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23 ott 2026

LeBron James replica a Trump dopo le polemiche sull’inno americano: "Poche notizie in redazione"

(Adnkronos) - Un filmato registrato sugli spalti del Madison Square Garden e diventato virale sui social network ha acceso una nuova polemica tra LeBron James e Donald Trump. Al centro della vicenda ci sono alcuni movimenti del campione Nba durante l’esecuzione dell’inno nazionale statunitense, prima della partita tra New York Knicks e Philadelphia 76ers. Nel video, James viene ripreso mentre prova alcuni movimenti tipici dello swing del golf e si esercita con i tiri liberi, mentre i giocatori intorno a lui rimangono immobili in fila. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, arrivando anche all’attenzione del presidente degli Stati Uniti, da tempo critico nei confronti della stella del basket. Trump ha affidato al social 'Truth' il proprio giudizio, accusando apertamente il giocatore di mancare di rispetto al Paese proprio durante un momento simbolico come l’inno nazionale. 

"Mentre ascolta il nostro inno nazionale, LeBron James manca di rispetto al Paese!", ha scritto il presidente, definendo il comportamento del cestista una "TOTALE VERGOGNA" Nel suo messaggio, Trump ha inoltre sostenuto che James dovrebbe presentare le proprie scuse ai militari e agli eroi americani caduti per la bandiera e per i valori che essa rappresenta. La risposta del giocatore è arrivata dopo la vittoria dei Philadelphia 76ers contro i Cleveland Cavaliers, una partita caratterizzata da una grande rimonta, con la squadra di James capace di recuperare uno svantaggio di 29 punti. Interpellato sulle parole del presidente, James ha scelto di non alimentare direttamente lo scontro, rispondendo con una frase breve e ironica: "Devono esserci state poche notizie in redazione. Davvero poche notizie". Le dichiarazioni del presidente non si sono fermate al messaggio pubblicato online. Durante un successivo comizio a Sioux City, in Iowa, Trump è tornato sull’episodio, raccontando nuovamente ai presenti quanto visto nel filmato. "Avete visto cosa è successo con LeBron James? Durante l’inno nazionale provava lo swing di golf. Quando l’ho visto mi sono detto: "Ma che cavolo. È un grosso scandalo. Non lo capisco". 

Lo scontro si inserisce in un momento politicamente delicato per gli Stati Uniti. Il 3 novembre sono infatti previste le elezioni di metà mandato, appuntamento che porterà al rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo del Senato. Il risultato del voto avrà un peso significativo sugli equilibri del Congresso e sulla capacità dell’amministrazione Trump di portare avanti la propria agenda nella seconda parte del mandato presidenziale. In questo contesto, anche una vicenda nata da un video girato durante una partita di basket è diventata oggetto di un confronto pubblico. James ha scelto l'ironia per liquidare le accuse, mentre Trump ha insistito sulla gravità del gesto, trasformando l'episodio in un nuovo capitolo della loro lunga contrapposizione. 

23 ott 2026

Lusetti (Confcommercio): "Contratti pirata corsa al ribasso"

(Adnkronos) - "Quando hai dei consulenti del lavoro che ti dicono 'sei in difficoltà, utilizza un contratto che costa meno' e tu per sopravvivere decidi di adottarlo, vuol dire che è già iniziata una china dove tutto quello che diciamo sui diritti e sulle difficoltà di trovare persone diventa ingestibile. È una corsa al ribasso, non solo sul piano dei diritti e della sicurezza delle persone sul posto di lavoro, ma anche dal punto di vista imprenditoriale, perché giustifichi il tuo stare sul mercato agendo sul costo del lavoro e non sugli elementi caratteristici dell'attività come investimenti, innovazione, sviluppo e crescita". 

Sono le parole di Mauro Lusetti, Vice Presidente di Confcommercio, intervenendo all'Aigrim Day 2026, il forum della ristorazione in catena promosso da (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate) - Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) a Milano. 

Nel suo intervento, Lusetti ha richiamato il quadro normativo recente: "Il decreto Primo Maggio ha fatto due cose importanti: ha stabilito che i contratti di riferimento dovranno essere sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative e ha affrontato il tema del salario giusto". 

