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18 set 2026

Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: "Non si può lavorare con il governo"

(Adnkronos) - La lettera di Elly Schlein alla premier Giorgia Meloni sul clima e sul tema dell'energia, pubblicata su Repubblica, cade come un sasso nello stagno. E non trova sponde all'interno del campo largo. Di più, c'è chi parla apertis verbis di un errore. Insomma, stupore per l'iniziativa, della quale gli alleati erano all'oscuro, che si trasforma in malumore, facendo aprire una nuova crepa all'interno dello schieramento progressista. Giuseppe Conte attende la sera per recapitare il suo messaggio nella bottiglia alla leader dem: "Non ci sono le condizioni per lavorare con il governo". Mentre Angelo Bonelli, all'Adnkronos, giudica un "errore" tendere la mano alla presidente del Consiglio. Che peraltro coglie la palla al balzo, sostenendo che la lettera di Schlein "è un implicito riconoscimento al lavoro del governo" e assicurando che approfondirà "senza pregiudizi" i temi toccati dalla leader dem: "Se ci sono proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione''. Insomma, un vero e proprio corto circuito nel campo largo, con gli alleati a darsele di santa ragione e la premier che invece non chiude affatto all'appello della segretaria del Pd. 

Conte mette agli atti che "sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte e soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l'altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni, di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi". Mentre Bonelli non condivide "questa mano tesa a Meloni", "non tanto nel merito delle proposte, che sono condivisibili, ma per la richiesta di collaborare con chi ha sabotato le politiche sul clima, è responsabile del caro energia, ha ridotto gli italiani in ginocchio, ha ripreso le trivellazioni. Penso che sia un errore collaborare con chi ha creato questo disastro", scandisce l'esponente di Avs. 

Se Conte e Bonelli escono allo scoperto, i mal di pancia attraversano il campo progressista. Non sono poche le lamentele a taccuini chiusi. Ma come, nel momento in cui il centrosinistra sta per affrontare la costruzione del programma comune, si lancia una iniziativa targata solo Pd e rivolta, nientemeno, alla premier?, si interrogano i parlamentari. Anche il timing scelto da Schlein lascia qualche scoria: sembra un azzardo proporre una collaborazione al governo proprio all'indomani dell'annuncio dell'abolizione del bollo auto, che l'opposizione ha etichettato come una misura spot di carattere elettorale, solo per raccogliere qualche voto. "Sembra un patto di inizio legislatura più che gli sgoccioli di questa", si osserva maliziosamente. E poi: solo una settimana fa, dal palco della festa di Avs, Bonelli aveva lanciato una proposta unitaria del 'blocco unito' sul clima, che si fa ora? Ci si rimangia tutto per approvare delle norme con la premier? 

Schlein, nella lunga lettera in cui dapprima spiega lo scenario della crisi climatica globale e soprattutto dell'Italia, ha lanciato un amo a Meloni, dicendosi "come Partito democratico" disponibile al dialogo su come utilizzare" "al meglio" le risorse messe in campo dall'Unione europea negli interventi in deroga per la transizione energetica, 14 miliardi di euro entro il 2028. "In questo spirito costruttivo - propone la segretaria del Pd - offriamo alla vostra attenzione la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese". 

E dunque i cinque punti, che sono il raddoppio delle dotazioni per il Conto termico per le pompe di calore; 3 miliardi in più per il Piano casa del governo per la riqualificazione energetica; 4 miliardi per sostenere le imprese; 3 miliardi al Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa; 2 miliardi per l'elettrificazione, oltre a "una revisione della tassazione sull'energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas". Per Schlein, "interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese" sui quali "avviare un confronto costruttivo". 

Proposte, quelle della leader dem, che Meloni legge come una medaglia al petto: "Mi ricordo quando il Partito democratico diceva che il Piano casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto... oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l'anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene", dice da Oslo. E poi l'apertura: "Mi accontento per ora dell'impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti". 

