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Buse contro il tennis femminile: "E' uno sport diverso, anche il numero 200 batterebbe Rybakina"

18 set 2026

Roma Capitale, Rocca: "Da Pd ci fu grande tradimento su riforma"

(Adnkronos) - "Il tema su cui mi sono dispiaciuto, anche per Gualtieri, perché ero a quel tavolo, è stato il suo silenzio davanti al tradimento che il Pd ha fatto su Roma per la riforma di Roma Capitale: quello è stato un grande tradimento". Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato dal direttore di Adnkronos Davide Desario a 'Il Giusto sentiero 2026', la due giorni di dibattiti organizzata a Nemi dalla Federazione provinciale di Roma di Fdi, riferendosi al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.  

"L'accordo era fatto e il testo c'era" continua. Poi cosa è successo?"Il referendum" sulla giustizia "e hanno fatto saltare il tavolo". Secondo Rocca "Roma è stata sacrificata sull'altare del referendum sulla giustizia e della retorica che quel referendum ha portato con sé sul fatto che la 'Costituzione non si tocca'". 

Riguardo al record di longevità nella storia repubblicana raggiunto dal governo Meloni, Rocca spiega che nella situazione internazionale "avere un governo stabile, interlocutori che nel tempo portano la visione e il dialogo, è essenziale: poter costruire e programmare". Aggiungendo poi che un esecutivo duraturo consente di "poter garantire stabilità e coerenza nelle decisioni nel tempo".  

In ambito internazionale, il governo Meloni ha avuto "una postura che ha garantito all'Italia dialogo, ascolto e rispetto da parte dei nostri interlocutori e quando questo rispetto qualcuno ha provato a mancarlo" la premier "ha dimostrato che sappiamo farci sentire, anche quando si tratta di alleati", ha concluso Rocca. 

 

Parlando dell'esenzione del bollo auto, Rocca definisce il "provvedimento molto chiaro e "c'è scritto che ci sarà un decreto di riparto dal ministero dell'Economia e le Regioni non soffriranno alcun taglio". Secondo Rocca c'è "chi crea allarmismo" ma da parte del governo "c'è un impegno e una norma e a ciò mi attengo". La misura per l'abolizione del bollo auto "è arrivata inaspettata" ed "è stata data una risposta che si attendeva da anni". Rocca ha ricordato che da parte del governo c'è l'impegno affinché, con l'abolizione del bollo auto, non ci siano tagli per le Regioni e "trovatemi una cosa su cui Meloni ha messo la faccia e poi ha fatto marcia indietro". 

 

Rispondendo a una domanda sulla Lazio, Rocca afferma che "il problema non è la proprietà ma la postura". "Il problema non sono i risultati calcistici, ma la postura istituzionale di un senatore e di un presidente di una società quotata in borsa - continua - Non è un tema di risultati".  

Secondo Rocca "se vuoi fare il presidente di una società di calcio devi sapere misurarti anche con la componente irrazionale del tifo e saper misurare le tue parole per non incendiare, per non essere il primo degli incendiari". 

"Sullo stadio della Roma e sullo stadio della Lazio ho sempre remato a favore e ho sempre accompagnato la velocità di questi procedimenti. Sia la Roma che la Lazio devono avere dei luoghi importanti su cui giocare", dice ancora, sottolineando il suo impegno per entrambe le strutture. 

 

"Quando siamo arrivati c'erano poco meno di 53mila dipendenti del servizio sanitario. Oggi oltre a 3mila persone stabilizzate nel servizio sanitario, sono 58mila i dipendenti: abbiamo 5mila tra medici e infermieri in più nel nostro servizio sanitario e il mio obiettivo è arrivare a circa 10mila per fine 2027", afferma Rocca sulla sanità nel Lazio e i numeri dei dipendenti. "In un anno la Regione Lazio ha prodotto 38mila interventi chirurgici in più rispetto all'anno precedente", continua Rocca sottolineando che "abbiamo abbattuto e azzerato le liste di attesa chirurgiche oncologiche". 

