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Imperia, trovati due giovani morti in mare in un'area non balneabile

27 giu 2026

Hellwatt Festival, C.Volo respinge accuse Milani e annuncia azioni legali

(Adnkronos) - A che punto è arrivato l'Hellwatt Festival? Dopo lo stop della prefettura di Reggio Emilia, che ha fatto saltare il Festival, tra accuse, minacce legali, dure critiche del settore, e le parole dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani -che ha rilanciato promettendo un ritorno nel 2027, anche fuori da Campovolo- non si è fatta attendere la replica di C.Volo S.pa., la società che gestisce la Rcf Arena di Campovolo, dove si sarebbe dovuto tenere il festival con Kanye West e Travis Scott come principali headliner. 

Il grande evento è saltato dopo il divieto prefettizio del 29 maggio 2026 che ha bloccato i concerti principali, compromettendo l’intera manifestazione. Alla crisi si sono aggiunte le accuse dell’ex direttore artistico Milani, respinte con durezza da C. Volo S.p.A. che parla di diffamazione, e le critiche del settore, tra cui il fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta. 

"C.Volo S.p.A. respinge con la massima fermezza le accuse denigratorie e le insinuazioni rivolte dal signor Milani nei confronti della società, ancora ieri pubblicate su una testata locale ('Il Resto del Carlino' Ed. Reggio Emilia), ritenendole gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento" dice la società C.Volo in una nota tornando a prendere posizione sulla vicenda.  

"Con la consueta oramai intollerabile disinvoltura il sig. Milani si è lanciato in affermazioni tanto suggestive quanto lontane dal vero, confidando forse che per C. Volo S.p.A. la policy di sobrietà nella comunicazione e l’obbligo di non divulgare informazioni riservate aziendali possano, ancora una volta, garantirgli l’impunità per quelle che si profilano senz’altro quali diffamazioni - prosegue la nota - così si allude con voluta malizia a rapporti di favore tra C.Volo S.p.A. e un partito politico per la festa dello stesso che – sia detto – per tradizione oramai trentennale si tiene nell’area del Campovolo (solo recentemente gestita da C.Volo S.p.A.), si preannunciano “rivelazioni clamorose” senza riferirsi a contenuto alcuno, si anticipa in modo generico la produzione di documentazione in possesso del sig. Milani senza minimamente circostanziare, si insinuano infine sospetti generici e interpretazioni complottistiche prive di ogni connessione logica o giuridica sul provvedimento del prefetto di Reggio Emilia 29 maggio 2026, che ha determinato il divieto di svolgimento dei concerti di Kanye West e Travis Scott, eventi portanti del rilevante Festival musicale in programma". 

"Per chiudere con un’affermazione tanto subdola e 'ad effetto' quanto inconsistente: la domanda del perché C.Volo S.p.A. non abbia provveduto a presentare ricorso al Tar contro la decisione prefettizia - si legge ancora -. Quando invece non solo è intuitivo ma pure agli atti della Società che sin dal momento della notifica dell’atto di divieto C.Volo S.p.A. abbia provveduto, come ovvio, a coltivare questa ipotesi, con la attenzione e la ponderazione richiesta a ogni operatore del settore". 

"Il Sig. Milani - denuncia C.Volo -. non parla di cose che sa (in quanto non è mai stato parte della struttura sociale di C.Volo S.p.A. ma collaboratore esterno, il cui rapporto è stato risolto a tutela della Società agli inizi di maggio) e non può sostenere in buona fede le cose che insinua, in quanto non ha conoscenza diretta dei fatti. Quanto ai documenti o altre fonti a cui egli fa riferimento, ne sarà verificata all’occorrenza la genuinità e autenticità, la liceità del possesso o dell’eventuale divulgazione". 

E conclude: "Il debordare di questo atteggiamento diffamatorio non può ulteriormente, nell’interesse sociale, essere tollerato e C.Volo S.p.A. assumerà quindi le iniziative legali del caso, per tutelare nei confronti del sig. Milani ma anche di eventuali altri corresponsabili la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale, richiedendo tra l’altro il risarcimento dei danni assai consistenti che il comportamento qui denunciato sta arrecando". 

