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Tumori, in Europa mortalità maschile in calo del 7,8%: in Italia 15 mesi per le nuove terapie

(Adnkronos) - Ogni anno, in Europa, sono 2,7 milioni i nuovi casi di cancro, pari a 5 ogni minuto. Dall’altro lato, grazie alle campagne di prevenzione e a cure sempre più efficaci, dal 1988 a oggi sono stati evitati circa 7,3 milioni di decessi oncologici nell’Unione europea. Nel 2026 sono stimate circa 1.230.000 morti per tumore, con una diminuzione del 7,8% per gli uomini e del 5,9% per le donne rispetto al periodo 2020-2022. Il carcinoma polmonare nei maschi fa registrare la diminuzione più consistente (-22,5%).  

L’innovazione non si traduce solo in vite salvate, ma anche nella possibilità di reinserire nel tessuto sociale e produttivo le persone che hanno vissuto l’esperienza del cancro. In Europa infatti, i costi indiretti, legati soprattutto alla perdita di produttività determinata dalla malattia, sono diminuiti del 16% in circa 30 anni, da 97 miliardi di euro nel 1995 a 82 miliardi nel 2023. Restano però criticità nell’accesso alle terapie innovative. Nel Vecchio Continente, infatti, in media viene reso disponibile solo il 51% dei nuovi farmaci approvati dall’ente regolatorio europeo (Ema) e servono 655 giorni per accedervi (nel 2025). Il nostro Paese presenta dati migliori, anche se i tempi sono ancora troppo lunghi. L’Italia, infatti, garantisce l’accesso all’89% dei farmaci anticancro approvati da Ema e, in questa classifica, è seconda in Europa dopo la Germania (91%) (Austria 86%; Spagna 73%; Francia 68%). Nel nostro Paese, però, devono trascorrere 470 giorni, cioè circa 15 mesi, per la disponibilità delle nuove cure. L’appello per velocizzare i tempi viene dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), nella conferenza stampa ufficiale della società scientifica al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), che si apre oggi a Madrid.  

"Il calo dell’abitudine al fumo negli uomini è la causa della maggiore diminuzione della mortalità oncologica nella popolazione maschile ed è una tendenza presente anche in Italia – spiega Massimo Di Maio, presidente Aiom -. Le terapie innovative non migliorano solo la sopravvivenza, ma favoriscono anche il ritorno al lavoro e alla vita sociale. La riduzione dei costi indiretti del cancro è un risultato molto importante, determinato da cure sempre più efficaci, che devono essere disponibili per tutti i pazienti, perché si possa parlare di equità nell’innovazione. In un anno si sono allungati di oltre 2 mesi in Europa e di circa un mese in Italia i tempi per disporre dei nuovi farmaci anticancro. Nel 2024 in Europa servivano in media 586 giorni, nel nostro Paese 441. In Italia restano ancora criticità legate alle procedure burocratiche e amministrative perché, dopo l’approvazione della rimborsabilità da parte dell’Agenzia italiana del farmaco, in alcune Regioni è necessario attendere l’inserimento nei Prontuari terapeutici regionali. E ulteriori ritardi possono essere causati dalle gare regionali e dalla necessità di inclusione anche nei Prontuari terapeutici ospedalieri. Aiom da molti anni denuncia i ritardi regionali e locali per i farmaci. Va prevista l’immediata disponibilità dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale". 

 

I tempi per accedere alle nuove cure potrebbero essere ulteriormente dilazionati a causa della clausola della "nazione più favorita" (Mfn, Most favored nation), stabilita dall’amministrazione statunitense, che prevede di ridurre i prezzi dei farmaci americani allineandoli a quelli più bassi di altri Paesi, compresa l’Italia. "Questo provvedimento – continua Di Maio – rischia di dilatare ulteriormente i tempi e di generare pesanti ripercussioni sull’assistenza oncologica nel nostro Paese. Le aziende farmaceutiche, infatti, potrebbero decidere di ritardare il lancio di nuove terapie oncologiche innovative in Europa e in Italia o di non renderle del tutto disponibili, per evitare che un prezzo basso locale condizioni o abbassi i ricavi sul più redditizio mercato statunitense".  

In 10 anni (2014 – 2023) – secondo gli esperti - in Europa, la spesa per i farmaci anticancro è aumentata da 24,9 miliardi di euro a 64,3 miliardi. Questa crescita è stata trainata da una combinazione di effetti legati ai prezzi e all’incremento del numero di casi di tumore. L’Italia sostiene il 14% della spesa europea per i farmaci oncologici e si colloca al terzo posto dopo Germania (19%) e Francia (19%).  

