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Volo Flydubai, media: "Israele era pronto ad abbattere aereo"

(Adnkronos) - Fonti israeliane hanno riferito a Cbs News che Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai 1073 con tutti i passeggeri a bordo dopo che il copilota omanita aveva aggredito il comandante, facendo decollare i caccia prima di richiamarli mentre l'aereo effettuava un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. 

Secondo le fonti, nell'ambito di un protocollo per un potenziale incidente simile all'11 settembre, l'aeronautica israeliana ha cercato di contattare la cabina di pilotaggio dopo che l'aereo ha effettuato una brusca picchiata, ma non ha ricevuto risposta. I caccia sono quindi decollati e Israele ha chiuso il proprio spazio aereo, stando a quanto riportato. Gli aerei da guerra sono stati però richiamati non appena Israele si è reso conto che l'aereo si stava dirigendo verso l'Arabia Saudita. 

Le fonti aggiungono che, se il volo si fosse avvicinato ulteriormente, Israele avrebbe inviato aerei nello spazio aereo giordano. I piloti dell'aeronautica israeliana avrebbero quindi cercato di avvicinarsi il più possibile alla cabina di pilotaggio nel tentativo di stabilire un contatto visivo e valutare la situazione, prima di fare lo stesso con la cabina passeggeri per accertarsi che non vi fossero segnali di panico tra i passeggeri. Dopo aver effettuato il controllo, l'aeronautica israeliana avrebbe aggiornato l'unità di controllo, la quale, secondo le fonti, avrebbe a sua volta contattato il ministro della Difesa e il primo ministro nel caso in cui l'aereo fosse stato dirottato e i terroristi non avessero risposto. In definitiva, la decisione di abbattere l'aereo sarebbe spettata al primo ministro, un esito che, secondo le fonti citate da Cbs News, sarebbe stato preferibile rispetto allo schianto contro l'aeroporto Ben Gurion, il Centro Azrieli di Tel Aviv o un altro "obiettivo di alto valore". 

 

Intanto Donald Trump, a chi gli chiedeva se pensa che l'Iran sia responsabile dell'attacco, ha risposto: "Sì personalmente lo penso". Il presidente americano non ha fornito altre spiegazioni sul perché abbia raggiunto questa convinzione. 

6 ott 2026

Carburanti, torna l’accisa piena: il diesel aumenta di 6 centesimi

(Adnkronos) - Eni lo aveva scritto: il tetto ai prezzi era “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore”. Finita l’agevolazione, alzato il tetto. Da oggi l’accisa sul gasolio torna al livello 'normale' in vigore dal primo gennaio scorso, a 672,90 euro per mille litri, con un aumento di 50 euro per mille litri. Sui prezzi Eni l’effetto, Iva inclusa, è di sei centesimi al litro; sui prezzi medi nazionali, per ora, solo di due millesimi al litro. Nel frattempo però rincarano anche Gpl e metano. Quanto al tetto ai prezzi, ieri risultavano essere 10.695 su un totale di oltre 21mila i punti vendita con il prezzo della benzina sotto i due euro al litro. 

Questa mattina 6 ottobre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,043 euro/l per la benzina (-5 millesimi rispetto a ieri), 2,244 €/l per il gasolio (+2), 0,763 €/l per il Gpl (+4) e 1,905 €/kg per il metano (+2). 

Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,054 €/l per la benzina (-8), di 2,267 €/l per il gasolio (+1), 0,888 €/l per il Gpl (+1) e 1,837 €/kg per il metano (+9). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato i prezzi consigliati del gasolio di sei centesimi al litro, adeguando a 2,25 euro/litro il tetto al prezzo del gasolio introdotto lo scorso 28 settembre. Rialzi anche sul Gpl, dopo l’aumento dei prezzi di importazione dall’Algeria: +1 cent/litro per Eni, Q8 e Tamoil. 

Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 21mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 2,039 euro/litro (compagnie 2,012, pompe bianche 2,108), diesel self service a 2,233 euro/litro (compagnie 2,213, pompe bianche 2,278). Benzina servito a 2,176 euro/litro (compagnie 2,190, pompe bianche 2,144), diesel servito a 2,372 euro/litro (compagnie 2,390, pompe bianche 2,322). Gpl servito a 0,755 euro/litro (compagnie 0,756, pompe bianche 0,753), metano servito a 1,907 euro/kg (compagnie 1,897, pompe bianche 1,883), Gnl 1,865 euro/kg (compagnie 1,840 euro/kg, pompe bianche 1,880 euro/kg). 

