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Gorno Tempini: "Cdp sempre più vicina a imprese e territori"

(Adnkronos) - "Le imprese hanno colto la presenza della Cassa come istituzione che sta sul mercato e quindi dialoga con chi compete sul mercato". Così il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, a Venezia, a margine del Roadshow organizzato da Cdp e Confindustria.  

Gorno Tempini ha sottolineato l'evoluzione del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, nata per sostenere pubbliche amministrazioni e infrastrutture e oggi sempre più impegnata nel supporto diretto al sistema produttivo. Una trasformazione che riflette la missione dell'istituzione di contribuire alla crescita complessiva del Paese attraverso un rapporto sempre più stretto con le aziende. Il presidente di Cdp ha inoltre evidenziato come "il confronto costante con il mondo imprenditoriale rappresenti un elemento centrale dell'attività di Cassa, anche alla luce delle differenti esigenze espresse dai territori. Il Veneto è diverso dall'Emilia, l'Emilia è diversa dal Lazio e il Lazio è diverso dalla Sicilia, proprio per questo il dialogo con le imprese deve svilupparsi a livello locale e tenere conto delle specificità economiche di ogni regione". 

"Il problema della crescita non è un problema solo del Veneto, è quello che io definisco la maledizione dello zero virgola".Il rallentamento della crescita, ha sottolineato Gorno Tempini, non riguarda esclusivamente l'Italia ma interessa diverse economie europee, come dimostrano anche le recenti difficoltà registrate dalla Germania. Il presidente di Cdp ha però ha ribadito la solidità del tessuto imprenditoriale nazionale: "Noi abbiamo un sistema privato eccezionalmente competitivo che non vuole sedersi, che vuole continuare a ragionare su prospettive di crescita e noi siamo lì proprio per aiutarli". Un sostegno che passa da investimenti tecnologici, crescita dimensionale delle imprese, internazionalizzazione e diffusione di nuovi strumenti finanziari, in un confronto che Gorno Tempini ha definito "a 360 gradi" con il mondo produttivo italiano. 

24 giu 2026

Innovazione, Borgonzoni: "Wmf conferma Bologna come terreno fertile per cambi epocali"

24 giu 2026

Lma, via libera Ue a estensione di indicazione per associazione orale

(Adnkronos) - La Commissione europea (Ce) ha concesso l'estensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della decitabina/cedazuridina orale in associazione a venetoclax per il trattamento dei pazienti adulti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (Lma) non eleggibili alla chemioterapia di induzione standard. Lo annuncia, in una nota, Otsuka Pharmaceutical Europe, sottolineando che la Lma è un tumore che colpisce il midollo osseo e il sangue e che insorge solitamente a seguito della mutazione di determinati geni o cromosomi. Forma più comune di leucemia acuta negli adulti, viene diagnosticata prevalentemente in persone di età superiore ai 60 anni. Nonostante i progressi terapeutici, i risultati restano limitati, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni di circa il 17% negli adulti. In Europa, si stima che l’incidenza della Lma sia raddoppiata tra il 1990 e il 2021 con un aumento dei casi da 11.185 a 23.705. 

“Convivere con la leucemia mieloide acuta presenta sfide significative per i pazienti e le loro famiglie, soprattutto considerando la prognosi spesso sfavorevole associata a questa malattia - afferma Samantha Nier, Network Director, Acute Leukemia Advocate Network (Alan) - Siamo lieti di constatare i progressi che ampliano le opzioni terapeutiche per la comunità dei pazienti con leucemia mieloide acuta, soprattutto per coloro che al momento della diagnosi hanno a disposizione scelte limitate”.  

