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Marco Mengoni, il dolore per la morte della mamma: "Il periodo più buio della mia vita"

12 ott 2026

Roma, Malen si scusa per il rosso. La furia dei tifosi: "Un'altra rapina..."

(Adnkronos) - È tornata la Serie A, sono tornate le polemiche. A tenere banco è l'espulsione rimediata da Donyell Malen nel secondo tempo di Como-Roma, un rosso diretto per una brutta entrata su Kaiki che ha fatto infuriare Gasperini e tutto il popolo romanista. A poche ore dalla fine del match, terminato 0-0, l'attaccante olandese si è voluto scusare con tifosi e compagni pubblicando un post sul proprio profilo Instagram: "Chiedo scusa alla squadra e ai tifosi". 

 

 

Succede tutto al 54'. Malen, sulla trequarti offensiva, ha perso il controllo del pallone in un serrato corpo a corpo con un avversario. L'arbitro Fabbri ha lasciato correre l'azione, quindi Malen ha provato a recuperare il pallone entrando in maniera scomposta su Kaiki: l'olandese, in tackle, si è lanciato con il piede a martello secondo il direttore di gara, che ha estratto il cartellino rosso tra le proteste giallorosse. 

 

Gian Piero Gasperini si è lamentato dell'episodio al termine di Como-Roma: "Siamo stati costretti a difenderci dopo il rosso - ha spiegato il tecnico giallorosso ai microfoni di Dazn -. C’è un fallo ripetuto su Malen prima della scivolata, dire che lui faccia un gioco violento è difficile da sostenere. Viene trattenuto e ha uno slancio. È brutto il salto, ma non c’è intenzionalità di fare male ed è stato un episodio che ha imbruttito la partita. Era una gara bellissima". 

"Inutile che fermate il fotogramma, il calcio non è fatto di fotogrammi", ha continuato Gasperini, "in questo modo si può giustificare tutto, ma non c’è alcuna volontà di far male all'avversario. Conta il concetto, smettetela coi fotogrammi perché falsificano la realtà. Da quest’anno vediamo un calcio più vero, ora per favore non torniamo indietro". 

 

Su X, nell'immediato post partita e nelle ore successive, è esplosa la rabbia dei tifosi della Roma, che hanno vissuto una partita compromessa dal rosso rifilato all'olandese dall'arbitro Fabbri: "L'unica colpa di Malen è giocare per la Roma", ha scritto polemico un utente. Un pensiero largamente diffuso: "Questo non è mai rosso. Interviene per recuperare palla e non ha il piede alto. Altra rapina a mano armata". 

La lettura dell'episodio, sponda giallorossa, è piuttosto chiara: "Chi non capisce niente di calcio può parlare di rosso giusto". E ancora: "Fallo di Ramon nn fischiato, Malen prende il pallone poi travolge Kaiki non toccando minimamente la caviglia. Si fosse andati al Var il rosso diretto non sarebbe mai stato dato", "la gestione della partita da parte di Fabbri (il direttore di gara del match, ndr) è da vietare in tutte le scuole arbitrali". 

C'è anche chi sceglie l'ironia: "Bobby (il soprannome capitolino di Malen, ndr) potevi anche rapinarmi, ti avrei perdonato comunque", " 

 

12 ott 2026

Turismo, Moby, Tirrenia e Toremar presentano la nuova stagione al Ttg di Rimini

(Adnkronos) - Il Ttg, la grande fiera del turismo italiano, anche quest’anno sarà l’occasione per Moby, Tirrenia e Toremar per presentare le proprie rotte, il network più completo per la Sardegna, la Corsica, l’Isola d’Elba e l’Arcipelago Toscano. Mentre continua la coda di una estate 2026 davvero positiva, sono già aperte le vendite per la stagione 2027 per le partenze da e per Sardegna e Corsica fino a fine settembre, che è possibile acquistare anche sul sito Moby ufficiale Moby.it. 

