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Eddie Brock, lo sfogo ripensando a Sanremo: "Io ultimo perché c’è gente che fa più marchette di me"

(Adnkronos) - A cinque mesi dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo, Eddie Brock torna a parlare dell'esperienza vissuta e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Il cantautore romano, al debutto tra i Big nell'ultima edizione della kermesse, si è classificato al 30esimo e ultimo posto con il brano 'Avvoltoi'. 

Ospite del Festival Bacco di San Gregorio Magno, in provincia di Salerno, Brock si è soffermato sulla sua partecipazione alla kermesse lanciando qualche frecciatina ai colleghi. "Io quest’anno, come penso voi sappiate, ho fatto un contest, una gara in un teatro ligure che si chiama Sanremo e devo dirvi che è stato stressante. Sono stati sette giorni abbastanza folli. Poi la cosa che mi ha più sorpreso di questi momenti liguri è che sette giorni prima del Festival eravamo tutti amici, poi… poi nessuno era più amico mio. Com’è possibile? È normale secondo voi?", ha dichiarato dal palco.  

 

 

L'artista ha parlato del motivo che l'ha spinto a scrivere il brano presentato al Festival: "Quando non sei nessuno sono tutti amici tuoi. Quando fai qualcosa sono inizialmente amici tuoi, però appena sei poco più di loro sei cattivo, capito? A me non è che mi sia piaciuto molto quel periodo. E quindi cosa ho fatto? Ho scritto questa canzone per tutte le persone che ti girano intorno nel momento di fragilità e che approfittano delle debolezze altrui e l’ho portata al Festival di Sanremo".  

E in conclusione, una battuta amara sul risultato ottenuto in classifica rispetto a quello dei colleghi: "Ovviamente è arrivata ultima perché ci sono state persone che hanno fatto più marchette di me. Sono cose che capitano". 

6 ago 2026

Pellacani cinquina d'oro agli Europei, trionfa con Pizzini nel sincro dal trampolino

6 ago 2026

Usa senza armi e munizioni, Trump se la prende con Hegseth: lo scontro e la smentita

(Adnkronos) - Donald Trump se l'è presa con Pete Hegseth, segretario alla Difesa, per la carenza di armi e munizioni che condiziona la strategia degli Stati Uniti nella crisi con l'Iran. L'ira del presidente, scrive il Washington Post citando le informazioni fornite da due fonti, si è manifestata in maniera plateale la scorsa settimana a Camp David. Trump ha chiesto chiarimenti a Hegseth a margine di una riunione di gabinetto. Il presidente era convinto che la questione munizioni "fosse stata sistemata". Il quadro, invece, si è rivelato diverso: la carenza di sistemi di difesa, in particolare intercettori, avrebbe costretto gli Stati Uniti a rivedere la propria linea. Hegseth, secondo il Washington Post, si è difeso scaricando eventuali responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg: colpa sua se la questione non è stata illustrata con chiarezza al presidente. 

 

La Casa Bianca e l'amministrazione smentiscono attriti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, afferma che si tratterebbe di "notizie false al 100%. Non è mai successo. E il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth". Allo stesso modo, il portavoce del Pentagono Sean Parnell afferma che "il segretario Hegseth non ha tratto in inganno nessuno riguardo alla nostra situazione in materia di munizioni e non ha incolpato il vicesegretario Feinberg. Queste affermazioni sulle scorte esaurite, sui disaccordi interni, sulla posizione del Segretario sull'Iran... sono altrettanto inventate. 

 

Washington ha dovuto rinunciare ad una nuova escalation per privilegiare la linea diplomatica, alla ricerca di un complesso accordo per porre fine alla crisi e riaprire lo Stretto di Hormuz. Lunedì, in effetti, Trump ha reso noto di aver congelato "il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale". Pubblicamente, il presidente degli Stati Uniti continua a ripetere che le forze armate americane hanno "enormi quantità di munizioni. Vengono prodotte e consegnate quando servono". E se la prende sistematicamente con i "leakers", i soggetti che - soprattutto nell'ambito dei media - diffondono notizie prive di fondamento con "dichiarazioni che rappresentano un tradimento".  

Il Washington Post evidenzia che solo nel solo primo mese di combattimenti contro l'Iran - a marzo - gli Stati Uniti hanno lanciato più di 850 missili da crociera Tomahawk e oltre 1.000 sistemi Patriot e THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), come riportato in precedenza dal Washington Post. Gli Stati Uniti hanno anche utilizzato più di 1.300 missili balistici tattici dell'esercito nelle prime settimane di combattimento, ha dichiarato un funzionario statunitense al Washington Post. Le scorte di missili ATACM, missili a corto raggio, sono andate praticamente esaurite. 

