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Campo largo, Appendino contro Renzi: "Ci fa perdere voti"

(Adnkronos) - "Tutti i più recenti sondaggi dicono che allontana voti e che è un fattore sottrattivo: la vera domanda da porsi non è quanti voti porta ma quanti ce ne fa perdere". Chiara Appendino, deputata del M5S, si esprime così sull'effetto di Matteo Renzi e di Italia viva nel campo largo. "Io favorevole a un contratto 'alla tedesca'? Un contratto con Renzi c'era già, il governo Conte II, e lui l'ha fatto cadere nel gennaio 2021 in piena pandemia. Io penso che il tema non siano i contratti o il perimetro del programma. Io penso si debba avere l’onestà intellettuale per dire che qui le questioni sono sostanzialmente due. L'affidabilità, perché Renzi ha dimostrato più volte di essere inaffidabile", dice Appenino intervistata dal Foglio alla Festa dell'ottimismo. L'esponente M5S solleva poi "la questione prettamente elettorale: tutti i recenti sondaggi dicono che non è che non lo amo solo io o non lo ama solo il M5S, a non amarlo è il popolo progressista".  

"D'altronde, per andare sui temi: gli operai che incontro ai cancelli delle fabbriche in crisi non si scordano del jobs act, come molti studenti non scordano la buona scuola, come le persone in difficoltà non dimenticano di quando si scagliava contro il reddito di cittadinanza. Tutti i più recenti sondaggi dicono che allontana voti e che è un fattore sottrattivo: la vera domanda da porsi non è quanti voti porta ma quanti ce ne fa perdere. E allora le dico che a volte mettere un veto è un atto di coraggio necessario per costruire un'alternativa forte e credibile", aggiunge ancora. 

Renzi, nello stesso evento e poi sui social, risponde: "Non candideremo persone come Chiara Appendino che sono state condannate con sentenza passata in giudicato. Una cosa è il garantismo, altro è farsi fare la morale da persone pregiudicate con condanne passate in giudicato".  

"Leggo con stupore che, ancora una volta, Matteo Renzi sceglie di replicarmi tirando in ballo la mia vicenda giudiziaria anziché rispondere sul piano politico. Dispiace constatare la volontà di buttarla in rissa, mentre la nostra priorità assoluta deve restare quella di costruire un’alternativa solida e credibile al governo Meloni. Purtroppo, Renzi preferisce inquinare il dibattito cadendo in basso", la controreplica di Appendino in una nota. 

"Nel gennaio 2021, il giorno dopo la sentenza di primo grado per i fatti di Piazza San Carlo, era lo stesso Renzi ad unirsi a centinaia di sindaci di ogni colore politico esprimendomi vicinanza e auspicando la mia assoluzione. Scriveva che lui non è come chi "usa i processi per regolare i conti della politica - ha aggiunto - Da allora quella sentenza non è cambiata di una virgola. Ciò che è cambiata è soltanto la sua convenienza politica: allora gli serviva fare il garantista, oggi gli conviene vestire i panni del giustizialista. Ma le chiacchiere stanno a zero: Renzi rappresenta un fattore sottrattivo per il campo progressista. È un dato di fatto politico che nessun attacco personale a me potrà mai cancellare", conclude l'ex sindaca di Torino. 

10 ott 2026

Dignità della morte e niente spettacolo macabro, perché ultima esecuzione pubblica negli Usa risale al 1936

(Adnkronos) - L'annuncio del Dipartimento della Difesa di voler trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di Nidal Malik Hasan, autore della sparatoria di Fort Hood, ribalta decenni di prassi consolidata in materia di pena di morte negli Stati Uniti. Dove, un secolo fa, si decise di preservare la dignità della morte e di interrompere quello che era diventato una sorta di spettacolo macabro. Se eseguita, quindi, sarebbe la prima volta che le autorità statunitensi trasmettono in diretta video un'esecuzione. Sarebbe anche la prima esecuzione pubblica negli Stati Uniti dal 1936, la prima esecuzione militare dal 1961 e la prima morte per fucilazione in ambito militare dalla Seconda guerra mondiale, secondo quanto ha notato il Death Penalty Information Center. 