 

Infine Rocca esprime "la mia piena vicinanza alla professoressa aggredita questa mattina all’Istituto Giovanni Verga di Roma, alla quale rivolgo l’augurio di una pronta ripresa. Quanto accaduto è un episodio grave e doloroso. Il gesto compiuto da un ragazzo così giovane ci lascia attoniti e deve interrogarci profondamente, come istituzioni e come comunità, sul disagio che possono attraversare i nostri ragazzi e sulla necessità di non lasciarli soli. La mia vicinanza va anche agli studenti, alle famiglie, ai docenti e a tutto il personale dell’istituto, profondamente scossi da quanto avvenuto. Ringrazio i carabinieri e gli operatori sanitari intervenuti tempestivamente".  

 

 

18 set 2026

Milano, progetto Tales racconta in 30 foto la scienza alla città

(Adnkronos) - Trenta immagini scientifiche, realizzate da giovani ricercatori e frutto del loro lavoro, si trasformano in opere d'arte e, dal 21 al 27 settembre, saranno esposte sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano (Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi, Porta Genova). Ogni scatto è accompagnato da un QR code per spiegarne il significato. La mostra dinamica è il cuore del progetto 'Tales - The Art of Life Sciences', iniziativa che nasce per promuovere la cultura scientifica e la ricerca, avvicinandole ai cittadini. Il progetto - informa una nota - culmina il 25 settembre con l'evento di premiazione a Palazzo Lombardia, organizzato in collaborazione con Regione Lombardia, in cui saranno annunciate le 3 immagini vincitrici di Tales 2026, selezionate da una giuria. I 3 giovani ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda. Tales 2026 è promosso da Bion - Cluster lombardo scienze della vita, con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, e ha visto il coinvolgimento di oltre 30 Università e Centri di ricerca sul territorio regionale. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo.  

"Cellule, tessuti, strutture biologiche, dati, modelli e fenomeni invisibili a occhio nudo: le immagini in gara raccontano il lavoro quotidiano di chi fa ricerca e offrono una diversa prospettiva sui processi, sulle tecnologie e sulle scoperte che prendono forma nei laboratori - spiega Gianluca Vago, presidente di Bion – Cluster lombardo scienze della vita e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano - Questo progetto nasce per comunicare la scienza attraverso le sue immagini, con l'obiettivo di creare una relazione tra ricercatori e pubblico in un percorso di scoperta, conoscenza e approfondimento del valore della ricerca. In questo modo, vogliamo avvicinare migliaia di cittadini alla scienza. Il progetto ha riscosso un grande successo, sono state inviate 148 immagini da giovani ricercatori che lavorano nei più importanti centri della Lombardia. I 30 scatti esposti nella mostra sono stati quelli più votati dal pubblico sulla gallery online presente sul sito web di Tales, proprio per la loro capacità di raccontare la scienza e l'innovazione. Queste immagini escono così dai laboratori per entrare nella città di Milano". 

Grazie a Tales 2026, Bion - Cluster lombardo scienze della vita intende "valorizzare il lavoro svolto quotidianamente all'interno di Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, restituire alla collettività il valore delle attività di ricerca e innovazione sviluppate sul territorio e promuovere l'eccellenza lombarda nel settore delle scienze della vita", si legge nella nota. "La scienza diventa arte, senza perdere il proprio rigore, ma trovando nuovi modi di comunicare ciò che scopre e studia - sottolinea Vago - Vogliamo raccontare la ricerca attraverso le immagini e il lavoro dei giovani talenti che stanno plasmando il presente e il futuro della scienza, dell'innovazione e della salute. Tales vuole promuovere la cultura scientifica, per costruire una comunità che sostenga l'accesso delle nuove generazioni alle materie tecnico-scientifiche, a favore di un Paese in grado di innovare, curare e crescere. E prova a farlo anche utilizzando il potere della bellezza". 

Il contest 'The Art of Life Sciences' è stato avviato il 22 luglio con la possibilità, per i ricercatori under 40, di caricare le immagini in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it). Dal 27 agosto al 7 settembre si è svolta la votazione online da parte del pubblico. Dal 21 al 27 settembre, nell'ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, le 30 immagini più votate saranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano e il 25 settembre, presso Palazzo Lombardia, è prevista la premiazione di 3 giovani ricercatori. Sul sito talesofbion.it resterà visibile la gallery delle 148 immagini che hanno partecipato al contest. 