C.Volo prende posizione inoltre rispetto alle parole del fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta, che in un'intervista al 'Resto del Carlino' ha criticato duramente la gestione del futuro della Rcf Arena e il fallimento dell’Hellwatt Festival, denunciando la mancanza di apertura al dialogo da parte di Coopservice e parlando di una delle pagine più imbarazzanti per la musica live in Italia. "C.Volo S.p.A. respinge con assoluta fermezza le dichiarazioni del sig. Claudio Trotta, pubblicate oggi su una testata locale (Il Resto del Carlino Ed. Reggio Emilia), ritenendole diffamatorie e prive di fondamento - dice la società C.Volo -. Sorprende che un professionista da decenni considerato tra i maggiori operatori del settore abbia scelto di rendere pubblica una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà, peraltro violando quella stessa riservatezza da lui stesso richiesta ossessivamente, senza considerare il merito del suo approccio, che risultava tecnicamente inaccettabile anche con le migliori intenzioni di collaborazione".  

"Il sig. Trotta - evidenzia la società - infatti non solo ha proposto di impossessarsi letteralmente di Rcf Arena in sostanziale esclusiva a costo zero, ma, per di più, ha richiesto (una non meglio definita) estromissione totale di C.Volo S.p.A., che è la concessionaria dell’area (pubblica) e quindi, di diritto, non può uscire completamente di scena, a rischio di revoca della concessione stessa. Trotta introduce inoltre un elemento di evidente forzatura, indicando come proprio interlocutore altro soggetto rispetto a C.Volo S.p.A., ossia Coopservice, che sebbene come tutti gli altri soci abbia suoi rappresentanti all’interno degli organi della Società e talvolta possa intervenire in quanto socio agli incontri, allo stesso modo di altri soci, mai ha manifestato un interesse o esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte di C.Volo S.p.A".  

E conclude: "Alle ricostruzioni non corrispondenti ai fatti si aggiungono giudizi generalizzati e fortemente denigratori nei confronti non solo di C.Volo S.p.A., ma anche dell’intero sistema territoriale, reggiano e addirittura regionale, coinvolgendo indistintamente tutti gli attori politici, opposizioni comprese. Una simile condotta meriterebbe a sua volta un’analisi su quali motivi possano spingere un manager affermato a bruciare con tali dichiarazioni la sua reputazione, trascinando peraltro con sé anche la sua società Barley Arts. C.Volo S.p.A. rimanendo tuttavia al merito, si accinge senz’altro a conferire ai propri legali mandato per analizzare l’accaduto e contrastarlo in ogni sede competente a tutela della propria immagine". 

27 giu 2026

Triplice omicidio Roma, la polizia diffonde la foto del presunto killer: è un bengalese di 43 anni

27 giu 2026

Brasile, Ancelotti fa entrare Neymar e il figlio Davide scuote la testa - Vide

27 giu 2026

Lettera social di Gramiccioli a Ilaria Cucchi: "Mai sentito un grazie per gesto Alemanno, rimozione ideologica?"

(Adnkronos) - "Cara senatrice Ilaria Cucchi, la memoria è una virtù preziosa. Soprattutto quando si sceglie di fare della giustizia e dei diritti umani la propria missione politica". Comincia così la lettera che il reporter e narratore David Gramiccioli ha inviato via Tik Tok alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi sul caso del fratello Stefano. "Sono la persona che accompagnò lei, sua madre e suo padre – del quale conservo ancora oggi un ricordo dolcissimo – da Gianni Alemanno, allora sindaco di Roma. Stefano era morto da pochi mesi e il vostro dolore era ancora straziante. Ricordo perfettamente quella giornata in Campidoglio. Ricordo un Gianni Alemanno sinceramente colpito dalla vostra sofferenza e determinato a fare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Non furono parole di circostanza", scrive Gramiccioli. 

"Davanti a tutti noi prese il telefono, chiamò Maurizio Gasparri e, pochi minuti dopo, fu messo in contatto con Angelino Alfano, allora ministro della Giustizia del Governo Berlusconi quater. La conversazione durò qualche minuto. Alemanno spiegò la vostra presenza, illustrò la vicenda e chiese al Guardasigilli che venisse fatta piena luce sulla morte di Stefano. È un episodio reale, vissuto in prima persona -prosegue l'autore- Eppure, nel corso degli anni, non l'ho mai sentita ricordarlo. Come se quel gesto non fosse mai esistito. Come se fosse stato cancellato dalla memoria". 

"Mi auguro che non sia una rimozione dettata da appartenenze ideologiche. Perché quel giorno Gianni Alemanno non agì per convenienza politica, ma per umanità. Oggi lei siede tra i banchi del Senato della Repubblica. Ha costruito una nuova vita personale e politica, trasformando il dolore in impegno pubblico. È una scelta rispettabile. Proprio per questo, però, sorprende che chi rivendica con forza la tutela dei diritti umani sembri aver dimenticato chi, in un momento drammatico della sua vita, le tese una mano senza esitazioni. La memoria dovrebbe essere selettiva solo con il rancore. Mai con la riconoscenza", conclude.  