La decisione della Ce - si legge nella nota - si basa sui dati dello studio clinico di fase 1/2 Ascertain-V (NCT04657081), per la valutazione della sicurezza e dell’efficacia del regime orale decitabina/cedazuridina in associazione a venetoclax nei pazienti con nuova diagnosi di Lma non eleggibili alla chemioterapia di induzione standard. Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario, con il 46,5% dei partecipanti in remissione completa (Cr) alla mediana di 2,4 mesi. Tra i partecipanti che hanno raggiunto la Cr, l’80% è rimasto in remissione a 6 mesi e il 75,3% a 12 mesi. La combinazione completamente orale ha dimostrato una sopravvivenza globale mediana di 15,5 mesi, e i più frequenti eventi avversi di grado ≥3 derivanti dalla terapia sono stati anemia (38,6%), neutropenia (35,6%) e neutropenia febbrile (49,5%). I tassi di mortalità a 30 e 60 giorni sono stati rispettivamente il 3,0% e il 9,9%. 

 

“I pazienti adulti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta che non sono idonei alla chemioterapia di induzione standard - sottolinea Adriano Venditti, direttore del dipartimento di Onco-ematologia, Policlinico Tor Vergata, Roma - presentano una prognosi particolarmente complicata con opzioni terapeutiche limitate. Questa approvazione offre una nuova opzione ai pazienti e costituisce un’efficace novità nel panorama terapeutico in evoluzione della Lma”.  

Per Andy Hodge, presidente e Ceo di Otsuka Pharmaceutical Europe Ltd: “Questa decisione riflette il nostro costante impegno nell'ampliare le opzioni terapeutiche e nel migliorare l'assistenza per le persone affette da malattie rare come la leucemia mieloide acuta. Continuiamo a focalizzarci sul supporto dei pazienti e degli operatori sanitari attraverso la continua ricerca e l'innovazione”. Aggiunge Alessandro Lattuada, Managing Director di Otsuka Pharmaceutical Italy. “Questa approvazione, rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con leucemia mieloide acuta non eleggibili alla chemioterapia di induzione standard. Siamo orgogliosi di contribuire a rendere disponibile una nuova opzione terapeutica completamente orale, supportata da evidenze cliniche significative. Il nostro impegno è continuare a investire nella ricerca per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti delle persone che convivono con patologie onco-ematologiche complesse come la Lma”. La decisione - conclude la nota - fa seguito al parere positivo del Committee for Medicinal Products for Human Use (Chmp) di Aprile 2026. La nuova autorizzazione è valida in tutti i 27 Stati membri della Ue, in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. 

24 giu 2026

Cancro al seno metastatico, ok in Ue a nuovo trattamento in prima linea

(Adnkronos) - Gilead Sciences ha annunciato oggi che la Commissione europea (Ce) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di sacituzumab govitecan come monoterapia per il trattamento di pazienti adulte con tumore del seno triplo negativo (Tnbc) non resecabile o metastatico che non abbiano precedentemente ricevuto una terapia sistemica per la malattia metastatica e che non siano candidate alla terapia con inibitori di Pd-1 o Pd-L1. Sacituzumab govitecan è il primo anticorpo farmaco coniugato (Adc) - riferisce una nota - ad essere approvato come terapia di prima linea per il tumore al seno triplo negativo metastatico nei 27 Stati membri dell’Unione europea, in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. 

“La nuova approvazione è una novità importante per le pazienti e i clinici di tutto il Vecchio Continente”, afferma Giuseppe Curigliano, direttore divisione Nuovi farmaci per Terapie innovative dello Ieo e professore Dipo-Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell'Università di Milano. “Il tumore al seno triplo negativo rappresenta il 10-15% di tutti i nuovi casi di carcinoma mammario che in Italia corrispondono a oltre 8mila diagnosi ogni anno. Per queste pazienti - spiega - arriva una opzione terapeutica efficace. Ha, infatti, dimostrato di poter ritardare in modo significativo la progressione di una malattia tendenzialmente molto aggressiva. Quello della neoplasia mammaria si conferma uno scenario terapeutico in continua e rapida evoluzione”. 