E sulla legge per il salario minimo afferma: “Va benissimo che il Parlamento si misuri su tematiche legate al lavoro, ma è molto meglio che le organizzazioni si assumano una responsabilità a fronte del tema del salario giusto: in questi termini ci facciamo meno male e affrontiamo il problema dove sono i soggetti che si trovano ad autoregolamentarsi". 

Lusetti ha poi evidenziato la portata politica del percorso unitario in atto: "Parlo di una rappresentanza che contiene due cose politicamente rilevanti: la prima è una piattaforma unitaria dei tre sindacati CGIL, CISL e UIL, la prima volta da tantissimi anni. L'altro elemento è che tredici, quattordici, quindici organizzazioni del mondo datoriale, a partire da Confcommercio e Confindustria, più gli artigiani, la cooperazione e Confesercenti, hanno a loro volta sottoscritto una piattaforma comune. Il riferimento in termini di responsabilità che ci deriva dal decreto Primo Maggio ci fa stare insieme. Se riusciamo a portare a termine questo lavoro, sarà qualcosa che riguarderà una fetta rilevante del mondo del lavoro". 

In merito ai contenuti delle trattative, Lusetti ha chiarito: "Il primo tema è misurare la rappresentanza, perché non è un'autocertificazione. Ci deve essere uno strumento di misurazione che fornisce al legislatore la base per certificare chi ha questa responsabilità. I contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative avranno i benefici di legge su apprendistato, lavoro giovanile e femminile. E qui ci sta il primo chiodo preciso nei confronti dei contratti pirata". 

Infine, un richiamo alle scadenze dei contratti di categoria e all'impatto delle trasformazioni in corso: "Nel terziario c'è la richiesta di 220 euro nel triennio e una fortissima richiesta di interlocuzione dal punto di vista organizzativo. Il tema dell'organizzazione del lavoro, in un contesto dove tutti siamo impegnati in modifiche radicali per l'intelligenza artificiale, le innovazioni tecnologiche e il cambio di abitudini dei consumatori, è molto più delicato rispetto ai temi salariali. Per questo abbiamo detto al sindacato di vederci dopo aver chiuso il tavolo nazionale. Dobbiamo chiudere queste vicende in un contesto anche temporalmente adeguato, senza essere tirati per la giacchetta da nessuno", conclude. 

23 ott 2026

Stoppani (Fipe): "I giovani cercano equilibrio, stabilità e giusta retribuzione"

(Adnkronos) - “Il senso del lavoro è profondamente cambiato e oggi la prima motivazione che spinge i giovani a scegliere un'occupazione è il giusto equilibrio tra la qualità della vita e l'impegno professionale, seguita dalla stabilità e solo al terzo posto dall'aspetto economico. Un tempo il lavoro era al vertice delle priorità personali, mentre oggi, per fortuna loro, i giovani fanno riflessioni differenti ed è il mondo che cambia. L'abilità dell'imprenditore sta nel saper gestire queste esigenze offrendo anche spazi di libertà personale”. 

 

È l’analisi di Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio e Vicepresidente Vicario di Confcommercio, nel corso dell’Aigrim Day 2026, il forum della ristorazione in catena organizzato a Milano e promosso da Aigrim-Fipe, appuntamento annuale che fa il punto sull’evoluzione del mercato della ristorazione organizzata e sulle principali sfide del futuro. 

 

“Abbiamo bisogno di giovani, quantomeno per organizzare una minima pianificazione dei ricambi di carattere generazionale - evidenzia - il problema essenziale è che i giovani vanno motivati. Le motivazioni si fondano su due grandi valori: da un lato una motivazione di carattere economico, perché tutti viviamo del nostro lavoro. Dall'altro, ed è la cosa più importante, la capacità di tenerli legati all'azienda offrendo loro delle prospettive. Offrire prospettive significa investire sulla formazione e sull'educazione gestionale, garantendo un percorso professionale che consenta loro di crescere non solo all'interno dell'impresa, ma nel mondo del lavoro complessivo, anche con opportunità al di fuori della stessa azienda. Nella misura in cui un giovane si sente rispettato, stimato e considerato, c'è la speranza di trattenerlo”, afferma. 

