Lusetti (Confcommercio): "Contratti pirata corsa al ribasso"
(Adnkronos) - "Quando hai dei consulenti del lavoro che ti dicono 'sei in difficoltà, utilizza un contratto che costa meno' e tu per sopravvivere decidi di adottarlo, vuol dire che è già iniziata una china dove tutto quello che diciamo sui diritti e sulle difficoltà di trovare persone diventa ingestibile. È una corsa al ribasso, non solo sul piano dei diritti e della sicurezza delle persone sul posto di lavoro, ma anche dal punto di vista imprenditoriale, perché giustifichi il tuo stare sul mercato agendo sul costo del lavoro e non sugli elementi caratteristici dell'attività come investimenti, innovazione, sviluppo e crescita".
Sono le parole di Mauro Lusetti, Vice Presidente di Confcommercio, intervenendo all'Aigrim Day 2026, il forum della ristorazione in catena promosso da (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate) - Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) a Milano.
Nel suo intervento, Lusetti ha richiamato il quadro normativo recente: "Il decreto Primo Maggio ha fatto due cose importanti: ha stabilito che i contratti di riferimento dovranno essere sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative e ha affrontato il tema del salario giusto".
E sulla legge per il salario minimo afferma: “Va benissimo che il Parlamento si misuri su tematiche legate al lavoro, ma è molto meglio che le organizzazioni si assumano una responsabilità a fronte del tema del salario giusto: in questi termini ci facciamo meno male e affrontiamo il problema dove sono i soggetti che si trovano ad autoregolamentarsi".
Lusetti ha poi evidenziato la portata politica del percorso unitario in atto: "Parlo di una rappresentanza che contiene due cose politicamente rilevanti: la prima è una piattaforma unitaria dei tre sindacati CGIL, CISL e UIL, la prima volta da tantissimi anni. L'altro elemento è che tredici, quattordici, quindici organizzazioni del mondo datoriale, a partire da Confcommercio e Confindustria, più gli artigiani, la cooperazione e Confesercenti, hanno a loro volta sottoscritto una piattaforma comune. Il riferimento in termini di responsabilità che ci deriva dal decreto Primo Maggio ci fa stare insieme. Se riusciamo a portare a termine questo lavoro, sarà qualcosa che riguarderà una fetta rilevante del mondo del lavoro".
In merito ai contenuti delle trattative, Lusetti ha chiarito: "Il primo tema è misurare la rappresentanza, perché non è un'autocertificazione. Ci deve essere uno strumento di misurazione che fornisce al legislatore la base per certificare chi ha questa responsabilità. I contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative avranno i benefici di legge su apprendistato, lavoro giovanile e femminile. E qui ci sta il primo chiodo preciso nei confronti dei contratti pirata".
Infine, un richiamo alle scadenze dei contratti di categoria e all'impatto delle trasformazioni in corso: "Nel terziario c'è la richiesta di 220 euro nel triennio e una fortissima richiesta di interlocuzione dal punto di vista organizzativo. Il tema dell'organizzazione del lavoro, in un contesto dove tutti siamo impegnati in modifiche radicali per l'intelligenza artificiale, le innovazioni tecnologiche e il cambio di abitudini dei consumatori, è molto più delicato rispetto ai temi salariali. Per questo abbiamo detto al sindacato di vederci dopo aver chiuso il tavolo nazionale. Dobbiamo chiudere queste vicende in un contesto anche temporalmente adeguato, senza essere tirati per la giacchetta da nessuno", conclude.