazione nazionale di categoria che, nell’ambito della Confindustria, rappresenta le imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine. Nel quadro delle proprie finalità istituzionali, l’attività di Assica copre diversi ambiti, tra cui la definizione di una politica economica settoriale, l’informazione e il servizio di assistenza ai 180 associati in campo economico/commerciale, sanitario, tecnico normativo, legale e sindacale. Competenza, attitudine collaborativa e affidabilità professionale sono garantite da collaboratori specializzati e supportate dalla partecipazione a diverse organizzazioni associative, sia a livello nazionale che comunitario. Infatti, sin dalla sua costituzione, nel 1946, ASSICA si è sempre contraddistinta per il forte spirito associativo come testimonia la sua qualità di socio di Confindustria, a cui ha voluto aderire sin dalla nascita, di Federalimentare, Federazione italiana delle Industrie Alimentari, di cui è socio fondatore, del Clitravi, Federazione europea che raggruppa le Associazioni nazionali delle industrie di trasformazione della carne, che ha contribuito a fondare nel 1957. 

“Trust Your Taste, Choose european quality”, il progetto promosso da Assica con l’obiettivo di migliorare il grado di conoscenza e consumo consapevole dei prodotti agricoli UE, attraverso la promozione della cultura produttiva della carne suina e dei salumi, valorizzando gli alti standard europei e la grande tradizione storica che contraddistingue questo comparto. Il Progetto ha durata triennale (2024-2027), si svolge in Italia e Belgio e gode del co-finanziamento dalla Commissione Europea nell’ambito del Regolamento (UE) 1144/2014 (Azioni di informazione e di promozione riguardanti+ i prodotti agricoli nel mercato interno). 

18 giu 2026

I Sussex in Gb con i figli, grazie a un ricatto emotivo di Harry a Re Carlo?

(Adnkronos) - È arrivata la conferma: Harry e Meghan porteranno con sé i figli nel loro viaggio nel Regno Unito, il prossimo mese per gli Invictus Games. L'ultima volta che i bambini erano andati in Inghilterra risale al 2022. Harry, nelle rare occasioni in cui vi era tornato, non li aveva mai portati. E neanche la moglie vi era più tornata. Il motivo addotto era sempre stato quello della mancanza dei servizi di pubblica sicurezza, che il governo ha tolto al figlio del Re non essendo più membro attivo della famiglia reale. Ma come è stato possibile sbloccare la situazione? Secondo un esperto reale, il duca di Sussex potrebbe aver usato la leva affettiva dei figli sul Sovrano per ottenere l'agognata protezione pubblica per lui necessaria per tutelare la sua famiglia in Gran Bretagna. 

In diretta dal Royal Ascot, Gb News ha dato la notizia del ritorno del principe Harry nel Regno Unito, con tanto di moglie e prole al seguito. Il corrispondente dell'emittente britannica ha ricordato che la famiglia non era più andata in Gran Bretagna dal "luglio 2022, da quando la Regina era in vita. È passato così tanto tempo dall'ultima volta che i bambini sono stati qui: Meghan è stata nel Regno Unito l'ultima volta a settembre 2022, inizialmente per il lavoro di beneficenza, ma poi, mentre era qui, la Regina è venuta a mancare, quindi il suo viaggio si è prolungato. Dopo di che, Harry non ha più permesso a sua moglie Meghan e ai due figli di tornare nel Regno Unito per motivi di sicurezza". 

Quando si sono ritirati dai loro ruoli di membri attivi della famiglia reale, il ministero dell'Interno britannico ha ridotto il livello di protezione di cui godevano quando si trovavano in Gran Bretagna, e, prosegue Gb News, "per usare un eufemismo, Harry non ne era contento e ha affermato di non poter garantire la sicurezza di sua moglie e dei suoi figli finché si trovavano nel Regno Unito". Ha poi aggiunto che "ci è stato confermato che Meghan e i bambini accompagneranno Harry quando verrà il mese prossimo per un evento degli Invictus Games a Birmingham". 

La domanda sorge a questo punto spontanea: Harry ha ottenuto ciò che chiedeva? Si sente garantito ed è soddisfatto dei livelli di protezione che verranno offerti alla sua famiglia? Secondo un autore esperto di questioni reali, il duca di Sussex avrebbe potuto ricorrere a un "ricatto emotivo" sul padre, Re Carlo, per ottenere ciò che voleva. Harry ha ripetutamente contestato le decisioni relative alla sua protezione nel Regno Unito, sostenendo che le attuali disposizioni – una valutazione delle misure di sicurezza caso per caso – espongono la sua famiglia a vulnerabilità. Potrebbe così aver ottenuto il favore del sovrano "ricattandolo emotivamente" per poter vedere i suoi nipoti, ha affermato il commentatore reale Tom Bower.  

Parlando al podcast 'Kinsey Schofield Unfiltered' prima che fosse diffusa la notizia del prossimo viaggio dei figli dei Sussex in Gran Bretagna, Bower aveva dichiarato: "Non credo che il Re sia così ansioso di incontrare Archie e Lili: questo è ciò che Harry vorrebbe credere, ma il Re ha altre preoccupazioni. Per quanto sia meraviglioso essere nonno, posso anche dirvi che, se vostro figlio vi crea problemi, non ne vorrete altri. E la presenza di Harry in Gran Bretagna è sempre un problema. Adesso Harry sta tentando l'ultima carta: è un ricatto emotivo". 

18 giu 2026

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18 giu 2026

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18 giu 2026

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