6 ago 2026

Pa, Margiotta (Confsal): "Contratto Funzioni Centrali 2025-2027 rafforza salari, diritti e innovazione"

6 ago 2026

Palermo: inaugurata la nuova fermata di Amat

(Adnkronos) - È stata inaugurata questa mattina, ed entrerà in funzione domani, nei pressi del parcheggio del Palermo Marina Yachting, la nuova fermata del servizio urbano Amat, che consentirà di raggiungere con maggiore facilità uno degli spazi più frequentati e simbolici della rigenerazione del waterfront palermitano. Il nuovo punto di accesso al trasporto Cittadino sarà servito dalle linee 103, 104 e 107, garantendo un collegamento diretto tra il fronte a mare e le principali direttrici urbane. 

Alla cerimonia hanno partecipato la presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, l'assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Alessandro Aricò, l'assessore all'Urbanistica del Comune di Palermo con delega alla Polizia municipale e ad Amat Maurizio Carta, il presidente Amat Giuseppe Mistretta, e l'assessore comunale alle Società partecipate Brigida Alaimo. 

"Fino a oggi mancava un collegamento diretto con il trasporto pubblico urbano. Era un'esigenza che veniva rappresentata da cittadini, visitatori e operatori del settore, soprattutto nelle ore serali e durante i mesi estivi. Da questa necessità è nata, insieme al presidente di Amat, l'idea di attivare una fermata dedicata, che è stata sviluppata rapidamente grazie alla collaborazione del Comune di Palermo, della Regione siciliana e di tutti gli enti coinvolti", ha detto Annalisa Tardino. L'assessore Alessandro Aricò ha evidenziato l'importanza della collaborazione con Amat: "Questa iniziativa è il risultato di una proficua collaborazione tra Regione, Comune, Autorità di Sistema portuale e Amat. Investire nell'integrazione dei trasporti significa rafforzare anche la vocazione turistica della città", sottolineata anche dal presidente Amat Mistretta, che ha anche preannunciato che nei prossimi giorni sarà installata una nuova palina elettronica che indicherà in tempo reale le linee in servizio e gli orari di arrivo degli autobus. 

6 ago 2026

Trentino, 13enne precipita sul Latemar e muore

6 ago 2026

Crans Montana, l'Italia non sarà parte civile. Svizzera: "Non è parte lesa"

(Adnkronos) - E' stata respinta in Svizzera la richiesta dell'Italia di costituirsi parte civile nel procedimento sul rogo di Crans Montana, dove i morti sono stati 41 e i feriti 115. Tra le vittime ci sono stati anche sei ragazzi italiani. E' quanto si legge nel provvedimento, datato 23 luglio, indirizzato all'avvocato che rappresenta il governo italiano, Romain Jordan, sul processo per l'incendio divampato nella notte di capodanno nel bar Le Constellation.  

L'Italia ha già presentato ricorso contro l'ordinanza del 29 luglio che ha rigettato la costituzione di parte civile del Governo italiano nel procedimento giudiziario per il disastro di Crans Montana. Tramite l’avvocato svizzero che tutela gli interessi italiani, si legge in una nota della Farnesina, è stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice svizzero del tribunale che non sono condivise e che sono superate anche alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, pertanto si insiste perché sia ammessa la costituzione di parte civile.  

 

Fra i morti dell'incendio di Crans Montana della notte di Capodanno gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti fra i 15 e i 17 anni. L’incendio al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana sarebbe stato innescato da una candela scintillante fissata a una bottiglia di champagne. Quando hanno sollevato la bottiglia, la fiamma ha raggiunto il soffitto e l’incendio si è propagato in pochi secondi, scatenando il panico tra le circa 200 persone presenti, molti minorenni.  

L'unica uscita era troppo stretta: i clienti hanno sfondato una vetrina per fuggire. Testimoni hanno parlato di "panico assoluto" con urla, caos e persone che cercavano di uscire schiacciandosi all’unica porta disponibile. 

I proprietari del bar Jacques e Jessica Moretti, proprietari del bar “Le Constellation”, hanno negato ogni responsabilità nell’incendio di Capodanno. In tribunale hanno dichiarato di non sapere che le candele scintillanti potessero provocare un rogo. Jacques Moretti ha sostenuto che le candele erano autorizzate e collaudate dai vigili del fuoco e che pensavano fossero sicure, salvo possibili danni alle attrezzature. Entrambi hanno affermato che non avrebbero mai immaginato potessero causare una tragedia di tali proporzioni. 

 

Si è chiuso, invece, circa tre mesi fa il capitolo delle tensioni tra Italia e Svizzera. Berna ha annunciato che non invierà più le fatture alle famiglie italiane delle vittime di Crans-Montana. La vicenda mesi fa aveva acceso lo scontro diplomatico con conti da decine di migliaia di euro e la dura reazione di Palazzo Chigi con la conclusione positiva per l'Italia.  