L’autorizzazione all’immissione in commercio concessa dalla Ce si basa sui dati dello studio di fase 3 Ascent-03, che ha dimostrato una sopravvivenza libera da progressione (Pfs) statisticamente significativa e clinicamente rilevante per sacituzumab govitecan, rispetto alla chemioterapia standard, come trattamento di prima linea. Nello studio, il farmaco ha dimostrato una riduzione del 38% del rischio di progressione di malattia o di morte nelle pazienti non idonee al trattamento con inibitori di Pd-1/Pd-L1. Il trial - informa la farmaceutica - ha utilizzato un disegno crossover incentrato sul paziente, che ha consentito alle pazienti del braccio chemioterapico di ricevere sacituzumab govitecan alla progressione di malattia. L’approvazione della Ce, basata sulla solidità dei dati relativi alla Pfs, conferma l’obiettivo dello studio di dimostrare che l’uso precoce di sacituzumab govitecan offre un beneficio clinico rispetto alla chemioterapia per le pazienti con Tnbc metastatico. 

 

“In un contesto di elevato bisogno clinico insoddisfatto, come quello del carcinoma mammario triplo negativo - sottolinea Carmen Piccolo, direttore medico di Gilead Sciences Italia – l’introduzione di sacituzumab govitecan nella prima linea di trattamento conferma l’impegno di Gilead nello sviluppo di terapie innovative in oncologia. Si tratta del primo anticorpo farmaco-coniugato autorizzato per il trattamento di prima linea del tumore della mammella triplo negativo metastatico. Questa innovazione riflette la scienza trasformativa e l’approccio pionieristico di Gilead alla ricerca in oncologia, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni capaci di fare una reale differenza per i pazienti. È ora fondamentale garantire un accesso tempestivo anche in Italia, affinché le pazienti possano beneficiare rapidamente di questa nuova opportunità”. 

Gilead - conclude la nota - ha presentato anche all’Agenzia europea per i medicinali una domanda integrativa relativa a sacituzumab govitecan in combinazione con pembrolizumab per pazienti affette da Tnbc Pd-L1 positivo, non resecabile, localmente avanzato o metastatico, sulla base dei dati dello studio di fase 3 Ascent-04. La richiesta è attualmente in fase di valutazione. Se approvato, sacituzumab govitecan potrebbe diventare un trattamento di base nel Tnbc metastatico di prima linea in Europa, indipendentemente dallo stato di Pd-L1, così come già suggerito dalle linee guida della Società europea di oncologia medica (Esmo). 

24 giu 2026

Schwazer: "Io innocente, chiederò solo controanalisi. Non ho energie per difendermi, la famiglia ha priorità"

(Adnkronos) - "Sono innocente, non ho assunto Epo né altre sostanze dopanti, ma stavolta non mi difenderò, non ho la forza e l’energia per farlo". Alex Schwazer torna a commentare - sui social - la notizia della sua positività all'Epo in un controllo antidoping eseguito a Francoforte dopo la maratona di marcia dei campionati tedeschi dello scorso 26 aprile, chiusa con il terzo tempo al mondo e il record italiano di 3h01’55”. 

Schwazer ha aggiunto: "Ora le mie priorità sono la famiglia, la mia salute e il lavoro. Non ho né l’intenzione né l’energia per ripetere le battaglie legali che ho affrontato e sostenuto dopo l’ingiusta ed infondata accusa di positività prima delle Olimpiadi di Rio, battaglie lunghe e stressanti che hanno dimostrato la mia innocenza ma che mi hanno profondamente segnato".  

