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Serie A, oggi Roma-Fiorentina - Diretta

24 ago 2026

Caro carburanti, il sindaco fissa il prezzo della benzina a 1,75 euro: il caso Valle Castellana

(Adnkronos) - C'è un Comune in Italia che ha 'imposto' un prezzo calmierato della benzina per contrastare il caro carburanti che ha fatto schizzare il costo di diesel e verde. "Meloni aveva promesso di abbassare il prezzo della benzina ma una volta al governo ha fatto l’opposto, mentre Camillo D’Angelo sindaco di Progetto Civico l'ha fatto davvero", dice Alessandro Onorato, coordinatore nazionale di Progetto civico Italia. 

"A Valle Castellana, in provincia di Teramo - spiega l'assessore ai Grandi eventi di Roma -, i cittadini possono fare benzina a un prezzo calmierato di 1,75 euro al litro, nella pompa di benzina gestita direttamente dal Comune. Complimenti al sindaco Camillo D'Angelo, presidente della provincia e colonna di Progetto civico Italia, per questa scelta che migliora concretamente la vita delle famiglie". 

"Con una gestione pubblica, la pompa di benzina vende il carburante al prezzo di costo, senza margini di guadagno, permettendo così ai cittadini di risparmiare tra 10 e 20 centesimi al litro. Tradotto, significa risparmiare circa 10 euro per un pieno di 50 litri. E' la dimostrazione di quanto il Paese abbia bisogno del pragmatismo e della politica del fare degli amministratori", conclude Onorato. 

 

Il governo ha prorogato fino fino al 26 agosto lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, come prevede il decreto ministeriale firmato dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che attiva il meccanismo delle accise mobili finanziato con l'extragettito Iva. 

Oggi i prezzi dei carburanti si sono mantenuti staibili dopo i continui rialzi degli ultimi giorni. Infatti il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,010 euro/litro per la benzina e 2,131 euro/litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,088 euro/l per la benzina e 2,204 euro/l per il gasolio. 

24 ago 2026

Bambina morta a Palermo, Istituto Superiore di Sanità: "Campione positivo al batterio della difterite"

24 ago 2026

Caso Garlasco, 'Verità nascoste - Il Diario' svela il contenuto dell'esposto di Stefania Cappa: "Una regia contro di noi"

(Adnkronos) - Il contenuto dell’esposto presentato da Stefania Cappa per denunciare una presunta regia sullo sfondo delle nuove indagini sul delitto della cugina Chiara Poggi a Garlasco è stato mostrato in esclusiva nella prima puntata di 'Verità Nascoste - Il Diario', condotto da Milo Infante su Canale 5 da oggi, 24 agosto. 

Secondo quanto si sostiene nell’esposto, la famiglia Cappa sarebbe “stata destinataria di una sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica che appare come l'esito di una condotta consapevolmente orchestrata”. L’atto, si legge in una nota della trasmissione, "punta il dito contro l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l'inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto. I tre, secondo quanto riportato, avrebbero agito in concorso fra di loro per sostenere la tesi dell'innocenza di Alberto Stasi e per indirizzare l'attenzione investigativa verso soggetti estranei ai fatti, ovvero la famiglia Cappa, e per farlo si sarebbero serviti del cosiddetto super testimone Gianni Bruscagin".  

La ricostruzione, come evidenzia la trasmissione, fa poi riferimento a una data precisa: l'8 luglio 2022, giorno in cui Stefania Cappa dichiara di aver saputo da suo cugino Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, che De Rensis avrebbe fatto parte del gruppo legale di Stasi. Nel corso di quella stessa telefonata, secondo quanto riportato, Reale riferiva che l’avvocato Tizzoni era venuto a conoscenza di una possibile ricostruzione dei fatti, appositamente predisposta dall’avvocato De Rensis in concorso con l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe, al fine di sottoporla alla Procura di Pavia. È proprio a partire da questa informazione che, secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, Stefania Cappa individua l’origine di quella che definisce una presunta “regia” ai danni della propria famiglia. 