La Livorno-Olbia, quasi una “metropolitana del mare”, peraltro viene effettuata tutto l’anno con corse diurne e notturne in entrambe le direzioni con Moby Fantasy e Moby Legacy, le due ammiraglie della flotta, che sono i traghetti più grandi ed ecologicamente sostenibili di tutto il Mediterraneo, con servizi di bordo di alto livello, un intero ponte dedicato alla ristorazione con preparazioni a vista e il wi-fi gratuito per essere sempre in navigazione, in ogni senso. E' attiva 365 giorni all’anno anche la Genova-Porto Torres, che dal primo gennaio 2027 sarà operata da Moby, con corse notturne in entrambe le direzioni e schiererà d’inverno Moby Tommy e Moby Aki e d’estate Moby Wonder e Rubattino. E fra i tanti servizi di bordo disponibili, ci sarà anche il wi-fi free su Aki e Wonder. Corse tutto l’anno anche per la linea Civitavecchia-Olbia e viceversa operata da Tirrenia con partenze notturne 365 giorni all’anno a cui si aggiungono da giugno a settembre anche quelle diurne. In inverno saranno schierate sulla linea Florio e Rubattino, mentre d’estate la Florio sarà affiancata da Moby Tommy. E' già possibile prenotare anche la Genova-Olbia, che nel 2027 ripropone la sua stagione extra-large per la linea più amata dai viaggiatori del Nord Italia e del Nord Europa: si parte infatti il 13 maggio e si arriva fino al 31 ottobre. Le navi per le traversate notturne da Genova alla Sardegna e viceversa saranno Moby Aki, con il wi-fi gratuito per i passeggeri, e Moby Orli. 

Ma le navi Moby con la loro inconfondibile Balena Blu mantengono il forte legame con la Corsica: è possibile già prenotare per la Genova-Bastia che nel 2027 sarà operata dal 15 maggio al 27 settembre con Moby Wonder e Moby Aki e tutti i loro servizi di bordo, compreso il wi-fi gratuito, con partenze diurne in entrambe le direzioni. E le prenotazioni sono aperte anche sulla Livorno-Bastia, la linea più veloce fra il continente e la Corsica, che andrà dal 15 maggio al 30 settembre con partenze diurne su Moby Kiss. Tutto questo si somma al buono sconto del 20 per cento per chi acquista un biglietto Moby e Tirrenia da oggi al 30 novembre per partenze fino al 27 settembre 2027 da spendere sulla partenza successiva fino al 30 settembre 2027 (sulla Genova-Porto Torres e sulla Civitavecchia-Olbia è possibile ottenere lo sconto sul secondo viaggio dal primo giugno al 30 settembre 2027). 

12 ott 2026

Civita di Bagnoregio e Bolsena conquistano il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: il progetto vincitore

12 ott 2026

Baci Perugina, arriva la Limited Edition By Moschino, la moda incontra il gusto

(Adnkronos) - In un contesto in cui il fashion detta nuove ispirazioni moda e gusto si incontrano in una collaborazione inedita con Baci per Moschino, un nuovo progetto che unisce due brand accomunati dalla capacità di trasformare creatività ed emozione in un immaginario immediatamente riconoscibile. Da un lato Baci Perugina, icona senza tempo sinonimo di golosità e autenticità, dall’altro Moschino, simbolo di un’estetica pop, ironica e fuori dagli schemi, celebre per la sua capacità di reinterpretare la moda attraverso codici visivi inconfondibili. Una collaborazione destinata ad accompagnare i prossimi mesi attraverso attivazioni e occasioni speciali dedicate, che prende il via con un nuovo cioccolatino Baci, Biscuit Sublime, una Limited Edition di gusto esclusiva e super golosa. 

La Limited Edition pesca nell’immaginario di Moschino, e per l’occasione, anche l’incarto di Baci si reinventa. L'argento lascia spazio a una veste dorata decorata da pois neri, ispirati ai codici visivi propri del brand di moda. All’interno, i cartigli custodiscono frasi inedite realizzate insieme a Moschino, che richiamano il mondo del fashion, come 'La moda, come l’amore, non segue regole' oppure 'Essere alla moda non passa mai di moda'. Stessa contaminazione anche nel gusto con Biscuit Sublime che propone una armonia di consistenze e sapori. Il cuore al gianduia con granella di semi di cacao caramellata incontra pepite di biscotto al cacao e l’inconfondibile nocciola intera, il tutto avvolto da una copertura di cioccolato al latte.  

