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Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 25 agosto: nessun '6' né '5+1'

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 25 agosto 2026. Centrati 10 punti '5' incassando rispettivamente 19.398,97 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 218.056.126,56 euro. 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

adnkronos_2026adnkronos_2026 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

Questa la combinazione vincente di oggi, 25 agosto: 15 - 36 - 62 - 67 - 69 - 70 Numero Jolly: 32. Superstar: 15. 

25 ago 2026

Ranucci: "Non mi faranno restare a Report, hanno già cercato di cacciarmi"

(Adnkronos) -  

"Restare a Report? Non credo sia questa l'intenzione" della Rai. "Non è la prima volta che tentano di mandarmi via. Un eventuale ridimensionamento o uno spostamento ad altre testate della Rai per me sarebbe un tornare indietro". Sigfrido Ranucci, risponde alle domande dei giornalisti a Cerveteri prima della tappa del suo tour "Diario di un trapezista". "Se sposti Sigfrido Ranucci" da Report "perché non lo ritieni consono per una trasmissione d'inchiesta, che fai, vai a formare altri 100 Sigfrido Ranucci per poi spostarli dopo che li hai formati? Non ha senso", dice il giornalista. 

Sul futuro in Rai, proprio nei giorni in cui l’azienda discute sul suo ruolo, Ranucci osserva: "Vediamo quali sono le offerte che faranno e farò le mie valutazioni, certo non torno indietro dopo la mia storia, lo devo alla mia famiglia e a tutto quello che ha dovuto subire, compresa la bomba sotto casa". E su cosa ci possa essere meglio di Report, Ranucci chiosa con ironia: "Forse c’è uno spazio informativo dentro Sanremo? Però la vedo dura". 

"Non è la prima volta che tentano di mandarmi via. Hanno chiesto il mio licenziamento nel 2000 quando ritrovai l'intervista di Borsellino. Hanno tentato di farlo con l'inchiesta su Fallujah nel 2005, poi con la storia dell'Autogrill e adesso ci riprovano", aggiunge. L'addio a Report appare scontato. "La squadra di Report è composta da persone che hanno mostrato la loro lealtà nei pezzi e nelle inchieste. Non è importante la lealtà nei miei confronti, è importante la lealtà nei confronti del pubblico e della trasmissione", dice. "Sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti. Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne che non hanno la memoria di Report". 

"Non sono preoccupato, sono tranquillissimo perché ho la coscienza a posto. Sono 35 anni che sono in Rai, sono nato come assistente al programma, non ho avuto sponsor politici né di sindacato. Ho fatto il mio percorso grazie alle persone che ho incontrato sulla mia strada, Roberto Morrione e Milena Gabanelli", afferma ancora. "Report è la trasmissione più premiata, io sono il giornalista più premiato della storia della Rai. Ho attraversato indenne oltre 240 atti di citazione, querele e mediazioni. Ho tenuto alto l'onore della Rai mettendo a repentaglio la mia vita, quella dei miei cari e anche dei miei inviati". 

Per l'attentato al giornalista, è in carcere Valter Lavitola. L'ex faccendiere, amico di Ranucci, è ritenuto dai magistrati il mandante: "Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei", dice Ranucci. "Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l'avrei denunciato. Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me. Questa roba la spiego agli inquirenti. Per rispetto ai magistrati, quello che ho da dire lo dico ai magistrati".  

Le proposte di nuovo incarico che la Rai proporrà al giornalista, in alternativa alla attuale vicedirezione 'ad personam' degli Approfondimenti avranno - a quanto apprende l'Adnkronos - un unico comune denominatore: il ritorno in una testata giornalistica. Ma non è chiaro se il ruolo che verrà offerto a Ranucci sarà, come quello attuale, 'ad personam' o operativo. Proprio in queste ore l'ad Giampaolo Rossi sta lavorando alla definizione delle tre proposte, con le direzioni aziendali interessate e con l'ufficio legale. 