6 ago 2026

Fauci colpevole di oltraggio al Congresso, ora rischia processo

(Adnkronos) - Anthony Fauci - che ha guidato la risposta degli Stati Uniti alla pandemia da Covid-19 - è colpevole di oltraggio al Congresso. A deciderlo con un voto sono stati i senatori repubblicani della commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato. 

Il voto arriva dopo che Fauci ha invocato il Quinto Emendamento più di 100 volte durante un’audizione la scorsa settimana, rifiutandosi di rispondere alle domande per il timore che le sue dichiarazioni potessero essere utilizzate dai Repubblicani per muovere accuse contro di lui. Il presidente della commissione, il senatore Rand Paul, che da tempo cerca di attribuire a Fauci la responsabilità delle carenze nella risposta alla pandemia, ha avvertito che "ci saranno ripercussioni per il suo rifiuto di testimoniare". 

Il voto di oggi potrebbe avviare un processo che porterebbe il Dipartimento di Giustizia a valutare se incriminare Fauci. Il presidente della Commissione, il repubblicano Randy Paul, ha annunciato la consegna 'a mano' della richiesta al Procuratore Generale e al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti. "Si tratta di una procedura che esula dal normale iter legislativo, quindi non deve passare alla Camera, non deve essere firmata dal presidente e, in realtà, non deve nemmeno essere sottoposta al Senato", ha affermato dopo il voto. Paul non ha escluso la possibilità di tenere una votazione al Senato in un secondo momento, riporta la Cnn, che cita alcune dichiarazioni rilasciate dal senatore due giorni fa, quando aveva ammesso che esistono pochi precedenti in cui si sia aggirata la votazione in plenaria del Senato prima di chiedere al Dipartimento di Giustizia di formulare accuse di oltraggio al Congresso. "Non ci sono molti precedenti in merito, ma non si tratta di una legge, quindi non esiste una procedura precisa da seguire. "Si tratta di un rinvio, di una raccomandazione". 

Il vicepresidente JD Vance dovrà ora approvare la procedura della Commissione in virtù del suo ruolo costituzionale di presidente del Senato. Spetterà poi al Dipartimento di Giustizia decidere se formulare accuse formali, che saranno quasi certamente contestate dagli avvocati di Fauci, dando il via a una battaglia legale che si preannuncia lunga. 

Il voto sull'accusa di oltraggio nei confronti di Fauci viene già definito dal legale dell'esperto, David Schertler, una "volgare manovra politica" volta a punire l'ex direttore dell'Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive per aver esercitato i propri diritti costituzionali.  

"La risoluzione odierna è la continuazione della vendetta personale del senatore Paul contro il dottor Fauci, che ha dedicato 50 anni alla sanità pubblica e ha salvato innumerevoli vite", ha affermato Schertler in una dichiarazione. "È vergognoso e sbagliato che il senatore Paul stia abusando del proprio potere cercando di strumentalizzare il Dipartimento di Giustizia contro un onorevole funzionario pubblico". 

6 ago 2026

Carolina Marconi, la corsa al pronto soccorso: "Certe paure non vanno mai via"

(Adnkronos) - Ora sta bene, ma la paura che il tumore potesse tornare è stata forte. Carolina Marconi ha raccontato sui social di aver vissuto alcuni giorni nella paura durante le vacanze estive in Sardegna, culminate con una corsa al pronto soccorso di Roma. "Quando sono partita per la Sardegna, il 13 luglio, avevo già iniziato ad avere sintomi strani: mal di testa fortissimi, nausea, vista che si annebbiava, linee a zig zag davanti agli occhi, formicolio alle dita. Continuavo a dirmi: 'Sarà lo stress, passerà'. Ma non passava".  

Anzi, racconta anche la showgirl, che durante la vacanza i sintomi sono diventati più frequenti: "E mentre ero in un posto meraviglioso, dentro di me combattevo con una paura che conoscevo fin troppo bene". Marconi però ha preferito non parlarne con nessuno: "Ho cercato di sorridere. Ho cercato di convincermi che fosse tutto nella mia testa". 

Tornata a Roma, però, il corpo l'ha "costretta" a fermarsi. "Pressione altissima, nausea, un mal di testa insopportabile, l’occhio che tremava, metà labbro che tremava. Alessandro mi ha portata al pronto soccorso. Mi hanno preso subito. Flebo, elettrocardiogramma... e poi la Tac".  

 

 

Un luogo, una sensazione che le è familiare: "Credetemi, quei minuti sembravano eterni. Chi ha vissuto un tumore sa che certe paure non se ne vanno mai davvero. Basta un sintomo e la mente torna immediatamente al periodo più buio della propria vita".  