L'ultima esecuzione pubblica di alto profilo negli Stati Uniti risale al 1936, con l'impiccagione di Rainey Bethea nel Kentucky, anche se ce n'è stata una successiva nel 1937 nel Missouri, come nota il Washington Post. Bethea, che era nero, fu impiccato pubblicamente per stupro dopo aver confessato lo violenza sessuale e l'omicidio di una donna bianca di 70 anni, Lischia Edwards. Il Death Penalty Information Center (Dpic), un'organizzazione senza scopo di lucro che monitora la pena capitale, sottolinea che Bethea non era mai stato incriminato per omicidio. L'impiccagione è stata eseguita in un parcheggio a Owensboro, nel Kentucky, per evitare di danneggiare il prato del tribunale a causa della folla prevista, ha dichiarato il Death Penalty Information Center, spiegando che 20mila persone hanno assistito alla sua esecuzione. L'anno successivo fu impiccato in pubblico Roscoe "Red" Jackson in Missouri e circa 500 abitanti del luogo assistettero all'esecuzione. Da allora negli Stati Uniti non si registrazione esecuzioni pubbliche. 

La decisione di terminare le esecuzioni pubbliche negli Stati Uniti è stata proprio presa dopo l'impiccagione di Bethea e lo ''spettacolo'' che suscitò, con una atmosfera che le cronache del tempo descrissero come ''carnevalesca'', nota il Dpic. Citato dal Washington Post, Michael L. Radelet, professore emerito all'Università del Colorado Boulder ed esperto di esecuzioni, ha parlato delle crescenti preoccupazioni per il diffondersi delle esecuzioni come eventi popolari e con un numero sempre maggiore di persone che assistevano a impiccagioni. Non sono però mancati casi di alto profilo nei quali le esecuzioni sono state rese visibili a un gran numero di persone. Nel 2001, ad esempio, l'esecuzione tramite iniezione letale di Timothy McVeigh, l'attentatore di Oklahoma City, è stata trasmessa in diretta a un gruppo selezionato di persone tramite telecamere a circuito chiuso. Circa duemila persone tra sopravvissuti e parenti avevano il diritto di assistere all'esecuzione, ma la maggior parte scelse di non farlo. Secondo quanto riportato all'epoca dal Washington Post , circa 230 persone scelsero invece di guardarla. Molti di loro parlarono di un'esperienza memorabile, ma insoddisfacente, alcuni espressero risentimento per come la sua morte fosse apparsa indolore. 

Ma quali sono i Paesi dove a oggi avvengono esecuzioni in pubblico? Amnesty International spiega che esistono poche informazioni sul numero di esecuzioni capitali effettuate nel mondo e alcuni paesi trattano questi dati come segreto di stato. Secondo l'ultimo rapporto di Amnesty sulla pena di morte, nel 2025 sono state eseguite almeno 17 condanne a morte pubbliche, di cui sei in Afghanistan e undici in Iran. I media statali iraniani hanno inoltre riportato due esecuzioni pubbliche avvenute nella Repubblica islamica nel 2026 di due uomini accusati di aver ucciso quattro agenti di polizia durante le proteste antigovernative. Le esecuzioni pubbliche in Iran sono generalmente riservate ai prigionieri politici e vengono eseguite in una piazza pubblica, con gru montate su un camion che funge da patibolo. Le Nazioni Unite hanno documentato esecuzioni pubbliche in Somalia, mentre Human Rights Watch e i parlamentari britannici hanno condannato esecuzioni pubbliche in Arabia Saudita. Amnesty International ha ricevuto segnalazioni di esecuzioni pubbliche in Corea del Nord, come riportato in un documento del 2009. 

Numerose le controversie che riguardano le esecuzioni pubbliche. Jon Yorke, professore di diritti umani presso la Birmingham City University in Gran Bretagna, si è chiesto quali misure di sicurezza sarebbero state adottate per garantire che il contenuto non fosse visibile ai bambini. "La mia reazione immediata è stata che questo ci ha riportati al Medioevo", ha affermato in un'intervista, definendo "controproducente" per gli americani assistere a un evento del genere. Yorke ha affermato che la decisione di porre fine alle esecuzioni pubbliche è stata anche legata al concetto di preservare la dignità nella morte, e che una diretta streaming minerebbe questo principio. "Lo Stato non dovrebbe essere percepito come se agisse con la stessa violenza e lo stesso trauma inflitti al criminale", ha dichiarato. 