18 set 2026

Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati

(Adnkronos) - Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati 

Da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica la Russia è chiamata alle urne. In un contesto del tutto privo di candidati indipendenti, competizione reale e osservatori neutrali in grado di verificare la regolarità del voto o dei sistemi elettronici, la consultazione con ogni probabilità trasformerà nell'ennesima conferma del potere di Vladimir Putin. La formula dei tre giorni consecutivi di voto, introdotta negli ultimi anni e ormai standardizzata dal Cremlino, viene impiegata per facilitare l'affluenza sia fisica sia tramite il sistema di voto elettronico esteso a gran parte delle regioni. 

Nel suo messaggio alla nazione trasmesso sulle televisioni di Stato, il presidente russo ha cercato di mobilitare un elettorato visibilmente apatico, facendo leva su un sentimento patriottico sempre più debole per legittimare le operazioni militari sul fronte ucraino. Gli esperti ipotizzano che questo appello alla coesione nazionale possa fare da apripista a un nuovo provvedimento di mobilitazione militare. Le votazioni si svolgeranno anche nei territori occupati dell'Ucraina annessi da Mosca: Donbass, Kherson e Zaporizhzhia. 

Sebbene le forze di opposizione all'estero e l'unico partito contrario alla guerra rimasto in patria, Yabloko, abbiano invitato i cittadini a recarsi ai seggi per invalidare le schede e segnalare il proprio dissenso, la risposta della popolazione resta gelida. Secondo le rilevazioni del centro di ricerca indipendente Levada, appena il 28% dei cittadini intendeva partecipare, mentre ben il 66% ignorava persino le date della consultazione. 

Tra coloro che hanno scelto di astenersi, il 41% ritiene il proprio voto del tutto irrilevante per gli esiti finale e il 24% denuncia la mancanza di garanzie democratiche. L'assenza di interesse ha contagiato gli stessi protagonisti della campagna: a Ryazan, la tv pubblica Rossiya 1 è stata costretta ad annullare per due giorni consecutivi i dibattiti elettorali poiché nessun candidato si è presentato in studio. 

La consultazione servirà a rinnovare i 450 seggi della Duma di Stato, metà assegnati con sistema proporzionale e metà tramite collegi uninominali, oltre ai governatori di diverse regioni e alle assemblee locali. 

Russia Unita parte con la certezza di blindare la maggioranza costituzionale detenuta nella legislatura uscente. Ad affiancarla sulla scheda elettorale vi sono il Partito Comunista, i Liberaldemocratici, Russia Giusta e Nuova Gente. È stata invece esclusa dal voto di lista la formazione di opposizione Yabloko, a seguito di un pronunciamento della Corte Suprema. 

Sui candidati uninominali si è scatenata una dura selezione amministrativa: ben 36 esponenti critici sono stati estromessi dalla competizione. Come rilevato dal portale indipendente Vyorstka, 17 candidature sono state respinte a causa di vecchie citazioni di Aleksei Navalny nei propri contenuti online, mentre altri 7 politici sono stati incriminati per aver condiviso link a piattaforme social vietate dal regime. 

La progressiva contrazione degli spazi di agibilità politica è un processo in atto da anni. Come osserva la politologa Ekaterina Schulmann, l'offerta elettorale si è drasticamente ridotta. Nell'ultimo decennio i partiti riconosciuti sono passati da 75 a 17 ed è stato reintrodotto l'obbligo di raccogliere 200mila firme per le sole forze non rappresentate nel parlamento uscente. E sono crollate del 20% la presentazione delle candidature dal 2022 a oggi. 

18 set 2026

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18 set 2026

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17 set 2026

Bollo auto, occhio al campo P.2 su carta circolazione: il primo elenco dei modelli esentati

(Adnkronos) - Stop al pagamento del bollo auto nel 2027 per milioni di veicoli. Ma chi sarà esentato? A fare luce sugli effetti della misura l'analisi di Altroconsumo che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare. Il provvedimento, approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri, sospende il pagamento del bollo per i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si tratta, quindi, di un’abolizione definitiva: salvo proroghe o nuove norme, dal 2028 la tassa tornerà a essere dovuta secondo le regole ordinarie. L’esenzione riguarda le persone fisiche e può essere applicata a un solo veicolo assicurato per contribuente. Per le automobili il limite è fissato a una potenza non superiore a 80 kW, corrispondenti a circa 109 CV. Sono comprese le auto alimentate a benzina o gasolio, anche se dotate di un sistema ibrido. 