"Con Baci per Moschino abbiamo voluto dare vita a una collaborazione capace di unire due mondi iconici attraverso un linguaggio creativo comune fatto di emozione, stile e innovazione - dichiara Chiara Richiedei, Marketing Manager Baci Perugina Biscuit Sublime rappresenta un nuovo modo di interpretare l’universo Baci Perugina, attraverso un’esperienza multisensoriale che coinvolge gusto, estetica e immaginazione". Baci per Moschino Biscuit Sublime, prodotto all’interno dello Stabilimento di San Sisto a Perugia, è una Limited Edition che si affianca temporaneamente alle proposte Classico, Latte, Fondente 70%, Caffè e Caramellato alle Mandorle. Il nuovo gusto è disponibile nel formato Bijou e Tubo Baci. 

12 ott 2026

Epatocarcinoma avanzato, esperti: "Con immunoterapia Stride 17% pazienti vivo a 6 anni"

(Adnkronos) - Il tumore del fegato più comune, l’epatocarcinoma (Hcc), è una delle neoplasie più difficili da trattare. I sintomi si manifestano quando è già in fase avanzata e, nel 90% dei casi, si sviluppa da un fegato cirrotico. La gestione di 2 gravi patologie concomitanti richiede terapie efficaci e tollerabili che non peggiorino la funzionalità epatica residua. “Un regime immunoterapico, ‘Stride’, costituito da una singola dose di tremelimumab con durvalumab seguita da durvalumab in monoterapia, è in grado di offrire una ‘spinta’ alla risposta immunitaria. Questo innovativo approccio di ‘priming immunitario’ ha evidenziato risultati a lungo termine nel trattamento di prima linea di pazienti con epatocarcinoma avanzato non resecabile, stabilendo nuovi parametri di riferimento: un paziente su 6 è vivo a 6 anni. E, per la prima volta dopo 2 decenni, può cambiare il paradigma di cura anche nei pazienti con epatocarcinoma in stadio intermedio. ‘Stride’, in combinazione con lenvatinib e chemioembolizzazione transarteriosa (Tace), ha infatti ridotto del 30% il rischio di progressione di malattia”. Sono i contenuti di un media tutorial sulle nuove frontiere del trattamento del tumore del fegato - informa una nota - promosso oggi a Milano da AstraZeneca. 

“Nello studio Himalaya, che ha coinvolto quasi 1.200 pazienti con epatocarcinoma avanzato o non resecabile, il regime Stride ha consentito di ottenere una sopravvivenza a 5 anni del 19,6%, come pubblicato su ‘Journal of Hepatology’. La sopravvivenza a 6 anni ha raggiunto il 17,1%, un dato mai riportato prima in uno studio di fase 3 in questo stadio di malattia”, spiega Lorenza Rimassa, professore associato di Oncologia medica all’Humanitas University e responsabile dell’Uo di Oncologia epatobiliopancreatica all’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, Milano. “Si tratta di una percentuale doppia rispetto a sorafenib, standard di cura al momento dell’avvio dello studio - continua - La qualità di vita è stata salvaguardata, con un buon profilo di tollerabilità, molto importante per pazienti fragili, perché molto spesso sono colpiti anche da cirrosi e richiedono terapie a lungo termine”.  

L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, a febbraio 2024 ha approvato la rimborsabilità del regime Stride in prima linea nell’epatocarcinoma avanzato o non resecabile. “Lo studio internazionale Di-Real – illustra Rimassa – ha convalidato la solida efficacia di Stride nella pratica clinica quotidiana, con una sopravvivenza globale mediana di 23 mesi. Anche il profilo di sicurezza era paragonabile. Un’ulteriore conferma della riproducibilità della robusta efficacia di Stride nel ‘mondo reale’ viene dallo studio Lor-Hcc, un’analisi retrospettiva di dati da 12 centri in Lombardia. Inoltre, i dati dello studio Sierra - precisa - supportano la fattibilità e gestibilità del regime Stride anche in pazienti con epatocarcinoma e caratteristiche prognostiche sfavorevoli, una popolazione generalmente sottorappresentata negli studi registrativi e con un rilevante bisogno clinico insoddisfatto. Il profilo di sicurezza complessivo è stato considerato gestibile, nonostante la complessità clinica della popolazione arruolata”. 