Il giornalista ha lavorato in passato, oltre che a Rai3, a Rai International e a Rai News. Nel 1997, è stato infatti assunto in Rai come redattore presso Rai International. Nel 1999 è stato assegnato a Rai News 24 dove, nel 2001, è stato nominato inviato speciale. Dal 2006 è passato a Rai 3, dove ha iniziato a collaborare con 'Report', in qualità di autore (dal 2013 ha ottenuto la carica di capo redattore), diventandone poi conduttore nel dicembre 2016 dopo l'addio di Milena Gabanelli. Nell'ottobre 2020 è stato nominato responsabile, in qualità di vice direttore, dell'unità organizzativa "Informazione, ReportLab" della Direzione Rai 3, destinata alla formazione di giovani giornalisti d'inchiesta. Poi, dal febbraio 2022, ha ottenuto la qualifica di vice direttore 'ad personam' della Direzione Approfondimento, mantenendo transitoriamente (nel passaggio aziendale dall'organizzazione in direzioni di rete a direzioni di genere) l'incarico nella Direzione Rai 3 fino a giugno 2022. 

25 ago 2026

Bari, francese arrestato al porto: trasportava 3 missili da guerra su un furgone

25 ago 2026

Dieci ore chiusi in aereo, il volo da incubo a Bologna a Malaga

(Adnkronos) - Dieci ore chiusi in aereo in attesa di decollare da Bologna per Malaga. E’ "l’assurdo volo di rientro" documentato sui social da Massimo Cedrini, artista riminese. Il volo Ryanair dello scorso 19 agosto sarebbe dovuto decollare alle 17. "Ci hanno imbarcato alle 16.45 e ci hanno fatto rimanere sull’aereo, senza possibilità di scendere e praticamente senza cibo, perché quel poco che c’era a bordo era finito mentre aspettavamo notizie sulla partenza. Ci hanno dato un bicchiere d’acqua a testa, credo, tra l’altro anche quella era quasi finita". 

"La cosa più assurda è che, a mio parere, sembrava che continuassero a rimandare invece di cancellare il volo, perché in caso di cancellazione avrebbero dovuto affrontare le conseguenze e i rimborsi previsti. Praticamente siamo stati 10 ore chiusi dentro un aereo. Durante questa attesa tre persone sono svenute ed è arrivato il 118. Io una situazione e un comportamento del genere li trovo semplicemente assurdi. Condivido questa esperienza – conclude Cedrini - perché credo che sia giusto far sapere alle persone cosa può succedere e, soprattutto, perché situazioni del genere non dovrebbero essere considerate normali". 

 

Rimanere chiusi per dieci ore a bordo di un aereo può generare "frustrazione, rabbia, panico e un notevole disagio". A fare la differenza, secondo Massimiliano Di Carlo, psicologo dell’Emergenza, è soprattutto la qualità delle informazioni fornite ai passeggeri. "Molto dipende dal motivo per cui si deve partire, se per vacanza o per lavoro, e dall’urgenza del viaggio. Ma in situazioni di questo tipo - spiega Di Carlo all'Adnkronos Salute - la qualità dell’informazione è fondamentale. Se la partenza viene continuamente rimandata senza spiegare il motivo e senza fornire indicazioni chiare, la frustrazione aumenta. Possono verificarsi malori e alcune persone possono arrivare a perdere il controllo".  

Secondo Di Carlo, "è fondamentale garantire ai passeggeri anche il necessario sostegno con bevande e viveri, ma l’informazione è decisiva per tranquillizzare le persone e gestire al meglio una situazione di criticità". La situazione può diventare ancora più difficile per chi ha già paura di volare. "Se una persona ha problemi con l’aereo" o soffre di aerofobia, "trovarsi in una condizione simile, soprattutto senza ricevere informazioni, può provocare una reazione molto forte", osserva l’esperto. 

 

"Il problema è che, sul momento, non si sa che si resterà bloccati per nove o dieci ore - fa notare Di Carlo - È diverso rimanere fermi per un periodo definito rispetto a sentirsi dire che l’aereo partirà tra 20 minuti, poi tra 40 e poi tra altri 60 minuti. Il senso di costrizione e l’impossibilità di controllare la situazione possono alimentare l’ansia". 

Le reazioni, sottolinea Di Carlo, possono essere diverse: "Si va dalle crisi di panico fino agli svenimenti. Quando una persona si trova in una situazione dalla quale non può scendere né può partire, può sentirsi completamente priva di controllo". Per questo, conclude lo psicologo, "l’informazione è tutto. Una cosa è non dire nulla, un’altra è fornire informazioni corrette, chiare e oneste. È questo che permette di gestire meglio la situazione e ridurre l’ansia dei passeggeri" conclude. 