"In Europa, la quota della chemioterapia sulla spesa totale di farmaci oncologici è diminuita dal 22% nel 2014 al 6% nel 2023, superata dalle terapie mirate e dalle immunoterapie – afferma Giuseppe Curigliano, presidente eletto Esmo -. Le sole immunoterapie rappresentano oggi il 29% delle uscite. Questi cambiamenti riflettono il crescente impatto dell’oncologia di precisione, che permette di selezionare la cura adatta per il singolo paziente. Il numero di approvazioni da parte di Ema è aumentato significativamente, passando da una media di un nuovo farmaco all’anno nel periodo 1995-2000 a circa 14 all’anno nel 2021-2024. I Paesi dell’Europa occidentale tendono a rimborsare un maggior numero di terapie e a farlo più rapidamente rispetto all’Europa centrale e orientale. Ad esempio, la Germania ha reso disponibile il 91% dei farmaci oncologici approvati dall’Ema nel periodo 2021-2024 entro poco più di 100 giorni, mentre Romania, Estonia, Malta, Slovacchia e Lettonia si fermano a percentuali pari o inferiori al 20% e il tempo di rimborso si attesta intorno ai 1.000 giorni in Lituania, Romania ed Estonia, determinando forti disuguaglianze, che devono essere superate quanto prima". 

 

“I test sui biomarcatori sono ormai un pilastro della medicina di precisione, perché permettono di identificare la terapia più indicata per ogni singolo paziente – spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom –. Tecnologie come il sequenziamento di nuova generazione consentono di analizzare simultaneamente molte alterazioni molecolari, ma la complessità dei risultati rende sempre più importante il ruolo dei Molecular Tumor Board, fondamentali per tradurre i dati genomici in decisioni cliniche appropriate. L’Italia dispone di un Servizio sanitario nazionale di grande valore, di una ricerca clinica competitiva e di un patrimonio unico di dati real world, anche grazie ai registri di monitoraggio Aifa. Sono risorse che dobbiamo valorizzare per attrarre ricerca, sperimentazioni e investimenti. Sostenere l’oncologia italiana significa non solo garantire oggi cure migliori ai pazienti, ma contribuire a produrre qui l’innovazione e le evidenze che guideranno le cure di domani". 

Si stima che in Europa il 5% della popolazione abbia affrontato una diagnosi di tumore, per un totale di 23,7 milioni di persone.  

"In Italia vivono 4 milioni di cittadini dopo la diagnosi di cancro – conclude Di Maio -. Nel 2025, nel nostro Paese, sono stati stimati circa 390.000 nuovi casi. In numerose neoplasie i tassi di sopravvivenza e guarigione sono in aumento. Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni e almeno un paziente su quattro è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può ritenersi guarito. Per migliorare ulteriormente questi risultati, è fondamentale investire nella ricerca e nei programmi di prevenzione". 

23 ott 2026

Toni Capuozzo rivela: "Ho un tumore, proverò ad affrontarlo"

23 ott 2026

Carburanti, Pichetto: "Massima attenzione, altri interventi se ci sarà disponibilità"

(Adnkronos) - "C'è la massima attenzione. C'è stato un incontro da parte del Ministro dei Trasporti, l'altro ieri, un primo intervento con il decreto di ieri mattina, che tra l'altro attiva delle misure immediate. Certo che tutto deve essere sempre compatibile col bilancio dello Stato. Potranno esserci ancora interventi, ma con la cautela sempre di avere disponibilità. È inutile promettere cose che poi non si riescono a fare". Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, arrivando a Napoli a 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor, in corso nella sede dell’Associazione Costruttori Edili Napoli (Acen), rispondendo a una domanda sull'emergenza carburanti e blocco dei tir.  

"L'iniziativa" del price cap "sui prezzi dei carburanti -ha sottolineato-"è da considerarsi come un'iniziativa volontaria parte delle aziende, ha scadenza a fine anno. È chiaro che l'interlocuzione è praticamente quotidiana, proprio perché la situazione internazionale cambia di giorno in giorno, anzi di ora in ora. Quindi l'unico grande augurio che dobbiamo farci è che finisca quanto prima la questione del Golfo Persico" 

Dopo l'accordo politico con la commissione Europea "interverremo con un nuovo decreto bollette che prenda atto anche di quel che è l'adeguamento della parte tecnica, nel più breve tempo possibile, in tempi brevissimi. Questa è la valutazione. Tutto questo dovrà poi agganciarsi e generare una riduzione del prezzo di tutti". 

