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Immobile si ritira: "E' un momento duro, la mia carriera si chiude qui"

(Adnkronos) - Ciro Immbile si ritira dal calcio giocato a 36 anni. Lo ha annunciato lo stesso ex attaccante di Lazio e Torino in un video postato sui social dalla sua ultima squadra, il Paris Fc dove Immobile si rivolge ai suoi compagni. "Questo è un momento duro per me perché è la fine di un grande percorso, di una parte della mia vita. Amo il calcio con tutto il mio cuore, ma voglio essere onesto con me stesso rispetto alla situazione attuale. Non è una decisione facile. Siete una grande famiglia. Sono felice di stare con voi, di far parte di questo club, del nuovo allenatore (Liam Rosenior ndr) e del suo staff, davvero con tutti, ma per me è il momento di stare con la mia famiglia, di passare più tempo con la mia famiglia. Mi hanno seguito ovunque. Ne ho bisogno dopo 17 anni. Se non sento di poter dare il massimo, anche se è dura, la mia decisione è di chiudere qui la mia carriera. Vi auguro il meglio. Tornerò a Parigi per vedere le vostre partite perché vi voglio un gran bene. Non siate tristi per me perché sono felice di stare con la mia famiglia e di iniziare pensare ai nuovi progetti per il mio futuro. Grazie a tutti ragazzi! Ciao!".  

Sono 350 i gol segnati in 656 gare in carriera per Immobile, quattro volte capocannoniere in Serie A e protagonista del record di reti realizzate in una singola stagione (36 nell'edizione 2019/20). In bacheca 5 titoli coi club tra i quali una Coppa Italia e due Supercoppe italiane con la Lazio e il titolo campione d'Europa con la maglia dell'Italia nel 2021.  

14 ago 2026

Chi è Simona Quadarella, oro negli 1500 stile libero agli Europei di nuoto

(Adnkronos) - Simona Quadarella da sogno agli Europei di Parigi oggi, venerdì 14 agosto. L'azzurra trionfa la finale degli 1500 stile libero, detta il ritmo fin dall'inizio della gara e agguanta l’oro con il crono di 15"46"22, nuovo record dei campinati, precedendo le tedesche Isabel Gose e Maya Werner.  

L'azzurra si conferma così regina d'Europa nelle distanze lunghe dello stile libero. La 27enne romana centra il nono oro europeo individuale, il quarto negli 800 stile libero. Simona eredita la sua passione dal padre istruttore e la condivide per anni con la sorella maggiore, Erica, suo punto di riferimento. Entra non ancora diciottenne nel giro della Nazionale senior, dopo numerose vittorie a livello giovanile, nel 2014 si fa conoscere al mondo conquistando il titolo di campionessa olimpica giovanile degli 800 stile libero a Nanchino. Nel 2016 manca la convocazione ai Giochi Olimpici di Rio sbagliando la gara decisiva, ma quel passo falso inatteso è il punto di svolta della sua carriera.  

Ai suoi primi Mondiali, nel 2017, è subito medaglia di bronzo, mentre l'anno successivo mette a segno una tripletta agli Europei di Glasgow vincendo 1500, 800 e 400 (con bis anche a Budapest 2021). La consacrazione definitiva arriva nell'estate del 2019, quando si laurea campionessa del mondo nei 1500 facendo registrare anche il nuovo primato nazionale. All'Olimpiade di Tokyo 2021 la sua prima medaglia a cinque cerchi, il bronzo negli 800. L'anno successivo altre quattro medaglie tra Mondiali ed Europei. Nel 2023 ancora una medaglia iridata, l'argento nei 1500. Nel 2024, invece, un doppio trionfo ai Mondiali di Doha nei 1500 e negli 800. 

14 ago 2026

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14 ago 2026

Ucraina, un anno dopo Anchorage. L'ambasciatore Zazo: "Evidente errore di calcolo di Trump e Putin"

(Adnkronos) - Roma, 14 ago. (Adnkronos) 

Un anno fa Donald Trump accolse in Alaska Vladimir Putin nella convinzione di poter far partire il negoziato tra Mosca e Kiev e di portare la pace in Ucraina , risultato grazie al quale avrebbe anche ottenuto il Nobel. Un anno dopo di quello "spirito di Anchorage" - la distensione tra Stati Uniti e Russia con un dialogo rinnovato che avrebbe dovuto aprire la strada ad un accordo di pace - sembra non essere rimasto più nulla, se non la conferma che il vertice di Ferragosto di un anno fa in Alaska si basò su un "errore di calcolo" da parte dei due leader, con la conseguenza che 12 mesi dopo la guerra continua, ma Kiev è più forte e l'Europa ha dimostrato di potersi sostituire agli Stati Uniti nel sostegno finanziario e militare. Questa l'analisi dell'ex ambasciatore italiano a Kiev, Pier Francesco Zazo, convinto che ad Anchorage non ci sia mai stata una reale speranza di gettare le basi per un accordo tra Mosca e Kiev.  