 

Ogni anno, in Italia, sono stimati circa 12.600 nuovi casi di tumore del fegato. “È un organo che si ammala in modo ‘silenzioso’ – afferma Fabio Piscaglia, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Bologna e Direttore della Medicina Interna, Malattie epatobiliari e Immunoallergologiche dell’Irccs-Aou di Bologna - L’infiammazione protratta nel tempo determina un danno che si manifesta solo dopo decenni ma, quando appare, di solito è irreversibile. Per questo è fondamentale identificare subito la causa dell’infiammazione, prima che vi sia una compromissione della funzione epatica. I principali fattori di rischio dell’epatocarcinoma - avverte - sono le infezioni da virus dell’epatite B e C, sindrome metabolica, abuso di alcol, malattie genetiche e autoimmuni. L’epatocarcinoma presenta elementi peculiari che lo distinguono dalla maggior parte dei tumori solidi, pertanto la sua gestione è estremamente complessa. Innanzitutto, la prognosi dipende non solo dallo stadio del tumore, ma anche dalla funzione epatica residua. La presenza e la severità della cirrosi condizionano la scelta terapeutica. Inoltre, i trattamenti per la cirrosi epatica sottostante giocano un ruolo non secondario nella prognosi. Infine - osserva l’esperto - la disponibilità di numerose terapie, che trovano indicazione in differenti momenti evolutivi della neoplasia e che sono di competenza di specialisti diversi, rende indispensabile la discussione in ambito multidisciplinare, che comprenda competenze epatologiche, chirurgiche, oncologiche, radiologiche, ma anche diabetologiche e trapiantologiche”. 

“Circa il 30% dei pazienti con epatocarcinoma è eleggibile per l’embolizzazione transarteriosa – sottolinea Irene Bargellini, professore associato di Radiodiagnostica, dipartimento di Scienze chirurgiche, Università di Torino - La chemioembolizzazione transarteriosa è una procedura di radiologia interventistica utilizzata nel trattamento dell’epatocarcinoma, in particolare nei pazienti non candidabili a chirurgia o ablazione percutanea e in stadio intermedio. L’efficacia locale del trattamento è elevata, con percentuali di controllo di malattia che possono superare l’80%, dopo uno o due cicli. Tuttavia si assiste frequentemente a una ripresa locale di malattia, pari a circa il 50% in un anno, o alla comparsa di nuove lesioni. Inoltre, le procedure Tace ripetute rischiano di compromettere la funzionalità epatica. Pertanto, la ricerca si sta concentrando sulla possibilità di potenziare l’efficacia della Tace attraverso la combinazione con altri trattamenti, tra cui la duplice immunoterapia”.  

“Il regime Stride ha dimostrato risultati significativi anche nei pazienti con epatocarcinoma in stadio intermedio, cioè con malattia limitata al fegato, non resecabile e candidata a chemioembolizzazione, che rappresenta da più di 20 anni lo standard di terapia per questi pazienti”, evidenzia Sherrie Bhoori, epatologa, Unità di Chirurgia oncologica (epato-gastro-pancreatica) e Trapianto di fegato diretta da Vincenzo Mazzaferro alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. 

 

“Nello studio Emerald-3, la combinazione di Stride, lenvatinib e Tace ha determinato una riduzione del 30% del rischio di progressione di malattia. Risultati che indicano le potenzialità per diventare il nuovo standard di cura, soprattutto nei pazienti con potenziali prospettive curative come chirurgia o trapianto. Grazie a questo approccio innovativo – prosegue Bhoori - si possono riaprire opzioni terapeutiche inizialmente escluse, rendendo disponibili trattamenti curativi, come la resezione e il trapianto di fegato. La chirurgia del fegato deve essere eseguita in centri di riferimento, dove ogni caso viene discusso in maniera collegiale da un team multidisciplinare. L’epatocarcinoma rappresenta oggi in Italia una delle prevalenti indicazioni al trapianto di fegato ed è ipotizzabile che il numero possa aumentare in relazione alle prospettive offerte dalla nuova combinazione nello stadio intermedio”.  