25 ago 2026

Bambolina voodoo con amianto, scatta la segnalazione del ministero della Salute: "Pericolosa in caso di rottura"

25 ago 2026

E' morta Dolly Parton, la regina della musica country aveva 80 anni

(Adnkronos) - La cantante Dolly Parton, star della musica country, è morta all'età di 80 anni. La notizia del decesso dell'artista è stata annunciata in un video dal nipote, Bryan Seaver, come riporta il New York Times. Dolly Parton si è spenta nella sua casa di Nashville, in Tennessee. In una carriera durata oltre mezzo secolo, l'artista ha scritto più di 3.000 canzoni. Nell'immensa produzione spiccano brani come "Coat of Many Colors", "Jolene" e "I Will Always Love You". "9 to 5", la canzone che ha dato il titolo al film in cui la cantante ha recitato, è diventata un inno per le donne e per i lavoratori americani. Parton ha pubblicato 49 album e vinto 11 Grammy, entrando a far parte della Hall of Fame del Rock e del Country.  

 

Cantautrice, attrice, imprenditrice, icona culturale e sociale, Parton ha rappresentato un'America che cambia, restando sempre se stessa: figlia del popolo, fiera delle sue origini umili, brillante e indipendente. Con i suoi abiti sgargianti e la voce cristallina, ha scalato le classifiche mondiali, venduto oltre 100 milioni di dischi e scritto più di 3.000 canzoni, molte delle quali diventate pietre miliari della musica americana. Con 25 singoli al primo posto e 49 album in vetta alle classifiche country, ha segnato un'epoca. La sua voce, un soprano limpido e immediatamente riconoscibile, ha raccontato l'amore, la povertà, la famiglia, la fede, la resilienza, senza filtri né retorica. Ha saputo farsi amare da tutti: ricchi e poveri, democratici e repubblicani, giovani e vecchi, in un'America divisa. 

Tra i suoi brani più celebri si ricordano veri e propri classici della musica americana, come "I Will Always Love You", una ballata struggente del 1974, riportata al successo planetario nel 1992 dalla potente reinterpretazione di Whitney Houston, diventata uno dei singoli più venduti di tutti i tempi. Altri titoli iconici includono "Jolene" (1973), con il suo irresistibile mix di dolore e implorazione femminile, "9 to 5" (1980), inno ironico e battagliero al lavoro femminile tratto dal film "Dalle 9 alle 5... orario continuato", "Here You Come Again" (1977), che segnò il suo ingresso nel pop, e "Coat of Many Colors" (1971), autobiografico e commovente racconto d'infanzia che incarna perfettamente la poetica della dignità nella povertà. 

Dolly Rebecca Parton nasce il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, nel cuore delle Great Smoky Mountains, nello stato del Tennessee, quarta di dodici fratelli in una famiglia povera ma unita, legata alla fede pentecostale e alla musica religiosa. Il nonno era un predicatore; la madre, Avie Lee, le insegnava i canti tradizionali e il padre, Robert Lee, lavorava duramente per sfamare tutti. Già da bambina Dolly canta nelle chiese locali, partecipa a trasmissioni radiofoniche e a 13 anni si esibisce al Grand Ole Opry, dove incontra Johnny Cash. È lui a dirle: "Non fermarti mai. La tua voce può andare lontano." E così farà. 

Appena terminata la scuola, nel 1964 si trasferisce a Nashville, capitale della musica country. Dopo un inizio incerto come cantante pop presso la Monument Records, la sua voce trova la sua vera casa nel country. Nel 1967 pubblica il suo primo album: "Hello, I'm Dolly", un mix di autenticità e talento che conquista critica e pubblico. Nello stesso anno comincia un sodalizio fondamentale con Porter Wagoner, cantante country e conduttore televisivo, che la introduce nel suo programma e la affianca per sette anni. I due pubblicano numerosi album in duo, ma la vera svolta arriva quando Dolly sceglie di percorrere la strada da solista. La separazione artistica da Wagoner è narrata nella commovente "I Will Always Love You" (1974). 