 

27 giu 2026

Francesca Michielin si è sposata, giro in Vespa come 'Vacanze romane'

27 giu 2026

Triplice omicidio a Roma, un testimone: "Ho visto il ragazzo ferito a terra e un uomo fuggire"

(Adnkronos) - “Ieri sera stavo guardando la partita, era il primo tempo, saranno state le 21.30, quando mi sono affacciato sentendo i cani che abbaiavano, le urla e il frastuono dalla strada. È stato un flash. Il ragazzo si è accasciato a terra, nel sangue, chiedeva aiuto e urlava ‘mamma è morta, mamma è morta’. Un altro uomo scappava sulla stessa via”. A parlare all’Adnkronos è Agostino, residente di via Montiglio, in zona Casalotti, a Roma, dove ieri sera una coppia di coniugi bengalesi è stata uccisa insieme alla figlia di 8 anni nella loro abitazione. “È una cosa orribile - continua il testimone - Vivevano qui da anni ed erano persone davvero perbene e sempre disponibili. Il figlio più grande, ogni volta che vedeva rientrare mia moglie, le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa”. 

“In zona Kamal lo conoscevamo tutti. Lo incontravamo ogni giorno, qui fuori al supermercato dove ci aiutava a portare in macchina le buste più pesanti. Gentilissimo, sempre disponibile e sorridente: sono inorridita da quanto è successo a lui, alla moglie e alla bambina”. È il ricordo che Sara Greco, residente di Casal Selce e membro di un comitato nato a difesa del territorio, affida all’Adnkronos davanti al supermercato Dem dove il 39enne bengalese ucciso ieri sera nella sua abitazione a Casalotti insieme a moglie e figlia, si dava da fare aiutando le persone a caricare le buste della spesa. “Anche il figlio più grande (il 20enne scampato alla strage) veniva qui a dargli una mano - interviene Valeria Mei, altra conoscente - Siamo tutti sconvolti. Come comitato, ci stiamo organizzando per raccogliere dei fondi proprio per supportare il ragazzo sopravvissuto”. (di Silvia Mancinelli) 

 

27 giu 2026

Ubriachi senza bere vino o birra? Colpa di una rara sindrome, cosa dice il medico

(Adnkronos) - Ubriachi e con tutti i danni dell'alcol, ma senza bere un goccio di vino o di birra. Possibile? Sì, per colpa di una rara sindrome. E' l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro, a illustrare le caratteristiche di una "una condizione clinica, per fortuna rara". Il medico accende i riflettori sulla "sindrome da fermentazione intestinale nota anche come Auto-brewery syndrome: il sistema gastrointestinale del paziente agisce come un vero e proprio 'birrificio interno'". 

"A causa di una disbiosi grave (alterazione della flora), funghi come Candida o Saccharomyces o alcuni batteri fanno fermentare carboidrati e zuccheri e li trasformano in etanolo. Il risultato è rappresentato dai segni e sintomi di una vera intossicazione alcolica, inclusi atassia, nebbia mentale e disorientamento, che compaiono dopo un pasto ricco di carboidrati, pur in totale astinenza da alcol", dice all'Adnkronos Salute descrivendo questo inaspettato 'attacco dall'interno' all'organismo e, in occasione della Giornata mondiale del microbiota che si celebra oggi, invitando a riflettere "su quanto il nostro ecosistema intestinale sia capace di influenzare la nostra fisiologia in modi insospettabili".  

Questa patologia, sottolinea l'immunologo, "ci insegna due lezioni fondamentali per la medicina moderna. La prima è che non tutto è come appare: un quadro di 'ebbrezza' richiede un'indagine approfondita sul metabolismo e sul microbiota, andando oltre l'apparenza clinica". La seconda è "la potenza della nutrizione. La gestione di questa sindrome passa necessariamente da un intervento nutrizionale mirato e dalla modulazione sartoriale del microbiota. Comprendere il microbiota non è solo una sfida scientifica, ma la chiave per offrire diagnosi precise e terapie personalizzate in condizioni dove la fisiologia sembra sfuggire al controllo". 