18 set 2026

Madre e figlia morte per ricina, tra elementi certi e forti indizi: la verità sul giallo di Pietracatella arriverà da Berlino

(Adnkronos) - La verità sul giallo di Pietracatella arriverà solo da Berlino. Se saranno state trovate tracce di ricina su resti di cibo o sul vestiario, allora tutti i dubbi su quanto realmente accaduto scompariranno. E ci sarebbero elementi certi che inducono a indagare per duplice omicidio premeditato per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute nel dicembre scorso, dopo essere state avvelenate dalla ricina a Pietracatella. È quanto ribadiscono fonti vicine all’indagine. Forti indizi di reato che già sarebbero nelle mani degli inquirenti, impegnati a ricostruire le circostanze nelle quali madre e figlia sono entrate in contatto con la sostanza tossica. L’ipotesi investigativa di un’azione volontaria, dunque, avrebbe trovato ulteriori elementi di sostegno. 

Indicazioni nella stessa direzione sarebbero arrivate, seppure ancora informalmente, anche dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Le loro valutazioni dovranno ora essere formalizzate nelle relazioni ufficiali attese dalla Germania. Proseguono, intanto, le audizioni delle persone informate sui fatti e gli approfondimenti sui rapporti personali e familiari delle vittime. L’obiettivo è chiarire chi possa aver avuto accesso alla ricina, come la sostanza sia stata utilizzata e attraverso quale alimento o in quale altro modo sia stata assunta. Infine l’avvocato di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla continua ad invitare alla prudenza e ribadisce: “La possibilità di una intossicazione accidentale, senza nessun colpevole e nessuna trama, resta assolutamente in piedi e noi lo abbiamo sempre sostenuto". 

 

"La ricina in Italia è molto diffusa e la pianta da cui deriva è comune. Si trova facilmente, al pari di specie come il rosmarino e il lentisco. Nel nostro Paese i semi di ricino sono inoltre utilizzati nell'industria per la produzione di olio di ricino e di alcuni prodotti, come shampo e detergenti. Per ottenere e trattare una sostanza tossica di questo tipo sono necessarie conoscenze e competenze specifiche. Non è certo un rimedio casalingo, né qualcosa che possa essere gestito senza preparazione. La ricina è infatti una sostanza altamente tossica, utilizzata come arma chimica in guerra". A dirlo all'Adnkronos Salute è Matteo Guidotti, esperto del Cnr di Milano, a margine delle Giornate dell'etica di Aiom, in corso a Erice (Trapani), dedicate al tema 'Guerra, salute globale e oncologia'. 

Il riferimento è ovviamente al giallo di Pietracatella. Secondo Guidotti, "per reperire informazioni o materiali sulla ricina non è necessario ricorrere al dark web". Inoltre, "la ricina è una tossina conosciuta da molto tempo. È possibile che in passato si siano verificati casi di avvelenamento che non sono stati riconosciuti come tali, perché non era possibile collegare con precisione determinati sintomi alla presenza della ricina".  

L'esperto precisa di non voler entrare nel merito dell'inchiesta. "Non voglio intervenire sulle indagini. Seguo la vicenda da spettatore, dal punto di vista molecolare. Ho letto sulla stampa alcune ipotesi, tra cui quella di una ricina sintetica, ma non ho elementi per confermarle". Per identificare e trattare una sostanza di questo tipo, "servono esperienza e preparazione nel campo della chimica e della tossicologia", conclude. 

 

18 set 2026

Cybersicurezza, Armoni: "Con emulatore quantistico possibile gestire minacce e elaborare scenari di difesa"

(Adnkronos) - "Abbiamo creato un emulatore quantistico, cioè un software, che gira su macchine certificate e che permette di emulare la tecnologia quantistica su informatica tradizionale. Ciò permette di scalare dal punto di vista del numero di operazioni parallelizzate possibili, arrivando a numeri molto grandi su computer tradizionali, dove i dati non si muovono, ma stanno all'interno e risolvendo problemi di notevole entità”. Così Marco Armoni, direttore scientifico Centro italiano Emulazione Quantistica, in occasione del Ciso Meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cibernetica del Sistema Paese, svoltosi presso la Casa dell'Aviatore a Roma. 