L’esenzione non si applica indistintamente a tutte le auto: per rientrare nel beneficio il veicolo deve essere alimentato a benzina o gasolio, anche in combinazione con un motore elettrico, avere una potenza fino a 80 kW ed essere regolarmente assicurato.  

Il dato da controllare sulla carta di circolazione è quello riportato nel campo P.2. Ogni contribuente può ottenere il beneficio per un solo mezzo. Se possiede più automobili ammesse, la bozza attribuisce l’esenzione a quella con la potenza più bassa; quando la potenza è identica, viene scelta la vettura per la quale sarebbe dovuto il bollo meno costoso. Non è dunque il proprietario a poter destinare liberamente lo sconto al veicolo più conveniente. Sono compresi anche motocicli e ciclomotori a benzina o gasolio, ma soltanto se lo stesso contribuente non beneficia già dell’esenzione per un’automobile. Anche per le due ruote il vantaggio è limitato a un unico mezzo. 

Le auto completamente elettriche non rientrano in questa specifica misura. Va però precisato che non sono tutte esenti dal bollo senza limiti di tempo: a livello nazionale l’esenzione dura generalmente cinque anni dalla prima immatricolazione e successivamente si paga una tassa ridotta, mentre alcune Regioni prevedono condizioni più favorevoli. Anche per le ibride esistono già agevolazioni regionali diverse per durata e importo. Prima di valutare il vantaggio effettivo occorre quindi controllare la disciplina applicata nella propria Regione. 

La soglia degli 80 kW comprende molte citycar e utilitarie, ma conta sempre la potenza della specifica versione riportata sul libretto. Lo stesso modello può infatti essere venduto con motori diversi, alcuni ammessi e altri esclusi. L’elenco che trovi in tabella ha solo valore esemplificativo e non basta il nome commerciale per stabilire il diritto all’esenzione. Anno di produzione, motore e allestimento possono modificare la potenza: la verifica decisiva va effettuata sulla carta di circolazione. Si tratta di stime indicative, non dell’importo garantito a tutti i proprietari. La tariffa di 2,58 euro per kW è quella base, ma il bollo è regionale e alcune amministrazioni applicano importi differenti, riduzioni o agevolazioni particolari. Anche la classe ambientale incide sul calcolo: per le auto Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 la tariffa unitaria è più elevata. 

Per conoscere il risparmio effettivo bisogna verificare quanto sarebbe dovuto nella propria Regione per il 2027, eventualmente usando il servizio di calcolo del bollo ACI. L'esenzione dovrebbe essere riconosciuta automaticamente sulla base dei dati presenti negli archivi dei veicoli e delle amministrazioni regionali. Al momento non è prevista una domanda specifica da presentare, ma le procedure operative potranno essere confermate soltanto dopo la pubblicazione del decreto e delle eventuali istruzioni attuative. Prima della normale scadenza del bollo sarà prudente controllare la propria posizione attraverso il portale della Regione o i servizi ACI.  

Non bisogna limitarsi a sospendere il pagamento sulla base della potenza dichiarata dal costruttore: occorre verificare che il veicolo risulti effettivamente esente negli archivi. Secondo il provvedimento, può beneficiare della misura un solo veicolo per ciascuna persona fisica che possiede i requisiti. L'esenzione infatti è alla persona intestataria, questo significa che se ad esempio in una famiglia ci sono tre auto con 3 intestatari differenti, di fatto nessuno sarebbe tenuto a pagare il bollo nel 2027. 