 

Poi torna ancora sull’importanza della formazione per trattenere le risorse umane: “Nella misura in cui si investe sulla formazione, c'è la concreta prospettiva di trattenere le persone. Investire nella formazione trasmette alla persona un segnale di grandissima attenzione professionale. La formazione non è uguale in tutte le aziende, poiché richiede la capacità di individuarne contenuti, motivazioni e percorsi didattici. In questo è essenziale il ruolo del mondo associativo - osserva - come sapete, i contratti collettivi prevedono il welfare settoriale che, insieme a previdenza e sanità, ha nella formazione uno dei suoi pilastri, con istituti dedicati a questo percorso. Se lo stesso contratto di lavoro prevede strumenti formativi, se ne ricava immediatamente l'importanza, che non riguarda solo il settore pubblico ma è trasversale e universale”, conclude. 

23 ott 2026

Ucraina, il dramma di Oleshky: l'inferno in terra sulla linea del fronte

(Adnkronos) - La First lady americana, Melania Trump, ha ottenuto un cessate il fuoco nella città ucraina di Oleshky, a partire dal prossimo 29 ottobre. L'annuncio della mediazione arriva a pochi giorni dai colloqui telefonici di Papa Leone XVI sia con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky, per chiedere la tregua umanitaria a Oleshky. 

E' un "inferno in terra", secondo gli ucraini che conoscono le condizioni, citati a fine settembre dal britannico Guardian. A settembre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlava di "situazione critica", continuando ad accusare le forze di Kiev di ostacolare l'arrivo di aiuti. Anche Putin ha illustrato al Pontefice, con una "spiegazione esaustiva", quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità dell'Ucraina per la situazione umanitaria nella città e ha espresso sostegno all'iniziativa del Vaticano mirata a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza della popolazione di Oleshky e consentire l'arrivo di rifornimenti essenziali. 

L'ultimo negozio di alimentari a Oleshky ha chiuso lo scorso gennaio. L'ultimo rifornimento di prodotti alimentari via terra, risale a maggio. Da allora, pacchi di aiuti vengono lasciati cadere dai droni delle forze di Kiev. La cittadina di Oleshky (Alyoshki in russo) sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson, da cui dista solo nove chilometri in linea d'aria, è occupata dalle forze russe sin dal 2022. Il ponte di Antonivskyi che la collega a Kherson è stato fatto saltare in aria dai russi nell'ottobre di quell'anno, durante il ritiro dopo la contro offensiva delle forze di Kiev. Gli abitanti che non sono riusciti ad andarsene in questi anni di guerra - si parla di 6.000 civili, a Oleshky e nei sei insediamenti dei dintorni, fra cui 200 bambini - sono senza cibo, acqua, gas, elettricità e cure mediche adeguate. Non sono neanche in grado di seppellire i morti. Erano circa 24.000, ricorda Human Rights Watch (Hrw), le persone che vivevano in città prima dell'avvio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, nel febbraio del 2022. 

A luglio Hrw riportava testimonianze secondo cui le strade della città e dintorni sono minati e i droni sorvolano la zona. Già ad aprile al Kyiv Independent Tetiana Hasanenko, sindaca ormai lontana dalla città, denunciava una "catastrofe umanitaria". Adesso l'inverno è alle porte. 

Le ambulanze non rispondono più alle chiamate. I pazienti gravi non possono essere trasferiti in ospedali di altre località. L'ospedale locale, a lungo considerato come l'ultimo rifugio, rimane aperto, ma è senza medicine e carburante per i generatori e da fine settembre non riceve più pazienti. 

La gente ricorre da tempo al baratto per acquisire quello di cui ha bisogno. Questa estate, chi è rimasto ha vissuto con quello che cresceva negli orti. Un residente ha testimoniato a Ukrainska Pravda che si iniziano a mangiare i cani. Chi se la sente, va in bici o a piedi nel villaggio di Radensk, 20 chilometri più lontano dal fronte e più rifornito. Ma il percorso è pericoloso. Anche i soldati russi lasciati a presidiare questo avamposto sono senza cibo e lo sottraggono ai residenti. Non autorizzano i residenti a seppellire i morti in bombardamenti. Vogliono portare i cadaveri a Henichesk per certificare che sono stati uccisi dagli ucraini. I corpi sono conservati nelle cantine dell'ospedale, dopo che è stato chiuso l'obitorio. Da maggio, se ne sono accumulati un centinaio. 