  

"A mio avviso quella speranza non ci fu mai e questo anzitutto perché quello che la Russia aveva proposto, in sostanza la capitolazione dell'Ucraina poiché includeva le richieste di ritiro da tutto il Donbass, anche delle parti ancora controllate dagli ucraini, nonché una forte limitazione delle Forze Armate ucraine, due condizioni assolutamente inaccettabili per il Kiev", dice Zazo all'Adnkronos. Putin "credeva che Trump avrebbe potuto proporre a Zelensky la capitolazione del suo Paese sulla testa non solo dell'Ucraina, ma anche dell'Europa: a distanza di un anno, quell'errore di calcolo è evidente", sottolinea l'ex ambasciatore. Così come è evidente "la valutazione errata" che aveva portato il presidente americano a srotolare il tappeto rosso al leader del Cremlino, convinto che Volodymyr Zelensky "non avesse alcuna carta da giocare", come gli disse nella famosa strigliata alla Casa Bianca quando lo ricevette un mese dopo essere tornato presidente, e che l'Europa non avrebbe avuto la forza di opporsi a un'eventuale intesa con Mosca.  

  

A distanza di un anno, sottolinea Zazo, che era a Kiev il giorno dell'invasione russa il 22 febbraio del 2022, "l'Ucraina, grazie anche al supporto molto importante dell'Europa, non solo ha continuato a resistere sulla linea del fronte, ma è anche passata al contrattacco, ha colpito le infrastrutture energetiche e logistiche russe, è arrivata fino a San Pietroburgo e Mosca". Di più: nell’ultimo anno "si è assistito a uno sviluppo straordinario dell'industria della difesa, in particolare nel settore dei droni e dei missili a medio raggio, al punto che la produzione nazionale bellica è fortemente aumentata riuscendo ormai a coprire oltre la metà del fabbisogno delle Forze Armate ucraine ".  

  

"La resistenza di questo anno è qualcosa che né Putin né Trump si aspettavano", sostiene l'ambasciatore, che inserisce nel ragionamento sul dopo Anchorage anche un secondo "fattore decisivo: l'Europa , consapevole che l’Ucraina sta combattendo anche per la sicurezza e stabilità del nostro continente , si è mostrata sostanzialmente compatta " dopo il vertice in Alaska che voleva tagliarla fuori da un accordo sull'Ucraina, "riuscendo a sostituirsi efficamente agli Stati Uniti nel suo sostegno a Kiev, dopo che Washington ha sospeso gli aiuti finanziari, mentre fornisce quelli militari solo se gli alleati pagano come previsto dal programma Purl". Senza contare che, via anche il premier ungherese Vitkor Orban che faceva ostruzionismo, l'Ue, che e’ormai il primo donatore in assoluto di Kiev, ha approvato un importante prestito di 90 miliardi di Euro e passato anche un 20mo pacchetto di sanzioni, rafforzando in particolare le misure sanzionatorie nel settore degli idrocarburi e contro la flotta ombra russa , "insomma continua a fare il suo dovere".  

  

Rispetto ad Anchorage un altro elemento è cambiato: premesso che Trump è distratto dalla guerra con l'Iran, che è oggi la sua priorità, il presidente americano "si è un po' ricreduto su Putin: un anno fa lo aveva accolto con tutti gli onori, sicuro di convincerlo a concludere la guerra con un piano di pace sbilanciato a favore del Cremlino, oggi non è più ammaliato come prima dalla sua figura di vincente, la sua soggezione nei confronti della Russia, che si sta mostrando vulnerabile sul piano militare, si è ridotta". Parallelamente, ragiona Zazo, il suo rapporto con Zelensky "è migliorato, ha capito che ha delle carte da giocare, considerato il modo in cui l’Ucraina continua a resistere". Ma certo, il suo atteggiamento nei confronti di Kiev resta "erratico, come dimostra il voltafaccia sui Patriot", i sistemi antimissile la cui licenza il presidente americano aveva detto di voler condividere, salvo poi cambiare idea. L’atteggiamento di fondo di Trump non e’ cambiato, vuole comunque disimpegnarsi gradualmente dal conflitto accollando l’onere finanziario agli europei.  

