Logo Il Foglio

De Minaur 'punge' Zverev: "Alcuni impiegano troppo tempo per servire"

12 ott 2026

Energia, Meloni: "Stanziati oltre 60 miliardi per proteggere gli italiani dai rincari, servono risposte strutturali"

(Adnkronos) - "Sono qui perché credo che in un tempo vorticoso come quello nel quale noi operiamo, confrontarsi e ragionare con chi ogni giorno tiene acceso il motore di questa nazione sia indispensabile. L'assemblea degli imprenditori rappresenta il cuore produttivo di questa nazione. Il territorio che Assolombarda rappresenta esprime una parte fondamentale della nostra manifattura, del nostro export, della nostra capacità di innovare e di intraprendere: parliamo di oltre 7000 aziende e circa 450mila addetti che arrivano a generare il 12% del valore aggiunto italiano, sono numeri impressionanti che raccontano il contributo decisivo che questa realtà offre all'Italia, il suo complesso contributo del quale a nome della nazione voglio ringraziarvi". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, interviene a tutto campo dal palco dell'assemblea generale di Assolombarda, a Milano.  

"Nessun motore corre senza carburante e l'energia" è "la precondizione che tiene insieme tutto e il capitolo che più di tutti incide sulla competitività delle nostre imprese. In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia. Abbiamo ridotto gli oneri in bolletta, abbiamo eliminato il differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, costruito strumenti come il gas release e l'energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati sfruttando la garanzia dello Stato - dice Meloni - Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l'abolizione poi del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell'energia carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positivamente - le ringrazio ancora per questo - però questa è la gestione dell'emergenza".  

"Se noi non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo, rischiamo di essere sempre più in balia dell'emergenza, atteso lo scenario che vediamo svilupparsi attorno a noi. Anche su questo abbiamo lavorato parecchio in questi anni, anche se se ne parla poco perché in Italia le strategie non fanno grande notizie, ma abbiamo lavorato per aumentare la potenza e installata con le rinnovabili e infatti è cresciuta quasi del 40%, abbiamo rilanciato la produzione nazionale di petrolio e gas perché non è sensatissimo comprarli a migliaia di chilometri da qui quando una parte la possiamo estrarre in Italia, e abbiamo varato la legge che consente di riprendere dopo 40 anni il cammino del nucleare", aggiunge la premier. 

Secondo la premier, "c'è un approccio sbagliato, quello di chi considera la politica estera fatta di cerimonie e comunicati, qualcosa che è lontano dalla vita dei cittadini". Ma "sappiamo che non è così. In un mondo in cui il commercio globale si frammenta, i dazi tornano a essere uno strumento di pressione, le grandi potenze trattano da Stato a Stato, nessuna impresa per quanto forte può negoziare da sola l'accesso a un mercato, la rimozione di una barriera, la sicurezza di una rotta commerciale, lo può fare un governo, lo fa tanto meglio quanto più è presente, credibile, considerato un interlocutore affidabile. Quando un'impresa italiana bussa alla porta di un partner nazionale porta con sé anche la reputazione della sua nazione e se la nazione è stabile, rispettata, capace di mantenere gli impegni, quella porta si aprirà più facilmente", sottolinea. "Per me la politica estera non è un'alternativa alla politica interna, ma è uno dei suoi strumenti più efficaci. Ogni relazione che stringiamo, ogni accordo che firmiamo spiana la strada a chi viene dopo: le imprese, i lavoratori, prodotti italiani, e alla fine si traduce in crescita, in lavoro, in benessere e dentro i nostri confini nazionali", aggiunge Meloni. 