 

E ancora: "Non voglio né posso mettere a rischio la mia salute per battaglie legali che mi sfiniranno a livello psicologico. Anche se non ho commesso quello di cui vengo accusato e ho la coscienza a posto, non ho intenzione di difendermi perché non ho nessuna fiducia in questo sistema a cui non credo più. Chiederò le controanalisi solo a condizione che venga analizzata anche la terza provetta, che ha conservato Sandro Donati, e che contiene l’urina residua di quella prelevata il 26 aprile scorso, così come indicato nel verbale di controllo. Ringrazio chi mi è stato vicino in questi anni, l’Avv. Gerhard Brandstätter ed il suo staff, la mia manager Giulia Mancini con Daniela Mancini, Giuseppe Sorcinelli e Alberto Serafin, il Prof. Sandro Donati, i miei tifosi e tutti coloro che mi hanno sostenuto ed incoraggiato manifestandomi il loro affetto" ha concluso l'azzurro, oro olimpico nella 50 chilometri di marcia a Pechino 2008.  

24 giu 2026

Lavoro, Ministero: ecco le misure del Piano Autoimpiego

(Adnkronos) - Sostenere l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro.  

E' questo l’obiettivo del Piano integrato Autoimpiego, che introduce agevolazioni economiche, formazione e servizi di tutoraggio per favorire l’avvio e l’accompagnamento di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero‑professionali su tutto il territorio nazionale. Le misure, introdotte dal Decreto Coesione (DL 60/2024), sono promosse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzate con risorse dell’Unione europea, attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e il Pnrr.  

In cosa consiste il Piano Autoimpiego? Il Piano, che si rivolge ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti, prevede queste misure: formazione facoltativa per i giovani che intendono avviare un’attività autonoma. Fornisce le competenze chiave e agevola l’accesso ai contributi; contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura; tutoraggio tecnico per realizzare gli investimenti, in fase di avvio e rendicontazione delle spese. È obbligatorio e garantito per tutti coloro che ottengono il contributo; tutoraggio gestionale per affrontare al meglio e risolvere le criticità tipiche delle fasi di startup di nuove attività, anch’esso obbligatorio e garantito per tutti coloro che ottengono il contributo. 

Come ottenere i contributi? L’attuazione delle misure è demandata ad Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, e all’Ente nazionale per il microcredito (Enm). Ci si rivolge ad Invitalia per inviare la domanda di contributo. Le agevolazioni economiche sono articolate in due misure: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro‑Nord. Entrambe sono finanziate dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. Ci si rivolge a Enm per i percorsi facoltativi di formazione e accompagnamento all’attività imprenditoriale e alla presentazione delle domande di incentivo. Questa misura è sostenuta con risorse del Pnrr, nell’ambito del programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). Invitalia inoltre garantisce ai giovani ammessi agli incentivi il tutoraggio tecnico per l’assistenza nelle fasi di avvio dell’attività e di rendicontazione delle spese. Enm garantisce invece il tutoraggio gestionale, utile a trattare e risolvere le criticità tipiche delle fasi di startup di nuove attività. Per maggiori informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi/autoimpiego 

24 giu 2026

Innovazione, Calzolari (BolognaFiere): "A Bologna il futuro è già il presente"

24 giu 2026

Centro Dbs Pavia, 100 interventi di neurostimolazione profonda per Parkinson

(Adnkronos) - Il Centro Dbs Pavia, nato dalla collaborazione tra Fondazione Mondino Irccs e Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, celebra la centesima procedura di impianto del dispositivo di neurostimolazione cerebrale profonda (Dbs), indicato per alleviare i sintomi motori della malattia di Parkinson. Questo risultato - informa una nota - è stato raggiunto grazie alla stretta e continua collaborazione tra le 2 strutture che permette ai pazienti di accedere a una presa in carico multidisciplinare lungo tutte le fasi del trattamento. La Fondazione Mondino svolge un ruolo centrale nella fase di selezione dei pazienti, volta a identificare con precisione chi possa trarre beneficio dal trattamento di neurostimolazione cerebrale profonda. “Questa procedura, tecnologicamente avanzata - afferma Roberta Zangaglia, direttore f.f. Uoc Parkinson e disordini del movimento, Fondazione Mondino Irccs - necessita di un’attenta valutazione per la corretta candidabilità all’intervento e di una successiva presa in carico post-operatoria per l’accensione e la regolazione del neurostimolatore. La nostra équipe, in collaborazione con i colleghi neurochirurghi, ha costruito una solida esperienza che include valutazioni neurologiche specialistiche, test farmacologici, approfondimenti neuropsicologici e indagini neuroradiologiche avanzate”. 