  

L'ambasciatore parla poi della situazione interna in Ucraina, dopo le manifestazioni di piazza dei giorni scorsi seguite al licenziamento del ministro della Difesa Michajlo Fedorov, grande promotore dell’innovazione tecnologica, da parte di Zelensky. La protesta, in particolare dei giovani, sembra al momento essere rientrata: "Il presidente è sempre stato molto bravo a sollevarsi dopo i momenti difficili, ha grandi capacità di incassatore, tende a essere impulsivo quando prende le decisioni - analizza Zazo - ma è sempre pronto a rivederle, è molto attento agli umori dell'opinione pubblica, tenta di correggere il tiro. E' un ex attore e gli piace essere amato dalla gente". "Su Fedorov ha fatto un errore, non gli piace chi gli fa ombra, ma non è un dittatore", tende solitamente a spostare i suoi avversari politici ad incarichi di minore rilevanza, sottolinea il diplomatico, facendo comunque presente che gli ucraini "non amano la figura degli zar: in 35 anni di indipendenza hanno cambiato sei presidenti". 

  

Situazione ben diversa in Russia, dove lo 'zar' Putin appare in difficoltà a quattro anni e mezzo dall'inizio della guerra che non dà segno di voler chiudere. "Che ci sia malcontento è fuor di dubbio. Gli attacchi alle grandi città, le file per il carburante, i raid contro i centri logistici, le difficoltà a reclutare nuovi soldati sono il segnale inequivocabile delle sempre maggiori difficoltà di Mosca" a gestire la guerra, ragiona l'ex ambasciatore, che cita l'esclusione del partito anti guerra Yabloko dalle elezioni di settembre come "uno dei campanelli d'allarme" più evidenti delle preoccupazioni del Cremlino sulla tenuta dell'opinione pubblica. Tuttavia, "il popolo russo è passivo e fatalista, è impossibile prevedere in cosa si tradurrà questo malcontento, bisogna aspettare cosa succederà dopo il voto", sostiene infine Zazo, che non esclude l’eventualità che Putin, messo con le spalle al muro a causa del perdurante stallo nel conflitto, possa infine decidere "un'ulteriore mobilitazione". "Si tratterebbe però di una decisione molto rischiosa per Putin poiché a quel punto il malcontento dei russi potrebbe veramente esplodere. A mio avviso - chiosa l'ex ambasciatore - l'unico modo per convincerlo a chiudere la guerra è di continuare a colpire l'economia russa, inasprendo ulteriormente le sanzioni, in primis nel settore degli idrocarburi ". 

14 ago 2026

Europei nuoto, Decimo titolo europeo per Quadarella, bronzo alla staffetta 4x100 stile libero mista

(Adnkronos) - Simona Quadarella si prende il centro della scena nella quinta giornata di gare agli Europei di Parigi. La romana vince il suo decimo titolo europeo individuale, il secondo in questa rassegna continentale, trionfando nei 1500 metri con il tempo di 15'46"22, davanti alle tedesche Isabel Gose e Maya Werner. Stesso podio di tre giorni fa negli 800 stile libero. "Medaglia d'oro e record dei campionati europei -dice l'azzurra al microfono di Sky Sport-, non poteva andare meglio di così ma è stata veramente dura. Gose è stata molto brava rimanendomi attaccata a lungo, a un certo punto temevo che potesse prendermi ma è meglio fare le gare con qualcun'altra che non da sola". La medaglia di Quadarella non resta isolata perché qualche minuto dopo arriva il bronzo della 4x100 stile libero mista. Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Sara Curtis, Emma Virginia Menicucci realizzano il nuovo record italiano in 3'20"80 alle spalle della Russia (3'19"95) e dell'Olanda (3'20"09).  

Simone Cerasuolo e Nicolò Martinenghi centrano la finale europea dei 50 rana con i due migliori tempi. Il romagnolo ferma i cronometri sul tempo di 26"23, il lombardo è alla sue spalle con 26"62.Bene anche la donna copertina della rassegna continentale Sara Curtis che dopo l'oro con record del mondo nei 50 dorso, raggiunge la finale dei 50 stile libero con il 4° tempo in 24"13, tre decimi più lenta della svedese Sarah Sjostroem che firma il miglior crono. Domani a giocarsi una medaglia ci sarà anche Alberto Razzetti nei 200 farfalla. Il ligure centra il terzo tempo assoluto in 1'54"67, a poco più di sette decimi dall'idolo di casa il francese Leon Marchand (1'53"95).  

Delusione invece per Carlos D'Ambrosio solo quinto nella finale dei 200 stile libero con il crono di 1'45"19. Trionfa il grande favorito, il romeno David Popovici con il tempo di 1'44"15. Niente medaglia anche per Thomas Ceccon, solo settimo nei 50 dorso in 24"54. Gara tiratissima con i tre sul podio racchiusi in tre centesimi, vince il ceco Miroslav Knedla in 24"11, davanti ai russi Kliment Kolesnikov (24"12) e Pavel Samusenko (24"14). 

 

14 ago 2026

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