"Un'industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che la accompagni e la consideri come alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare, quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare", dice la premier. "La crescita italiana è ancora troppo debole - prosegue - dall'altra parte però è vero anche che l'economia italiana ha dimostrato in questi anni di saper reggere l'onda d'urto di uno degli scenari più complessi e incerti di sempre. I dati per i primi sei mesi di quest'anno ci dicono che la crescita per il 2026 può arrivare all'1%, in linea con le principali economie europee, e anche stavolta oltre le previsioni, perché si sa noi italiani veniamo spesso sottovalutati solo che quando ci sottovaluta l'Unione europea ci siamo abituati, quando invece veniamo sistematicamente sottovalutati dai nostri stessi organismi un po' dispiace, ma tant'è. Questi risultati devono in ogni caso incoraggiarci non è una crescita che ci soddisfa, non potrebbe esserlo però è un segnale che non va neanche sminuito e invece qualcosa su cui insieme possiamo costruire".  

"Una governance dell'intelligenza artificiale è urgente, ma è un tema che va affrontato a livello globale", dice la presidente del Consiglio. "La legge nazionale sull'Ia ha messo a disposizione anche un miliardo di euro di investimenti nelle imprese che sviluppano l'intelligenza artificiale, cyber sicurezza, tecnologia abilitante, un primo segnale per dire che non vogliamo che l'Italia rimanga indietro, al quale ora ne vorremmo aggiungere un altro. Come avevo già detto in occasione dell'assemblea di Confindustria: considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud, quindi voglio annunciare che col ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni", afferma Meloni. 

Per quanto riguarda Transizione 5.0, "il ministro Urso, che ringrazio, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente i processi. Io invito tutti voi a segnalare ogni proposta operativa utile che possa rendere questo strumento sempre più efficace. E' nel nostro come nel vostro interesse ed è fondamentale per far funzionare meglio una misura che già riscuote successo, atteso che sono oltre 22.000 le domande presentate per più di 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi". 

 

12 ott 2026

Formula 1, Antonelli campione del mondo se... Tutte le combinazioni

12 ott 2026

Cida, Cuzzilla: "Dopo 80 anni conta la direzione e abbiamo scelto di guardare ai prossimi 20 anni al 2046"

(Adnkronos) - "Ottant’anni fa nasceva Cida. Gli antichi greci distinguevano due dimensioni del tempo: Chrónos, il tempo che scorre e che possiamo misurare, e Kairós, il tempo opportuno: quello in cui ciò che accade acquista un significato particolare, ci interpella e ci pone davanti a una scelta. In un anniversario così importante, per me le due dimensioni trovano un punto di incontro. C’è la storia delle donne e degli uomini che hanno costruito Cida, le trasformazioni del lavoro e del Paese che abbiamo attraversato. E c'è il tempo che si apre davanti a noi. Quello che ci chiede non più soltanto di contare gli anni, ma di dare loro un significato. E' questa, per noi, la soglia degli ottant'anni: il momento in cui la memoria cessa di essere soltanto celebrazione e diventa responsabilità. Oggi conta la direzione". Lo ha detto oggi Stefano Cuzzilla, presidente Cida, in occasione della celebrazione degli ottant'anni della Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità. 

"Abbiamo scelto - ha precisato - di guardare ai prossimi venti anni al 2046. Un tempo sufficientemente lungo per misurarsi con le grandi trasformazioni che abbiamo davanti, ma abbastanza vicino da chiamarci, fin da ora, all'azione. Non per prevedere il futuro. Ma per contribuire a determinarlo. Nel 1946 l'Italia usciva dalle macerie della guerra e si preparava a scegliere la propria forma di stato. Era un Paese che doveva ricostruire tutto: non soltanto le città, le fabbriche, le infrastrutture. Doveva ricostruire l’ordinamento democratico, la fiducia, le condizioni stesse di una vita comune. In quell'Italia nasceva Cida". 

"Nasceva insieme alla Repubblica - ha sottolineato - come espressione di una stagione che aveva compreso una verità essenziale: la libertà, da sola, non è sufficiente. Ha bisogno di istituzioni solide, di imprese capaci di creare valore, di una classe dirigente in grado di trasformare i principi in organizzazione, il lavoro in sviluppo, la competenza in coesione. Chi fondò Cida apparteneva a quella generazione. Non poteva sapere quale Italia sarebbe nata dalla ricostruzione, ma aveva compreso che la competenza sarebbe stata una delle condizioni della sua libertà e del suo sviluppo. Da allora sono cambiati il Paese, il lavoro, le imprese".  