Altri brani che la consacrano icona del country: "Jolene", una supplica accorata a una donna che potrebbe portarle via l'amore, uno dei brani più reinterpretati della storia della musica; "Coat of Many Colors", una canzone autobiografica che racconta la povertà con dignità e poesia; "Love Is Like a Butterfly", "The Bargain Store", "Joshua", successi che dominano le classifiche country e portano Dolly nelle case di milioni di americani. 

Nel frattempo, sviluppa il suo personaggio pubblico: capelli biondissimi, abiti sgargianti, unghie laccate e autoironia da vendere. Ma sotto la superficie, c'è una mente acuta, una penna affilata e un cuore enorme. 

Nel 1980 arriva il debutto cinematografico con "9 to 5" (in Italia: "Dalle 9 alle 5… orario continuato"), al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin. Il film è un successo, ma lo è ancor di più la canzone: "9 to 5", un inno al lavoro femminile, ancora oggi cantato nelle manifestazioni per i diritti. Negli stessi anni Dolly passa con disinvoltura al pop con canzoni come "Here You Come Again", "Baby I'm Burning", "Two Doors Down", Heartbreaker" e "You're the Only One". Nel 1982 recita in "Il più bel casinò del Texas" con Burt Reynolds. Nel 1984 è protagonista in "Nick lo scatenato" e poi in "Fiori d'acciaio" (1989), consolidando la sua fama anche a Hollywood. 

Nel 1986 inaugura Dollywood, un parco a tema nel Tennessee che unisce attrazioni, musica e cultura appalachiana. Oggi dà lavoro a circa 3.000 persone ed è uno dei parchi più visitati degli Stati Uniti. Accanto a questo, Dolly crea un vero impero dell'intrattenimento: teatri, programmi TV, una casa discografica (Dolly Records), produzioni per Netflix e una linea di cosmetici. Nel 1995 fonda l'Imagination Library, che oggi ha distribuito gratuitamente più di 200 milioni di libri per l'infanzia in tutto il mondo. Un gesto nato per onorare suo padre, analfabeta, che sognava di poter leggere. Durante la pandemia da Covid-19, Dolly donò un milione di dollari alla ricerca per il vaccino Moderna, contribuendo concretamente allo sviluppo scientifico. 

Tra la fine del secolo e gli anni Duemila, Dolly Parton torna alle radici con album acclamati come: "The Grass Is Blue" (1999), Little Sparrow (2001) e "Halos & Horns" (2002) 

Vince nuovi Grammy e sperimenta anche nel bluegrass e nel gospel. Collabora con giovani artisti e si apre al mondo dello streaming. Canta con i For King & Country, Miley Cyrus (sua figlioccia) e partecipa a progetti Netflix, come "Natale in città con Dolly Parton", vincendo anche un Emmy. Nel 2020 pubblica "A Holly Dolly Christmas", album natalizio accolto calorosamente dal pubblico. Nel 2023 entra ufficialmente nella Rock & Roll Hall of Fame. 

Dolly è stata sposata per quasi 60 anni con Carl Dean, imprenditore schivo e lontano dai riflettori. Si sono conosciuti nel 1964 davanti a una lavanderia di Nashville. Si sono sposati nel 1966 e non si sono mai lasciati. La sua morte il 3 marzo 2025 all'età di 82 ha segnato profondamente l'artista, che aveva sempre descritto Dean come "l'amore tranquillo della mia vita". Non hanno avuto figli, ma Dolly amava dire: "Forse Dio aveva altri piani. Così ho potuto essere madre di tutti i bambini del mondo". 

25 ago 2026

Milano, focolaio di tubercolosi all'Istituto di Medicina legale: 8 casi conclamati e 7 positivi. Indagini sull'origine del contagio

(Adnkronos) - Focolaio di tubercolosi all'Istituto di Medicina legale di Milano. A denunciare quanto accaduto è stata l'Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente, Massimo Minerva, parla di una situazione preoccupante."La cosa meno grave è che c’è stato un focolaio - dice all'Adnkronos-. Il punto è un altro: è stata fatta la formazione per il trattamento del materiale biologico?". 

Secondo l'Ats, i casi sarebbero 8 con Tbc conclamata, mentre altri 7 risultano positivi e stanno seguendo una terapia di lunga durata. Per l’Associazione, il nodo riguarda la formazione degli specializzandi e la valutazione del rischio all'interno dell'Istituto. 