23 ott 2026

Orlandi (Aigrim-Fipe): "40% forza lavoro è under 30, il problema è trattenerli"

(Adnkronos) - “Il 40% della nostra forza lavoro è under 30. C'è quindi ancora una forte attrattività nei confronti dei giovani e riceviamo molte candidature, anche da parte di studenti. Il punto cruciale è poi riuscire a trattenerli, poiché, com'è anche giusto che sia, possono maturare ambizioni differenti rispetto a una carriera nella ristorazione”. 

 

A dirlo è Riccardo Orlandi, Presidente Aigrim-Fipe (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate), in occasione dell’Aigrim Day 2026, il forum della ristorazione in catena, organizzato a Milano e promosso dall’associazione.  

 

Il convegno di quest’anno è incentrato sul “tema del lavoro perché, in questo momento, per un'associazione che racchiude grandi imprese della ristorazione commerciale rappresenta il tema principale”, sottolinea il presidente. 

 

“Dal post-pandemia fino ad arrivare ai giorni nostri - aggiunge - le risorse umane, la difficoltà di reclutarle e la necessità di trattenerle costituiscono il punto più importante, poiché il nostro è un settore labour intensive. Senza le risorse umane non possiamo andare da nessuna parte: tecnologia e intelligenza artificiale ci possono aiutare, ma certamente non si sostituiscono al nostro lavoro”. 

 

Orlandi si sofferma poi sul bisogno di risorse umane per tenere il ritmo della ristorazione: “Non possiamo preparare o somministrare panini e servire caffè in smart working, né possiamo permetterci il lusso di tenere aperto dal lunedì al venerdì e chiudere il sabato e la domenica, che in realtà sono normalmente i momenti di maggiore intensità lavorativa. Per poter operare con questi orari per tutto l'anno, abbiamo bisogno di risorse”. 

 

Il contratto di lavoro e la giusta retribuzione giocano un ruolo decisivo nell’attrarre persone: “Il nostro contratto è il terzo più applicato in Italia ed è rivolto a 850mila persone secondo i dati Cnel, che sono peraltro in crescita. Si tratta di un contratto importante che prevede quattordici mensilità e rilevanti maggiorazioni. Di conseguenza, dal punto di vista della nostra contrattazione, il tema del salario giusto non manca affatto. Il problema è di natura diversa: riguarda le modalità di attrazione delle persone, che non dipendono solo dal salario ma soprattutto, in questo momento storico, dalla gestione del tempo libero”, osserva. 

Come risolvere questo problema? “Ci vogliono più risorse e una diversa organizzazione del lavoro - afferma Orlandi - Evidentemente non possiamo permetterci di avere giorni di chiusura essendo aperti 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno, nella stragrande maggioranza delle nostre imprese. Tuttavia, per poter concedere più tempo libero alle persone abbiamo bisogno di un maggior numero di risorse, e le risorse mancano. Si innesca così un circolo vizioso: se mancano le risorse non possiamo riorganizzare il lavoro, e se non riorganizziamo il lavoro non diventiamo attrattivi”, conclude. 

23 ott 2026

Terremoto in Sicilia, solo oggi 42 scosse nel Mar Tirreno Meridionale. L'Ingv: "Zona dalla pericolosità sismica alta"

(Adnkronos) - Sono decine e decine le scosse di terremoto che l'Ingv sta registrando nel mar Tirreno Meridionale a circa 30 km a nord-ovest di Alicudi, Isole Eolie, di magnitudo talmente elevata da essere state avvertite oggi a Palermo, Trapani, Catanzaro e Reggio Calabria. Lo ha comunicato proprio l'Ingv in uno dei suoi aggiornamenti sulla situazione sismica nell'area.  

Come ha confermato proprio l'Ingv all'AdnKronos, sono state precisamente 42 le scosse sopra la magnitudo 2 fino alle 17. Il terremoto più forte, di magnitudo 5.0, avvenuto alle ore 12:19 ora italiana, è stato localizzato a 62 km da Malfa (ME), a 63 km da Leni (ME), a 66 km da Santa Marina Salina (ME) e ad una profondità di 9 km. Sono avvenuti anche due eventi di magnitudo pari o superiore a 4.0: l’evento di magnitudo 4.3 alle ore 11:51 e quello di magnitudo 4.0 alle ore 12:24.  