Parlando della situazione internazionale del settore energetico e dei riflessi sul nostro Paese, il ministro ha affermato: "La situazione è ancora abbastanza pesante. Se pensiamo che i dati di questa mattina sono ancora quelli del gas a oltre novanta euro, il petrolio ben oltre i cento euro al barile, capiamo che è abbastanza grave a livello internazionale. E naturalmente questa gravità su di noi si ripercuote sotto l'aspetto del prezzo. Noi non abbiamo enormi problemi di quantità perché sotto l'aspetto degli idrocarburi abbiamo mantenuto dieci raffinerie che ci permettono di dire che quantitativamente l'Italia sarebbe autosufficiente. Dico sarebbe perché comunque la valutazione va fatta a livello europeo, non va fatta, sarebbe provincialismo farlo, solo a livello nazionale. Ci sono certamente settori di raffinazione, tipologie di raffinazione che hanno maggiori difficoltà. Purtroppo però la conseguenza dei prezzi internazionale è che venendo meno il venti per cento dell'esportazione del Golfo Persico, mantenendo invariata la domanda, la legge del mercato genera questo aumento di prezzi rilevante. Insieme può esserci anche una parte di speculazione internazionale, non c'è dubbio". 

"Noi diamo attuazione alla legge delega" sul nucleare "in questo momento stiamo definendo i decreti attuativi che daranno le procedure di permitting, il meccanismo di controllo, quindi dell'agenzia di controllo compatibile con le norme internazionali della Iaea e dell'Euratom, naturalmente la valutazione e i criteri di valutazione tecnologica, di trasparenza, per i depositi e gli stoccaggi, sia quelli temporali che definitivi. Quindi questi criteri per i quali io mi sono impegnato a nome del governo di presentare i decreti attuativi entro l'anno, per poter concludere poi il processo e mettere il nostro Paese nella condizione di avere un quadro giuridico, e permettere anche ai futuri di avere un quadro giuridico dal quale agire e partire". 

 

23 ott 2026

Dalla strada al mare, anestesisti-rianimatori: "Nelle emergenze i minuti contano"

(Adnkronos) - Un uomo crolla in un centro commerciale. Un bambino con una malattia complessa viene investito. Un subacqueo sta male dopo un'immersione. Tre casi in cui l'esito dipende da quello che succede, e in che tempi succede, prima dell'arrivo dell'ospedale. Tre casi su cui lavorano gli anestesisti-rianimatori a Icare 2026, 80esimo Congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), all'Allianz MiCo di Milano fino a sabato 24 ottobre.  

Si parte dall'arresto cardiaco, tema che i soci Siaarti hanno indicato come più interessante nella consultazione sul programma del meeting, segno dell'importanza dell'argomento per gli anestesisti-rianimatori. Sull'arresto cardiaco il 28 gennaio 2026 l'Istituto superiore di sanità ha pubblicato le nuove linee guida nazionali dell'Italian Resuscitation Council (Irc), elaborate anche con Siaarti. In Italia si stimano circa 60.000 arresti cardiaci extra-ospedalieri ogni anno, con una media di circa 7 episodi ogni ora. E secondo lo studio 'EuReCa Three' pubblicato nel 2025, la sopravvivenza media calcolata su un campione di 4.047 casi è del 6,6%, a fronte di una media europea del 7,5%. Il percorso congressuale sull'arresto cardiaco parte da un uomo di 58 anni che si accascia in un centro commerciale, mentre chi è vicino inizia la rianimazione e usa il defibrillatore. "Le nuove linee guida pubblicate sul sito dell'Iss con il contributo di Siaarti - spiega Davide Colombo, responsabile dell'Area culturale Medicina critica dell'emergenza della società scientifica - rendono operative le più recenti indicazioni internazionali: in particolare, chiunque presti aiuto, dopo aver effettuato la chiamata di soccorso, oltre alle note compressioni toraciche (il massaggio cardiaco) potrà avvalersi del Dae, il defibrillatore semiautomatico, senza necessità di brevetti, patenti o altri certificati, semplicemente seguendo le istruzioni dell’apparecchio e del tecnico della centrale 118. Anche la ventilazione sarà proposta dal tecnico della centrale operativa e potrà essere eseguita da chiunque abbia seguito un corso con formazione specifica, dove siano disponibili i presidi idonei". La legge 116 del 2021 tutela chi prova a salvare una vita, ricordano gli anestesisti-rianimatori: davanti a un sospetto arresto cardiaco, se non ci sono sanitari o persone formate, anche chi non ha seguito un corso può usare il Dae e iniziare la rianimazione, con la tutela prevista dallo stato di necessità dall'articolo 54 del Codice penale. Le nuove linee guida, basate sull'evidenza scientifica, esplicitano questo concetto e offrono maggiori possibilità di un trattamento precoce a tutti noi, potenziali vittime di arresto cardiaco. 