Ma quali sono i modelli per cui vale lo stop del pagamento del bollo? A stilare un primo elenco è Motor1.com ricordando che il limite si applica alla singola motorizzazione, non all'intero modello, quindi per ogni auto multi-potenza indichiamo la versione base che rientra. Utilitarie e city car (versioni base quasi sempre sotto gli 80 kW): Fiat Panda/Pandina – mild hybrid 1.0 da ~70 CV (51-52 kW); Fiat Grande Panda – benzina 1.2 da 100-101 CV (~74 kW); la mild hybrid da 110 CV (~81 kW) è al limite; Fiat 500 – versioni termiche e mild hybrid, quasi tutte sotto gli 80 kW; Fiat 500e (elettrica) – versione da 70 kW, ma le elettriche pure seguono comunque regole diverse (non alimentate a benzina/gasolio, quindi fuori da questa specifica esenzione); Lancia Ypsilon – ibrida 1.2 intorno ai 51 kW; versione Ibrida 110 CV con motore da 74 kW; Dacia Sandero / Stepway – versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 67 (67 kW nel dato citato), TCe 90 (~66 kW), TCe 100/ECO-G 100 (~74 kW); Renault Clio – SCe 65 (49 kW); Citroën C3 – PureTech 83 (83 CV), PureTech 100 (~74 kW), Hybrid 110 (potenza termica base ~74 kW, sistema combinato al limite); Peugeot 208 – PureTech 75 (~55 kW) e PureTech 100 (~74 kW); Opel Corsa – versione entry-level, tipicamente sotto gli 80 kW; Volkswagen Polo – 1.0 base sotto gli 80 kW. 

E ancora: Skoda Fabia – versioni da 80 CV e 95 CV, entrambe sotto la soglia; Seat Ibiza – versione d'ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i20 – versione d'ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i10 – tipicamente sotto gli 80 kW; Kia Picanto – tipicamente sotto gli 80 kW; Toyota Aygo X – 1.0 da 72 CV (53 kW); Toyota Yaris – le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; alcune versioni precedenti però rientrano nei limiti; Suzuki Swift – Hybrid nelle motorizzazioni sotto gli 80 kW; Crossover/SUV compatti (solo versioni d'ingresso); Jeep Avenger – 1.2 Turbo benzina, esattamente 74 kW; Honda HR-V – e:HEV nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW; Nissan Juke – Full Hybrid nelle versioni che rientrano nella soglia; Lexus LBX – Hybrid nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW.  

Per le moto, invece, il provvedimento prevede l'esenzione per i motocicli indipendentemente dalla cilindrata. Le suto 100% elettriche sono escluse a prescindere dalla potenza, perché non alimentate a benzina/gasolio (regime bollo separato).  

 

Sono 24.608.867 le persone in Italia che risultano possedere almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata dall’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto prevista dalla misura approvata ieri dal Consiglio dei ministri. Il dato è stato elaborato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, attraverso le Motorizzazioni e il dipartimento Trasporti, sulla base del parco veicolare nazionale e del numero di persone fisiche che possiedono almeno un veicolo, consentendo di quantificare per la prima volta la portata potenziale del provvedimento. 

Complessivamente, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli, di cui oltre 34 milioni con potenza entro gli 80 kW. Per il 2027 il provvedimento prevede l’esenzione dal bollo sul primo veicolo, senza limiti legati all’Isee. L’obiettivo del Governo è rendere strutturale la misura con la prossima legge di Bilancio, ricorda la nota del Mit, che sottolinea "grande soddisfazione da parte del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che ha fortemente sostenuto il provvedimento. L’obiettivo indicato dal ministro è proseguire nel percorso avviato, lavorando per ampliare ulteriormente in futuro la platea interessata". 

 

 

 

17 set 2026

Addio bollo e tripletta flat tax, il 'cantiere' Manovra tra voto e risorse

(Adnkronos) - Dall'addio al bollo auto alla flat tax. La campagna elettorale alle porte e la coperta sempre troppo corta delle risorse, plasmano la manovra, tra misure annunciate e ipotesi allo studio. Il tutto però nel pieno equilibrio dei conti. Ogni intervento sarà infatti condizionato a coperture chiare e certe che non pesino sul calo del disavanzo, tanto più adesso che l'Italia, grazie alla prudenza sui conti del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, è considerata fiore all'occhiello dei mercati obbligazionari.  