L'Ingv sul proprio sito fa sapere che "guardando la mappa con la sismicità dal 1985 ad oggi, in quest’area la sismicità è frequente con numerosi eventi di magnitudo superiore a 4.0, come quelli del 7 febbraio 2025 (Mw 4.7) e 7 settembre 2009 (Mw 4.7). Nell’area dell’arcipelago delle Eolie sono avvenuti anche eventi di magnitudo maggiore caratterizzati da profondità ipocentrali molto elevate (fino a centinaia di chilometri) legati al processo di subduzione, come l’evento del 5 maggio 2004 (Ml 5.3) avvenuto a 255 km di profondità". 

 

E poi ancora: "La zona interessata dalla sequenza in corso è prossima all’area delle Isole Eolie, regione caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale e dai forti terremoti avvenuti in passato". 

 

 

23 ott 2026

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23 ott 2026

Manuel Agnelli al Premio Tenco: "La nuova generazione ci assomiglia, ma rubare scarpe rovina la protesta"

(Adnkronos) - Quarant'anni di carriera alle porte, un tour celebrativo già in cantiere e il riconoscimento più prestigioso per la canzone d'autore italiana. Questa sera al Teatro Ariston Manuel Agnelli e gli Afterhours riceveranno il Premio Tenco alla Carriera, suggellando un percorso che ha contribuito a ridefinire il rock italiano. "È il riconoscimento del fatto che, al di là dell'attitudine rock'n'roll e rumoristica, c'è sempre stato un lavoro sulla scrittura", dice Manuel Agnelli poche ore prima di salire sul palco con un set che sarà un excursus nella storia della band. Il frontman torna agli esordi della band e parla del rapporto con i giovani, del ruolo sociale della musica e delle recenti proteste milanesi finite nel caos. 

Che significato ha ricevere il Premio Tenco alla Carriera?  

"Per noi è un onore enorme. Credo sia il riconoscimento del fatto che, nonostante l'attitudine rock'n'roll, rumoristica e tutto il resto, nei nostri dischi e nelle nostre canzoni c'è sempre stato un lavoro sulla scrittura. Questo premio riconosce proprio questo. E poi i premi oggi hanno anche un'altra funzione: danno visibilità a una musica che nei media trova sempre meno spazio. Il Tenco è un veicolo di informazione musicale, oltre che un riconoscimento". 

Gli Afterhours nascono in inglese e poi passano all'italiano. Quanto è stato importante quel cambio?  

"È stato fondamentale. All'inizio volevo rompere con la generazione dei cantautori e ascoltavo quasi solo musica inglese e americana. Ma a un certo punto ci siamo accorti che l'inglese era una barriera enorme. Quando abbiamo iniziato a scrivere in italiano abbiamo scoperto una potenza comunicativa incredibile. Da lì abbiamo anche cercato di infilare l'italiano dentro strutture musicali che non appartenevano alla tradizione italiana. Credo che proprio questo ci abbia resi riconoscibili e unici". 

Vi sentite dei capiscuola del rock d'autore italiano?  

"No, io sono sempre stato seduto in fondo alla classe...", interviene ridendo il batterista Giorgio Prette. "Non abbiamo inventato niente - sottolinea più serio Agnelli - Prima di noi c'erano stati i Litfiba, i Diaframma, i Denovo, i Gaznevada. Hanno aperto loro le porte. I Litfiba, per la nostra generazione, in Italia sono stati più importanti dei Nirvana. Noi siamo arrivati dentro una scena underground che esisteva già". 

Che cosa si è perso rispetto agli anni Novanta?  

"È arrivato internet. Ci ha dato l'illusione di poter comunicare senza muoverci da casa e invece ci ha divisi tantissimo. Essere presenti fisicamente in un luogo è passato di moda. Poi il Covid ha dato il colpo finale, ha fatto chiudere tanti locali. Però vedo una cosa positiva: la generazione tra i 15 e i 30 anni si è accorta del malessere prodotto da questa situazione e sta tornando nei concerti, nelle manifestazioni culturali e anche nelle piazze". 