La vicenda risale a inizio luglio e l'Associazione annuncia che l'esposto verrà presentato domani. Minerva spiega perché i giovani medici non hanno denunciato direttamente: "Ci siamo fatti carico noi della segnalazione per evitare problemi ai singoli. Questi ragazzi sono trattati come lavoratori non pagati". L'Associazione non è nuova a interventi sul tema: a inizio anno aveva avuto uno scontro con Matteo Bassetti, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell'Università di Genova, sulle condizioni di lavoro dei medici in formazione. 

 

Anaao Assomed segnala gravi lacune nella gestione del focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale di Milano e parla di un problema strutturale con assenza di sicurezza e tutela per dirigenti medici e specializzandi. Secondo il sindacato le risposte della Scuola di Specializzazione non sono adeguate alla gravità della situazione e manca un'azione tempestiva a protezione dei medici in formazione. Anaao chiede l'aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi per il rischio biologico, dotazioni impiantistiche adeguate nelle sale autoptiche, attivazione immediata del medico competente e comunicazione trasparente verso tutti gli specializzandi coinvolti. Il caso, sottolineano da Anaao Assomed, conferma le criticità già segnalate alla Regione Lombardia sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro.  

 

25 ago 2026

Roma, stretta su permessi disabili. Patanè: "In 20mila giravano con quelli di parenti morti"

(Adnkronos) - In arrivo una ulteriore stretta sui permessi disabili legati all'accesso alle Ztl di Roma. "Con l'entrata in funzione dei varchi in uscita ci sarà una vera e propria rivoluzione delle politiche della mobilità - afferma all'Adnkronos l'assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè - Per quanto riguarda i disabili, dal 22 agosto abbiamo ridotto da tre a due i permessi legati alle targhe eliminandone ben 37.700. C'è poi da ricordare che il permesso è valido solo se hai il disabile in auto e quindi le due targhe non possono essere presenti all'interno della Ztl contemporaneamente. Capita però che dei genitori di un bambino disabile si alternino per andarlo a portare o a riprendere. Ecco allora che con il sistema delle Ztl in ingresso e in uscita noi possiamo verificare che il veicolo A è entrato a una certa ora ed è poi uscito. E a quel punto e solo a quel punto, il veicolo B può entrare. Altrimenti no". Una stretta necessaria anche alla luce del fatto che spesso, per anni, molti se ne sono approfittati. "Basta Ferrari o Smart con il permesso disabili - dice Patanè - Nell'ultimo periodo abbiamo cancellato 19.900 permessi a disabili deceduti che non erano mai stati riconsegnati e ovviamente sono scattate anche le denunce".  

La stretta non riguarderà solo i disabili. "Ci sono poi dei permessi rilasciati per i genitori di studenti che frequentano scuole all'interno della Ztl. Una volta erano permessi 'flat', non vincolati all'orario specifico della scuola. Ma con i varchi in uscita saranno legati invece solo alle fasce orarie della scuola - anticipa l'assessore - Non sarà più possibile usare quel permesso per andare magari in centro la sera a fare altro". Una stretta importante considerando che "fino ad oggi solo al Centro storico ogni giorno circolavano 50 mila veicoli a fronte di una sostenibilità stimata di 25 mila".  

 

Novità in arrivo anche per il trasporto merci all'interno delle Ztl. Dal 7 settembre si inizia con un'ordinanza del sindaco che vieterà fino al 7 dicembre la sosta e la circolazione tra le 9.30 e le 18 dei mezzi per i furgoni nell'asse del centro tra largo Chigi, via del Corso e via del Tritone. Solo un 'antipasto' per quello che cambierà a partire dal 2027. 

"Dal 7 gennaio cambia il mondo - dice Patanè - Grazie alle Ztl in uscita cambieranno le regole: sarà infatti possibile dividere le diverse categorie in fasce orarie. Chi deve consegnare libri - spiega Patanè - non è vincolato a orari specifici mentre chi per esempio trasporta pesce fresco o farmaci sì. E allora si farà una modulazione settore per settore controllando che il servizio di consegna si svolga in quelle fasce orarie rispettando gli orari di ingresso e di uscita, evitando così il congestionamento nell'arco della giornata. Non solo. Per il settore merci entreranno in funzione i sospas (i sensori elettronici installati nell'asfalto o tra i sampietrini per rilevare l'occupazione e i tempi della sosta) che hanno la funzione di prenotazione dei parcheggi attraverso un transponder legato alla targa di ogni veicolo accreditato e che semplificherà il lavoro ai corrieri e contribuirà anche a un controllo capillare degli spazi di carico e scarico, dei tempi di occupazione e che farà scattare sanzioni immediate in caso di abusi". 