Saul Lehrfreund, co-direttore esecutivo del Death Penalty Project, un'organizzazione non governativa con sede nel Regno Unito, ha affermato che filmare il momento della morte di una persona è generalmente considerato inaccettabile, perché "ha a che fare con la sacralità dell'essere umano e con ciò che essa rappresenta". La documentazione e la divulgazione delle esecuzioni sono da tempo oggetto di controversie. Le esecuzioni pubbliche venivano eseguite in tutto il Regno Unito e in Europa durante il Medioevo, ma furono vietate in Inghilterra verso la metà del XIX secolo temendo che le folle diventassero difficili da controllare e perché la gente le considerava una forma di intrattenimento. 

10 ott 2026

Accordo Trump-Putin per gasolio russo agli Usa, intesa vera o solo annuncio? L'analisi

(Adnkronos) - E' un vero accordo o solo un annuncio? L'intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin prevede la fornitura di gasolio russo agli Stati Uniti. Washington cancella le sanzioni energetiche contro Mosca, Trump si aspetta il crollo dei prezzi del diesel a 20 giorni dalle elezioni di midterm. 

Il Cremlino in teoria potrà ottenere risorse da utilizzare nella guerra contro l'Ucraina. L'annuncio dell'intesa ha un effetto dirompente e provoca in particolare la reazione di Kiev: gli Usa, dice senza mezzi termini il presidente Volodymyr Zelensky, fanno un regalo a Putin e allontanano la pace. L'Ucraina continuerà a colpire le raffinerie russe, come fa da mesi, senza fermarsi davanti alle sollecitazioni di Trump. I colpi inferti al sistema petrolifero di Mosca hanno lasciato il segno e proprio questo elemento va considerato nella valutazione dell'accordo. 

 

Gli analisti hanno acceso i riflettori sull'accordo e hanno evidenziato la fragilità dello schema: abbondano i dubbi sulla reale capacità della Russia di mantenere le promesse messe nero su bianco da Trump in un post su Truth. Il 'deal', abbinato alla cancellazione delle sanzioni fino all'inizio di aprile 2027, prevede la fornitura immediata di 300 mila tonnellate di gasolio al mercato americano e globale, altre 500 mila tonnellate nel mese di novembre e un milione di tonnellate subito dopo. In base alle condizioni delle raffinerie russe, Mosca poi consegnerà altri 3 milioni di tonnellate "entro un breve periodo di tempo". E proprio lo stato delle raffinerie russe è uno dei punti che dovrà essere chiarito. Prima delle offensive ucraine, osserva il 'Wall Street Journal', Mosca produceva tra 85 e 90 milioni di tonnellate di diesel all'anno, con un consumo interno inferiore ai due terzi. Da allora, sei raffinerie che rappresentano circa metà della capacità produttiva di diesel della Russia sono state colpite dagli attacchi ucraini. 

 

La Russia all'inizio del mese di luglio ha vietato le esportazioni di gasolio, dopo che gli attacchi dei droni ucraini hanno provocato diffuse carenze di carburante nel Paese. Lo stop ha sottratto al mercato mondiale circa 800.000 barili al giorno, in un momento in cui le forniture erano già limitate a causa della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il divieto è stato prorogato ad agosto, aggravando ulteriormente le pressioni sui prezzi dell’energia. La Russia, spiega al 'New York Times', Edward Fishman, ricercatore senior presso il Council on Foreign Relations, "ha imposto il divieto di esportazione perché gli attacchi ucraini avevano ridotto la capacità produttiva delle sue raffinerie, rendendo necessario razionare il carburante per il consumo interno". L'accordo con Trump "sembra una classica mossa di Putin: promesse vuote, volte ad alimentare ulteriori divisioni all’interno dell’alleanza transatlantica". 

 

Non è chiaro, quindi, se Putin disponga effettivamente della quantità di gasolio che Trump ha dichiarato di voler acquistare. "La nostra ambasciata segnala carenze di carburante persino a Mosca, che è sempre privilegiata negli approvvigionamenti. Inoltre, fonti autorevoli riferiscono che l'Ucraina ha già danneggiato circa il 50% delle capacità di raffinazione russe. Quindi da dove verranno i surplus per l'esportazione?", si chiede in un post su 'X' il ministro degli Esteri della Polonia, Radosław Sikorski. 

Alla fine, però, l'obiettivo primario del Cremlino potrebbe essere sostanzialmente di facciata: Mosca è riuscita a far credere a Trump di aver conquistato un vantaggio in vista delle elezioni di midterm per creare potenzialmente un effetto sui mercati.  