“Il paziente colpito da patologie croniche, come le epatopatie, segue un percorso che parte dalla medicina generale, transita dagli specialisti, per poi tornare al territorio – osserva Ignazio Grattagliano, vicepresidente Simg, Società italiana di medicina generale - I percorsi clinico-assistenziali regionali prevedono un coinvolgimento attivo del medico di famiglia sin dalle fasi iniziali della diagnosi di epatocarcinoma e lungo tutto il percorso terapeutico. Solo l’identificazione precoce delle persone a rischio, cioè con epatopatia cronica avanzata, e la loro attenta sorveglianza con ecografia semestrale consentono una diagnosi tempestiva della neoplasia, cioè in una fase iniziale suscettibile di terapie radicali, come la resezione epatica e il trapianto di fegato. La comunicazione tra ospedale e territorio, talvolta, è insufficiente - puntualizza - Strumenti tecnologici e piattaforme digitali sempre più integrate possono facilitare lo scambio di informazioni, migliorando il coordinamento tra i diversi attori coinvolti. Allo stesso tempo il confronto tra medico di famiglia e specialista in programmi formativi comuni e la comunicazione efficace basata su messaggi chiari e specifici possono essere la chiave di volta per superare criticità organizzative e gestionali”.  

Il fattore di rischio “destinato a diventare preponderante per l’epatocarcinoma nei Paesi occidentali è la Masld, condizione epatosteatosica correlata alla sindrome metabolica, problema in rapida crescita, in genere legata a sovrappeso, obesità e diabete - conclude Paola Pantanetti, responsabile Diabetologia Ast Fermo - Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno evidenziato il ruolo della resistenza all’azione dell’insulina indotta dal sovrappeso e dall’obesità quale fattore rilevante di aumentato rischio oncologico. La presenza di diabete di tipo 2 può triplicare la probabilità di sviluppare l’epatocarcinoma. È importante curare non solo il fegato, ma anche le comorbidità presenti, come diabete e dislipidemia. Il primo step del percorso di cura, quindi, è controllare i fattori dismetabolici. Per questo, va ampliato l’accesso nei centri diabetologici al fibroscan, l’esame che consente di valutare la presenza e il grado di fibrosi epatica. In questo modo è possibile effettuare una stratificazione del rischio, prima dell’invio allo specialista epatologo”. 

12 ott 2026

David Rossi e la sera della morte: "C'erano una o più persone a ingresso vicolo"

(Adnkronos) - La sera del 6 marzo 2013, quando l'ex capo della Comunicazione di Mps David Rossi morì dopo essere precipitato da una finestra della banca, a partire dalle ore 20.04 è stata documentata la presenza di una o più persone all'imbocco del vicolo di Monte Pio in fondo al quale il corpo fu ritrovato. E' quanto emerge dalla relazione del Ris - presentata dal consulente della Commissione e tenente colonnello Adolfo Gregori, da Luca Gasparollo, comandante della sezione di intervento operativo del Ris dell’Arma dei Carabinieri di Roma e da Federico Zomparelli, comandante della sezione di fonica e audiovideo del Ris dell’Arma dei Carabinieri di Roma - sul video che inquadrava vicolo di Monte Pio dove fu ritrovato il corpo dell'ex manager.  

I Ris sono partiti dall'analisi del filmato della videosorveglianza puntata su vicolo Monte Pio: dallo studio si sono accorti che le luci delle auto che transitavano sulla vicina strada via dei Rossi riflettevano, proiettando delle luci e creando ombre sulla parete all'ingresso del vicolo. Dalle analisi del Ris sono stati mappati "in totale 59 eventi degni di interesse" di cui "12 hanno la caratteristiche di 'ombre antropomorfe'", ha spiegato Gregori, facendo ipotizzare che ci fosse qualcuno all'ingresso del vicolo. "Dall’analisi del filmato del 6 marzo 2013 sono stati evidenziati 12 macro eventi documentanti la presenza di uno o più corpi intercettanti di matrice antropomorfa (persone) collocati in una posizione cieca all’imbocco del vicolo Monte Pio - sottolineano i Ris nella relazione - Gli eventi si protraggono per circa 10 minuti, dalle 20.04 alle 20.14".  