"Con riferimento a quanto affermato nella puntata di Verita’ Nascoste del pomeriggio del 24 agosto 2026 gli scriventi ritengono doveroso intervenire, non essendo stati previamente interpellati e non essendo stati posti in condizione di fornire il proprio contributo alla ricostruzione dei fatti", affermano l'ingegner Reale e l'avvocato Tizzoni in una nota dopo la trasmissione. 

"Nel corso della trasmissione è stata offerta una rappresentazione parziale della vicenda, secondo la quale sarebbe stato l'Ing. Paolo Reale — a sua volta informato dall'Avv. Gian Luigi Tizzoni — a segnalare all'Avv. Stefania Cappa possibili iniziative legali che avrebbero potuto coinvolgerla promosse da Alberto Stasi tramite il proprio difensore, Avv. Antonio De Rensis. Il fatto in sé è vero. Va però collocato nel suo contesto, che è stato taciuto o, quantomeno, maliziosamente lasciato intendere in senso diverso da quello reale. L'Avv. Tizzoni ebbe notizia della nomina del collega De Rensis già la sera del 24 maggio 2022, subito dopo la trasmissione di una puntata delle iene sul caso Garlasco, da fonti giornalistiche che ci si riserva di indicare nelle sedi opportune. Tale informazione non era da considerarsi riservata, né fu diffusa al pubblico ma solo a soggetti legittimati", affermano. 

"In particolare la comunicazione ai familiari di Chiara Poggi intervenne nell'immediatezza dell'annuncio dello speciale de Le Iene "Delitto di Garlasco: la verità di Alberto Stasi", andato in onda il 24 maggio 2022, con il quale si prospettavano pubblicamente iniziative a favore del condannato Stasi. L'Avv. Tizzoni conserva gli screenshot dei messaggi WhatsApp con cui, nella stessa serata di messa in onda, diede detta notizia ai familiari di Chiara. Non è superfluo ricordare che quella trasmissione aveva ad oggetto, in modo diretto, la posizione di Stefania Cappa, e che per quel medesimo servizio i giornalisti Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Milano per diffamazione aggravata ai danni della stessa Stefania Cappa — con sentenza allo stato non definitiva, le cui motivazioni hanno censurato proprio il carattere parziale della ricostruzione offerta al pubblico", aggiungono. 

"Ne discende che la comunicazione oggi rappresentata come un'anomala "soffiata" fu, all'opposto, un atto legittimo, tempestivo e doveroso: la segnalazione, a una persona direttamente coinvolta dall'imminente trasmissione, di una notizia già di dominio pubblico. Si aggiunge, per completezza, che successivamente l'Avv. Stefania Cappa ha richiesto ulteriori informazioni, che non le sono state rilasciate dagli interessati, e che a seguito di ciò i rapporti tra gli scriventi e la famiglia Cappa si sono interrotti. Gli scriventi confidano che la trasmissione vorrà dare a questa precisazione lo stesso rilievo riservato alla notizia cui si riferisce, riservandosi in difetto di agire in ogni sede competente a tutela della propria onorabilità e reputazione professionale, ivi compresa la richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 della L. 47/1948. Resta ferma la piena disponibilità degli scriventi al contraddittorio, che si sarebbe volentieri offerto ove richiesto prima della messa in onda", concludono. 

24 ago 2026

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24 ago 2026

Caprarica: "Il ritorno di Harry e Meghan? Più che il richiamo del sangue, c'è quello dei riflettori"

(Adnkronos) - Se c’è una cosa che i Windsor non hanno mai smesso di produrre, oltre agli eredi, sono le complicazioni. E se c’è qualcuno che sa trasformarle in una radiografia spietata e con una buona dose di ironia britannica, è Antonio Caprarica. In un'intervista all'Adnkronos, l’ex corrispondente Rai da Londra osserva il ritorno di Harry e Meghan con lo sguardo di chi conosce molto bene la macchina monarchica e, soprattutto, i suoi meccanismi mediatici. Il verdetto? Altro che ritorno a casa: qui, più che il richiamo del sangue, sembra esserci quello dei riflettori. E sul possibile disgelo con William, Caprarica non lascia molto spazio alle speranze: "Scommetterei una sterlina sulla pace con William, nella serena consapevolezza che, se vinco, divento ricco". 