 

E qui si arriva al lato americano della medaglia. Trump è convinto che l'intesa avrà un effetto tangibile sui prezzi. Ma è proprio così? Anche se la Russia dovesse esportare le quantità di gasolio rese note, si tratterebbe comunque di volumi ridotti rispetto alla domanda mondiale di prodotto utilizzato per camion, navi, autobus, macchinari agricoli e generatori di energia elettrica. Nel mondo, come evidenzia anche il New York Times, vengono consumati ogni giorno circa 30 milioni di barili di gasolio e combustibili affini. "Si tratta di un aumento relativamente contenuto. Potrebbe avere qualche effetto sui prezzi, ma siamo ben lontani dal ripristinare i volumi mancanti", spiega al quotidiano Usa Kevin Book, managing director of ClearView Energy Partners. 

Forse, spiega Dan Pickering, fondatore e direttore degli investimenti di Pickering Energy Partners alla Cnn, "parliamo di un aumento dell’offerta del 5-6% da qui alla fine dell’anno. In definitiva, si tratta di un aiuto, ma non di un fattore capace di cambiare sostanzialmente gli equilibri del mercato mondiale del gasolio". Smascherato anche l'espediente formale utilizzato da Trump: "Il numero espresso in tonnellate appare più grande a un osservatore comune. È più una questione politica che una svolta decisiva". 

 

10 ott 2026

Centrosinistra, Renzi: "Voto Schlein alle primarie ma senza Italia viva non vince le elezioni"

(Adnkronos) - Matteo Renzi voterebbe Elly Schlein e non Giuseppe Conte alle primarie del centrosinistra. Il leader di Italia viva avverte la coalizione: senza i centristi, alle elezioni non si vince. "Il campo largo è composto da Pd, Avs e M5S. Basta. Noi non ci siamo, non ne facciamo parte. Il campo largo perde perché Pd, Avs e M5S tutti insieme non arrivano al 40%: se vogliono vincere, hanno bisogno di fare una cosa più larga del campo largo: si chiama centrosinistra. Hanno bisogno anche di una forza riformista, centrista, garantista. Tutte cose che Italia viva-Casa Riformista possono portare. Se stiamo in maggioranza si vince, se non ci stiamo no", dice Renzi parlando con i giornalisti a margine della Festa dell'Ottimismo del quotidiano 'Il Foglio'. 

"La mia impressione è che le primarie si faranno e saranno gli elettori a decidere chi deve essere il capo del centrosinistra - aggiunge Renzi - Chi sarà il prossimo presidente del Consiglio? Se il centrosinistra non litiga troppo, chi vincerà le primarie. Chi voto alle primarie? Si vota chi è meno lontano. Quindi tra Schlein e Conte è evidente che voto con due mani Schlein. Di fronte a questo governo, dove la Meloni ha perso l'occasione storica di guidare il cambiamento in Europa, credo sia un mio dovere civile costruire le condizioni di un centrosinistra in grado di vincere. Se lo vogliono fare noi ci saremo, se il centrosinistra vuole perdere lo farà 'not in my name'". 

Per Chiara Appendino, esponente del M5S, "Renzi toglie più voti di quanti ne porti. E allora le dico che a volte mettere un veto è un atto di coraggio necessario per costruire un'alternativa forte e credibile". La risposta dell'ex presidente del Consiglio è perentoria: "Non candideremo persone come Chiara Appendino che sono state condannate con sentenza passata in giudicato. Una cosa è il garantismo, altro è farsi fare la morale da persone pregiudicate con condanne passate in giudicato. "Farsi fare la morale dai pregiudicati? Anche no, grazie! Io voglio che il centrosinistra vinca. Ma per vincere servono i voti dei cittadini, non i veti dei condannati". 

10 ott 2026

Ballando, scoppia la passione tra La Rocca e Muti. Poi il confronto con d'Urso: "Di cosa dovrei essere gelosa?"

(Adnkronos) - Barbara d'Urso senza freni a Ballando con le stelle. Dopo una settimana di polemiche sulla presunta gelosia di Barbara d’Urso nei confronti di Pasquale La Rocca, nella puntata di stasera è arrivato il momento del confronto in diretta. A rincarare la dose, l'esibizione del maestro di ballo con Ornella Muti, culminata in un bacio appassionato e accolta da una standing ovation. 