 

Più nel dettaglio, "la sindrome da fermentazione intestinale - racconta il medico - è una condizione clinica rara in cui il sistema gastrointestinale produce quantità significative di etanolo attraverso la fermentazione endogena, operata da una proliferazione anomala di microrganismi fungini o batterici. In pazienti affetti da questa sindrome, l'ingestione di carboidrati e zuccheri raffinati porta a una vera e propria sintesi intraluminale di alcol, determinando segni e sintomi di intossicazione acuta da etanolo (fino a livelli rilevabili di alcolemia) anche in totale assenza di consumo di bevande alcoliche. Il nodo fisiopatologico della sindrome risiede nella profonda alterazione dell'ecosistema microbico intestinale (disbiosi). I principali agenti eziologici isolati appartengono al regno dei funghi, sebbene in rari casi siano coinvolti ceppi batterici fermentanti", spiega Minelli che elenca. "Tra i lieviti comuni: Saccharomyces cerevisiae (noto come lievito di birra), Saccharomyces boulardii; del genere Candida: Candida albicans, Candida glabrata, Candida tropicalis, Candida krusei; tra i batteri (rari): Klebsiella pneumoniae, Enterococcus faecalis (capaci di metabolizzare il glucosio in etanolo per via anaerobica). 

La sindrome, continua l'esperto, "si sviluppa generalmente in presenza di fattori predisponenti che alterano la barriera e la motilità intestinale o che abbattono la normale resistenza alla colonizzazione della flora autoctona". Tra questi fattori ci sono le terapie antibiotiche prolungate o ripetute che riducono drasticamente la popolazione batterica competitiva, favorendo l'overgrowth (proliferazione anomala) fungino. Possono facilitare la sindrome anche patologie croniche del tratto gasrtrointestinale come la sindrome dell'intestino corto, malattia di Crohn, pseudo-ostruzione intestinale o dismotilità gastrica, dove il ristagno del chimo favorisce la fermentazione. Infine tra i fattori predisponenti si annoverano condizioni metaboliche e immunitarie come il diabete mellito di tipo 2, obesità, steatosi epatica non alcolica (Nafld) o stati di immunodeficienza. 

 

In presenza di dsindrome da fermentazione intestinale, "il quadro clinico mima fedelmente l'intossicazione alcolica e la successiva sindrome da astinenza. I sintomi si manifestano tipicamente da una a poche ore dopo un pasto ricco di carboidrati: 

1) sintomi neurologici e comportamentali: atassia, disartria, confusione mentale (brain fog), disorientamento, sbalzi d'umore, aggressività o euforia, cefalea; 

2) manifestazioni gastrointestinali: distensione addominale, meteorismo, dolore epigastrico, nausea, alterazioni dell'alvo (diarrea o stipsi); segni sistemici: flushed skin (arrossamento cutaneo), stanchezza cronica, vertigini". 

La diagnosi, aggiunge Minelli, richiede un elevato indice di sospetto clinico e l'esclusione rigorosa dell'assunzione di alcol. Il protocollo standard prevede l'anamnesi e diari clinici per stabilire la correlazione tra pasti glucidici e insorgenza dei sintomi. Il test di stimolo con glucosio (Carbohydrate Challenge Test), inoltre, è il gold standard diagnostico, prevede la somministrazione controllata per bocca di una quantità standard di glucosio (solitamente 100-200 grammi) o carboidrati complessi, seguita dal monitoraggio seriale dell'alcolemia (tramite ematocrito o analizzatore del respiro) a intervalli regolari (0, 1, 2, 4, 8 ore). Un picco di etanolo ematico superiore a 0 g/L conferma la produzione endogena". Prevista anche l'analisi microbiologica e metagenomica, con esame colturale delle feci o, preferibilmente, sequenziamento del micro e del mico bioma intestinale per identificare la sovracrescita di specie fermentanti e guidare la terapia mirata. 

 

Ma come si interviene quando la sindrome viene poi diagnosticata? "Il trattamento è multidisciplinare e mira all'eradicazione del patogeno, alla modifica del substrato nutrizionale e al ripristino dell'eubiosi intestinale", spiega ancora Minelli. Si procede quindi cone "la terapia antimicrobica mirata, attraverso la somministrazione di antimicotici orali o antibiotici specifici in caso di coinvolgimento batterico documentato, basata sui risultati dell'antibiogramma/micogramma. C'è poi un intervento nutrizionale, con una dieta a brevissimo termine a bassissimo contenuto di carboidrati per sottrarre il substrato energetico ai microrganismi fermentanti, eliminando zuccheri semplici, farine raffinate e alimenti fermentati. Si procede inoltre con la modulazione del microbiota, attraverso l'utilizzo razionale e sartoriale di probiotici mirati (ceppi batterici non fermentanti in grado di competere con la componente fungina e ripristinare la barriera mucosa). Infine la protezione epatica, con monitoraggio della funzionalità epatica, poiché la costante produzione endogena di etanolo espone il fegato a stress ossidativo e potenziale evoluzione verso la steatoepatite", conclude Minelli.  