Lo stesso uomo soccorso in strada arriva poi in terapia intensiva. "Quando il cuore riparte inizia la gestione della sindrome post-arresto cardiaco, una fase molto delicata in cui dobbiamo proteggere gli organi che hanno sofferto per la mancanza di ossigeno. Il trattamento si basa sulla protezione del cervello, sulla stabilizzazione della circolazione, sulla cura della causa dell'arresto e sulla gestione della risposta infiammatoria", illustra Carlo Alberto Volta, responsabile dell'Area culturale Rianimazione e terapia intensiva Siaarti e coordinatore del percorso Icare dedicato all'arresto cardiaco. Per proteggere il cervello servono una buona ossigenazione, un buon flusso di sangue, il controllo della temperatura e una sedazione adeguata. "Una prognosi affidabile - precisa Volta - si può comunicare alla famiglia di solito solo dopo 72 ore dall'evento o dalla sospensione della sedazione, mentre per quantificare eventuali danni cerebrali possono servire anche mesi". 

Icare 2026 proseguirà con il percorso sul trauma nel bambino fragile, analizzando il caso di un bimbo di 3 anni con una malattia complessa coinvolto in un incidente. I protocolli per il trauma sono indispensabili, ma non bastano a valutare un bambino con condizioni preesistenti: spesso serve un approccio individualizzato, sottolineano gli anestesisti-rianimatori. "I protocolli usano soglie e scale standard da interpretare alla luce dei valori abituali, che nei bambini con bisogni speciali possono essere diversi - evidenzia Alessandro Simonini, responsabile dell'Area culturale Cure materno-infantili Siaarti - Una saturazione dell'85% può essere il valore abituale per alcuni bambini, e una scala neurologica non si può interpretare senza conoscere le capacità precedenti. Tracheostomia, derivazione ventricolare o ventilatore domiciliare possono cambiare le priorità", rimarca l'esperto, ma "oggi manca spesso l'informazione giusta nel momento giusto": una scheda di emergenza con diagnosi, farmaci, dispositivi e bisogni del bambino, come propongono le società statunitensi di pediatria e di medicina d'urgenza. "I genitori sono esperti del proprio bambino: conoscono il suo funzionamento abituale, i dispositivi, le terapie e i primi segnali di peggioramento. Allontanarli può far perdere informazioni decisive", avverte Simonini. Per questo le linee guida europee del 2025 raccomandano, quando la sicurezza lo consente, la loro presenza durante il soccorso, con un operatore dedicato a sostenerli e informarli. 

Il terzo caso affrontato dai percorsi congressuali Siaarti sull'emergenza è quello del subacqueo che sta male dopo un'immersione. Anche qui contano i primi minuti, puntualizzano gli specialisti: bisogna riconoscere i segnali e arrivare presto nell'ospedale giusto, perché la cura richiede una struttura che pochi centri hanno. La malattia da decompressione può manifestarsi dopo un'immersione, soprattutto in caso di risalita troppo rapida, immersioni profonde o ripetute e mancato rispetto delle soste di decompressione: i gas disciolti nel sangue formano bolle che danneggiano circolo e tessuti. La cura è la camera iperbarica, dove si respira ossigeno a una pressione più alta di quella atmosferica. "I sintomi - descrive Luca Martani, responsabile dell'Area culturale Medicina iperbarica Siaarti - possono comparire sia durante la risalita sia nelle ore successive: si va da semplici dolori articolari e muscolari o marezzature della pelle fino a sintomi molto più gravi come formicolii, disturbi della sensibilità, paralisi, difficoltà a respirare e alterazioni della coscienza. In questi casi va allertato subito il 118, che provvede al ricovero in emergenza in un ospedale dotato di camera iperbarica. Intanto va somministrato ossigeno al 100% e va garantita una corretta idratazione, come confermato dall'ultima conferenza di consenso europea, a Ginevra a settembre 2026". In Italia - riporta la società scientifica degli anestesisti-rianimatori, ci sono poco più di 50 centri di ossigenoterapia iperbarica tra pubblici e privati, e la metà svolge attività di emergenza-urgenza 24 ore su 24, secondo la Società italiana di medicina subacquea e iperbarica (Simsi). 