A commentare per prima la performance è stata Simona Ventura, che non ha nascosto l'entusiasmo: "Sembrava una scena di un film. Mi sono venuti i brividi. C’è un’intesa tra voi. Pasquale, io non ti ho mai visto così. Anche il bacio: non l’avevi mai dato a nessuno. Scusa, Barbara, eh… Altro che gelosia. Qui c’è tutta la passione di questo mondo". Queste le parole della conduttrice che ha chiamato in causa direttamente la giurata, dopo averle detto di essere "gelosetta" di La Rocca, suo maestro di ballo nella scorsa edizione. 

Barbara d’Urso ha poi chiarito la sua posizione, commentando innanzitutto l'attenzione mediatica che si è creata attorno al suo commento nella puntata precedente. "Ho passato una settimana divertentissima. Ho assistito a sette giorni di soap opera di cui ero coprotagonista senza aver fatto nulla, solo per aver detto che non mi era arrivata la passione. Ho sentito parlare di triangoli, sudore, corpi... di tutto. Anche Pasquale. Adesso sono qua: mi spiegate di cosa sarei gelosa? Sono stata protagonista di un film nel quale non c’entravo niente. Vogliamo continuare così tutta la settimana e rivederci la prossima senza dire niente?", ha detto, con tono deciso e pungendo la coppia di ballo. 

A quel punto è intervenuto La Rocca, rivolgendosi direttamente alla giurata: "Mi fa molto piacere che tu mi guardi stasera, dato che la scorsa settimana mi è mancato questo sguardo. Mi piace molto che tu sia qui, lo sai". 

Un incipit che non ha convinto d’Urso, che ha riportato la conversazione sulla questione: "Rispondi alla domanda, piuttosto che parlare di cose inutili. Di cosa dovrei essere gelosa, dato che tutti ne parlano? Ci vuole ben altro per smuovermi, non sicuramente quattro gocce di sudore". Il ballerino ha poi spostato il discorso sul loro legame, e sul rapporto nato nel corso della precedente edizione del programma: "Sai cosa mi ha sorpreso? Continui a non cogliere l’essenza della parola gelosia. Tu stai andando in altre direzioni, è quello il punto. Il nostro percorso è stato molto speciale. Se la gelosia non c’è, mi fa dubitare che quello che abbiamo vissuto l’anno scorso fosse davvero speciale". 

Parole accolte con un sorriso da Barbara d'Urso: "Era specialissimo. E mi dispiace che tu Ornella non abbia potuto incontrare il Pasquale che ho incontrato io. Litigavamo, facevamo pace. Ora lo vedo veramente morbidone. Stai facendo uscire delle parti di Pasquale che ancora non si conoscono". La Rocca ha poi spostato l’attenzione sulla sua partner di ballo, Ornella Muti, sottolineando come il lavoro di un maestro di ballo deve adattarsi: "Ognuno di voi ha qualità diverse. L’insegnante deve adattarsi a chi ha davanti. È il suo momento, è la sua gara. Non voglio togliere tempo a questa meravigliosa donna".  

D’Urso ha poi voluto riconoscere la passione mostrata dalla coppia in pista: "Io capisco che questo è il momento clou della serata, perché è così. Io avevo solamente detto che non mi era arrivata la passione. Oggi mi è arrivata una passione pazzesca. Posso permettermi di dire che nel ballo c’era qualcosa che non mi piaceva o sono gelosa?". A intervenire è stata anche Rossella Erra, che ha incalzato il maestro di ballo chiedendogli se il bacio fosse stato un gesto di ribellione nei confronti di d'Urso. La Rocca ha sorriso, ma poi nega: "È sentito, è interpretato, è nella storia. Era una bellissima armonia, una bellezza che continua a ispirarmi ogni settimana". Il confronto si è concluso con voti alti da parte della giuria: sono arrivati gli 8 e i 9, mentre Barbara d’Urso ha alzato la paletta del 6.  