La linea è puntare su scelte mirate ma efficaci per sostenere consumi, salari e assicurare l'equilibrio dei conti in una fase di crescente incertezza globale per la guerra in Iran e la perdurante spada di Damocle dei rialzi energetici, tra ribassi della crescita e incrementi dell'inflazione. Il tutto mentre il trend di stretta monetaria della Bce impone ancora più rigore su un debito pubblico da oltre 3.200 miliardi (luglio, Bankitalia), in un momento in cui il governo, seppur ampiamente promosso dai mercati, si trova a dover pagare maggiori oneri per il rifinanziamento, circa 400 miliardi nel 2027.  

BOLLO AUTO ADDIO - Il governo cancella in bollo auto per il 2027 (costo 2,3 miliardi da recuperare dai fondi non spesi del Pnrr). La misura interessa auto e moto con potenza inferiore a 80 kw, praticamente 13,2 milioni di vetture e 1,1 milione di motocicli. Finanziata al momento solo per un anno, in manovra si renderebbe strutturale la misura. Il governo esclude che si tratti di una misura in chiave elettorale, sottolineando la volontà - ribadita a più riprese - di abbandonare le misure dal respiro corto e costi ingenti come i tagli delle accise, a ogni modo si sopprime un balzello altamente impopolare nell'anno del voto. 

Ieri è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto, che prevede un nuovo sconto sulle accise del gasolio e lo stop per il 2027 al bollo auto per le autovetture fino a 80 Kw e per i motocicli. Il provvedimento entrerà in vigore da oggi. 

FLAT TAX GIOVANI - Due ipotesi allo studio per l'occupazione degli under 35: il ministro dell'Economia Giorgetti ha ipotizzato una tassa piatta sugli aumenti contrattuali dei giovani, con il coinvolgimento delle imprese. Un'altra proposta avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon prevede invece una flat tax al 5% per 5 anni sulle assunzioni degli under 35.  

LAVORO, DA PREMI A COMPETENZE - La manovra dovrebbe riconfermare il Pacchetto Lavoro proposto dal ministro Marina Calderone, magari rendendo più selettive alcune misure: tra queste, le decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, nella Zes e per stabilizzare i precari; la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali, notturno e straordinari; l'imposta ridotta all'1% per i contratti di produttività. Ma anche un rifinanziamento del Fondo nuove competenze, che farebbe salire la dote oltre i 2 miliardi.  

SALVADANAIO NEONATI E BONUS MAMME - Tra gli altri progetti in cantiere, risorse permettendo, il salvadanaio previdenziale per i neonati; un rafforzamento dell'attuale bonus da 60 euro al mese per le mamme lavoratrici con due figli e un reddito entro i 40mila euro annui.  

DETASSAZIONE 13ESIMA - Sul tavolo anche il progetto, gradito ai sindacati, del deputato FdI Marco Osnato (FdI) di un taglio al 15% o al 10% della tassazione sulle tredicesime per i redditi fino a 15mila euro, con un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito. 

FLAT TAX PARTITE IVA - La Lega propone di estendere la flat tax al 15% per le partite Iva dal tetto massimo di ricavi attuale di 85mila euro a 100mila euro. Serve però il via libera Ue. 

IMPRESE, IPER AMMORTAMENTO E ZES - Tra le misure per le imprese, l'iperammortamento per gli investimenti tecnologici delle imprese, con particolare focus sull'integrazione dell'Intelligenza Artificiale. Si ragiona a un pacchetto di incentivi dedicato alla robotica avanzata. Sul fronte Zes si punta ad estenderne per lo meno il regime di semplificazione (più difficile quello di incentivi) a tutto il territorio nazionale.  

STOP FURBETTI, REVISIONE BONUS - In chiave anti-furbetti, il vice premier Matteo Salvini sollecita una revisione delle regole dell'Isee per evitare che i bonus statali vadano sempre agli stessi beneficiari. 

ECOBONUS & CO. - Con l'uso della flessibilità Ue per l'efficienza energetica, il governo valuta l'ipotesi di un conto termico per l’edilizia popolare; la conferma del bonus edilizio al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda; se la ristrutturazione prevede anche una rigenerazione energetica la parte in detrazione potrebbe salire fino al 65%.  