Sulla benzina self service Eni è a 1,991 euro/litro (2,205 il servito); IP a 2,031 (2,211 servito); Q8 a 1,996 (2,154 servito); Tamoil a 2,026 (2,081 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,191 (2,405 servito); IP a 2,232 (2,410 servito); Q8 a 2,194 (2,353 servito) e Tamoil a 2,227 (2,281 servito). 

6 ott 2026

Roma, bomba carta esplode in cortile condominio a San Basilio: nessun ferito

6 ott 2026

Festival nazionale Economia civile, 5 amministrazioni condivise nominate 'Ambasciatori 2026'

(Adnkronos) - Sono cinque le amministrazioni condivise nominate quali “Ambasciatori dell’Economia Civile 2026”. I rappresentanti sono saliti sul palco di piazza della Signoria a Firenze, nella giornata che ha concluso i lavori dell’ottava edizione Festival Nazionale dell’Economia Civile. Si tratta di “Dalla soglia all’abitare”, di Roma Capitale. Venti enti del Terzo Settore si sono divisi la città invece di contendersela: dieci Ats e 18 servizi per le persone senza dimora, tra Stazioni di Posta, Housing Temporaneo e dimissioni protette dall’ospedale. Al 30 giugno 2026 le Stazioni di Posta avevano raggiunto 3.333 persone, oltre la soglia programmata. La valutazione d’impatto è stata co-progettata e cofinanziata dagli stessi enti gestori: voto medio 4,70 su 5. Con ASAC, lo stesso metodo è stato applicato al diritto alla casa. 

Dalla Puglia ecco “Il Camper del Lavoro” di Arpal. Nei comuni senza Centro per l’Impiego arriva un camper, e a bordo funzionari pubblici e operatori del Terzo Settore lavorano insieme: la domanda di disoccupazione e il Patto di Servizio si firmano lì, sul posto. 277 tappe in sette mesi, oltre 480 persone prese in carico, 191 lavoratori stranieri raggiunti nei presìdi anti-caporalato. Tra chi conosceva già gli uffici tradizionali, due su tre dicono che così funziona meglio. Il progetto “R.A.D.I.C.I.” ha visto mettere a sistema 18 reti del Terzo Settore e la Regione Marche insieme su 2,7 milioni: 113 Comuni, oltre 14.000 persone raggiunte, 357 attività territoriali. Ma il gesto che conta è un altro: i 18 hanno destinato 800.000 euro a un bando aperto ad altri, escludendo sé stessi e accompagnando le associazioni più piccole a progettare. Ne sono arrivati 109 progetti da 400 enti, con le fondazioni bancarie a garantire le fideiussioni. 

Poi la “Valle del Serchio” dell’Azienda Usl, Toscana Nord Ovest. In montagna, dove, la prima disuguaglianza è la distanza, l’Azienda sanitaria ha smesso di appaltarla e ha iniziato a risolverla con le Misericordie e le Croci di valle: prelievi a domicilio, trasporto sociale, caregiver, welfare culturale, un percorso dopo l’altro. Gli enti non eseguono un capitolato: decidono insieme all’Azienda criteri di accesso, rimborsi e copertura del territorio. La convenzione sul trasporto sociale è rinnovata fino al 2030. Infine, Asac (l’Agenzia Sociale per l’Abitare Capitolina), ovviamente di Roma Capitale. Uno strumento di welfare abitativo dedicato a promuovere il diritto alla casa e a favorire l’accesso a soluzioni abitative sostenibili, che mette in relazione cittadini, proprietari, istituzioni e realtà del territorio, facilitando l’incontro tra domanda e offerta di alloggi. Attraverso servizi di orientamento, mediazione e accompagnamento, contribuisce a prevenire il disagio abitativo e a costruire una città più inclusiva e accessibile. 

6 ott 2026

Nations League, oggi Croazia-Spagna: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

6 ott 2026

Trovato morto in casa a Torino, arrestati la moglie e il nuovo compagno

6 ott 2026

Argentina-Benin, oggi l'ultima partita di Messi: orario e dove vederla in tv

6 ott 2026

Centinaia di droni ucraini su Mosca. Bulgaria: "Due navi colpite nel Mar Nero"

(Adnkronos) - Mosca è stata bersaglio nella notte di un massiccio attacco ucraino con 650 droni, che ha causato almeno un morto nella periferia della capitale russa. Lo hanno riferito le autorità russe. Intanto due navi commerciali sono state colpite da droni nella zona economica esclusiva della Bulgaria nel Mar Nero. Lo rende noto il governo di Sofia, citando il soccorso marittimo bulgaro e convocando una riunione d'urgenza. Una delle navi è affondata e il suo equipaggio è disperso, secondo Roumen Nikolov, direttore del Centro di coordinamento delle operazioni di salvataggio marittimo di Varna, citato dalla radio pubblica Bnr. 