27 giu 2026

Al Bano, il matrimonio con Loredana Lecciso: "Arriverà, ne sono certo"

(Adnkronos) - "Il matrimonio con Loredana? Ora lo so, ne sono certo arriverà". Con queste parole Al Bano, legato da tempo a Loredana Lecciso, conferma la volontà di risposarsi dopo il trentennale matrimonio con Romina Power da cui ha avuto 4 figli. Finora solo indiscrezioni, adesso la conferma arriva a Monica Setta a 'Storie al Bivio di Sera' nella puntata in onda martedì prossimo, 30 giugno, alle 21.30 su Rai 2. 

"E ho capito anche - aggiunge il cantante di Cellino San Marco - perché 'sì' al matrimonio, per tutto l'insieme familiare è giusto che ci sia. Abbiamo sorpassato, io e lei, tante problematiche adesso lei è la donna che ho sempre voluto, la madre di due figli meravigliosi che mi sta accanto da 26 anni. Posso dire che sono serenamente felice". 

Al Bano ha parlato con Monica Setta anche della sua vita e della carriera. "Nei momenti duri non ho mai perso la testa così come nelle gioie non mi sono mai montato la testa - ha detto Albano - La vita è come una giornata, c'è l'alba, ci sono le luci del mezzogiorno ma poi arrivano anche il tramonto e poi la notte". "Ho sempre cantato - ha ricordato ancora - mio padre non era d'accordo, mi ha perdonato solo quando sono andato da lui con la prima bottiglia di vino Don Carmelo. Ma per la mia passione per la musica ho lasciato Cellino e nemmeno ventenne sono andato a Milano. Di giorno lavoravo, la sera mi esibivo. Non avevo soldi, un giorno al supermercato vidi una scatola di latta, pensai fosse carne, costava poco e ne feci una scorta. Poi a casa la scoperta, era ananas lo mangiai per tutta la settimana, non lo avevo mai visto prima".  

E poi l'altra grande notizia data in anteprima a 'Storie al Bivio di Sera'. "Lo scorso anno ho cantato all'economic Forum di San Pietroburgo, dovevamo essere in 2 milioni poi per ragioni di sicurezza c'erano 400mila persone a sentirmi. Ho capito che c'era voglia di musica, di tranquillità, di pace. E la pace arriverà. Quando ci sarà - e i contatti sono già stati presi - canterò nella piazza Rossa a Mosca, un grande concerto per la pace nel mondo". 

27 giu 2026

Sinner verso l'esordio a Wimbledon: "Pronto per ricominciare, non sarà facile"

(Adnkronos) - Jannik Sinner si prepara all'esordio a Wimbledon 2026. Il fuoriclasse azzurro tornerà in campo lunedì 29 giugno per iniziare il percorso di difesa del titolo a Londra, contro il serbo Miomir Kecmanovic: "Devo concentrarmi sull'avversario" ha detto il numero uno del ranking Atp in conferenza stampa. "Sarà una partita difficile, ma servirà per mettere un po' di ritmo". Sinner ha poi parlato di alcuni aspetti della sua vita personale, raramente toccati in passato: "Il mio sogno era di diventare un campione e per farlo ho sacrificato tanto, come famiglia e amici. Adesso non significa che posso rilassarmi, perché ho ancora tanti anni davanti, ma sento di aver bisogno di riprendermi un po’ di ciò che ho lasciato quando ero bambino”. 

Sinner aprirà il torneo da campione in carica, giocando sul Centrale: "Da un anno so che giocherò alle 13.30 di lunedì, è bello tornare qui. Sono già stato sul Centrale giovedì, quando non c'era nessuno e ho visto il campo, tutto bello e pulito. Forse così è ancora più bello, è stata un'emozione. Ora servirà cominciare bene, so quanto è difficile andare lontano in questo torneo".  

Sinner si è soffermato sui cambiamenti della preparazione, dopo i problemi di salute e l'eliminazione a sorpresa al Roland Garros: "Non mi piace parlare di cosa abbiamo cambiato esattamente. Dal punto di vista fisico abbiamo cambiato qualcosa, abbiamo fatto tutto insieme senza pause per provare e sentire tante cose. Vedremo come reagirò in campo". E ancora, a proposito degli allenamenti: "Non si può simulare al 100% ciò che si sente in una partita. Abbiamo fatto cambiamenti, ma non grandi. Sono dettagli. Siamo felici di ciò che stiamo facendo, è un processo lungo e non vedremo i risultati ora. Stiamo facendo il massimo. Mi sento preparato. Sarà difficile, ma siamo pronti".  

27 giu 2026

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