Il Policlinico San Matteo contribuisce con l’esperienza neurochirurgica e con l’utilizzo di sale operatorie e tecnologie dedicate alla chirurgia stereotassica. “Negli anni - aggiunge Patrizia Pisano, dirigente medico, Sc Neurochirurgia, Fondazione Irccs Policlinico San Matteo - abbiamo costruito non solo una collaborazione virtuosa tra colleghi delle due strutture, ma anche una forte sinergia tra le diverse figure altamente specializzate che seguono i pazienti durante l’intervento di posizionamento dello stimolatore. Oggi possiamo affermare di aver consolidato un percorso operatorio standardizzato, più veloce e sicuro. Tutto questo concorre a garantire il massimo benessere ai pazienti che prendiamo in carico”.  

La collaborazione prosegue anche nella fase post-operatoria, affidata alla Fondazione Mondino, dove vengono effettuate l’accensione e la regolazione del neurostimolatore, il monitoraggio clinico e l’ottimizzazione della terapia farmacologica. L’integrazione tra dati clinici e neuroimmagini avanzate permette di personalizzare ulteriormente il trattamento e migliorare gli esiti terapeutici. “La Dbs nella malattia di Parkinson è una procedura in continua evoluzione tecnologica, sempre più sicura ed efficace - sottolinea Claudio Pacchetti, consulente, già direttore del Centro Parkinson della Fondazione Mondino, Irccs, Pavia - La gestione ‘personalizzata’ del paziente è quindi una realtà concreta e possibile, e anche di elevata complessità e specializzazione. Pavia oggi è un centro di riferimento altamente qualificato per la gestione multidisciplinare della malattia di Parkinson e dei disturbi del movimento, valorizzando la complementarità delle competenze cliniche, chirurgiche e di ricerca delle due Istituzioni”. 

24 giu 2026

Veneto, Carron (Confindustria): "Regione risente di turbolenze globali"

(Adnkronos) - "L'economia del Veneto non si è fermata, ha rallentato e la stima di Banca d'Italia mette in evidenza comunque due aspetti. Industria ed export sono punti di forza, ma rendono la regione più esposta a dazi, crisi energetiche e tensioni geopolitiche". Così la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, intervenendo a Venezia al Roadshow promosso da Cdp e Confindustria. 

Carron ha evidenziato come il Veneto "continui a distinguersi per il forte contributo dell'industria manifatturiera alla produzione di ricchezza regionale e per una spiccata vocazione all'export, due elementi che rappresentano un vantaggio competitivo ma che, allo stesso tempo, aumentano la sensibilità del territorio alle dinamiche internazionali". Per la presidente degli industriali dell'area metropolitana Venezia-Padova-Rovigo, "le recenti tensioni commerciali e geopolitiche stanno incidendo in modo significativo sulle prospettive di crescita delle imprese venete". 

"Cassa Depositi e Prestiti è per noi un partner strategico, non solo un'istituzione finanziaria", ha detto la presidente di Confindustria Veneto Est, le imprese "sono chiamate a compiere un salto dimensionale e a rafforzare la propria struttura patrimoniale per affrontare le sfide poste dall'innovazione e dalla competizione globale. In questo percorso, il supporto di strumenti finanziari innovativi può rappresentare un elemento decisivo". 

La presidente di Confindustria Veneto est inoltre ha richiamato l'attenzione sul tema dell'abitare, sottolineando come "la competitività delle imprese passi anche dalla capacità di offrire ai lavoratori condizioni di vita sostenibili e servizi adeguati". 

24 giu 2026

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