 

10 ott 2026

Eugenio Finardi si commuove a Ballando, l'abbraccio con Mariotto: "Per me ha vinto"

10 ott 2026

Ballando, Carolyn svela il mistero della paletta sparita di d'Urso: "Mea culpa"

10 ott 2026

Hojlund sbaglia il rigore, arbitro fa ripetere e De Bruyne segna: caos in Napoli-Frosinone

(Adnkronos) - Caos in Napoli-Frosinone. Oggi, sabato 10 ottobre, gli azzurri hanno ospitato i ciociari nella sesta giornata di Serie A, in una partita segnata da un episodio arbitrale che ha provocato le veementi proteste degli ospiti. Nel corso del primo tempo infatti l'arbitro Feliciani assegna un calcio di rigore al Napoli per un leggero contatto su Hojlund ed è proprio il danese a sbagliare dal dischetto, con il direttore di gara che fa però ripetere il tiro che porta al vantaggio firmato da De Bruyne. Un vero e proprio caos che ha generato le forti proteste di Alvini. 

Succede tutto al 30'. Hojlund entra in area con una grande progressione e viene leggermente toccato dall'incrocio di traiettorie con Cittadini, il danese finisce a terra e alza subito le braccia chiedendo un rigore. L'arbitro indica il dischetto e i giocatori del Frosinone protestano, con le immagini che effettivamente mostrano un contatto molto leggero, ma esistente, sul tallone di Hojlund. 

Sul dischetto si presenta lo stesso centravanti danese, che incrocia il sinistro ma si fa parare il tiro da Palmisani. Il Frosinone esulta, ma troppo presto. L'azione riparte e l'arbitro ferma il gioco richiamato dal Var, facendo segno che il rigore deve ripetersi. Il motivo? Al momento del tiro di Hojlund Palmisani non aveva nemmeno un piede sulla linea di porta, regola ormai ben nota e che ha portato quindi alla ripetizione del penalty tra le proteste ciociare. Sul dischetto stavolta si presenta De Bruyne che non sbaglia. 

 

10 ott 2026

SuperEnalotto, estrazione di oggi 10 ottobre 2026: numeri vincenti

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso SuperEnalotto-SuperStar numero 163 di oggi, sabato 10 ottobre. Quattro punti '5' si sono aggiudicati una quota unitaria di 47.880,35 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è pari a 39,5 milioni di euro. 

 

La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. 

La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. 

 

Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: 

- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; 

- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; 

- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; 

- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; 

- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. 

 

E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. 

 

La combinazione vincente è: 26, 41, 53, 61, 69, 79 numero Jolly 39 e numero SuperStar 41. 

10 ott 2026

Mosca, droni ucraini contro aeroporti impediscono l'atterraggio di Putin

(Adnkronos) - Un attacco con droni ucraini ha bloccato gli aeroporti di Mosca per diverse ore ieri, proprio mentre diversi aerei del governo russo, stavano riportando nella capitale russa il presidente Vladimir Putin e i suoi collaboratori dal vertice in Turkmenistan. E' quanto riferisce il 'New York Times'. I dati di FlightRadar24 hanno mostrato che gli aerei del governo russo hanno girato in tondo sopra Mosca, mentre alcuni sono stati dirottati verso San Pietroburgo. Non è chiaro quale velivolo stesse trasportando Putin, arrivato giovedì sera a Turkmenbashi, città portuale sul Mar Caspio, per un vertice tra gli Stati dell'ex Unione Sovietica. 

 

Il leader russo dispone di diversi aerei Il-96-300Pu che, al pari dell'Air Force One, gli consentono di gestire un centro di comando e controllo in volo anche durante un conflitto nucleare. Noto come il 'Cremlino Volante', l'aereo presidenziale viaggia affiancato da velivoli identici che fungono da esche per garantire la sicurezza del presidente russo. Secondo i dati di FlightRadar24, tre di questi aerei sono decollati da Turkmenbashi venerdì pomeriggio, quando l'agenzia di stampa statale russa Tass ha riferito che il leader russo aveva lasciato la città e si era imbarcato per il viaggio di ritorno. I primi due aerei hanno compiuto insolite manovre a cerchio una volta entrati nello spazio aereo di Mosca, a causa dei droni ucraini che avevano costretto alla chiusura i quattro aeroporti della capitale. Il terzo aereo, decollato dopo gli altri due, si è dirottato verso San Pietroburgo ed è poi volato a Mosca. 

Un filmato, scrive il quotidiano Usa, ha mostrato Putin mentre sbarcava in Turkmenistan per il vertice giovedì da un aereo presidenziale con il numero di coda 96025 riportato sotto l'ala. Questo è l'aereo che, secondo i dati di FlightRadar24, è stato dirottato verso San Pietroburgo. 

10 ott 2026

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