 

"Sono cambiate le tecnologie e le responsabilità della dirigenza - ha ribadito - ma quell’idea è rimasta e, nel corso degli anni, ha preso forma nelle scelte e nelle battaglie con cui Cida ha contribuito a molti cambiamenti del Paese. Ripercorrere la nostra storia significa anche ricordare che molte conquiste che oggi consideriamo acquisite, un tempo non lo erano. Non era scontato, ad esempio, riconoscere alla maternità delle dirigenti private una tutela piena, superando una normativa che finiva per penalizzare le donne proprio nell'accesso ai ruoli di maggiore responsabilità. Cida, insieme a Federmanager e Manageritalia, contribuì a cambiare quelle regole. Lo stesso impegno ha riguardato la presenza delle donne nei luoghi decisionali. Quando nei consigli di amministrazione delle società quotate la componente femminile era ancora marginale, Cida e le sue federazioni sostennero e accompagnarono il percorso che portò alla legge Golfo-Mosca. Un cambiamento importante, anche se sappiamo che il cammino non è concluso: nei ruoli esecutivi la presenza femminile resta ancora insufficiente".  

Passando poi a parlare del sistema produttivo il presidente Cuzzillaha affermato che "in un Paese nel quale una parte fondamentale della nostra economia è cresciuta attorno all’impresa familiare, abbiamo contribuito a portare nel dibattito e nelle politiche il tema della managerializzazione delle piccole e medie imprese. Nel settore pubblico, la stessa idea di responsabilità professionale ha prodotto cambiamenti altrettanto concreti. Con la Federazione Funzione Pubblica abbiamo costruito negli anni una rappresentanza sempre più forte della dirigenza e delle alte professionalità, fino al nostro recente ingresso nella contrattazione della Presidenza del Consiglio dei ministri". 

"Con Cimo, la federazione che rappresenta la dirigenza medica, abbiamo contribuito - ha ricordato - ad affermare la specificità del medico ospedaliero come dirigente e la sua autonomia professionale e clinica. Con Anp, che rappresenta i dirigenti scolastici e le alte professionalità della scuola, abbiamo accompagnato il passaggio dai capi d'istituto ai dirigenti scolastici, riconoscendo che guidare una scuola significa assumere una responsabilità educativa, organizzativa e gestionale. Sono alcune delle tante storie che le nostre dieci federazioni hanno scritto in questi ottant'anni, ciascuna nel proprio ambito, con un principio comune: dare voce al lavoro per cambiare il Paese reale. Dopo 80 anni non consegniamo soltanto un'eredità da custodire. Consegniamo un metodo da consolidare e ne avremo bisogno. Il mondo intorno a noi sta cambiando coordinate. Mutano gli equilibri, anche quelli che pensavamo più stabili; le trasformazioni accelerano e ciò che accade lontano produce conseguenze sempre più vicine". 

 

 

12 ott 2026

Lecce, ex sindaco di Salve picchiato a calci e pugni da due uomini a volto coperto: indagano i carabinieri

(Adnkronos) - Aggredito e picchiato con calci e pugli da due persone con il volto coperto nello scantinato della sua abitazione: Claudio Martella, ex sindaco e attuale consigliere comunale di minoranza di Salve, in provincia di Lecce, è finito in ospedale dopo l'aggressione avvenuta questa mattina mentre si recava al lavoro. Sull'episodio indagano i carabinieri, ai quali Martella ha presentato denuncia. Nei giorni scorsi l'ex sindaco aveva pubblicato sui social il decreto di archiviazione di un procedimento per diffamazione a suo carico, legato a dichiarazioni su un presunto conflitto di interessi relativo a un lido balneare. "Ho detto qualcosa di vero e di interesse pubblico. Ho sempre fatto tutto questo solo per denunciare gli abusi commessi ai danni del nostro territorio", scriveva. Al momento non è noto se l'aggressione sia collegata a questa vicenda. 