23 ott 2026

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23 ott 2026

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23 ott 2026

Al Consiglio Regionale del Lazio incontro con 25 giovani dirigenti Pubblica Amministrazione olandese

(Adnkronos) - Il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato oggi una delegazione olandese composta da 25 giovani dirigenti e funzionari della Pubblica Amministrazione dei Paesi Bassi, provenienti da alcune delle più importanti istituzioni del Paese, tra cui la Corte dei conti, la Camera dei Rappresentanti, il Senato, il Consiglio di Stato e l’Ufficio del Difensore civico nazionale olandese. La delegazione è guidata da Sven Alkemade, Presidente del Consiglio direttivo di YoHoCo, associazione che riunisce giovani professionisti delle principali istituzioni pubbliche olandesi e promuove occasioni di incontro, crescita professionale e scambio di esperienze. La visita istituzionale è stata richiesta al Difensore civico della Regione Lazio, Marino Fardelli, in considerazione dell’esperienza maturata nel corso del suo mandato e delle iniziative realizzate per promuovere la cittadinanza attiva, il diritto di accesso, la trasparenza amministrativa e la tutela dei diritti dei cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. La richiesta rappresenta un’importante occasione di riconoscimento e condivisione delle esperienze sviluppate in ambito regionale, con particolare attenzione al ruolo degli organismi di garanzia nel rendere le istituzioni più accessibili, trasparenti e vicine alle persone. Alle 10.30, c'è stata l’accoglienza della delegazione presso la sede del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana, seguita da una visita istituzionale dedicata alla conoscenza dell’Assemblea legislativa e delle sue funzioni. Dalle 11, presso la Sala Bartoloni, è in corso l’incontro istituzionale con un momento di confronto sui principali temi di interesse comune. Al centro del dialogo vi saranno la cittadinanza attiva, il diritto di accesso e la tutela dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione, oltre alle nuove sfide legate alla digitalizzazione dei servizi pubblici, all’intelligenza artificiale e alla protezione dei diritti fondamentali. 

"Accolgo con grande piacere la richiesta di incontro avanzata dalla delegazione olandese, composta da giovani dirigenti e funzionari provenienti da istituzioni di primo piano del loro Paese. È un’opportunità significativa per condividere il percorso realizzato in questi anni dalla Difesa civica del Lazio, attraverso iniziative dedicate alla cittadinanza attiva, al diritto di accesso, alla trasparenza e alla tutela concreta delle persone nei rapporti con la Pubblica Amministrazione", ha affermato Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane aggiungendo che "credo profondamente nel valore dello scambio internazionale: confrontarsi con giovani professionisti che operano in sistemi istituzionali differenti consente di condividere buone pratiche e di rafforzare una cultura amministrativa fondata sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla centralità del cittadino. Anche l’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica devono essere strumenti al servizio delle persone, senza mai sostituire la responsabilità umana e la garanzia dei diritti". 

A Fardelli fa eco Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Presidente della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome italiane che ha detto "siamo lieti di accogliere presso il Consiglio regionale del Lazio una delegazione internazionale di giovani dirigenti e funzionari pubblici provenienti da alcune delle più importanti istituzioni dei Paesi Bassi. Il fatto che abbiano espresso il desiderio di approfondire l’esperienza del nostro Difensore civico testimonia l’importanza del confronto tra istituzioni e del lavoro svolto per promuovere trasparenza, accessibilità e tutela dei diritti. Le occasioni di dialogo internazionale sono fondamentali per condividere esperienze, valorizzare le buone pratiche e avvicinare le nuove generazioni alla vita istituzionale. Il nostro obiettivo è contribuire a una Pubblica Amministrazione moderna, innovativa e inclusiva, capace di rispondere con efficacia alle esigenze dei cittadini e di affrontare le trasformazioni tecnologiche mantenendo saldi i principi democratici". L’incontro si inserisce nel più ampio percorso di cooperazione e dialogo tra istituzioni europee e conferma il valore della condivisione delle esperienze amministrative per costruire servizi pubblici sempre più trasparenti, accessibili e orientati alla tutela dei diritti. 