Fortunatamente, la Tac è risultata negativa: "In quel momento mi sono sentita rinascere. Mi hanno spiegato che ho un’inversione della lordosi cervicale, che può provocare forti cefalee. Per i disturbi visivi e gli altri sintomi dovrò fare una risonanza magnetica e una visita neurologica: il sospetto è che si tratti di emicrania con aura". 

Non è finita qui, ma ora Marconi può aspettare gli accertamenti con più serenità. Poi, in conclusione lascia una riflessione per i follower: "La vita è un regalo immenso. Ci lamentiamo per tante sciocchezze, poi basta un esame, un’attesa, una porta del pronto soccorso... e capisci cosa conta davvero. Sì, ci sono giorni in cui la cura ormonale mi mette a dura prova. Ci sono giorni in cui il corpo pesa, la testa scoppia e l’umore crolla. Ma non voglio lasciare che siano quei giorni a definirmi. Voglio continuare a scegliere la gratitudine. Voglio continuare a credere nel domani. Voglio continuare a sorridere. E soprattutto... Non si molla un cazzo. Mai". 

6 ago 2026

L'Osteria delle Dame, la 'casa' artistica di Guccini a Bologna è pronta a riaprire

(Adnkronos) - "Dobbiamo avere le ultime autorizzazioni, ma posso dire quasi con certezza che a settembre saremo pronti a riaprirlo come museo. Speravamo che ci fosse anche lui". Così all’Adnkronos Andrea Bolognini, avvocato e fondatore della 'Casa della canzone d’autore', parla dell’imminente rinascita dell’Osteria delle Dame nel giorno della morte di Francesco Guccini, che definisce "un lutto collettivo" e "un grande smarrimento". Lo storico locale bolognese, fondato nel 1970 dal grande cantautore e dal frate domenicano Padre Michele Casali, fu palcoscenico di notti memorabili, musica e storia che "a Bologna ancora oggi ricordano": da lì sono passati Lucio Dalla, Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi e anche Fabrizio De André. Dopo la cessazione degli spettacoli nel 1985 e la chiusura definitiva nel 1987 per motivi legali-amministrativi, l’Osteria è rimasta "fisicamente chiusa per 32 anni", fino alla rilevazione da parte di Bolognini nel 2017 per ospitare la 'Casa della canzone d’autore', contestualmente alla presentazione dell’album 'L'Ostaria delle dame' di Guccini, tornato dopo molti anni in quello che era stato uno dei luoghi simbolo della sua formazione artistica: una raccolta di brani registrati dal vivo durante i suoi concerti tenuti nei primi Anni 80 in quel luogo diventato un simbolo. 

"Francesco è stato un punto di riferimento, un elemento di formazione per tantissimi ragazzi ed ex ragazzi", ricorda. "Era l'equivalente di un grande scrittore, di un grande poeta". L’Osteria, nata come spazio di musica, convivialità e goliardia, fu anche il laboratorio in cui Guccini si formò come intrattenitore, protagonista di serate che Bologna ricorda ancora oggi. "Parliamo di anni e anni di vita notturna bolognese, con tutto quello che ne è derivato. Non era solo vino e musica: era un aspetto culturale della città, e un po' anche d’Italia". Bolognini, negli ultimi anni, ha avuto modo di conoscerlo più da vicino: "Era una persona infinita, piena di cose belle e interessanti. E quando abbiamo fatto qualcosa, se ha potuto, è venuto". Oggi l’Osteria delle Dame si prepara a una nuova vita. Rimasta chiusa per tantissimi anni, con l’arredamento originale degli Anni 70 "miracolosamente intatto", sta per riaprire come museo. "È l’unica forma che ci consente di salvarlo e tenerlo aperto", spiega Bolognini, perché "è un locale che storicamente non ha mai avuto permessi di uso pubblico o licenze commerciali: non è ristorazione, non è punto vendita, e non lo era neppure negli anni in cui era così in voga con Francesco. Per questo, l’unica forma che ci consente di tenerlo aperto è la funzione museale".  

 L’archivio storico del locale - foto, video, documenti, molti di cui inediti - sarà finalmente accessibile, insieme a un percorso che restituisce atmosfera, epoca e memoria. La programmazione non potrà essere quella di un locale aperto ogni sera, ma ci sarà spazio per eventi selezionati, presentazioni, musica "in forma rispettosa". "Tutto quello che potremo fare, lo faremo. Abbiamo tante idee. Il fatto che l’Osteria diventi un centro museale ci consentirà davvero di far ripartire un po’ di attività: eventi musicali e iniziative molto vicine a ciò che è sempre stato questo luogo". L’apertura come museo era già prevista, ma ora con la morte di Guccini assume un significato diverso: "Ci sarà un motivo ancor più valido per tenere vivo e aperto il locale e il ricordo di lui". Perché Guccini, dice Bolognini, "non era solo la musica: era un riferimento in senso ampio".  

6 ago 2026

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