Tra i focus principali del Ciso Meetup 2026, secondo Armoni “il tema dell’intelligenza artificiale e della protezione da qualsiasi tipo di minaccia. Il nostro emulatore, in tal senso, permette di lavorare su stati dimensionali notevoli e quando parliamo di minacce, parliamo di numeri impressionanti, di variabili - spiega - Un sistema tradizionale lavora a queste variabili, seppur dotate di intelligenza artificiale, in tempi molto lunghi, mentre noi, che lavoriamo parallelamente, arriviamo a lavorarlo in tempi estremamente rapidi. Un esempio che posso fare è la rilevazione da parte nostra di un attacco balistico, arrivato sul quadrante di uno Stato, dove abbiamo elaborato in 87 millisecondi ben 16 milioni di possibili scenari di difesa, trovando lo scenario di difesa migliore, con il 98% di riuscita, e dando il protocollo d'azione alle risorse militari. Stessa cosa accade nell'ambito della cybersecurity, con gli attacchi”, conclude Armoni. 

18 set 2026

Imprese, Ugoste (AssoCISO): "Vogliamo valorizzare ruolo Ciso e far crescere cultura sicurezza"

18 set 2026

Salute, odontoiatra Bartolommei: "Tecnologia coinvolge adolescenti nel trattamento"

(Adnkronos) - "In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi però la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento". Così Lorenzo Bartolommei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all'evento formativo dedicato all'ortodonzia in età evolutiva, presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli. 

"Deve esserci una sinergia tra medico e paziente - spiega Bartolommei - perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato". Un esempio arriva dalla presa delle impronte. "Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali - precisa - ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali". Secondo Bartolommei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. "Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute", sottolinea.  

C'è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. "Il rischio - evidenzia Bartolommei - è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato". La tecnologia interviene anche nella quotidianità del trattamento. "Gli allineatori - rimarca - sono meno invasivi e non impattano nella vita quotidiana del ragazzo: sono compatibili con la vita sociale e con le attività sportive, aspetti molto cari ai nostri pazienti adolescenti". 

18 set 2026

Fabrebas cita Mourinho: "Io come Cruijff? No, sono un allenatore da zero tituli'

(Adnkronos) - "Oggi sono stato con il presidente e gli ho chiesto di non dirlo più. Sono molto lontano da tanti. Come diceva Mourinho ci sono allenatori che hanno vinto titoli e alcuni che non ne hanno vinto nessuno. Io sono nella seconda parte. Per me la cosa più importante è il Como, non sono io. In questo senso sono tanto dentro il progetto, a livello umano, a livello tecnico". L'allenatore del Como Cesc Fabregas replica così alle parole del presidente del Como Mirwan Suwarso che lo ha paragonato a Johan Cruijff nel corso della conferenza stampa a due giorni dal match con il Frosinone.  

"La settimana è andata bene. Chi non ha giocato lunedì ha fatto una settimana di allenamento, chi ha giocato ha avuto più recupero e si è allenato più tranquillamente. Tutti sono disponibili per giocare, Addai sicuramente sarà in panchina se domani andrà bene: anche per non giocare, ma entrare nella dinamica della squadra. Il Frosinone gioca con personalità, se vogliamo vincere dobbiamo fare la partita perfetta: sono convinto di questo. Lo ripeto perché do tantissimo merito per quello che fanno, sono undici amici che muoiono l'uno per l'altro. Questo è un grande pericolo, per tutte le squadre: se vogliamo vincere dobbiamo fare la miglior gara della stagione. Mi aspettavo più gente in nazionale, stiamo aspettando quella francese per scoprire se saranno 10-11 giocatori che rimarranno qua. Va anche molto bene per noi", aggiunge il 39enne tecnico catalano che domani guarderà il big match dell'Olimpico Roma-Inter.  

"La guarderemo. Io da solo o con il mio staff. Il mio risultato perfetto per Roma-Inter? Io non guardo la partita perché penso che siano i nostri avversari, per me è un partitone. Sono le due squadre più forti in Italia per me. La Roma difensivamente e offensivamente soprattutto, visti i numeri. E l'Inter è l'Inter. La guardo perché mi piace il calcio e penso sarà incredibile. Non per altre ragioni". 