23 ott 2026

Garlasco, Salvo Sottile comunica in tv all'avvocato di Stasi che è stato querelato dall'ex generale Garofano: "Non mi illuda"

(Adnkronos) - L'ex generale dei Ris Luciano Garofano avrebbe querelato Antonio De Rensis, l'avvocato di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco. Lo ha comunicato al legale Salvo Sottile nel corso della puntata di Ore14Sera andata in onda ieri sera su Rai 2.  

"Mi dispiace che sia stato querelato", ha detto De Rensis al giornalista, che ha replicato: "Credo sia stato querelato anche lei, avvocato, dal generale Garofano". L'avvocato allora ha ribattuto: "Perché mi vuole illudere? Perché mi vuole dare una notizia che mi riempirebbe il cuore di gioia e poi magari non è vera?", provocando sorrisi in studio, tra cui quello di Angela Taccia, che fa parte del team legale di Andrea Sempio.  

 

"No, io le assicuro che è stato querelato insieme a me e ad altre 12 persone, la querela è stata depositata il 19 di questo mese presso la procura di Parma. Le do anche dei riferimenti", ha aggiunto Sottile.  

"Io le dico che non ci credo, ma farò fatica a dormire dalla gioia perché il mio sogno di poter incontrare Garofano in un'aula di tribunale si potrebbe avverare. Bisognerà vedere chi chiama chi. E' un messaggio molto diretto", ha concluso l'avvocato, che nei giorni scorsi, commentando l'intervista dell'ex generale in tv a Bruno Vespa, aveva detto: "Abbiamo la certezza che qualcuno mente, è indubitabile che in quest'ultima parte di questa vicenda tristissima c'è qualcuno che è un bugiardo".  

Garofano è finito sotto la lente di ingrandimento della Procura di Pavia per le analisi condotte nel 2007 dubito dopo l'omicidio di Chiara Poggi, per il quale proprio Stasi è stato condannato in via definitiva, ma che ora potrebbe arrivare a una nuova svolta dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio. 

23 ott 2026

Paggi (Ucbm), "Scuola dottorato Campus biomedico promuove internazionalizzazione e inter-settorialità"

23 ott 2026

Filippi (Ucbm), "Scuola dottorato Campus Biomedico rappresenta occasione per internazionalizzazione vera"

(Adnkronos) - "In questa circostanza così importante per l'università Campus Biomedico di Roma assistiamo alla presentazione della nuova scuola di dottorato di ricerca. Si tratta di un'iniziativa che abbiamo voluto ambientare qui al Centro Congressi La Nuvola proprio per dare un ampio respiro a quella che sarà una contestualizzazione internazionale per i nostri studenti, per le loro relazioni scientifiche e umane, e anche per tutti i nostri docenti". Così Simonetta Filippi, prorettrice all’Internazionalizzazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, nel corso dell’evento 'Shaping What’s Next, Dare forma al futuro' al Centro Congresso La Nuvola a Roma. 

"La scuola di dottorato rappresenta l'occasione per un'internazionalizzazione vera - ha aggiunto - I nostri giovani potranno recarsi nelle istituzioni con cui abbiamo accordi internazionali, più di 100 in questo momento, e potremo ricevere ricercatori e studenti delle altre istituzioni proprio per instaurare un duraturo e forte legame di ricerca. I veri successi nell'ambito della ricerca, della tecnologia, sono dovuti a delle forti relazioni umane. Noi abbiamo questa centralità della persona che si esprime con la nostra dichiarazione, 'La Scienza per l’Uomo', che non vuole essere solo una dichiarazione, ma si tratta di una realtà che vogliamo perseguire giorno per giorno e che non è mai terminata".  

“In fondo - ha aggiunto Filippi - la centralità della persona sembrerebbe avulsa da quello che è l'obiettivo di eccellenza, di scoperte scientifico-tecnologiche, e invece si tratta in questo momento storico di una discussione in atto a livello internazionale, in cui ci sono molte opinioni, e che converge verso una formazione e una scienza davvero orientata all'uomo, in cui ad esempio l'intelligenza artificiale non è solamente quella leva per scardinare tutte le porte, ma è probabilmente un cavallo di Troia dentro il quale si possono trovare, anzi, si devono trovare persone, ricercatori, studenti con la loro formazione umana e professionale, scientifica e tecnologica".  

23 ott 2026

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