Vedete qualcosa di voi nelle nuove generazioni?  

"Moltissimo. Il mondo è cambiato ma non così tanto. Questa nuova generazione usa la musica per raccontarsi e per trovare un linguaggio proprio, esattamente come facevamo noi. Quando parlo con loro non ho bisogno di un traduttore. La cosa che più mi colpisce è la sincerità espressiva che, quando c'è, è la cosa più potente. Spero soltanto che non vengano subito assorbiti dalle logiche dell'industria e del mercato". 

Però in molti parlano dei giovanissimi di oggi come di una generazione vessata da pressioni inedite.  

"Ma non è che ai nostri tempi fossero tutte rose e fiori. Noi uscivamo dagli anni Ottanta e dalla Milano da bere: se entro i trent’anni non ti realizzavi eri considerato un fallito. C’erano ancora i due blocchi e la minaccia nucleare, il punk nasceva dal 'no future', dal nichilismo. La differenza è che allora esisteva più dinamismo: se volevi organizzare un concerto, lo facevi. I centri sociali erano osteggiati, ma vivevano ed erano una forza culturale vitale. Oggi fanno una fatica mostruosa e il controllo è molto più soffocante". 

In questi giorni si discute molto delle proteste sfociate nelle devastazioni di Milano. Come legge quello che è successo?  

"Va fatta una distinzione netta. Chi è andato in piazza per manifestare aveva delle ragioni e quel diritto va difeso. Ma chi ha approfittato della situazione per rubare delle scarpe costose e devastare ha finito per rovinare tutto ciò che di buono c'era. Non mi convince l'idea che andare a saccheggiare dei negozi sia una forma di protesta o la manifestazione di un disagio sociale. Sono due cose molto diverse". 

La nuova scena rap si è divisa sulla lettura di questi eventi.  

"Non direi che Marracash e Fedez siano la nuova scena, anzi. Con Marracash sono in parte d’accordo, ma credo abbia difeso troppo i disordini, sopravvalutando le motivazioni di ragazzi che in molti casi erano andati soltanto a rubare. Quello che sta nascendo nella protesta sana, che non saccheggia i simboli del lusso, non c’entra con il rap e con la trap. Il rap mi è sempre piaciuto finché era militante e parlava di società. Quando è diventato ostentazione di ricchezza, status e successo individuale, di Ferrari, catene d'oro, droga e violenza, ha perso la sua forza originaria. La scena che vedo nascere oggi, per fortuna, va in un'altra direzione". 

Guardando al futuro degli Afterhours, cosa c'è in programma?  

"Faremo un tour europeo con questa formazione (la formazione attuale degli Afterhours, che comprende, oltre a lui alla voce e alla chitarra, Andrea Viti al basso, Dario Ciffo al violino e alla chitarra, Giorgio Prette alla batteria e, nel ruolo di ospite-jolly, Giacomo Rossetti dei Negrita, polistrumentista, tastierista e corista, ndr.), con cui l'anno scorso ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita. Poi ci sarà un lungo tour nei club italiani. E nel 2027 celebreremo i quarant'anni della band con uno spettacolo che attraverserà tutto il nostro repertorio".  

E il Festival di Sanremo?  

"In gara ho già dato e oggi tornarci non mi interessa. Ci sono stato tante volte e in forme diverse. Con gli Afterhours abbiamo vinto il Premio della Critica nel 2009 con 'Il Paese è reale', poi sono tornato nella serata dei duetti con Daniele Silvestri e Rancore, con i Måneskin e con gIANMARIA. Ormai comincio a essere un habitué dell'Ariston. Con i Måneskin, tra l'altro, abbiamo vinto il Festival: il giorno prima del nostro duetto erano diciottesimi, il giorno dopo erano primi. Forse qualcosa ha contato..." (ride).  

E se vi invitassero per celebrare i 40 anni degli Afterhours?  

"Come ospite non direi di no. Ma per andare ospiti bisogna ricevere un invito: se non ci invitano non è che possiamo occupare l'Ariston...", conclude ironico.(Dall'inviata a Sanremo Antonella Nesi)  

23 ott 2026

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