18 set 2026

Imprese, Bulgarelli (Bper Banca): "Sicurezza informatica attuale, rischi aumentati anche causa ai"

18 set 2026

Bollo auto, Ue valuterà esenzione: "Fondi Pnrr basati sui risultati". Giorgetti: "Sarà intervento strutturale"

(Adnkronos) - La Commissione Europea prende "atto della nuova misura adottata dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre", cioè l'esenzione per il 2027 dal bollo per auto di piccola cilindrata e motocicli, dice un portavoce dell'esecutivo Ue, aggiungendo che "i servizi della Commissione valuteranno la misura alla luce della relazione per Paese del 2026 e delle raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, nel contesto del prossimo semestre europeo 2027".  

Per quanto riguarda le risorse della Recovery and Resilience Facility "è importante ricordare che la Rrf è uno strumento basato sui risultati, nell'ambito del quale i pagamenti agli Stati membri vengono effettuati sulla base delle tappe fondamentali e degli obiettivi realizzati". 

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, a Dublino a margine dell'Eurogruppo e dell'Ecofin informale, ha spiegato che le coperture per l'esenzione nel 2027 dal bollo dei motoveicoli e delle auto di piccola cilindrata verranno in parte da "fondi del Pnrr" che lo Stato italiano ha preso in prestito dalla Commissione Europea, pagandoli, e che costituiscono dei "risparmi" non ricollocabili, essendo scaduti i termini. E di questi fondi, che sono "soldi nazionali" e non più "risorse europee", il governo e il Parlamento italiano dispongono "come meglio pare" loro, ha affermato Giorgetti.  

"Come dovrebbe essere noto, ma non è noto a tutti - ha ricordato - buona parte dei fondi del Pnrr non erano gratis. Sono loans (prestiti, ndr) pagati dal bilancio dello Stato. Sulle somme non utilizzate dei loans, che evidentemente non saranno prese dall'Europa, si liberano degli spazi di bilancio". E quelle, ha chiarito, "sono le economie rispetto a progetti che sono stati realizzati e su cui sono rimasti dei risparmi. Quindi, sono soldi nazionali, mica risorse del Pnrr o risorse europee. E' una normale copertura, come tutte le coperture sul bilancio nazionale". 

La Commissione Europea, ha continuato, "dice: teoricamente uno Stato, dopo aver chiesto cento miliardi di Pnrr, poteva anche restituirne cinquanta o utilizzarne trenta, o utilizzarne settanta e restituire il restante e poi fare un uso del risparmio in chiave nazionale. Una parte di questi 2,3 miliardi sono esattamente il Pnrr non utilizzato, in virtù dei risparmi che non potevano essere ricollocati perché, come noto, è scaduto il termine per poterli ricollocare". 

Per Giorgetti, quei fondi dunque non hanno più destinazione d'uso. "No - ha spiegato - siccome non sono risorse europee. Del bilancio dello Stato ovviamente il governo, e soprattutto il Parlamento, dispone come meglio gli pare. Può abbassare le tasse, può fare spese, può anche decidere né di fare tasse né di fare spese e di portarle a miglioramento dei risultati di bilancio". 

Poi, intervenendo in collegamento durante il Festival Open a Parma, Giorgetti ha detto che l'intervento sul bollo auto "sarà ovviamente strutturale. Siamo intervenuti con un decreto legge, dobbiamo fare gli accordi con le regioni e quelle a statuto speciale per essere pronti dal primo gennaio, nella legge di bilancio il provvedimento sarà esteso temporalmente con suggerimenti di estensioni e di allargare la platea. Naturalmente tutto dovrà essere ricondotto alla possibilità e alle compatibilità finanziarie".  

Il provvedimento "è stato sofferto perché abbiamo studiato a lungo diverse opzioni. Con i colleghi europei siamo in grande difficoltà su come intervenire su aumenti prezzi benzina e gasolio. Noi avevamo adottato una politica sulle accise ma era insostenibile finanziariamente. Il segnale sul bollo auto, dopo verifiche e tanto lavoro, era quello che andava, diciamo così, sicuramente a beneficiare gli automobilisti. In modo assai semplice non richiede autocertificazioni o Isee che di solito complicano la misura". 

18 set 2026

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