Perché Harry e Meghan tornano proprio adesso? È davvero un ritorno a casa o una 'Meghanexit' dall'America?  

"Non tornano certo per ragioni affettive. Mi pare chiaro. Del resto, tutti gli osservatori comprendono che le ragioni affettive qui non hanno alcun peso, perché, se lo avessero avuto, avrebbero pesato molto prima. Il ritorno è dovuto semplicemente al fallimento delle imprese artistiche o delle iniziative artistico-imprenditoriali americane. Un fiasco dopo l’altro. Una volta esaurita la vena delle confessioni anti-Windsor, raccontate tutte le malefatte che potevano essere raccontate, o inventate, sulla famiglia reale, molto altro non restava. Come ha detto esplicitamente un agente di Hollywood, essere famosi non significa avere talento. E quindi hanno dovuto ripiegare sull’unico porto sicuro: la Gran Bretagna e, ovviamente, l’aggancio con la famiglia reale. Diciamo che il valore commerciale dei Sussex è direttamente proporzionale alla loro vicinanza ai reali: più si staccano e meno valgono. A furia di starsene nelle loro montagne in America, la gente finalmente li stava dimenticando, che era una buona notizia per tutti. E invece eccoli di nuovo a far parlare di sé. Come? Con il ritorno". 

Restare a Montecito, del resto, gli costava non poco.  

"Non possono permettersi di mantenere quella reggia, che costa solo di sicurezza quattro milioni e mezzo di dollari l’anno". 

E adesso che cosa succede? Chi telefona per primo a chi? Come reagiranno Carlo e William?  

"Carlo è stato informato debitamente domenica. Qualcuno sostiene che la cosa fosse stata preparata, che ci fosse stato tutto un lavorìo diplomatico. Una sciocchezza assoluta. È una cosa che il giovanotto ha deciso di testa sua. L’unica cosa che il padre gli aveva detto, quando si erano visti a luglio, era che Harry si era impegnato, in segno di buona fede, a non aprire più bocca con interviste televisive o sui giornali. E a questo, per ora, sta tenendo fede. Non è vero, invece, che avesse informato il padre della sua intenzione di tornare o di dove sarebbe tornato. Questa roba l’ha decisa, secondo me, in stretta concordanza con zio Charlie (Spencer, il fratello di Diana, ndr). Perché zio Charlie, come è noto, esce proprio a settembre, cioè nel periodo in cui il nipotino torna sul suolo britannico, con il suo nuovo libro di rivelazioni sulla povera Diana". 

A proposito di Diana, sembra non trovare mai pace.  

"Continuano a rivelare su di lei, non so più cos’altro ci sia da rivelare. Abbiamo tutto: sappiamo perfettamente persino quando è stata la prima volta che è andata a letto con Dodi, sappiamo che era impossibile che rimanesse incinta, sappiamo praticamente tutto. Però adesso il conte ci regalerà nuove rivelazioni, di cui gli saremo certamente grati". 

E con William?  

"Con William la situazione è molto più complicata. Harry non ha parlato con lui, né William intende parlare con lui finché non ci saranno scuse pubbliche e formali per la diffamazione operata tanto sul suo conto quanto su quello della moglie. Prevedo quindi facilmente un fallimento di questa operazione di ritorno. Perché o c’è un vero rapprochement, ma come presupposto indispensabile, irrinunciabile, richiede una pubblica ammenda del Duca di Sussex. E, come è evidente a tutti, loro non sono affatto disposti a farla. Neanche lei". 

Con Re Carlo, invece, il rapporto potrebbe essere diverso?  

"Sì. Con il re ci saranno rapporti, perché il re è un padre e ha deciso di passarci sopra. Vuole vedere i nipoti: sono i suoi nipoti. Questo, tra l’altro, taglia anche la testa attorno ai famosi dubbi sulla paternità di Harry. Perché, difficilmente, se non fosse il padre, Carlo avrebbe tanta comprensione nei confronti di questo giovanotto, per così dire, cinquantenne". 

Insomma, il ritorno potrebbe trasformarsi in una nuova stagione televisiva della Royal Family?  