Quello che è accaduto questa mattina a Salve "non è un semplice episodio di cronaca", sottolinea il deputato salentino del Pd Claudio Stefanazzi. "È un agguato preparato da chi conosceva le sue abitudini e i suoi orari, e come tale va trattato. A Claudio e alla sua famiglia va il mio abbraccio più forte, insieme all'augurio di una pronta guarigione. Ma la solidarietà, da sola, non basta più. In Salento la situazione è ormai da allarme rosso", continua. "Non è un'impressione: lo dicono i numeri. Nel 2025 la Puglia è tornata a essere la regione italiana con il più alto numero di intimidazioni agli amministratori locali, e quella di Lecce è la seconda provincia d'Italia, dietro soltanto a Napoli. Chi pensa di condizionare con la violenza la vita democratica dei nostri comuni deve sapere che troverà le istituzioni unite e determinate. Ho piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine, che sono certo faranno piena luce su quanto accaduto. Ma il Governo deve prendere atto che in questo territorio - conclude - c'è un'emergenza criminalità che è diventata gravissima e intervenire di conseguenza". 

La consigliera ed presidente del Consiglio regionale Loredana Capone sottolinea che "è nota da tempo la battaglia di Claudio a tutela dell’accessibilità della costa e del mare, e mi auguro che non siano questi i motivi dell’aggressione. A riguardo, sono certa che gli investigatori riusciranno a fare chiarezza sulla vicenda e ho già sentito il Prefetto di Lecce, Manno, che mi ha anticipato la convocazione di un tavolo tecnico. A Claudio, alla sua famiglia, e a Salve, un paese che non merita che il suo nome venga associato a simili aggressioni, va tutta la mia vicinanza e solidarietà". 

12 ott 2026

Cristiano Ronaldo: "Io meglio di Messi e Maradona, sono il Goat"

12 ott 2026

'Belve' torna con una nuova stagione, dal 24 novembre su Rai2 in prima serata

12 ott 2026

Sinner, il dottore che cura il ginocchio: "Tornerà presto"

(Adnkronos) - Jannik Sinner tornerà presto, parola di Herbert Schoenhuber. A esprimersi sull'infortunio del tennista azzurro, costretto a rinunciare a tornare in campo per l'ultima parte di stagione a causa del problema al ginocchio che lo aveva già spinto al forfait a US Open e swing asiatico, è stato il dottore che lo ha preso ufficialmente in cura. Uno specialista che ha già avuto a che fare con campioni dello sport come Alberto Tomba prima e Sofia Goggia poi. 

"TORNA PRESTO JANNIK!", inizia così il lungo post della clinica Physioclinic, in cui opera proprio il dottor Schoenhuber, "“Sinner, che ha annunciato di aver chiuso la stagione in anticipo a causa del problema al ginocchio destro, ha deciso di affidarsi alle cure del dottor Herbert Schoenhuber, cofondatore di Physioclinic, ortopedico di fama internazionale, storico presidente della commissione medica della FISI (la Federazione di sci, ndr)".  

"Herbert Schoenhuber, sin dai tempi di Alberto Tomba è stato un medico importantissimo per i destini di tanti sportivi professionisti. L’episodio più recente è legato a Sofia Goggia, al ‘miracolo di Pechino’, quando, dopo la caduta di Cortina, proprio il medico altoatesino seguì, al fianco di Andrea Panzeri, la prima visita al ginocchio della bergamasca, scongiurando un danno al crociato che impedisse completamente la chance di andare ai Giochi, dove poi Goggia vinse l’argento in discesa. Siamo sicuri che anche Jannik, numero uno al mondo, nei prossimi mesi si riprenderà bene e tornerà a far sognare tutti gli appassionati di tennis già dalla prossima stagione", ha concluso la clinica sui social, rassicurando così i tifosi del numero uno del mondo. 

 

12 ott 2026

Addio a Wilma De Angelis, il ricordo di Antonella Clerici: "La cucina è arrivata in tv grazie a lei"

12 ott 2026

Roma, buco nel muro e maschere di Halloween: rapina da 100mila euro alle Poste della Garbatella

12 ott 2026

Elementi totali: 20
Vai a