CEDOLARE SECCA NEGOZI - Il governo progetta una cedolare secca selettiva per certe categorie di negozi, risorse permettendo.  

CETO MEDIO - Misura chiave, che il governo non è riuscito a portare a casa lo scorso anno e ci riprova per il 2027, è l'estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60 mila euro, dall’attuale soglia di 50 mila euro. La sforbiciata di dieci punti (l'attuale aliquota per quella fascia di reddito è al 43%) riguarderebbe circa un milione di contribuenti. Costo circa 3 miliardi. (di Luana Cimino) 

17 set 2026

Ucraina-Russia, Zelensky: "Pronti nuovi attacchi profondi". Kim manda 30mila soldati a Putin

(Adnkronos) - L'Ucraina ''sta preparando nuove operazioni a lungo raggio'' contro la Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su 'X', spiegando di aver ricevuto rapporto dal comandante in capo delle Forze Armate, Mykhailo Drapatyi. 

''I test degli intercettori contro i caccia Shahed a reazione hanno prodotto un altro risultato positivo: l'abbattimento di un aereo nemico'', ha spiegato Zelensky annunciando che ''intensificheremo queste operazioni'' e spiegando che ''stiamo trovando risposte alle minacce russe e creando i nostri mezzi ucraini per esercitare pressione sul nemico''. 

 

"La Corea del Nord ha inviato in Russia tra i 30mila e i 50mila soldati. La Russia ha permesso loro di acquisire esperienza di guerra reale e di addestrarsi. Non in un simulatore digitale, ma nella vita reale". A sottolinearlo, evidenziando un "grosso problema, ancora di più per la sicurezza del Pacifico", è stato Zelensky, che ha postato su X alcuni estratti di un'intervista all'emittente giapponese Nhk. 

"Per la Corea del Nord - ha proseguito - non è stato costoso. Avrebbero potuto farlo solo qui: schierarsi, imparare e tornare indietro. Senza subire perdite significative, se non quando hanno deciso di combatterci direttamente durante l’operazione Kursk. Così hanno poi deciso di non addentrarsi nel territorio ucraino per evitare perdite ingenti. Ma imparano, lavorano con i droni e gli operatori di droni, si addestrano con loro". 

 

Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov "i Paesi occidentali si stanno attivamente preparando a una guerra contro Mosca, diffondendo il mito di una presunta minaccia russa". "Oggi, le élite al potere nella maggior parte dei paesi occidentali cercano di diffondere il mito di una minaccia proveniente dalla Russia, mentre si preparano attivamente a una guerra contro di noi. Ci accusano anche di minare i valori europei, ma noi sappiamo bene quali siano questi valori", ha affermato il ministro. 

Lavrov ha sottolineato che i cosiddetti "valori europei" significano una sola cosa: "L'Europa è ancora una volta pronta a sostenere il nazismo". "Si tratta di coloro che condividono queste idee naziste e le mettono effettivamente in pratica nei loro paesi, mettendo al bando una lingua, una cultura e un'istruzione" conclude. 

17 set 2026

Usa, media: "Pentagono valuta di ritirare 25mila soldati dall'Europa"

(Adnkronos) - L'amministrazione statunitense ha avviato una revisione formale della propria presenza militare in Europa. L'Nbc oggi ha detto che la riduzione potrebbe riguardare un terzo dell'intero contingente americano in Europa pari a circa 25mila unità, alimentando timori tra gli alleati su possibili riduzioni dei contingenti americani nel continente. La Polonia, che confina con Ucraina e Russia e investe circa il 5% del proprio Pil nella difesa, continua però a spingere per un rafforzamento della presenza statunitense sul proprio territorio. 

 

Intanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di "progressi significativi" verso l’istituzione di una base militare americana permanente in Polonia, rilanciando un tema che Varsavia considera strategico per la propria sicurezza e per il rafforzamento del fianco orientale della Nato. L’annuncio è arrivato tramite un messaggio sui social, in cui Trump ha ringraziato il presidente polacco Karol Nawrocki per la sua "leadership audace", aggiungendo che, qualora l’accordo venisse finalizzato, "la località sarà annunciata molto presto" e che si tratterebbe di "un passo storico per la nostra grande alleanza Usa‑Polonia". 