"Direi proprio di sì. Essendo in Inghilterra, come fai a celebrare Natale, Pasqua e Capodanno senza passare dal balcone, dalla televisione e da tutto il resto? Immagina se vanno, per esempio, a Natale a Sandringham: tutti alla chiesetta di Santa Maria Maddalena, tutti in coda, e ci saranno anche i Sussex. Ci saranno i loro bambini, finalmente esposti agli occhi delle telecamere, dopo che quella furbacchiona della mamma li ha sempre tenuti gelosamente, come degli oggetti sacri. E sarà ora! Noi giornalisti non possiamo che essere grati a Meghan per il contributo che dà al nostro sostentamento". 

E gli inglesi? Come stanno vivendo questo ritorno?  

"Direi con fastidio, generalmente. Intanto l’opinione pubblica, formata dai giornali, è chiaramente avversa. Sono ormai stufi di una coppia che li ha insultati in tutti i modi possibili e immaginabili, parlando male del Paese, dell’istituzione che lo rappresenta e così via. Naturalmente ci sono gli irriducibili, quelli che sono sempre contrari: quel 20 per cento che dice 'poverini, tornano, sì, perdonate tutta questa roba qui'. Ma è veramente una minoranza". 

Se dovessi scommettere un solo colpo di scena nei prossimi dodici mesi, su cosa punteresti? Pace con William, disgelo con Kate, un nuovo libro?  

"Il nuovo libro lo abbiamo già: arriva dallo zio. La condizione fondamentale perché i Sussex possano rimanere con un briciolo di speranza è che stiano zitti. Quindi bisogna escludere nuovi libri e bisogna escludere nuovi documentari. Se dovessi scommettere un centesimo, lo scommetterei sulla pace con William. Ma farei una scommessa tipo una a cinquemila, come la vittoria del Leicester nel campionato di Premier League. Ecco: scommetto una sterlina sulla pace con William, nella serena consapevolezza che, se vinco, divento ricco. Ma non c’è nessuna, nessuna possibilità che questo accada". 

E se volessimo chiudere con un colpo di scena davvero clamoroso?  

"Immaginiamo che alla fine dei conti tutta la faccenda si risolva con Harry che ritorna in Inghilterra, magari si tiene i figli, e la signora se ne va a Hollywood. Questa non è un’ipotesi da escludere del tutto".  

24 ago 2026

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24 ago 2026

"Uccidiamo Barron Trump", Iran mette taglia da 10 milioni sul figlio del presidente Usa

(Adnkronos) - L'Iran mette una taglia su Barron Trump, figlio ventenne del presidente americano Donald Trump. I media statali di Teheran hanno diffuso un video di circa tre minuti contenenti minacce contro il giovane, sostenendo di "monitorarne del tutto" gli spostamenti. Nel filmato intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?" e tradotto da Euronews, vengono mostrate immagini della sede della New York University frequentata dal ragazzo e si sostiene di aver individuato alcuni suoi account online e quelli di alcuni compagni di università. 

"Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci!", afferma il video nelle battute finali. Secondo Al Bawaba, il filmato è stato rilanciato dai media legati ai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Secondo il New York Post, diverse fonti vicine al regime hanno inoltre riferito di una presunta taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del figlio del presidente.  

Non è la prima volta che media vicini a Teheran diffondono contenuti di questo tipo contro la famiglia Trump. A luglio l'agenzia Tasnim, legata ai Pasdaran, aveva pubblicato un filmato intitolato "Dove uccidere Melania?", nel quale sosteneva di conoscere la posizione della First Lady. Nello stesso periodo, in Piazza della Rivoluzione Islamica a Teheran era comparso un cartellone raffigurante Trump apparentemente morto in una bara accompagnato dalla scritta in inglese "We Kill Trump", mentre in un altro video su "Dove uccidere Trump?" si ricostruivano i percorsi utilizzati dal corteo presidenziale negli spostamenti tra le residenze del presidente in Florida e New York. Trump è da anni oggetto di minacce iraniane, in particolare dopo l'uccisione nel gennaio 2020 del generale Qassem Soleimani in un raid americano ordinato dallo stesso presidente.  

24 ago 2026

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