"La maggior parte dei velivoli senza piloti è stata distrutta dalla difesa antiaerea", di cui 105 in fase di avvicinamento alla capitale, ha scritto il sindaco di Mosca, Sergueï Sobianine, sulla piattaforma di messaggistica russa Max. Secondo i calcoli dell'agenzia di stato Tass, si tratta del secondo attacco più massiccio contro Mosca, situata a centinaia di chilometri dal confine ucraino.  

L'attacco ha ucciso un uomo di 20 anni in un villaggio alla periferia di Mosca, ha precisato il governatore regionale Andreï Vorobiev, il quale ha riferito di danni ad abitazioni in diverse località. Mosca, che nega di prendere di mira infrastrutture civili, ha intensificato i suoi bombardamenti sul territorio ucraino nelle ultime settimane, oltre quattro anni dopo l'inizio della sua offensiva contro l'Ucraina. Domenica, l'esercito russo ha avvertito che avrebbe ulteriormente "intensificato" i suoi attacchi contro le infrastrutture ucraine, in risposta alle dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky che aveva promesso di aumentare gli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe. 

Secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio russi, droni ucraini hanno colpito un grande impianto petrolifero nell'oblast di Mosca. Si tratta del Centro di Produzione e Distribuzione Lineare di Volodarsk, vicino al villaggio di Konstantinovo. 

Filmati di testimoni oculari provenienti da Konstantinovo, situata a circa 40 chilometri dal centro di Mosca, sembrano mostrare fiamme che divampano dall'impianto di Volodarsk mentre si alza del fumo. Il sito si trova a circa 450 chilometri dal confine ucraino. 

Un drone russo ha colpito nella notte un ponte sul fiume Dnipro a Zaporizhzhia, causando il ferimento di cinque persone. Il ponte è stato chiuso e il traffico deviato, secondo quanto comunicato dal Comune di Zaporizhzhia. Le foto scattate sul posto mostrano danni al manto stradale. Durante l'attacco, cinque persone, tra cui due impiegati della Croce Rossa, sono rimaste ferite e hanno ricevuto assistenza medica. 

6 ott 2026

Diesel, niente accise mobili: stop allo sconto, i prezzi salgono

(Adnkronos) - E’ scaduto a mezzanotte lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio e sembra tramontata la possibilità di una proroga dello sconto attraverso l’attivazione delle accise mobili: sulla Gazzetta ufficiale non compare infatti l’atteso decreto ministeriale a doppia firma Mase e Mef che avrebbe dovuto attivare il meccanismo grazie all’extra gettito. Oggi quindi il gasolio torna a costare 6,1 centesimi in più. 

Inizialmente previsto di 17 centesimi al litro sul diesel, il taglio alle accise sul diesel era stato progressivamente ridotto: nel Consiglio dei ministri dello scorso 16 settembre, la sforbiciata era stata fissata con un decreto legge a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre, poi a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre compreso, e finanziata grazie a tagli alle voci di spesa dei ministeri (allo stesso Cdm risale anche l’eliminazione del bollo auto dal 2027 per i veicoli di media potenza).  

"Il 5 ottobre non si va a 'zero' perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili", aveva spiegato la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa. "Questo governo ha perfezionato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta e che ora è pienamente operativo. Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il costo alla pompa".  

Il meccanismo dell’accisa mobile, infatti, è sostanzialmente un calmiere che si autofinanzia: quando il prezzo del greggio sale, cresce anche l'Iva incassata dallo Stato, perché la percentuale viene applicata a un prezzo più alto. Quel gettito aggiuntivo viene usato per tagliare l’accisa dello stesso valore, senza intaccare le risorse pubbliche. Resta ancora aperta, invece, la questione delle misure “mirate” su cui l’esecutivo aveva affermato di star lavorando, e che avrebbero dovuto riguardare redditi bassi e categorie professionali selezionate, come ad esempio l’autotrasporto.  

Intanto, nelle ultime settimane i prezzi avevano iniziato a calare e stabilizzarsi, anche in virtù del price cap adottato direttamente dalle compagnie petrolifere: Eni, Ip, Q8 e Tamoil. Un percorso di ‘moral suasion’ condotto dall’esecutivo, che ha portato nel giro di poco più di una settimana a un tetto sui prezzi per circa delle 22mila stazioni di servizio presenti in Italia, secondo le ultime rilevazioni di Staffetta Quotidiana.  

Intanto i prezzi del petrolio sono in rialzo anche oggi. Il Brent, riferimento in Europa è salito dello 0,530% a 100,85 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è salito dello 0,45% a 89,88 dollari al barile. 

 

6 ott 2026

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