Nawrocki, intervenendo su X, ha confermato la volontà di Varsavia di procedere: "Siamo pronti a continuare i nostri sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di difesa: seriamente, responsabilmente e sempre insieme". Il presidente ha aggiunto che il governo polacco farà "tutto il possibile per offrire la migliore collocazione per la base dell’esercito americano". 

Il tema è al centro del dialogo bilaterale da mesi. Già ad agosto il vice ministro della Difesa Pawel Zalewski aveva dichiarato che Varsavia stava discutendo con Washington l’ipotesi di una base permanente, spiegando che "la fase iniziale del processo è stata completata" e che la volontà politica era stata espressa "da tempo". Attualmente quasi 10mila soldati statunitensi sono presenti in Polonia, ma in larga parte con rotazioni temporanee. 

 

Sul piano internazionale, Washington ha criticato duramente alcuni Paesi europei che hanno rifiutato l’utilizzo delle basi Nato nei confronti dell’Iran, e il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha minacciato di ridurre il contributo americano al bilancio dell’Alleanza se gli Stati membri non rispetteranno gli impegni assunti al vertice dell’Aia. In quell’occasione, gli alleati avevano promesso di destinare entro il 2035 almeno il 5% del Pil alla sicurezza, di cui il 3,5% alle spese strettamente militari. 

La questione della base in Polonia si inserisce dunque in un quadro geopolitico complesso, segnato dalla guerra in Ucraina, dalla pressione russa sul fianco orientale e dalle tensioni interne alla Nato sulla ripartizione degli oneri. Trump e Nawrocki, alleati politici e già protagonisti di un incontro alla Casa Bianca lo scorso anno, sembrano intenzionati a imprimere un’accelerazione. Resta ora da capire se la revisione strategica avviata da Washington confermerà questa linea o introdurrà nuovi elementi di cautela. 

17 set 2026

Antonelli, futuro in Ferrari? "Non escludo nulla"

(Adnkronos) - Kimi Antonelli e un futuro in Ferrari? Oggi no, domani... chissà. Il pilota italiano, leader del Mondiale di Formula 1, ha parlato del tema in un'intervista ad Automoto.it, senza chiudere le porte al Cavallino: "Adesso sto bene dove sono. Sono contentissimo di essere in Mercedes, anche perché sento di avere un debito da ripagare nei loro confronti per tutte le opportunità che mi hanno concesso. Sono stati loro a credere in me quando avevo solo 12 anni". 

E ancora, a proposito della grande riconoscenza verso la Mercedes: "Mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita e spero di cogliere tanti successi con loro in futuro. Poi si vedrà. Non escludo nulla, ma oggi l’obiettivo è vincere il più possibile con la Mercedes". Il primo obiettivo di Kimi è il Mondiale id F1: "Non parlo mai di campionato perché voglio evitare di pensarci quando mi metto in macchina - ha detto Antonelli -. Mi renderebbe più teso. Ci sono delle occasioni in cui mi viene in mente il Mondiale, come quando devo effettuare un sorpasso e mi chiedo se ne valga la pena, se possa davvero cambiare drasticamente il risultato. Ma quando sono in gara e ancora di più in qualifica, non ci voglio pensare".  

Antonelli parla anche di Jannik Sinner, numero uno del tennis mondiale: "È bellissimo avere amici sportivi che competono ai massimi livelli, che capiscono cosa vuol dire gestire la pressione, i momenti prima di una gara, quando serve avere i propri spazi. Sono molto amico anche di Mattia Furlani, che ho incontrato a Monza. È bello avere legami di questo genere, perché ti danno una motivazione ulteriore per fare ancora meglio. Mi fa piacere vederli vincere, e vorrei fare altrettanto, se non meglio. Anche se fare meglio di Sinner è difficile".  

17 set 2026

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