25 ago 2026

Rai: "Rai Scuola non chiude, evolve: va su RaiPlay, dove sono gli studenti"

(Adnkronos) - La Rai precisa che "non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola" e che la funzione educativa del canale viene "preservata e valorizzata" con una presenza più forte su RaiPlay. La scelta rientra nel progetto di revisione dei canali specializzati, atteso da anni, per adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni. I dati di ascolto del canale lineare sono minimi: "Nel 2024 0,14%, nel 2025 0,13% e nei primi mesi del 2026 circa 0,09-0,10%". Da qui la decisione di portare i contenuti "laddove sono gli studenti".  

Nasce, quindi, scrivono da Viale Mazzini in una nota, il progetto 'RaiPlay Scuola e Learning', piattaforma digitale integrata con produzioni Rai Cultura, Teche Rai e contenuti educativi. Il digitale permette di usare i materiali "quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi". La Rai ribadisce che "Rai Scuola non chiude: evolve" e che il Servizio Pubblico "va dove sono gli studenti". 

Prima della comunicazione della Rai, il tema ha acceso il dibattito politico.  

 

Fratelli d’Italia attacca la sinistra definendo “fake news” l’allarme sulla presunta chiusura di Rai Scuola. I componenti FdI in Vigilanza ricordano che “il canale non chiude, ma evolve” con il trasferimento dei contenuti su RaiPlay, scelta “di buon senso” approvata all’unanimità dal CdA, “anche dal consigliere 5 Stelle”. Per FdI, le polemiche dell’opposizione dimostrano “una sinistra scollegata dalla realtà, ferma alla mentalità del tubo catodico”. Critiche anche all’ex ministro Speranza, accusato di “marketing politico” e “assenza di visione”. FdI rivendica il lavoro del governo Meloni per modernizzare il Servizio Pubblico e cita l’iniziativa sul canale, dedicato all’identità italiana, “in linea con il contratto di servizio”, per raccontare storia, cultura e radici del Paese. 

Barbara Floridia (M5S), prima della nota di viale Mazzini, denuncia che la chiusura di Rai Scuola “non è un episodio isolato” ma parte di "un'occupazione del servizio pubblico" da parte del centrodestra, che “decide palinsesti, conduzioni e bersagli” mentre la Vigilanza Rai è “paralizzata”. Cita il caso Report, definito “bersaglio della maggioranza”: dati richiesti dal Parlamento non sarebbero stati forniti, mentre quelli su Report sarebbero finiti a un quotidiano “vicino al governo”, alimentando attacchi a Ranucci. Floridia parla poi della riforma della governance Rai: il governo vorrebbe cambiare le regole per nominare un nuovo Cda prima delle elezioni, creando “una Rai monocolore”. In questo quadro rientra anche Rai Scuola, “presidio fondamentale” per famiglie senza dispositivi o connessioni adeguate. Spostare tutto su RaiPlay, sostiene Floridia, ignora chi non può accedere al digitale e contrasta con il divieto degli smartphone nelle scuole. 

 

La vicepresidente della Camera e deputata Pd Anna Ascani e la deputata Pd e capogruppo in Commissione Cultura e Istruzione Irene Manzi, prima della nota della Rai, hanno criticato in una nota congiunta la scelta di chiudere Rai Scuola sul digitale terrestre. Valorizzare territori e tradizioni è legittimo, hanno affermato, ma “non può avvenire sacrificando Rai Scuola”. In un contesto segnato da disinformazione, Intelligenza artificiale e nuove disuguaglianze nell’accesso al sapere, sottolineano, la Rai dovrebbe “investire di più in educazione e pensiero critico”. Per le deputate, ridurre Rai Scuola a contenuto di RaiPlay significa non cogliere il cambiamento sociale e rinunciare a una parte della missione del servizio pubblico.  

25 ago 2026

Idrogeno, Mele: "Idrobiometano soluzione concreta per transizione trasporti"

25 ago 2026

Elementi totali: 20
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