Gli esperti hanno svolto anche ulteriori accertamenti tornando sul posto, facendo delle simulazioni per accertarlo e capire dove poteva trovarsi un eventuale soggetto per proiettare quelle ombre di interesse notate. Sono state quindi individuate alcune "stazioni compatibili" in cui l'eventuale soggetto poteva trovarsi in modo da proiettare quelle stesse ombre sulla parete. Come hanno spiegato gli esperti del Ris, si è riscontrato che in alcune posizioni l'uomo "poteva avere una visuale del corpo" di Rossi a terra anche perché il mezzo che era parcheggiato all'epoca nella stradina non intralciava la vista dell'ex manager: in tre stazioni di posizionamento si disponeva di "una linea visiva diretta o limitata verso il corpo di Rossi" mentre in altre due posizioni la vista del corpo poteva essere occultata ossia c'era una "visuale cieca". L'analisi è proseguita anche per capire se le ombre fossero compatibili con la presenza di una persona ferma o in movimento.  

I Ris hanno inoltre individuato "tre eventi" in cui è plausibile che ci fossero "due ombre di soggetti in movimento" quindi generate non da uno, ma da due individui. Inoltre, sebbene non sia stato approfondito nella relazione, secondo il Ris si puo' escludere che ci fosse un'auto parcheggiata all'ingresso del vicolo come spesso in passato è stato ipotizzato: "Non è stato affrontato direttamente, ma indirettamente posso azzardare che l'ipotesi dell'auto parcheggiata deriva dal fatto che erano state notate delle luci rosse: anche noi le abbiamo osservate e sono la proiezione dei fanali di freni azionati quando le auto svoltano a sinistra e gli stop, che si illuminano, illuminano di rosso l'ingresso del veicolo". 

Alle domande dei commissari, gli esperti hanno precisato che "non possiamo dire se quelle ombre antropomorfe siano state generate sempre dallo stesso soggetto o da soggetti diversi che si sono succeduti nell'arco dei 12 frame analizzati". Come emerso dalla seduta, la prima ombra compare circa 4 minuti dopo la caduta di Rossi. "Dall'ufficio di Rossi scendendo all'ingresso del vicolo, passando davanti alla portineria, uscendo su piazza Salimbeni e girando sulla via senza correre occorrono proprio quattro minuti", ha sottolineato Gregori replicando a una domanda del presidente della Commissione Gianluca Vinci.  

 

Dalla perizia del Ris arriva la prova che lo sconosciuto che compare nel video della telecamera sul vicolo di Monte Pio "non era un passante, come è stato raccontato per anni in questa vicenda, ma era un soggetto che ha avuto un ruolo attivo", ha detto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi Gianluca Vinci. Infatti, prosegue, "compare giusto il tempo per scendere dall'ufficio di Rossi al terzo piano, in quattro minuti, e poi la persona blocca il vicolo verosimilmente con un altro soggetto che interviene qualche minuto dopo e impedisce che Rossi sia visto da eventuali altri passanti che possano prestare il soccorso".  

"Appena Rossi smette di muoversi, dopo oltre 20 minuti, compare nel video, se ne accerta - ha concluso- Poi le ombre poi scompaiono per sempre perché il soggetto, i soggetti, si allontanano”. "Non un omicidio d’impeto" ma un "omicidio commesso da più persone e addirittura il vicolo era bloccato da altre due persone", ha spiegato Vinci, aggiungendo che la modalità fa pensare a "un’organizzazione criminale". 

"Un tentativo di estorsione o minaccia finito male è avvalorato dal fatto che Rossi non è stato finito da un killer ma il vicolo viene bloccato per impedire i soccorsi", ha proseguito. Secondo Vinci “non ci sono nomi” ma è convinto che il delitto porti a "un’organizzazione criminale che può aver orchestrato sia la parte delle minacce sia la chiusura del vicolo dopo". 

Secondo Vinci potrebbe trattarsi di un’associazione “mafiosa o 'ndranghetista. Noi abbiamo trovato molti elementi che ci spingono verso la 'ndrangheta della bassa Lombardia, mantovana e reggiana, e questa è la direzione maestra verso la quale stiamo andando per il movente e gli esecutori”. 

 

12 ott 2026

Ilaria Salis, chiesta nullità sentenza su risarcimento a ex collaboratori per mancata notifica: attesa per verdetto

(Adnkronos) - La difesa di Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, ha chiesto la nullità della sentenza con cui il Tribunale del lavoro di Milano ha condannato l'eurodeputata a risarcire con circa 300mila euro complessivi due suoi ex collaboratori, licenziati senza giusta causa secondo i giudici. Al centro della contestazione c'è la presunta irregolarità delle notifiche del procedimento di primo grado: i legali sostengono di non aver ricevuto un atto che consentisse a Salis di essere informata della causa e di esercitare il proprio diritto di difesa. 

Si tratta di una questione preliminare che è stata discussa brevemente davanti alla giudice del lavoro di Milano Silvia Marina Ravazzoni che domani deciderà se accogliere la richiesta di nullità. Un verdetto che verrà trasmesso alle parti via pec. Se fosse respinta la questione il processo entrerebbe nel merito. "Attendiamo con serenità la decisione", le poche parole pronunciate dall'europarlamentare lasciando il Tribunale. 

Da parte loro, gli avvocati spiegano che "la decisione di domani sarà sulla corretta instaurazione del contraddittorio, quindi sul fatto che tutte le parti interessate hanno avuto diritto effettivamente a intervenire non in questo Appello ma nel giudizio di primo grado". "Se la Corte riterrà che le notifiche sono state fatte bene andrà avanti nell'esaminare l'appello, se la Corte riterrà, come auspichiamo, che sono state fatte male, cioè sono nulle, cancellerà la decisione di primo grado e riporterà il processo riavvolgendo il nastro a quando è stato instaurato in primo grado" aggiunge l'avvocato Federico Manfredi. 

L'esito di domani "riguarderà solo la nullità della notifica, non verrà deciso il merito" aggiungono i difensori. Dunque due le possibilità: o si riporta tutto al primo grado o si riesamina in appello tutto il merito della vicenda. 

Attendono domani per commentare i difensori dei due collaboratori - gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto - che in primo grado si sono visti riconoscere dai giudici un risarcimento di circa 300 mila euro per essere stati licenziati "senza giusta causa". Una sentenza che in primo grado ha visto Ilaria Salis contumace, inutili i tentativi della controparte di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza dell'eurodeputata di Avs. 

12 ott 2026

Vittorio Sgarbi ricoverato a Roma, la nota della sorella Elisabetta e di Sabrina Colle: "Notizie false su sua salute"

(Adnkronos) - "Assistiamo a un continuo rilancio di notizie false sullo stato di salute di Vittorio Sgarbi (oltre che gravemente lesive della dignità della persona) ricoverato al Gemelli, dal 30 settembre 2026 per una polmonite e una conseguente, severa, insufficienza respiratoria". Lo affermano in una nota congiunta Elisabetta Sgarbi e Sabrina Colle, rispettivamente sorella e compagna di Vittorio Sgarbi, in merito alle notizie sulle condizioni di salute dello storico e critico d'arte.  

"Invitiamo gli operatori della comunicazione - proseguono Elisabetta Sgarbi e Sabrina Colle - ad attenersi ai bollettini dello stesso ospedale Gemelli, a non diffondere notizie non verificate, ricordando che una giudice tutelare della Repubblica si è già espressa positivamente sulla piena capacità cognitiva di Vittorio Sgarbi rispetto alla gestione ordinaria e alla cura di sé stesso: '…Nessun dubbio può sussistere in merito alla capacità del beneficiando di gestirsi in tutto ciò che concerne gli atti quotidiani e di ordinaria gestione della propria salute e del proprio patrimonio, con ciò escludendosi, senza dubbio alcuno, la necessità della apertura di una amministrazione di sostegno per ciò che concerne la cura della salute e la gestione ordinaria del proprio patrimonio'. Non intendiamo replicare, ora, in alcun modo, a queste voci, né nelle sedi che si avventurano a ospitarle, né in altra sede, perché, in questo momento, la nostra priorità è stare quotidianamente vicine a Vittorio, in un momento per lui, e per chi gli vuole bene, così delicato, e dare sostegno, per quanto possibile, ai medici che lo stanno curando nel migliore dei modi", concludono Elisabetta Sgarbi e Sabrina Colle.  

12 ott 2026

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